Skip to main content

Full text of "Opere del consigliere Gian Lodovico Bianconi bolognese ..."

See other formats


This is a digitai copy of a book that was preserved for generations on library shelves before it was carefully scanned by Google as part of a project 
to make the world's books discoverable online. 

It has survived long enough for the copyright to expire and the book to enter the public domain. A public domain book is one that was never subject 
to copyright or whose legai copyright term has expired. Whether a book is in the public domain may vary country to country. Public domain books 
are our gateways to the past, representing a wealth of history, culture and knowledge that's often difficult to discover. 

Marks, notations and other marginalia present in the originai volume will appear in this file - a reminder of this book's long journey from the 
publisher to a library and finally to you. 

Usage guidelines 

Google is proud to partner with libraries to digitize public domain materials and make them widely accessible. Public domain books belong to the 
public and we are merely their custodians. Nevertheless, this work is expensive, so in order to keep providing this resource, we bave taken steps to 
prevent abuse by commercial parties, including placing technical restrictions on automated querying. 

We also ask that you: 

+ Make non-commercial use of the file s We designed Google Book Search for use by individuals, and we request that you use these files for 
personal, non-commercial purposes. 

+ Refrain from automated querying Do not send automated queries of any sort to Google's system: If you are conducting research on machine 
translation, optical character recognition or other areas where access to a large amount of text is helpful, please contact us. We encourage the 
use of public domain materials for these purposes and may be able to help. 

+ Maintain attribution The Google "watermark" you see on each file is essential for informing people about this project and helping them find 
additional materials through Google Book Search. Please do not remove it. 

+ Keep it legai Whatever your use, remember that you are responsible for ensuring that what you are doing is legai. Do not assume that just 
because we believe a book is in the public domain for users in the United States, that the work is also in the public domain for users in other 
countries. Whether a book is stili in copyright varies from country to country, and we can't offer guidance on whether any specific use of 
any specific book is allowed. Please do not assume that a book's appearance in Google Book Search means it can be used in any manner 
any where in the world. Copyright infringement liability can be quite severe. 

About Google Book Search 

Google's mission is to organize the world's Information and to make it universally accessible and useful. Google Book Search helps readers 
discover the world's books while helping authors and publishers reach new audiences. You can search through the full text of this book on the web 



at |http : //books . google . com/ 



-^^»s^ 



.^J.'- 









oogle 



*4.A.t.:A^ .V 




THE LIBRARY 

OF 

THE UNIVERSITY 

OF CALIFORNIA 



PRESENTED BY 

PROE CHARLES A. KOFOID AND 

MRS. PRUDENCE W. KOFOID 



• 



k ' ,. OPERE 

DEL COIfSIGLIBRE 

GIAN LODOVICO ^BIANCONI 



BOLO GNESE 

Miraaino deIìLa corte di Sassonia 

rilESSO LA S. SEDE. 



VOLUME SECONDO . 



Digitized by LjOOQ IC 



\ 



s 



Digitized by LjOOQ IC 



LETTERE 



AL IVIARCHESE 



FILIPPO HERCOLANI 

CJAMBERLANO 

DELLÌ MM* LL. n. RR. ED APP, 

Sopra alcune particolarità della Baviera y 
ed altri paesi della Germania. 



MILANO 

IfEIXA XIPOGBAFIA BB' CLASSICI ITALIANI 

contrada del Bocchette y 'SP 2t536. 



ANNO i8o:t. 



5^-^^l/v 



• 
\ Digitized by LjOOQ IC 



Digitized by LjOOQ IC 






S. 



E tanto oprò coff armonia de* carmi 
Nel regno etemo de le pallida ombre 
U addolorato sposo if Euridice , 
Tu f novello Demostene , nudrito 
Quasi f e cresciuto nelle greche scuole , 
O nel Foro roman y superbo un tempo 
Di sacri ingegni , or di ruine , e d* erba , 
Filetore gentil ^ che oprar non puoi 
Qualor stanco di ber del puro fonte , 
Che aprì con V unghia il meduséo Cavallo ^ 
Deponi il plettro , e di vergar ti piace 
Dotte carte spiranti odor tulliano!* 
Mercè di quelle , onde da V Elba Unta 
Sin or di sangue , or più tranquilla b chiara 
Fer le porte non pia schiuse di Ciano , 
Dono mi festi , e che non vidi? Vidi 
Cose non lette y e non intese in pria ; 
E mercè del tuo stile , e del tuo ingegno , 
Che a gli occhi altrui le pia lontane cose,^ 
Qual britannico vetro appressar suole y 
Vidi ignite contrade ^ e genti ignote; 
E benché a T Istro in riva ^ e al piedol Reno , 



Digitized by LjOOQ IC 



)( VI )( 

Di scorrer mi fu dato a parte a parte 

Del Bavaro Signor V Augusta Reggia^ 

E mirar vi potei' palagi , ed archi , 

Antichi Temp)^ e colorite tele, 

E marmi sculti da scalpello industre ; 

De la Grecia, e di Roma illustri avanzi^ 

E i ridenti giardini , ^uai già /uro 

Le molli Tempe Jra V Olimpo , e V Ossa . 

Io guasi a 'schiera a schiera i pregi immensi 

Conobbi f e vidi » che Jan ricca e bella v 

Al par del sole ^ la magnanim* alma 

Di queir invitto Prence ^ a cui dovea 

Stampar devoto^ e in supplichevol atto 

Su la benigna destra un umil bacio . 

Se il giuria più fiate y il sai , Bianconi^ 

E V Elba il sa^ lungo il cui margo amico 

Oh! queste volte ^in su V arena io scrissi: 

Pria che V Ausonia terra , e il Ren riveggia , 

Me Monaco vedrà ^ vedrammi in riva 

All' Iser <f Ermelinda il gran Germano ; 

H gran Germano di Colei , eh' è Nume , 

E del sassone suol delizia e cura . 

Di Lei y cui scherzi t o rida, o parli, o taccia, 

O sii inglese destrier cacci le fere y 

E or grave , ed or veloce in danza muova 

L àgili piante Ay che il suol non tocchi \ 

O su i saltanti ed agitati bossi 

Or fugga y or rieda, e meraviglia desti 



Digitized by LjOOQ IC 



)< VII )( 

Sua eburnea mano , e le maestre dita 

Formin concenti inusitati ^ » novi; 

O a le doln sue rime ^ amor spiranti , 

Soan accoppi armoniose note ; 

Portamento regale y atti cortesi ^ 

Grazia , <anor , leg^adria seguon per tutto . 

Di Lei d' ingegno y e di saper fornita , 

Che clemente e benigna i sensi intemi 

Dischiude y ed apre in peregrini accenti; 

E qualor d* ascoltarla io m* ebbi in sorte 

Del suo labbro versar non sua /avella y 

Ermelinday diss* io y nel suol Germano 

Now^ già, ma nata è del bel Jiume in riva y 

Che irtigOy e parte il.seduttor Parigi y 

O su le sponde del purissim* Arno 

Saggia ne bebbe il favellar soave; 

Ond* è y che sì del suo favor fa dono , 

E Italia onora y e de V Italia i figli . 

Così giurai pien di desire un giorno : 

Ma un Dio , sì un Dio , benché fanciullo , e cieco , 

In quel bivio fatai m* assolse e vìnse , 

E i giuramenti miei derise^ e infrànse. 

Ah ! che' non ponno di leggiadra Ninfa 

Soavi cenni , e lusinghiere carte , 

E da sì bella man vergate , e scritte f 

Tu pure allor che ad ammirar ne gisti 

Dei sette Colli V opre antiche e neve , 

Tu di 0ÌuffMre in seno u la reina 



Digitized by LjOOQ IC 



)( viu )( 
Del mar partenopeo vlgevi in mente . 
Di veder nel pensier già Jitto a9evi 
Di Sincero la tomba, e il ¥Ìcin masso ^ 
A le cui dure viscere per entro , 
Sovrumano lavor , scalpello audace 
Ai passeggieri , e ai coechi aperse il varco . 
Erudito stranier te pur chiamava 
Queir antica Città, da cui la sorte 
Vuol j cV io traessi il nome , onde mi vanto ; 
Città ^ che per età molte si giacque 
Tra 7 Vessevo y e tra 7 mar sepolta ed arsa ; 
E eh* or per opra del Menarca Ispano, 
De gli studi y e de V arti Apollo , e Nume , 
Dalle ceneri sue V altera fronte 
A novo Tito estolle , e omai risorge . 
E surgon seco a nova vita il curvo 
Marmoreo anfiteatro , e illesi e salvia 
Del tempo ad onta^ i fragili papiri ^ 
E le tripodi aurate ^ e i sacri vasi ^ 
E i femminei ornamenti ^ e guanto allora 
De la vita addolcir potea le cure ; 
E le vaghe pareti , e i bronzi y e i sassi 
Forse da t eraclio Zeusi, e da Fidia 
Al vivo sculti, e colorite al vivo . 
Le guai , degne di cedro , e al Mondo sole , 
Da fedel man delineate , e tratte 
Da' regj torchi a le venture etadi. 
Se dal gievin Fernando y in cui riposta 



Digitized by LjOOQ IC 



)( « )( 

Ha sua speme V Italia ^ in dono ottenni ^ ' 

Opra fu di Colui , che intento^ e amko 

^' liberali, e piii severi studf^ 

Di Partenope amor , di Re Ministra , 

Provido i dritti altrui sostiene , § puote 

jy immensa lode meritar tributo ; '' 

E ^ual Memore saggio a regger gmti -. 

D* indole ^aria , e a moderar pia Regni 

La mente j e il braccio avvmOuros^ aditetrù 

Del suo real Telemaco , non anco 

Per la tenera etade ardito e fermo. 

Ma al Dio , che a V alme più gentili tmpéra , 

£ che ugualmente di sue Jìamme ineenée 

I regj alberghi y e le capanne umili j 

Di troncar piacque a* tuoi desir le piume r 

£ la vaga tua Dea , che tanti pregi 

Di rirtii , di bellezza in se nasconde , 

Quanti ne V alma y e nel bij, viso aduna " • 

IjU mia cotanto sospirata Irene, 

Al tedesco terren tornar f impose . 

S* io r ho amata , Bianconi , il $ai tUy-e sullo 

Chi del cuor nostro ogni segreto vede . 

ZVè certo sì vezzosa , e ben formata 

Era la Deuy che dal mar nacque, « sorte y . 

ZVè tante grazie in lei piovean dal Oielo, 

Allor che Ueta ne la valle Ideuy 

Superba di h stessa y e del suo vol^y 



DigitizQfJ by LjOOQ IC 
li. ' 



)( X )( 

Quasi presaga de* trionfi suoi , 

Al tryano PasUr si voIsb , e disse : 

Bella è la doUa Palla , e bella è Giano ^ 

Ma se lo soffra in pace e Giano ^ e Palla ^ 

E de V arti , e de V aria ahhian V impero , 

£ mia sia la vittoria , e mio sia il pomo . 

Che 5* io le Bgggie a venerar mi trassi 

Del tuo SoiTanOt e del maggior Monarca, 

Sotto li cui possenti j e sommi auspicjy 

Pili secoli nel del volgonsi in giro , 

Dacché tff attori, e palme altera e corca 

De V Aquila regale a V ombra crebbe 

U arbor , di cui son io germe \ e speranza , 

Fu per /are al natio nido ritomo 

De la mia Dea^ de la sua Jè piit degno; 

E nevischi eh* io corsi y e ne V orrore , 

Che attonito provai allorché €p armi 

Vidi gran campo , e d* animai y di genti 

Del bellicoso Dio Jieri seguaci ; 

E infelici Cittadi y altre fumanti 

Ancor di sangue y altre d* assedio strette ^ 

Altre da ferrei accesi globi stese , 

D* Uio 9 e di Roma imagini funeste , 

Irene era mia guida y e mio conforto; 

E la memoria de' passio giorni y 

E la soave ed infiammata speme 

Di rivederla y e favellar con lei 



Digitized by LjOOQ IC 



J 



)( XI )( 
La lontananza mi rendean m$n dura . 
A chi M doppia cote ha il ^petto cinto y 
O a chi gusti , come Binàldo y ' H ^onte , 
Che fa col lento mormorai^ talora 
Pastori € viandanti a lejres^* as^ue 
M Venire , e berne V amoroso oblio , 
Del sollecito mio pronto ritomo 
Forse fia la cagion debile e lieve. 
Ma tu , che in servitù fosti pie voile 
Del yincHor dei cori , e eh* or ten vài 
Lungo le sponde 4^ Ifs placida Elba 
Per aurea chioma ^ e per azxHrre luci 
Dietro al suo carro incatenato e vinto ^ 
Dimmi y Biancon y se da incolpar son io ? 
Che se gli strali men possenti e' crudi 
Cupido avesse , e men severo il guardo , 
Saria pia grave , e d* ogni scusa indegno 
H fallo if Annibàl y che in Capua ruppe 
A le vittorie y a^ suoi trionfi il corso; 
E sarian nuda polve y e steril erba 
Gli anfiteatri y e gli archi y i templi y e Roma, 
Ma tempo è ornai , che al prisco ovil richiami 
De V Arcadia gli armenti , ed i fanciulli 
Chiudano i rivi , che assai bebie il prato . 
-^ r Augusta Ermelinda , e a t Immortale 
Tuo Signor , suo Consorte umil ti prostra » 
£ da V alma regal crescente Prole , 



Digitized by LjOOQ IC 



Di Lam^ar ' ^ «»«*• """*• ' ''"^ 
GU eccelsi aus^ * «^ '* >^'" •»''"»""■ 

Ite! sossonito ci*U astro Uu*nU, 



Digitized by LjOOQ IC 



LETTERA L 



GEIfTlLISS. E KIVERITIS», 

i 
SIGNOR MARCHESE. 



Dresda li 2& Ottobre 1763. 



M. 



Li rallegro infinitamente y gentilissimo Sig. Mar* 
chese , che nnalmente vi aiate detcrminato • nel ritor- 
no , che fate in Italia , di passar» per' Monato di B*a- 
viexa^ Vedi'etc quella Qttà, alla (juale Gustavo Adol- 
fo Re di Svezia , dopo averla presa e considerata , 
augui^vasi poterle adattare sotto tante rotelle , quan- 
te bastassero per istrascinarla sino a Slockholm . Ve- 
drete , che Monaco ha più merito di quello , the i 
forestieri per lo più s' imaginano , e vi tn^'erete pa- 
recchie di quelle cose , che per ahre Città della 
-Germania cerchereste in vano , e che tant^ piaccio- 
no al . viaggiatori curiosi , quale voi siete • Non vi 
maiavlgllerete , quando vi dirò , c1ie vi sono molti 
de* Bavari , i quali non sanno quai tesori possegga- 
no nella . lor Capitale ^ percèìè avrete veduto quasi 
sempre dappertutto, che i forestieri eruditi sono me- 

1 



Digitized by LjOOQ IC 



)( A )( \ 

glio ìnforsMd dell» doH <f im "piese , che iMm b 
sono i cittadini medesimi , che tra esse sono nati , 
ed allevati . Io mi ricordo , clie essendo a Parigi 
condussi uno dei dotti letterati di quella ^an Cltti 
a vedere per la prima volta il famoso Cammeo , 
clic conservasi nella Santa Cappella all'antico Palaz- 
zo dei Re ; e pare ^ueil* illustre Francese sapea me- 
glio di me tutte le antichità di Roma y e conoscea 
Atene , e Cormto al pari fors« di Versailles , e di 
Marll . Quanti eruditi vi sono in Bologna , che ap- 
pena sanno esservi poco cBttanti dai borghi nostri al- 
cune non mediocri reliquie d* antichi bagni roipani , 
e quanto pochi sono quiUi, che le hanno diligente- 
mente visitate I Ad j^um noscenda ( dice Plinio il 
giovine «cri vendo a Gallo ) iter ingredij transmit'» 
tere mar$ solemus , ea sub oculis posita negligimus , 

Acciocché , Marchese gentilissimo | non andiate 
H rischio di cadere in mano d' uno di costoro , che 
a Monaco forse più che altrove sono frequaati , per- 
mettetemi^ che io, benché tante miglia lontano , vi 
«ienra di guidi,, giacché le inudite vicende delia guer- 
ra tri! obbUgarono , come sapete , a dimorare oltre 
ad un mno con una parte della mia Real Corte la 
questa Città , ove portammo dalla Sassdhia i neutri 
fochi , ed i nostri raminghi Penjati . 

Preparatevi adunque a ricévere sino alla vosM 
partenza da Vienna wirie mia lettere alquanto più 
lunghe , e pii\ «rie del solito , nelle quali vi dirò 



Digitized by LjOOQIC 



.)( 3 )( 
queHOy the sopra Monaco, e la Baviera mi sttm* 
derk ^esentando alla mente . Ih ogni caso ^erViran* 
no almeno a mostrarvi il desiderio y c\m avrei d' ae* 
eompagnarviy e che supplisco quanto per me si 
pilo a questa impossibilità. 

Prima d' ogni altra cosa mi conviene «oM'sfare 
ai doTcri di Cortigiano , e dirvi , che le due qui ac- 
chiuse lettere sono raccomandazioni , che ho 1' onor 
di mandarvi , e che vi mostreranno come qui si pen- 
sa tuttavia a voi y e come vi sit te amato . QutlU per 
r Elettore è della Principessa Reale di lui Sorella , 
ed io come buon concittadino non ho voltila , che 
per altro canale siale a lui presentato . 41 Principe 
Ereditaria-, che m' incafica salutarvi , volea anch' egH 
darmene una per P Elettrice ; ma dappoi hammi co-« 
mandato di dirvi , clie quanto prima dovendo egli 
scrivere alla di lui Sorella pev tutt' altro , le farà 
mendone »ru:he di voi , e che quando le parlerete , 
basterà dirle, che siete il* Marchese Hcrcolani . L'al- 
tra per la Duchessa di Baviera h delia Contessa di 
Lodron Maggiordonna Maggiore , la quale per pa- 
rentesi vi manda mille saluti • 

Giuntò che sarete in Monaco , presentatevi su- 
bito al Signor Conte di Callemberg , Ministro pie* 
nipotenziario del Re mio Signore, che al ve<|ere di 
queste lettere vi condurrà tostamente alla Corte.. 
Troverete in lui un gentil Cavaliere cortesissimo , ed 
al sol vederlo Io riconoscerete per Sassone, giacché, 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 4 )(• 

conw v' ho fatto , notar qui , questa Nazione h* un 
non so quale atticismo , ed urbanità a lei panicoia* 
re, e che agevolmente la distingue dagli altri abi- 
tanti della Germania . 

Prima però , eh' io cominci a farvi da Ciceré» 
re, permettetemi, eh* io vi dica, che 1* Elettore di 
Baviera è un Principe affabile , pieno di clemenza , 
e bontà .«^ Egli è benissimo fatto di persona, e tal* 
mente destro , che non v' è esercìibio , in cui non rie- 
sca per eccellensa . Ha il cuore generoso , giu^o , 
e grande., e lo riconoscerete da qviesto , che ha vo- 
luto assolutamente pagare gì' immensi debiti , lascia- 
tigli per It passate guerre da* suoi antenati, benché 
«ir esempio di tant' allrl | infinitamente più piccoli 
, dì lui , avrebbe forse potuto allegare , che V Eletto- 
rato anch* esso è un fideiconunisso sagrosanto , ed 
•incapace d' aggravi , 

Indirizzategli pur la parola in Italimno, giaceh' 
egli possiede perfettamente la lingua nostra, non 
meno che varie altre . Parlategli della ^assonili , e 
della Principessa Reale sua Sorella y e sarete sicuro 
di piacergli . Si può dire , che è anche più amico , 
che parente del Re suo Suocero , e che non s' è 
mai dato asilo più bobite , più generoso di quello , 
che questo gran Principe , invitandola , volle dare 
alla Real Famiglia Elettorale, ed a quanti ebbero 
r onore di seguitarla . Crediatemi pure , che in Mo- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( S K 
naco non abhkmo ayuto altro cattivo momento » sa 
non quel solo | in cui ne siamo partiti • 

L' Elettrice alla rara di lei bellezza u&isce le 
doti tutte , che cpialftìc^no la Remile sua Gisa , e che 
voi avete conosciute alla sorgente • 

Inchinerete ancora la Principessa Gu>seiFa, So* 
rella dell' Elettore , e^i al Palazso Max la Duchessa 
sua Cu^na . Questa vi presenterà ( com* io spero ) 
ella medesima al Duca . Clemente suo Marito, e ve- 
drete con quanta degnaal.one ^artte da tutti ricevuto* 
Quella Principessa è un prodigio di spirito y e ardi- 
sco, dire, che dopo la mia Padrona, che come ave- 
te veduto y dee chiamarsi un portento di bontà e di 
talento, io non ho mai sentito in vita mia parlar 
meglio , né con maggior precisione . Mettetemi , \i 
prego , a' suoi piedi , e baciatele per me profonda- 
mente la mano , in contrassegno delle infinite obbli- 
gaztoni , che le professo . 

lo V* ho prevenuto ben volentieri su questo , 
primieramente perchè soa sicuro del fatto mio , se- 
condo acciocché di nuovo notiate , che quanto sono 
più grandi i Signori , tanto pii\ sono trattabili , e be- 
nigni . L' orgoglio i e V alterìgia- ne* paesi colti nori 
è perdonabile in oggi, che ai piccoli ingegm, • 
mal educati , . imperciocché , come didt Celso , levia 
^ ingenia , qtéia nihil habent , nikii sibi detrahunt . 

Scusate , caro Marchese , se troppo forse v* ho 
prevenuto intorno la famiglia Kleltorale , qua^ che 



Digitized by LjOOQ IC 



.)( 6 K 
ir* avessi voluto torre il piacere di conoscerla da voi 
medesimo . Ne' miei viiggi ho provato, che non è 
mai inutile 1' aver qualche previa idea d^ Principi , 
ai quali ^bbiam presenferci . Ve la formerete voi 
medesimo in appresso , quando avrete V onore d' es7 
«fere a lei vicino , e son ben certo , che la troverete 
anche maggiore di quella , che or v* annunzio . 

Fatti che avrete coisti ossequj , che nel Mon» 
do cortigianesco non soffrono il menomo indugio , 
domandate di vedere a parte a parte la Residenza , 
o sia il Palazzo Elettorale . Questa è un immenso 
edificio , con regia liberalità inalzato sul principio dd 
passato secolo dal Duca Massimiliano , che ne fu 
egli stessQ r architetto . A voi non è ignoto , che 
questo Principe, in ricompensa d* essere stato d so- 
stegno della Casa d' Austria in queir orrida guer- 
ra della Boemia , tu il primo di questa Casa dichia- 
ralo Elettor dell*. Impero , in luogo di Federico Pa- 
btioo , che ne fu spogliato . 

La prima cosa , che dovete proccurar di vede- 
re f sono gli appartamenti , quelli appunto , ne' quaU 
hanno idtimamente alloggiato il Principe , e Princi* 
pessa Reale di Sassofìia , è gli altri , che furono d^ 
Minati ai Prìncipi Alberto , e Clemente . Se i prk&i 
sono ancora coperti de' medesimi arazzi d' allora , 
voi vedrete una serie di tappeti bellissimi , e vera- 
mente principesclii . Rappr^entano alcuni i dodici 
mesi dell' anno in figure che pajono di Lodovii;o , 



Digitized by VjOOQ IC 



K 7 K 
tanto aono elleno belle , e grandiose , ei aluì le ge«> 
sta antiche di Otone di WiteUpach . Sono disegno 
tutti di Pier CandKdo, ed eseguito con somma bra- 
vura da varj maestri fiamminghi , che a quest' efletto 
furono fatti venire allora a Monaco dal suddetto 
Elettore Massimiliano . So quai belle cose in questo 
genere possegga la Casa Hercolani ; co^ è ben di 
dovete , che voi più d' ogni altro ne facciate il pa. 
ragone . Se mai per fortuna' incontraste da vedere 
le stampe in rame, che di codesti arazzi furono an- 
ticamane intagliate , prendetele sopra la mia parola , 
perchè sono rare , belle , e ricercate ; e vedrete in 
esse la stima y che 'di questo lavoro fecero Bn d' al*' 
lora i conoscitori. Per quanto asserisce il Doppel- 
jaajr nel suo trattato àé^ Artefici norimberghesi » 
furono intagliate da Gustavo Ambling valoroso allie- 
vo delF £delkick . 

Io non so se note vi sieno V opere di Pier Can- 
dido, perchè non so se ve ne sia alcuna in vista ^ 
pier r Italia « In ogni caso quattro pitture di costui , 
compagne 9 rappresentanti quattro fiumi, veder po- 
trete un giorno iit casa mia a Bologna , le qiuili io 
c^ofiiprai due anni sono in Baviera .. Saprete però , 
che quest' insigne artefice era nativo di Bruges in 
Fiandra , e che chiama vasi Pietro di Wn , cogno- 
nae , che in quella lingua significa bianco . Ei lo tra- 
dusse poeticamente in Italiano , probabilmente per 



- Digitized by LjOOQ IC 



)( 8 )( 
non ispavcntare i Fiorentini, quando passò in To^a*^ 
na a sludiar sotto Giorgio Vasari. 

Le^ soHlltc di questi appari amtnti , coi^e pnre 
gli eruditi fregi , che lo cor«i»no , sono tutti opeiie 
del Candido , e se bene il considererete , veórett , 
che lo scolile questa voka si nel disegno , che nel 
colorito ha sorpassato il Maestro . Egli ha però sem- 
pre conservato quel poco di secchezza, che paitico- 
iarmente nell' opere della scuola toscana si osserva . 
Voglio supporre , com' è probabile , che Candido 
entrasse nella scuola del Vasari , dopo 1' e^iime 
delle sue Vite , cioè dopo l' anno i568, per non 
fare il torto ad un tawito Scrittore di sospettare , che 
a bella posta egli avesse taciuto nel suo librò il no- 
tne di cofitoi , frattanto cìte ne ha lodati tant* altri 
al nostro certamente inferiori s Ma purtroppo gK uo- 
mini, e massime il Vasari, sono talvolta inesplical»- 
ìì y ed. al pari dell* anime di Virgilio 

Quisque suos patitur manes» 

Comunque siasi , Pier Candido k un valentuomo, 
e per tale fu riconosciuto dal Duca Alberto Quinto 
avo di Bfcssimiliano , e gran giudice nelle arti , e 
nelle scienze ^ il quale verso la fine del suo regno , 
fermandolo in Monaco , fecelo interamente euo • 
Massimiliano poi ntVì innalzare questa gran fabbri- 
ca non si scostò mai dal parere di costui grand* in- 
if»ndente di scultura, e, come il Vasari, an<^ d' ar- 
cliltettut'a. Suoi infatti sono i disegni di quasi tutti i 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 9 M 
bronzi , dei. quali è estremameiite ornata, delle fon- 
tane , degli stucchi , dèh volte . In somma Fier 
Candido fu 1* aUiellitore , e 1' i^pamtore di queito 
gran Palazzo, che fino ad ora non ha pari in Ger- 
mania , seppuii non fotte quello della Casa ài Bran- 
demburgo a Berlino , <^e tanto mi dttpiaee non abr 
biate veduto . 

Osservate, \i prego, con attenzione i camini di 
marmo, che per queste camere anderete incontran- 
do , com' anche i butti , che aopra vi sono colloca- 
ti , e poi ditemi se può farsi cosa di miglior gusto , 
e più grandiosa. Gii è tanto più necessario , che K 
guardiate , che presentemente per la nostra Italia si 
vanno annualmente , come anticaglie , «d imbaraz- 
zi , distruggendo i bei camini ,, che tanto 'Costaronto' 
a i nostri buoni antenati , ed in loro vece si fabbri- 
cano certi meschini focolari, che al più fanno pom- 
pa d' uno specchio , o di poclie tazae di porcellana , 
che vi si spargono sopra , misero on>amento in pa- 
ragone dì quelli ^ de' quali sono stati spogliati . So 
che in questo imitiamo , è vero , i Francesi , ma 
itnitandoli non riflettiamo , eh* essi non avevano , che 
poco di buono in questo genere da demolire y e che 
quanto essi yi gtiadagnanq , altrettanto andiamo noi 
quotidianamente perdendo . 

In mezzo a questi appartamenti v'^ò la gran sa- 
la di comunicazione^ la quale chiamasi dell' Impera- 
dorè , ove vedrete la sofEtta bravamente dipinta • 



Digitized by LjOOQ IC 



)C IO )( 
Sul camino V è di grandezs» naturale una statua di^ 
porfido, che dioesi rappreaentare la Virtù, raro or- 
nameniOy Ofonque troviai ; in Germania poi rarisai- 
mo f e aingoiare • 

Ma a prepoillo di ^tne di porfido , non posao 
trattenermi di deplorare qui di passaggio una perdita 
forae irreparabile da me fatta y quattr' anni sono , e 
di ciH qui a Dresda non t'/Iio mai parlato, perchè 
il discorso non me n' ha fatto sovvenire • il Sig. Ric<^ 
cardo Gaven Gentiluoìno Inglese , che ha molto viag- 
giato per il Levante , e nell* £gttto , avea portato 
via dair laola di Delos due bei tronchi di statue dì 
por/ìdo , che colà da tanti secoli mezzo sepolti già- 
ceano ^ Uno di questi egli trovò vicino a quel piede- 
alallo , che porta un' inscrizione del Re Mitridate ', 
della quale fanno menzione lo Spon, il Wheler, e 
il Tournefort ne' loro viaggi di Levante , e regalol- 
lo a Milord Chìsterfeld gran protettore , e conosci- 
tore delle beli' arti, e dell' antichilÀ . Dell' altro il 
Sig. Gaven ne fece a me gentil dono , e diede or- 
dine , perchè mi fosse spedito da Londra in Ham- 
burgo ; ma nel mandarlo da Bristol a Hamburgo ,' il 
legno, su cui era, perì miseramente, e peri seco 
in eterno questo prezioso avanzo d' antichità grectf 
senza che io abbia neppur avuto il piacere di veder- 
lo . Li verità che non valea la pena di durar tant* 
anni in un' Isola disabitata, e di venir si da lontano 
per Rnire col perdersi per sempre nel fondo del mar 
di Germania . Ma torniamo a Monaco . 



Digitized by LjOOQ IC 



La ^andtosa^Acala, di colè poco citante, 
merita la vostra attenzione . Biaogna indicarla ai fo« 
reatierì y perchè non so mai p^r consiglio di chi esseit* 
do stato interamente cangiato V ingresso degli appar* 
tamenti , questa , che ^ra la scala principale della 
Residen^ , adesso è divenuta inutile ed appartata • 
£ssa è un capo d' opera eoa per V ardiitettcora , oo- 
me per le grandi colonne di marmo , che ne soaten* 
tono gli ardii , o per le statue , che V abbelliscono « 
Fuori d' Italia si può dire , che quasi non ti cono* 
. scea la vera magnificenza delle scale , che formano 
una delle principali parti d' un edificio . Vedrete ^ 
che la scala di Monaco ha T aria principesca, e po-^ 
trebbe far buona figura dappertutto, anzi in Bolo- 
gna , dove a giudizio mio sono certamente le pia 
belle scale d' £uropa . 

Voi sapete, sia detto di paMaggio, che quest» 
ne' privati edificj è una delle poche parli dell' archi- 
tettura , nella quale noi moderni abbiamo di gran 
lunga superati gli anticlù . Fra le ruine d' ErcolanO 
son sicuro , che non avrete veduta alcuna reliquia , 
che si opponga a questa mia proposizione . Voi vi 
ricordate 1' angustia di que' pochi vestigi di scala , che 
vedonsi a Tivoli nella casa , che per se fabbricò 
Adriano , e poi mi direte se v' è casa mediocre fra 
le nostre , a cui quelle scale , benché imperatorie , 
non fossero troppo strette, ed incomode. Eppure 
voi sapete, che tutta insieme la Villa Adriana do* 



Digitized by LjOOQ IC 



rea eaMre . un capo d' opera , perdbè rinchiudea in 
piccolo le copie di quanto di belio avea veduto ne', 
suot lunghi viaggi quellMmperadore , che •veramente 
avea lo spirito viaggiatore , ^ifìcatorio , e grande . 
1 vignajuoli danno anche oggidì gli anticlii nomi a 
varj di questi edificj , e chiamano il Canopo un tem- 
pio semiciffcokre , che probabilmente contenea le 
statue egieie, delle/ quali molte se ne sono trovale 
tra quelle rovine , e Lumachia chiamano un* immensa 
vasca che sussiste ancora , e a cui Adriano avea cer- 
tamente dato il nome di Naumachia. Questa fedele 
tradizione rusticale mi fece tanto piacere , quando 
sul luogo la osservai , che non ho potuto a meno 
di non additarvela y giacché T occasione si è qui pre* 
sentata . 

Addio f caro Sig. Marchese . Non ho voglia , né 
l^mpo per oggi di scrivere di pia , e forse questa 
lettera non é che troppo lunga . A rivederci il pros- 
simo ordinario . Voi intanto amatemi , btate sano , e 
ricevete i complimenti di tutti gli amici vostri di 
, Sassonia .' 



Digitized by LjOOQ IC 



LETTERA II. 

GENTILISS. m RIVERITIéS. 

SIGNOR MARCHESE. 

Bri^sàn il I "No^mhre 1762. 

vTiovEm* passato ,. iri iliezzo a molte ciark , fi là»- 
sciai alle scale grandi del Palaz?!o Elettorale, fd ec- 
comi oggi fedelmente a riprendervi , Toi vi aareste 
crudelmente annojato n^ll- aspettami , se aveste sa- 
puto di quai belle cose sarò per parlarvi oggi, o le' 
la vostra impazienza lòsse è^ale all' amor , the l^ 
per voi . 

Seguitatemi adunque, e per lunga gaUerìa sel- 
ciata di marmo ,^ è che ha le volte ornate di M 
freschi,' e di stuc|^ vaghissimi, vi guiderè agli ap*- 
partamenti , che occupò sin che vwse^ T Imperatrice 
Madre del Regnante Elettore, Nel pasaarc, ch« per 
questa farete , osservate , che è ornata d* una mohi- 
tudine di nbatb d* ucmiini illustri, e sentirete, al 
par di me, una ben giusta vanità, essendo la xr^^-- 
sima parte nostri nazionali, ed anche €onrit4adini . 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i4' )( 

^ .QniKì «(Iptrtaiiiett^ , tosto che lì vedrete ^ li 
«iiìamerete per ogni ragione dppartamenti alP Italia- 
na . Furono accomodati per T Elettrice Adelaide di 
Savoja y moglie dell' E)eltor Ferdinando , la quale 
fedelissima alle maniere , e costumi nostri conscr- 
volli costantemente tutto il tempo della sua vita, né 
mai seppe dimenticaraì del suo Torino « Non v* è 
neir anime ben fatte amore più scusabile di quello 
delia Patria ; e felice colui , che non arriva ad amar- 
ne per fino i difetti , come pur troppo quotidiana- 
mefite si vede . Vi troverete adunque camere gran- 
dì, sofEtte artificiosamente intagliate' , e dorate, co- 
llie da mi costumavasi , camini , e finalmente un ga- 
binetto incomparabile , i muri del quale sono di gesso 
Castrato, ò/come noi Lombardi lo chiamiamo, di 
scagliola y con sommo amore , e diligenea dipinta a 
prospettiva , ed architettura . Sono lavorati con tal 
arre, che, a cagione del lor pulimento , vi parrà a 
prima vista vedere un ^bel mosaico , e , come suc- 
cesse a me, non li rieonoscerete , se non dopo averli 
ben da vicino guardati, e toccati. Desidero, che voi 
consideriate questo lavoro, che |Pmi ho veduto cosi 
belio akrove , p spero , che meco conchiudèrete , che 
noi ilaliant abbiamo gran torto d' aver messa in di- 
suso quest* irte , che nostra pur era totalmente , e 
die in «verità vale incomparabilmente meglio di certi 
rabeschi stranamente disegnati , e éompostt , che og- 
gi£ sono venuti alla tooda', i quali poi non hanno 






Digitized by LjOOQ IC 



)( «5 )( 
altro mento ^ che quelb d* vfn' kicongroa noviti ^ 
e deiroroy che d'ordinario li ricopre. Ma pur trop- 
po il guslo straragante è un segno sicuro dei' decli- 
vio delie buone arti , nel <piiie non possono a me* 
no di non cadere , quan<k> al colmo d^lla lor perfe- 
^sìone 8(m gtui^ , siccome della salute de^ Atleti 
diceva Ippocrat^ , ^ui cum ad summufn hòniiàih 
gr^um pervtn$riM , tumin ipso dia manere non 
possMt^ mcfwse est, nf in pejus ruant , Cangiamento 
dimile patirono gli ornati in Roma al tempo di Vi* 
travio . Ledete <|ue9to ammirarle- «icrittore in xx^ 
luoghi y e vi troverete una vera pittura del gusto , 
«he ora. fa strage in Europa : Std hmc , qum a v§r 
terikus ex tetris rebus exem^^ sumeèmmtur , mme 
imquis moriims impnAantur, l^mm pinguntur U* 
ctoriis momtra potius^ qmam ex rekus Jimtis ima* 
gines certtB . Pro colummis enim sfatmuniur emia^ 
. mi, prò fasti giis karpinetuli striati cum crispis 
foli is et voìutis . Item canàelahra mdicularum su^ 
sUnentia fìguras supra.fastigia earum surgtntes ex 
radicihis cum voìutis caUculi. teneri piures hahen' 
tes II» se sine ratione smàemtia sigilla ^ non mi^ 
nus etiam ex coliculis fioros dimidiata haòenies 
exse exeuntia sigilla ^ Ma Jimnani^, alia bésiimr 
rum capiUhus . similia . Mmc autem me sun^, me€. 
fieri possunt , nec fuenmt « Ergo ita nwi wmres 
coegerunt , uti inertia mali Judices conniveant mr^ 
fìum virtutes. Vknw. Lik.%Cap. V. Sicché spesso 



Digitized by LjOOQ IC 



•)( '6 )( 
veggiamo, che ieùmt im piscem mulier fàrmos^ 

Due pa&si vi confluiranno da questi ap(>actamen- 
ti ad una piccola , è nero , ma alia più ornata di 
twlte le^ Cappelle d* Europa , e che in Monaco m 
tlùama per ecceUenza la iella Cappella, i'er, \xm> 
deUa iiied06Ìma El^Lrice fu por questa ediécata. 
Buon per me, che fra aon molto 1^ vedrete , ger- 
thè potreste . altrimente credemn lodMi» Jii^ale . 
Non la €on^deste colla Capp^a grande di Corte, 
la qude, in oov^citzknie di. questa , nulla contiene 
.di* «ingolilre . Tutto nella pròna è animìrabile , pre- 
eìoso, e di buMi gusto; e quantunque ^sia bsn lonr 
iosa dat^ esser moderivi , può chiamarsi un gioiello 
senza pari . Oro , argento , genmie , pietre rare, che 
ottimnmente disposte , e collocale la ricoprono y ne 
Psrmeno il pregio . Non mancate di guardar tutto 
es^tamente , perchè tutto me è degno . -Quell' orga- 
no , che è a mano sinistra nell* entrarvi , e . che è 
^* argenta , d' oro , di lapislazzoli , d' avorio , e d' e- 
bano j osservatelo da vicino , perclìè è ingiofeliato di 
cammei, e d' altre gen^ne intagliate^ parte antiche, 
parte moderne \ e ccm profusione dappertutto inca- 
strate. Fino i vetri .delle finèstre, e delie mcchic 
.sono gran lastre di cristaUo lavorato a. fiori sulla ruo- 
ta, «pesa sorprendente y e starei q^asi per dire ec- 
cessiva . • 

Lascerò al Sagristsino il divoto piacere di mo- 

^trar^^' 



Digitized by LjOOQIC 



>( «7 )( 
*8trarvi le mobe RoUquie incastrale ne* pi4 b^ e 
più prexbsi Tabernacoli. Egli , fra le molte altr*, 
▼i presenterà la mano destra di S. Gian Grisostomo , 
che dovrebbe esser egualmente cara ai Cristiani » e 
ai Letterati . Se 1' autentica per la troppa antichità 
non i^Kèglia, pensate, che è qoeUa medesima, che 
ha scritte le auree^ omilie , che tante volte commos- 
aero la Corte, ed il 'popolo di Costantinopoli nel- 
V ascoltarle dalla bocca di quel gran Vescovo. Quel 
buon Re di Napoli , che portò via da Padova , con 
6Ì grande solennità , ii braccio d* un liberto , creden- 
do portarne la destra di Tito Livio , che non avrebb' 
egli pagato ad avere questa , che ha scritto cose forse 
non meno nel loro genere eleganti , e memorabili 
delle Decadi dell' Istoria Romana l 

Vi si mostrerà pure una lettera ori^nale in la-^ 
tino di S. Ignaaio di Lo)ola , scritta al Duca Alber- 
to V. p nella 'quale rispettosani^nte raccomandagli al'- 
cuni suoi Gesuiti, die il Santo mandava in Baviera 
per insegnare la Teologia nell' Università d' Ingolstad. 
Bisogna pur confessare , che questa raccomandazione 
abbia portata con «e la benedinne del Signore . 
perchè, oltre air essere la compagnia di Gesù dive* 
nuta quasi direttrice di questa Università, essa ha 
d* allora in qua cori felicemente germoglialo negli 
stati della Baviera , che in pochi , o in nessun luo* 
go della Germania con più profonde radici è stabi- 
lita , e con rami più frondosi , e più fruttiferi di* 
latata . 2 



Digitized by LjOOQ IC 



, )( i8 K 

Prtm d' arem noatrate tutte qnetle cose t io * 
tmn ho volato còndurvi al bdlitsimo appartionento » 
che coli^ chianasi dell' Imperadore , perchè da Carlo 
VII. fu id^to f ed eseguilo colla magnificenza , che 
oppuno sa, e che eguale probabilmaute troverete in 
poche , e forse in nksim' akr^ Corte d' £ur<^ . Se 
f^te un forestiere , come lo sono tan^ altri , od una 
dama , io ▼* avrei condotto qui alla bella prima » e 
forse avrei negletto tutto il restante; ma voi , pH\ 
della grandiosità , e delle ricchezze , appressate le 
belle arti , ed i loro progressi . 

Tappeti preziosissimi y marmi » broazi dorati , 
statue , porcellane antiche e moderne , ^emme inta- 
gliate , specchi , pitture , ricami , oro , argento , tut- 
to v* è distribuito con ricchesza , e buon gusto , ed 
i tal segno y che 1* occhio umano non sa più cosa 
desiderare. Crediatemi, che sd rederc di queste «a-» 
mere non vi parranno più fàvole i bel palazzi delie 
fate, o P altro 9 che a prezzo A disperato volle gua- 
dagnare quello sciocco d* Anselmo nell' Arioato . Ma 
lasciando le favole y io non ho veduto ancora nessun 
forestiere, che alf entrarvi , ed air uscirne non ne 
. fosse egualmente sorpreso . Al fondo di^* apparta- 
mento vi sono due gabinetti , 1* uno di porcellane 
antiche ^ e di specchi \ V altro di belle miniature co- 
piate con ^ma spesa principésca dai primi, e più bei 
quadri d* Europa . In quest' ultimo sul camino- osser- 
vate queB* inimitabile Orfeo dipìnto da Giacomo Ko- 



Digitized by LjOOQ IC 



X 19 )( 
nìog ■Noriilìberghese , scolaro di Adriano Vaiì dea 
Velde, che, come vi sta scri^^o ad un angolo, lo 
fece in Roma Panno i6i3. Le opere di coUui w-- 
tao di somma rarità , e per questo egli è quasi sco- 
nosciuto . Sarà sempre vero il detto di Giusto Llp- 
«io: olii habent Jamam f mlii merentur. Questo qua- 
dretto , che , a guisa della nostra Maddalena del Cor- 
reggio, è giustamente contornato di gemme, contiene 
una serie quasi infinita d' animali, attirati daU* armo* 
nia della cetra , e cosi diUgentemenite lavorati , e di- 
stribuiti per la foresta , c^e può dirsi una maraviglia» 
Questa genere & lavoro ^ che in gran parte è pazier^ 
za, e fatica , non è anch* qsìo degno d* ammirazione ? 
Unita a questa serie di camere, veramente im- 
peratorie , troverete alla sinistra ima vasta galleria di 
pitture , non meno ornata e preziosa dell' apparta- 
mento , di cui forma ima vasta parte . Voi , che sie- 
te conoscitori: , non «avete bisogno qui dell' opera 
mia , per indicar vene gli autori', ed io se volessi 
£arlo , non la finirei mai più . Non posso però di- 
spensarmi dal dirvi , che vi sono particolarmente ai- 
coni Rubens di prima classe , che riconoscerete di 
lontano , perchè questo grand' uomo non las9Ìa in- 
certo il guardo di chi lo cerca . 

Di Rubens pure troverete qui gli abbozzi , suf- 
ficientemenle finiti, della famosa galleria del Luxem- 
burgo a Parigi , e nessun pittore certamente era pia 
capace di temperare con una si bella apoteosi il do- 



Digitized by VjOOQIC ^ 



)( ao )( 
kre delb Vcdoim deli' infeike Enrico IV. Osmrrm^ 
teli beo bene, giacché non avete mai veduta qaeiC 
opera fuorché neUe stampe, e poi rìcordaten, che 
essi non sono se non un* ombra della bellesta di 
quel ' iaroro inimitabile . Rubens con una ma^ di 
colorito , e d' entusiasmo a lui particolare ha supr* 
rati, quando ha voluto, i più eccellenti pittori; ma, 
secondo me , al Luxemburgo supera se stesso , e fe- 
ce un miracolo degno del più gran Re dell' Europa • 
Dopo che et ogn' intorno guardando, vi sarete 
riempito lo girilo di belle imagini , date un' occhiata 
sul pavimento , e sulle tavole di marmo a que^ gran- 
di, e bei vasi 'di bronzo, di porcellane delF Indie, 
che qua e 1^ spani interrompono la monotonia della 
pittura , e l' occhio de' riguardanti con nuove , e strat- 
ne forme richiamano dall' estasi senza offenderio . 
Simile artificio non vidi finora in alcun' altra galleria, 
e qui per la prima volta n# ho sentito l' effetto • 
Quest' ornamento , piuttosto che frammischiare statue 
a pitture, vorrei, che s' imitasse nelle loro belle gal- 
lerie da molti Signori Romani , com' anche in Firen- 
»e , e altrove , perché a me sempre é paruto , die 
la vicinanza delle statue , ove questa s' osservi , of- 
ienda con troppa for«a la delicatezza della pittura , 
che nel fondo poi non è , che una superficie sedut- 
trice . Pare che il getto , e lo scalpello rimproveri 
ai colori in certo modo il rilievo, di cui sono man- 
canti . Le statue , e le pitture formano un» «Bsso- 



Digitiz^ by LjOOQ IC 



)( a« )< 

nama ottica incorre^ilMle , * e il non sentirla è , a 
mio credere , un difetto sinùle a quello di non 
SLrere orecchio per la musica . Fate attenaione al- 
tresì alle comici dei qua<]p , perchè sono d' qn 
belUssìmOy e squisito disegno. In somma in qu^lo 
appartamento nulla V è di mediocre , e non ho 
mai veduto colpo d* occhio più signorile , che in 
un giorno di gala la conversazione radimata in que- 
ste camere incantate^ e nella notte risplendenti a 
guisa del Sole • 

A pian terreno fatevi mostrare il tesoro, ed 
il Baione , o per dir meglio il teatro delle Jintlchi* 
tk , che in IVfonaco chiamasi V Antiquark) • Il teso- 
ro contiene le gioje della Casa Elettorale , che vi 
lascerò conriderare a vostr'agio, e vi vedrete cose 
degne della magnificensa di chi le ha raccolte. 
Oh quanto avrei bramato di potervi mostrare il no- 
stro qui in Dresda ! ma la presente ruinoia guer- 
ra ha tutto messo sossopra , benché ne' loro ma- 
nifesti le Potenze , ehe la fanno , tutte vi di* 
cane , che b fanno per la pubblica tranquillila y 
per il buon ordine della Germania, e per il be- 
ne del genere umano • Fra le altre insigni co- 
se f troverete nel tesoro di Baviera uno scrigno d' a- 
vorìo stupendamente lavorato a bassi rilievi, p ri- 
pieno di medaglie grandissime. Parte di queste* è in 
oro, ma molte delle millesime però sono assai più 
preziose per la loro bellezza e rarità, che per ilio-» 



Digitized by LjOOQIC 



)C «a )( 
fo metallo . Alberto V. le raccolte , e no fece fai*e 
una elegante deacrizione dottissima dal nostro Enea 
VlcOy che in due volumi latini in foglio, m;inoscrftia 
ancora ed inedita y colà si conserva . Questo in ogni 
senso è il più bello scrigno , eh' io sappia d' aver 
mai veduto in vita mia . Sarete sorpreso , quando sa- 
prete f che nella guerra della successione di Carlo VI. 
queste cose furono lasciate tutte , senza verun timo* 
re j ove sono , e che non ersero verun perìcolo , 
perchè gli Austriaci medesimi , rispettandole , vi facean 
la guardia . 

L' Antiquario poi dee occuparvi una buona par- 
te della giornata • Vista pie teatrale di questa non è 
neppure in Roma stessa , si per V ampiezza , e ca- 
pacità sua , che per la. bella disposizione delle anti« 
caglìe , le quali vi si conservano . Vorrei poter dire 
la medesima cosa della sceltezza di queste , ma non 
è sempre colpa de* Principi , se sono mal serviti dai 
loro commissarj . Nella gran quantità de' busti , cKo 
qua e là graziosamente collocati si presenteranno al 
vostro sguardo , ne vedrete varj ristorati da mano 
non avvezza a questo mestiere, e vi leggerete sotto 
de* nomi , che appena si conoscono nell' istoria , mol- 
to meno poi nella serie delle statue note, e traman- 
dateci dalla bella arìlichilà . Non v' è in questo mon- 
do raccolta di simili cose, che non abbia avuto bi- 
sogno di mano adjiitrice , per riparare i danni del 
tempo edace , e della barbarle degli ignoranti . Ar-r 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 33 )( 

duco cifCy CM 'ipMjttv movB .^p€Cf9 vn eMpfjgn vm^ 
ai conosce in verun pae«e meglio che in Roma ; 
perchè colà più che altrove Te n' è sempre mai sta- 
to bisogno . Io ho wdtttt larvi mirtee^ non inferìo- 
ri a quello , die fece Fra Gu^ehno della Porta 
nelle gambe dell' Ercole Farnese , e che tanto fu ap- 
provato^ da MkbckgBolo • Voleese ìàòk> , che le an- 
tics^Ue dì Monaco fossero capitate in mani cosà 
esperte ^ e meno ardile a batttzsaroe le aconosciu- 
te. Vi troverete però molte altre cose singolari, ed 

Se, che vi serviranno di sufficiente compenso . 
tevele anche per me , quando vi sarete , e sta- 
te sano . 



Digitized by LjOOQ IC 



LETTERA III. 

GBKTILI88. E RIVEAITISft. 

SIGNOR MARCHESE. 

Dresda il 4 f^ovemVf 17SS* 

Òi i^aleSf bene est; ego quiiem valeo . Dopo fui* 
tlma mia abbiamo avuti tanti spaventi , tante impor- 
tunità per questa fatai guerra » che ho creduto quasi 
mancar oggi all' impegno preso di scrivervi regolar- 
mente. Per fortuna che tutto di nuovo è tranquillo ^ 
o abn«no assopito ; cosi eccomi a voi . 

In mano del custode della Residenza troverete 
una cosa , che dovete i^edere ad ogni costo . G>n8Ìste ' 
questa in alcuni manoscritti antichi y pieni di minia- 
ture inimitabili y V istoria de' quali è troppo curiosa» 
e breve per non meritare d' esservi qui riferita . 
Non sono che pochissimi anni , che ricercando , e 
sgombrando alcuni antichi , e fino allora' inosservati 
ripostigli della Corte , trovossi in fondo d* un di 
questi una vecchia cassa di ferro , ben serrata a pia 
chiavi . Nessuno dubitò y come potete imaginarvi , 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^5 )( 
d* 9Lvet trovato un teMto ^ e ^ afettarono^ kftir^ 
la per paacer V avida rUta « Qual fu la lora sorpre- 
sa quaiulo altro non videro , che una funtàil di li- 
bri antichi, e tutti manoscritti! Non bastò per con- 
solarli , che questi volumi fossero superbamente lega* 
ti in velluto ) e cMusi con &bie dforo, e d'argento 
dorato d' mi lavoro diligentissìmo . Quanti ita quella 
buona gente vi saranno stati , che con Fedro avran- 
no detto emrbonem prò tk^ssuro^ iw$mnnis • Come 
quesu bella raccolta , e da qual tempo {asse sUta 
ìntttoata. Iddio lo sa. Alcuni credettero, che ciò se- 
guisse allor che Monaco fu preso da Gustavo Adolfo 
Re ^ Svezia . Che se la cosa è co^ » fecero gran 
torto a quei generoso guerriero, perchè, quantunque 
G0n<piistatore della Baviera , nen toccò , per qUanlo 
dicono le storie di queljempo, neppure una spilla, 
e contentossi dì fare |a \91erra alle piaase , ed alle 
armate . Egli avrebbe potuto allegare il diritto dì rap- 
presa^ia in favore di Federigo Elettor Palatino, 9110 
alleato, a cui era stato fatto gran danno, anai total- 
mente spogliato il Castello di Heidelberga ; ma Gu- 
stavo non degnossi di far uso di questo pretesto . 
Consistevano questi libri in volipni di tornei ,* e dì 
blasone della Casa Elettorale, tn un bel manoscritto 
in pergamena degli uomini illustri del Boceaccio eoa 
figure mifùate eccellentemente , in manoscritti di mu- 
sica , e cose sonili . I pi\ belli di quesb* sono due 
gran tomi in carta pecora di foima atlantica, i qua* 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^ )( 

li contai^gofìo i sette «ibni ptmtenaali messi in mu- 
sica da Orlando I^asso cdeberrìmo Mastro di Cap« 
pella dei Dnea Alberto y. La loro singolarità con'* 
siste nelle miniat-ore, che in ogni , e quantunque pa* 
gina di questi due imiiiensi ^ volumi , ne riempiono il 
margitte spaiioeissime } k quali sono d' una bellezza 
incomparabile 9 e r8{q[>resentano tutti i fstli del vec-*- 
«Uo f e nuovo Testamento ^ com* anche i luoghi fiik 
knsighi dellf istoria eccieftasticft , e profana y che vi 
hanno rapporto. Oltre a qiKste v* è una gran quan^ 
tìtk di ritratd qua e là sparsi del Duca Alberto , 
della Duchessa Anna d* Austria sua moglie , de' loro 
figliuoli» quello del compoMtore Orlando^-quelk del 
miniatore , che ha dipinto miche se stesso , e che ehta- 
mavàtì Oiovanra Mieltch . Vi sono i ritratti pure de^ 
musici pia insigni , che fiorivano allora nella Cappella 
di Corte , che era composta di la cantanti per cia- 
scuna parte , oltre il grandissimo ^ numero di stru- 
menti da corda > e da fiato di vàrie specie » e fra 
gli altri ritratti quello di Cipriano di Rote da Mali-»- 
nes^ il qi^ale fu dapoì Mastro della Ducale Cappella 
di S. Marco in Venezia, e che al servigio di Otta- 
yio Hamese morì a Parma del lS6S. In un foglio a 
parte ppi v* è tutta l* orchestra Ducale» che fo mu- 
-sica j t il Duèà Alberto , che V accon^gna . Lo 
esplicalore delle imagini, delle istorie f e degli orna- 
menti fu Samuele Quicheìbergo . Avrei troppo che 
fare, se tutti volessi dirvi gli ornamenti, e le cu- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^1 K 
rìosità , che vi troverete . Non v* è pagina, che nott 
possa servire 4i bella pittura in qualunque tcello ga- 
binetto . Massime Trojano da NapoU monco di Al- 
berto V. nel suo libro stampato 'per le nozze del 
Duca Guglielmo celebrate li 22. Febbrajo i5^ di- 
ce, chf il più ornato di questi due ÌSbn costasse tré 
nùk e cinquecento scudi . Giovamù MieUcL mori a 
Monaco sua patria del 1872 in .età 'di cinquantasette 
anni , come dal suo epitafio tuttavia ésisteifte si rac^ 
coglie . Di costui pure vedrete nella ChiflNi dei Fran- 
cescani , alla sinistra entrando , una copia assai bella 
del Giudizio Universale di Michelagnolo , la quale 
serte éà monumentb al Famoso Cancelliere di Bavie- 
ra Leonardo di Eck • V ho parlato volentieri di que- 
sto artefice , perchè credo , che non ne trover^e 
traccia ne' libri ^ che trattano della pittura ; quantun- 
que al pari d' ogni altro lo 'avesse merita^ . 

Voi sarete curioso di sapere chi fosae codesto 
compositore Orlando Lasso , aUa musica del quale 
fu innalzato uh monumento si glorioso , come sono 
questi due volumi . Era un Fiammingo j che a quel 
tempo passava per 1' Orfeo delf Europa , ed è fat- 
ta ^onorata menzipne di lui in quasi tutti i libri, che 
trattano degli uomini illustri del i5oo. Costui ùa ri- 
chiesto a gara da tutte le Corti di buon gusto del 
sub secolo . Servì per mastro di Cappella a Rom.i 
in S. Gio. Laterano per alcuni anni, poi dopo avere 
fatti varj v'aggi con Cesare Brancacci in Inghilterra, 



Digitized by LjOOQ IC 



IP Frandft fu ntl iSSy chiamato per Mastro di Gap»* 
pella di Ramerà , e poécia di Chiesa del^Duca Alber- 
to, che non ToUe mai abbandonare, preferendo sa* 
viamente un padrone intendente a quelli , che non 
erano che dilettanti . Mori in Giugno del 1893 d*an* 
ni 73 dopo esaere stato onorato del titolo di Cava- 
liere da Massimiliano II. Imperadore • Voi ne tro- 
verete il sepolcM nel muro esterno de^hi Chieaa ,de' 
Francescani, e vi leggerete un grazioso €pita£o in 
versi latini p che ne fa 1' elogio . 

Trovansi pubblicate con le stampe varie sue 
opere musicali consistenti in Messe, mottetti, ma- 
drigali, ec^ e voi a Bologna ne potrete vedere presso 
il Padre Martini un gran numero , e di varie edi- 
xkni . 

Ma acciocché veggiate, che Alberto V. non 
faceva sq|^imente cantai i sahni di David , fatevi 
mostrare un altro 13>ro poco da questi dissimile , e 
trovato nel medesimo ripostilo . Vi sono varj inni 
ecclesiastici, alcune ode latine, e particolarmente d'O- 
razio , messe tutte in musica dal suddetto OrMdo , 
fra le quali il bel dialogo fra il Poeta , e Lidia , 
che è il eapo d* opera d' Amore ^ e ^Ua Poesia . 
Da questo vedrete , che non erano tanto di cattivo 
gusto gli antichi Tedeschi , che noi crediamo incul- 
ti , aggiungendo V armonia del canto ai versi più 
v^»08Ì dell' antica Roma ; al qual fine io non ho 
mai ^ulMtato , che da Orazio non fossero composte 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ag )( 
alcune di quell'ode, che pajono richiederla* Ckì m 
<|uante volte Oraslo stesso avrà sentito cantare per 
le strade di Roma la notte accompagnato da qual* 
che greca lira il suo bello Mater sacra cupidinum » 
il Lydia bella puella candida di Gallo sotto le 
finestre di qualche Cloe , o di Glicera ? Il buon Sa. 
nazzaro anch' egli , che fu uno degli uomini di nu* 
glior gusto nel suo secolo j facea^ cantare alla men- 
sa nel suo palaz2Ìno di Mergellina dal suo schiavo 
prcdileno le elegie di Properzio sulla cetra , e ralle- 
grava con queste i suoi convitati . Nel Dosato di 
Brunschveig v* è un compositóre , che ha messe in 
musica alcune ode d' Orazio y che io con piacere ho 
sentito cantare qui in casa mia da bella dama al gra* 
vicembolo ; ma vorrei sentiiie piuttosto animate daJ- 
r armpnia deir Hasse , o del P. Martini , coteposi. 
tori degni del poeta , come il poeta ei^ degno di 
loro . 

A proposito di musica btina ho cento volte do* 
mandato a me stesso , perchè mai nelle Chiese no* 
stre, quando vuoisi cantare un solenne mottetto non 
fessi usò di qualcheduna delle migliori strofe di Pru« 
denziO) o di Sednlio, in vece di certe misere paro- 
le , parto sovente di qualche piuttosto divola , eh© 
letterata penna ? Vi sono in oltre tanti begl' inni y 
che l'antica Chiesa saviamente ha adottati ne' pub- 
Wm^ cantici ; eppure biso^ , che cedano il luogo 
ai versi leonini tf un qualche confessor di Monache, 
o di qualche altro simile poeta . 



Digitized by LjOOQIC 



)( 3o )( 

Ma quante ciarle, mi direte voi qui, à propo- 
sito della Città di Monaco? Si, Signore, io vi faccio 
o^i da Cicerone , e la qualità di costoro è stata 
mai sempre la loquacità . Lasciatemi dunque fare il 
mio mestiere , ed ascoltatemi . Voi sapete , che sia- 
mo d* accordo di scriverci quel che ci pare , e che 
non abbiamo da render conto de* fatti nostri a nes* 
suno . 

Un'occhiata ancora al teatro di Corte, giacché^ 
non dee mai un forestiere negligere di osservare que- 
•ti edi^j j che fra noi , egualmente che una volta fra 
i Greci, e fra i Romani, passar delJbono per uno 
de' principali ornamenti delle Città . E inutile , eh' ia 
vi^lca t arcliitclto di questo essere stato un Fran- 
cese . Ve n' accorgerete dubito alla qualità del dise- 
gno , ed allo moltissime dorature dei palchetti , le 
quali lo rendono^ più assai, brillarle , e lucido della 
scena medesima . Non v' immaginaste però , che tali 
fossero i teatri a Parigi , peròhè questo è bello , e 
quelli ( non ne dispiaccia alla Francia } sono brut- 
tissimi • Non è concepìbile come mai quella Nazio- 
ne , che»certo>dee passare per la piiH colta, e |a pia 
gentile d' £urop« , non sì accorga della mostruosità , 
che V* è a vedere una co^ scelta , e numerosa udien- 
za rinchiusa , e rannicchiata in una cattiva sala afiu* 
micata e tetra , e questo nel gran Parigi , nella resi- 
denza del buon gusto , e deMe belle arti , nel pae- 
se , (orse più d* ogni altro , .amico djegli spettacoli . 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 3i )( 
Vorrei quasi scusarla , s.e oltre « var} passabili teatri 
«parsi per le sue Prorincìe non avesse ^vanti agli 
occhi qaello de' Re alle TuilUries , cosa veramente 
reale , in» che al pari di quello di Parma y resta 
oggidì per la soverchia sia grandesea quasi di nes-^ 
siin uso j et mole lahmrmt sua . Sarà probabilmente 
il medesimo fatale influsso, che dirige la loro mi»*- 
sica i seppure musica può chiamarsi la psalmodia» 
che nell* Opera Francese da centovent' anni in qua 
move gli sbadigli della metà di Parigi. Gnttinuasi 
questa a dispetto dell' orecchio , e dtUa ragione ; e 
quantunque malgrado ogni sforso non abbia mai pò» 
tuto passare il Reno , o i Pirenei , preferìscesi dai 
vecchi zelanti alla nostca , che . a gona dal Sole » ha 
in un istante animata tutta T Europa, ed in pochi 
anni ha fatto ammirare col Metastasio il Sàssone ,- 
ed il Vinci da Lisbona infkio a Mosca . Non vi foir^ 
malìzzaste mai jdi questo mio sentimento sulla musi- 
ca francese. Kon solo esso è il medesimo, che avrete 
voi pure qùjoido la conoscerete , ma crediatemi , che 
cosi pensa la più sana parte della Francia stessa , che 
che si dica il pop(4o. Non è possibile trovar bello 
ciò, che par fatto apposta pei^ annojare. G presen- 
tino i Francesi una musica eguale in beQezrza aUe 
loro tragedie ed alle commedie, e vedranno allora 
la nostra ammirazione. Ma par rivenire 'ai teatri de*- 
sidcrerei , che qnaleheduno de' nostri rìgidi concilia-^ 
dini , ai quali punto non piace il nuovo editato in 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 3^ )( 
BdogQa, per mcgUo ^udicarei vedessero come son 
fatti cert' altri; Io sempre ho creduto, che il teatro 
moderno con tutti cpiei buchi y che noi cfaiamiaiiM) 
palchetti I i quali lo rendono quasi simile aÙe cata- 
combe y sia un ecK&cio in se stesso mostruoso , ed 
incapace di conciliare i comodi oggid]l necessar) colie 
buone regole dell'architettura lasciateci pei teatri da 
Vttruvio, e che ottimo sia quello /che ha maio di- 
fetti . Malgrado però questi / e forse ihcorrigìbili' 
svantag^ , chi ardirà mai dire , che bello non sia il 
teatro di Torino I di Manheim» o qualunqu' altro in 
£uropa , che a questi due si rassomigli ? Si damfio 
•erte cose nel Mondo » che hanno difetti essenziali , 
i quali non pormo correggersi senza la dirtruzione 
della cosa stessa . Forse che cangerò sentimento , 
quando avrò letta una dotta dissertazione, che sa 
questo argomento so essere stata scritta dal Sig. Ca- 
valiere del Pozzo letterato Veronese ^ certamente più 
d' ogni altro, capace di convertirnn . 

La fontana ornata di statue di bronzo , che nel- 
r uscire dal palapM) incontrerete, è degna certamente 
d* essere in una delle nostro migliori piazze d' Italia . 
Que' qi^ittro immensi leoni di metallo , che su gran 
base di mamào custodiscono le due principali porte 
della residenza , e quelle stMtue gigantesche di brG%i- 
zo , le qual^ siedono si nobilmente su i loro fastigi y 
sono tutti ornamenti ( tomo a dirlo ) disegnati dal 
valoroso Pier Candido , a cm la Baviera è tanto de- 
bitrice 



~ Digitized by LjOOQ IC 



. - K ^.^ J< • 

bilrlce di belte cose , quanto egli lo era del buca 
fusto alP Italia , e dell' eleganza e venustà a Firenze . 

Vane altre cose mi retter^bero ancora da 
indicarvi , ma vogtio lasciar ^lalohe ' èosa da fare 
all' Inspettore , quando meneravvi in giro . Questo 
è un genere di persone ,, che dsà for«f tieri non 
dee mai irritarsi, e facilmente si offendono costoro , 
se taluno vuole entrare nei loro lÈBritti . Vi racco- 
mando solo a farvi condurre nel gran giardino di 
Corte, aè" quale, quantimque sia fuori delle mura 
della Città, andar potrete dal palazzo per un #ov- 
ridore coperto . 

QiA por troverete varie cose d^ne della ▼OMra 
ciiriisità ,* cioè nuove statue <U bronzo , fontane , bei 
viadi , ed^dtri omameiiti . Considerate quel portico 
di cento vent' archi, quotidiano ombroso diportp defi- 
lé i>eUe dame della Corte , e della Città . Quand* io 
v' aodava , vtmvami tempre in ménte quella celebre 
passeggiata sotto i portici di Livia , che tanto calda- 
mi^ntp fi raccomandava éa Ovidio a' suoi discepoli . 
nell'antica Roma, com'io racconianderei a voi que- 
sta, st }a stagjlone ve lo permettessi^ VaU . 



Digitized by LjOOQ IC 



LETTERA IV. 

"■' GJOniLlSS. n RtTEMTISS. 

* S I G N QVk MARCHESE. . 

* Dfwsds gli 8 Notmttre ijG^ 

XioN saprei più tràtteliermi dal parhm dtlk Bt* 
bliOÉftca EktttMrrié'. fiasa non è gà coUocaèai; Snella 
Resiiansay che abbiami» percorsa, ma in* poca dì** 
alaiwa cecina ima parte dell' antico CaateHo^il ^pi»> 
l^^^ryiva d' abitaaione aU' Imperadove Lodovico il 
'# Iti^o . Vedrete che q^e^^ta Castello non è vefieran^ 
éot^j che per la tua Tecekieaaa , e per la B w mqr ìa 
delle gran ooae, che come atfe^e ooataitmo tanfef 
kgrinie aUa travagliata Italia • In queste medesinM 
abbandonate sale, per h qoali passerete^ ft aHmei^ 
%^ la funesta fUione de* Ghibellini^ in esse si con* 
eepivano certamente que' progetti , per i quali il buon 
Francesco Petrarca affliggevasi, e pieno di cele di- 
ceva air Italie : 
\ Non ¥* accorgete ancora a tante pro9C 
Del havarico inganno , 
Che alzando il dito colla morte scherza? 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 35 )( 
Vi eonfcsso il recOj che non ho mai potato traver*- 
sare quc^b recinto «enza aentiim neQe ^^«ne un te* 
tro orrore, e nel passare talvolu la notte fra qua' 
malinconici ^miiri mi parea d* incontrare l* ombre san- 
guinose de* Ghibeliinl Tedeschi bieche rimproverar- 
mi,!' amore, che per tante ragioni portar deggio 
alla mia patria. 

Non V aspettaste mai di veder qui que' begli 
atrj , che d' ordinario precedono le nostre librerìe 
d^ Italia y e che sovente sono pii\ belli della libre- 
ria istessa . In contraccambio preparatevi a vederle 
mia delle più insigni , benché nel Mondo letterario 
quasi non sia più conosciuta ; tanto bene la custodi- 
rono qcte* BibllotecarJ , die han precedirto quello , 
che og^iifi I' ha rimerà gloriosamente allav luce . 

La gran collezione de* manoscritti ebraici , gre- 
ci , latini , arabi , tedeschi , e italiani , che vi trove- 
rete , è frutto la maggior parte ^eir amore , che ^èr 
le belle lettere avea Alberto V. , M quale ne fece 
da pertutta Europa ricerche , ed acquisti a gran prez- 
ao. I libri modernmimii sono' stati comprati dall' E- 
Uttore degnante , che particolarmente in questo dlspen- 
ìliosissimo capo la va di giorno in giorno rendendo 
più doviziosa , e scelta . 

Il Sig. Consigliere <M Oefele Bibliotecario vi mo- 
strerA le cose più rare; cA non ostante permettete- 
mi che ' anch' io ve ne indichi aicune ^ c<Mne alla 
aemorn IM si anderanno pr^eatand» , acciocché 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 36 )( 
io pure contribuisca a ilirvi conoscere codesti tesori • 
II Mardwse Scipio» , Maffti più d' una volta mi ha 
esagerato il dispiacere, che conservava di non aver 
e^li veduta codesta biblioteca » che in eti troppo im* 
matura^ quando appunto , air uso delia gioventù ita* 
liana , non badava , che a far versi , e canzonette 
alle belle dame Veronesi . Voi sapete » che questo 
astro prinìarlo delia- letteratura italiana .non ^ si applicò 
agli stadj più solidi y ^ clie verso i quarant* anni » lo 
ehe sia detto per ranmentarvi la feracità di queir in- 
gegno. ; 

Fatevi moslnare un superilo codice greco in fo- 
glio éà quasi tutte t opere ài S. Gian Crisostomo , 
scritto con gran diligenza, non più tardi aerto del 
secolo duodecimo , come pure un Pehtateuco , e un 
Testamento nuovo gre9Ì , di questo certamente più 
antichi I ma non meno luminosamente scritti in Cre- 
da , e conservati • 

V è un Evangeliario latino in lettere d* oro , e 
d' argento si^ membrane purpuree , ad uso senza dub* 
bio di qualche insigne ' Chiesa , cosa veramente bella , 
e singolare . Di qual secolo sia non ardirei dirlo , 
perchè questa foggia di dipinger le lettere non h^ 
caratteristiche cosi precìse, come la corrente. Te- 
nete per altro per fernu> dalle Hgure degli Evange- 
listi , cl^ vi ^no , che dee per ogni ragione essere 
di molto anteriore al decimo secolo. In prova di ci^ 
contemporaneo per lo meno a Carlo Mi^o d#e m- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 37 )C 
§ei^ ^eir Evangeliario y che nel suo sepolcro fu ri** 
trovato r anno mille da Ottone IIL , è di ciii iervonsl 
oggi nella solenne coronazione dell' Imperadore ; ep- 
pui'e per quanto ne sono assicurato y non ha certo 
V aria più antica del nostro . |Jn simile , benché men 
bello y io vidi nel tesoro dell' Abazia di S. Dionigi , 
vicino a Parigi , come un altro pur se ne vede nella 
bibl^teca Archiepiscopale di Rheims ^ e in quella 
della CattecR:ale di Verona . Lo scrivere i codici sa- 
cri su membrane colorate , ed a lettere d* oro è uso 
probabilmente nato nelle Chiese ai tempi di G>stan- 
tino f quando scatto i suoi auspicj il Sacerdozb cri- 
stiano , vincitore del paganismo y cominciò ad essere 
signorile y e magnifico . S* Girolamo :. Hahtant qui 
i^olunt veteres lihros vel in mtmbranis purpureis su- 
ro y argintoque descriptos tic. alla Bnt della sua pre^ 
fosfene ai libri di Giobbe parla di codici sacri somi- 
gliantissimi al nostro j lo che vi mostrerà almeno la 
vetustà di questo costuma , giacbHè egli stesso li chia- 
ma antichi firìio al suo tempo • 

Ma per non annojarvi qui con una lunga spe- 
cificazione y lo che mi sarebbe facilissimo y perchè 
in Ingolstad fino dall'anno 1602 si stampò d- ordine 
della Corte un catalogo dei manoscritti greci y mi 
restringerò ad indicarvi quello , che in esso non tro- 
verete ) e di cui ho fatta memoria . Indicherovyi que* 
codici y che io suppongo contenere cose aneddoti , 



Digitized by LjOOQ IC 



X.38 )( 
essendo quctti , che più d* ogni altro movano U cor 
j^ùtk de' letterati viaggiatori . 

Sapete adunque, che fra' manoscritti greci, vi 
sono di Teodoro Metochìta due volami in foglio con* 
thnenti le èue opere fisiche , e filosofiche . 

V è un comentario di Polìcix>nlo Diacono aulla 
Cantica de* -Cantici , e suU' Ecclesiale . 

Bellissima è una catena di Nicola Muzano, sep- 
pur semplicemente catena può chisrmarsi Sna raccolta 
di lunghi frammenti di varj antichi sposìtori d' Esa- 
ia; e questa non riempie meno di due tomi In fo- 
glio. A qual tempo viresse questo Muzano, non sa- 
prei dirvclo , perche non ne trovo menzione in ve- 
runo scrittore a mìa notizia. Il codice lo chiama 
Arcivescovo* di Cipro, e nulla più. 

Fra r opere di Lihanie , che sparse sono in varj 
volumi y vi troverete alcune orazioni , ed epistò^ 
ignote agli ultimi editori di questo insigne sofista • 

In un Jamblico fti foglio fra gli altri suoi scritti 
v* è pur di suo un trattato geometrico assai dlfiBoso • 

Osservate que'^himici greci , de* quali sul semr 
jjice catalogo stampato de' manuscritti di questa li- 
breria fece menzione il Fabricio nella sua Bibliote- 
ca greca al tomo XIII. 

Vi ho conlati sino a cinque dizionai^ greci y due 
de* quali sono d* un certo CiriUo . 

Una raccolta <1* avtori Poliorcetici benissimo scrit- 
ti , e colle lore figure , varj de' quali sono inediti . 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 39 )( 

Un trattato di Didimo Alessandrino sopra i nur^ 
mi ) e sopra i legni . 

n Cronico di Giorgio Amartolo in fogL'o ,- che 
mi si dice sia presentemente sotto il torchio a Ro-^ 
ma colle stampe della Propaganda. Sé hi cosa è co- 
sì, questo codice èssendo netto , e chi^ssimo , sa* 
ai^bbe stato ottima cosa il consultarlo . 

Una Cronica dal principio del Mondo sino al- 
l' imperio di Valente , e Valentino scritta da Giulio 
Polluce ( non già quello dell' Onomastico , come po- 
tete congetturare , ) e che contiene qua e U cose 
degne d' attenzione. Di questa ne ho fatto far copia ^ 
di cui , sperò , farassi uso un giorno . 

Tutti questi trattati , se non 'ish^b , come pu- 
re varj altri, che possono essem|i sfuggici, sono ine-' 
diti , e molti di loro farebbero grand' onore a chi li 
pubblicasse, e "grand' ntile alia rept^blica delle lettere .' 

V'è pure la Cronica di Giorgio Franze, la quale 
contiene la funesta storia delf ultima presa <£ Co- 
stantinopoE , di cui non abbiamo al pubUico , che 
la traduzione latina . Il Priore B!seiMOiii , mio zio , 
t»npo fa la copiò, e ne fece nnota verone , che 
sarà assai pR\ compita di quella , che vi diede nel 
passato secolo il B^dre Pantano » che da questo me- 
d^imo luogo r aveva tratta. Per traiscrivcria mo zio 
ottenne il codice in imprestito fino in Bologna; lo 
che si^ detto per mostrarvi la buona fede, che re- 
gna fra i letterati tedeschi, e quanto sieno comuQt* 



Digitized-by LjOOQ IC 



)( 4o )( 

eabili le librerie della Germania ^ che comt ceri* al* 
tre non nascondono la lucerna sotto del moggio . In 
altri paesi v' è scrìtto alle porte un ordine fulminan- 
te , , che impedisce di estraroe qualunque libro • A 
Monaco si Ugge la seguente memorabile inscrizione ^ 
anzi in lettere maiuscole la vedrete impressa alla te- 
sta del ^catalogo stampato i ed io ve la comunico 
espressamente, perchè a data occasione la mostriate 
a chi avesse bisogno di buon esempio:. 

qujsquis catholjca Fivn f^^DJXUS pbodemsm 

VOLBS HKIPUBLICjB LITTBRAnVB 

HQ3 MANUSCniPTOS CODICMS 

COUFKBMNm ^ JNTMMPRETAIfDlr WDMNm 

COPIA TJBl KSTO 

8X VE US SJNE NOXIA BESTITUEfiDIS 

CAKERIS . 

Seneca dice benissimo ^ che vi sono alcune bibliote-* 
che y le quali non in studium , sed in ^ctaculum 
comparaUjt fuaimt * 

Non posso a meno , benché si tratti di còdice . 
più m,odemo ., d' indicarvi un volume in membrana 
continente Eliodoro , Longo , ed Eustazio , scritti 
tutti dalla «medesintia mano con somma bellezza, ^e 
nitore nel decimo quinto secolo. Sarebbe desiderabi- 
le che questi Ire romanzieri greci eloquentissimi fos- 
sero un poco meglio esaminali su codesto, o qual-* 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 4« X 
eh* altro dftiile esemplare in caso A mtoTa ecHdone* 
Lie fin ad ora fatte non tono, che c<^ìe della pri- 
ma , coli' aggiunta di qualche nuovo errore di stam- 
pa . Lasciate puc andar ira 1' altre la splendidissmm 
di Longo f ultimamente uscita coi rami disegnati dal 
Duca Reggente di Orleans ^ e che potrete vedere 
nella mia biblioteca in BoFogna y libro per altro 
air -occhio di bellezza principesca . 

\* è pure un bel codice delle vite di Plutarco 
del secolo decima terso , che come varj altri non è 
stato indicato nel catalogo stampato , perchè pfoba- 
bclmente sarà acquisto posteriore . Questa biblioteca 
comprò pure tutti i codici del Wiehmanstadio , • 
quelli del famoso. Martino' Crusio di Tubinga , \ clie 
fu a* suoi tempi il pn\ gran grecista della Germania ^ 
Ma gran parte di questi ultimi sono scrìtti di mano 
di Giorgio Darmario greco di nazione, e che il Cru- 
sio mantenea per farlo lavorare copiando i 

Fra' codici latirvi poi vi sono altre cose egualmente 
rare, e mi restringerò a nominarvi le seguenti : Un 
esemplare delle lettere di S. Cipriano alquanto difle 
remi dall' edite , lo che mi fa credere, che questo 
Padre avrebbe gran bisogno d! essere un po' ritoc- 
cato . 

V è una trad\izione latina antichissima di Dio- 
scoride, scrittura del duodecimo secolo, al fià tardi, 
colle finire colorate delle piante , benché di pessFmo 
lavoro . Quitsta versione, che ceilo non è cctaoAcitt- 



Digitized by LjOOQ IC 



X <a )( 
U , potrebb*- eatere A grand* ajyto ne* luoghi vÌEÌatt 
dei tetto greco . 

Un Giovenale con note , ed ihio Scoliaste antl^ 
co anoMno , ma abbastanza dotto • 

\Jn Porfirio sopra Orazio , che è consid«rabìl- 
mente diverso dallo stampato . Un Virilio bellissi- 
mo per la intidezza , e*le miniature ^ che lo ador- 
nano . 

Troverete qui alcuni avorj , che ponno passare 
per dittici sacri , e vpi pui-t sul fatto vedrete , che 
queste tavole erano ' ordinariamente custodie dei li-> 
bri , che per bellezza , e lusso vi si legavano dentro • 

Fatevi mostrare qye' due bellksimi globi dipinti 
anticamente , i quali al tempo d' Alberto V. che fé* 
Heli fare al fanoioso Appiano Matematico d'Ingolstad, 
furono certo i ptà grandi , ed i piò belli > che si fos- 
sero fin allora veduti in £uropa. Il globo celeste 
meriterebbe aver luogo in una galleria di pitture . 
£ esso pui^é opera diligentissima di quel Giovanni 
Mìellch , di cui vi ho parlato ali* occasione de' salmi 
penitenziali del Lass6 . Gli astri vi sono indicati se- 
condo le loro differenti grandezze da tanti asterischi 
d* oro massiccio piantativi sopra , Ma ii quant' altro 
cose non mi ricordo io qui ? 

Quello , di cut non «mi scorderò miai , e che 
V* ho riserbato ali* ultimo ^ come risérbansi al Rn 
della, mensa le confetture , è il pia bel papiro» forse , 
che possiate sptrare di vederò giammai. Qui non si 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 43 K 
tr^U d* un fo^o ) né Si due , come fra i crì^lK 
vi mostrano nella Vaticana, nmff Inatituto a Bologna » 
ed altrove . Sì tratta d* un gran libro in forma d' un 
guarto , continente forte cento pagine , e fra^ papiri 
a me noti , non v' è che il famoso frammento di 
Giuseppe Flavio di Milano, che lo sorpassi in esten- 
sione . Le prime , e V ultime carte sono in vero im 
poco rose y e logore , ma. le intermedie sono sì fre- 
sche , e conservate , come se poch' anni sono fossero 
state scrìtte» Questo è un registro btina della Can« 
cellerì^ di Ravenna continente investitore di terre 
concedute a' varj particolarì , il quale come sia qui 
capitato non saprei dirvek) . SìqmH monumenti , che 
riguardano i secoli medj, sono tesori' tanto più pre- 
gevoli I quanto che sono smarriti y e in conseguenza 
rarissimi . Il Marchese Malfei , die non conobbe 
questo papiro se non dopo la pubblicazione della sv9 
storia diplomatica , sospirsp^ per averlo ; ma la morte 
lo prevenne nel teii\po medesimo , che ne faceva 
allestire la copia in Monaco,. Io t^ ne parlerei piA 
a huigo se non tenessi per fermo , che questo bel- 
■V avanzo gum^i non tarderà a vedere il giorno per 
mezzo del Sig. di Oefele , che è uno de' pochi in 
Baviera, xhe ne conosca il pregio. E egli possibile, 
che r aktore dell' opera Scriptorts Rerum BoiaÉmm 
lasci più lungo tempo languire nelle tenebri si bella 
reliquia ? 

Fra r altre còse mi ricorda, che in questo re* 



Digitized by LjOOQ IC 



H 44 )( 

Utrtndo codice lessi il nome del Rubicone , citato 
come confine d' un campo , che a non so chi cede* 
. Tasi . Chi sa se con c[uesto , ed altri simili lupghì ^ 
che pur vi si troveranno, non potrebbesi nieglio de* 
tierminare a quale de' fiumicelli in Roi^agna debbasì 
dar 1' onore di esser tale \ giatchè ai giorni nostri 
abbiamo veduti due pretendenti , che secondati dalle 
loro GttÀ si sono fatta una. fiera guerra letteraria , e 
forse unica in questo genere. E 'cosa in verità de- 
gna d* istoria il licordarsi , che simil contesa ha do- 
vuta decidersi dal Tribimal supremo della Ruota. Si 
direbbe che il Rubicone era destinato a dar sempre 
da pensare a R^ma , Nel passarli ^ che feci 1* amio 
scorso , mi ricordò , che il mio postiglione , che , al 
pari degli altri villani di quel viciniatO) era egli p^* 
re antiquario, me li fece avvertire, e mi diss^ un 
mondo di belle ^rudizioai da par suo • 

Il papiro di questo b|| monumento è finissimo^ 
benché giusta il solko sieno due lamine insieme in- 
collate colle fibroi incrociate acciocché sti'eno forti , 
e possa scriversi da amendue le parti , o come di- 
cevasi anticamente opistografo . GiusU Strabene , al 
libro quinto, -pare, che anche nell'Italia, e special* 
mente ne' laghi dell' Etrurìa crescesse il papiro , e 
che questo pure si portasse a Roma , come vi si por- 
tava quello d* Egitto . 

Il dotto Plinio e' insegna minutamente , come 
preparavasi la tarta fatta da questa pianta, e qui ri^ 



Digitized by LjOOQIC 



)( 45 )( 

conoscerete perfettamente qfieslf arte , OggìcS- tèlit* 
mente perduta, ^n vedendo papiri. posti^riorl all^ot* 
*tavoy o nono secolo al più^ credo , che il4oro tuo 
non abbia durato in Italia oltre a ^^lesi' epoca . 1 par 
pirì più recenti , phe sfeno Of;gi in Europa , són» , 
tutti , come c[uesto y scritti in Ravenna / lo che «ai 
fa credere, che in quella Capitale più turdi, che ér 
trové ne <kira8se ii> eostume . fliconoiper^le in que» 
sto altresì' la .forma delle lettere corsive , q minusc<^ 
degli antichi copisti , le qurit poco si aUonfanaao daUt 
nostre , e mirabilmente cciiteiiìano Micfa^-esii^ Popi» 
nione , che stabili sulla hbrà' fotma il MardMte Mal*» , 
fei . In somma osservato con divozione it bel pape* 
ro, pè^hè tutto in lui è raro , inttrottÌTO , e degno 
di studio f e se eccettuate i papri trovali ad $rp0« 
lano, benché sì rovinati ^ non vedsfte cosa più aiA^ 
polare altrove. , - ^ 

Dopo queste i^essiom ditemi un poco, te i 
nostri antenati non fecero un tattivó camUp abban- 
donando 1 papiri, e le pergsdnene, per adottare 
r odierna carta , maasmie qucUa ^ che adesso impie- 
gasi per la stampa?* Qual è quel lilnro de^ nostri, 
che possa senza particolare custodia durare forse ìfie- 
ci , e più secoli ? La carta nostra^ facilmenle si pol« 
Tericza , e per la menonta «VHdilà si guasta , a coiv 
rode , Questo lo avn^e miOe volte" veduto «e' vae» 
chi libri, e befichè pochi di.questj possano aver pil 
di due secoli e m^szo, D/m» ài imo p»ò dbkdBQar- 



Digitized by LjOOQ IC 



k 46 )( 

i! fittrf^Ctamcnte ìnUtlo/o in sicuro dì prossimai per* 
dita • Quai /ov^ non Yeggìamo noi nelle carte de* 
gU tatelm] , benché con tanla gelosìa conservate ! 
GonFessiarao- adunque , che fortemente s' ingannano 
eoloro y dw per atere sUnqpAto qualche libro $* Ina* 
gNfiano essere pervemiti ali* isainortalkA • Vivriimio , é 
vìftro , qualche secok) di più^ ma moriranno aaach' eé- 
H colla carta ^^ che dovea conservarti • l^on t* è in 
^^Uesto geiiere , che V eccellente f che' viver possa 
per semple > perehè quello a forza di nuove edizioni 
anderà ^piascendo • U tempo pare £no ad ora il gii»- 
^ dice meno sospetto d^li Scrittori ^ ma n^pur esso 
puottt chiamare integerrimo , da che sonoai enarrile 
tas^e beir opere degli antichi , che doveano per o^i 
aagjofic trionfare di lui, e sonosene conservale alcun' 
abre y die non pajono. meritar^ quest' onore . Ison vi 
par dia un' ingiustizia , che siasi perduta buona parte 
di Livio , e di Cassio , e che siasi ^conservata Mar- 
siano Oapella ? • 

Codesta biblioteca ^ come v* ho detto , è opera 
in gran parto del grand' Alberto V, per ogni ragione 
rispettabile . Oltre alP* essere stato un Pniw:ipe savfo- 
sìmo» ed adi' avere anfto grand^. autorità nel Corpo 
germanico , era in que^ tempi dìfRcìlì un prudente 
politico f gfund' ec onoBU O , "buon padìfe di Coniglia , e 
naeko più dotto di quedo , che sono ^ ordinario i 
gffin Signori. Egli (sfe detto per gloria nostra) ave- 
va da giovane ^IWnnip» studiate in Italia sotto i più 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 47 )( 
la»igni letterati I e<l avea portato in Baviera ricca mesr* 
se di jnembrane» 4li iiìm » e di dottrine . Morì a grta 
danno 4tfé^^ '^i ^* *nno 1579 in assai fresca, età ^ 
perchè appena avea compiti i cinquanta . Era questa 
la sua bSìlioieca privata» e vi vedrete ancora presso 
le finestre cpn sommo buon gusto laTonte , ed intat* 
te le mgh^ tiivok^» ed i leggìi, de' quali ordinaria- 
mente serviva8Ì« , 

La Germania ha sempre svi^ tra' suoi Principi 
alcuni, che si so«DO seriamente applicati alle scienze^ 
Cosa direbbeso certi gentiluomini, che voi, ed io tH^* 
noscìan^, i quali si &ano -onore dì non saper nien-*- 
te y se vedessero le note dottisskne m gran numerò 
scritte al margine de' vblumi , che formavano la bi- 
bUoteca del grand* Elettore Augusto Primo di Sasso* 
nia , e che a centinaia abbiamo ora nelfai Real libre^ 
ria di Dresda ? Ma per lasciare i morti , cosa direb^ 
bero deir Eleltor Palatino regnante , della profonda 
scienza del quale io fui tainlo sorpreso, qmndo ebbi 
r onore di {ÌEU*gli la corte a Schvezingen ? In verità 
io non so , se nella sua Università di Hei^lberga 
siavi alcun Professore più dotto di lui . Cosa direb- 
bero del Principe Reale , e deUa Principessa mia Si- 
gnora , che «éi'aviete con tanta- awmirasione ascolta- 
ti ? Cosa difebbero del Principe Enrico di Prussia ; 
cosa, di qnelU, che non haiuio sdegnato mettersi nel 
numero degli Scrittori , e che occupano un luogo 
coA distinto nella repubbKca delle ietterà ? Questi 



Digitized b'y LjOOQ IC 



X 4« )( 
gran Sgoorì certimente non credono , -che V igno* 
ransn 9 e ìt ozio sta un oontraMegno di nobiltà , ma 
la riguardano come un eSmo della corrwftne del- 
l' animo , e della più ijpaobil pigrixia .- 

Ma per fornace a noi y m' è sempre doluto 
moltissimo 9 dte nello flpa&o quasi di due anni , che 
in questa Capitale ha soggiornato la msk R«al Cor- 
te f non mi sia stato possibile lo inlemarmi , coinè 
avrei deaUorato, ne' tesori di si beHa biblioteea . Dif* 
farentì viaggi da me latti per ordine de^ miei Sovra- 
ni m' hanno dal buon voler diijtolto , senza contare 
r «fiimo dissyato òtUe' vioande della guerra , che 
tuttavia pure ci va affiijg^do più che mai . Credia - 
temi , caro Marchese , che poco si può studiare , e 
logorarsi la vista 9a ì codici antichi , quando i sol- 
dati 9 non contenti di desolar le campagne , vi' bru- 
ciano la casa 9 ed il letto. Melibeo in simili coMin- 
genze dicea : 

Carmna nulla eanàm . 
Con lui pure potrei aricL' io , e con ragione rimo- 
st^ure ai Tedeschi 
* . . • én quo dis€0riia dvf 

PerduxÙ misèros ? i' .u* : 

Credetemi pure, che n<m v'è disistrp maggio- 
re di quelG , che fa lavare la guerra > quando s' ha 
in casa . Vnle , mequ^^ id s9Us, amare perge . 



LET- 



Digitized by LjOOQ IC 



LETTERA* V. 

GBlfXUlM» B miVBMTISS. 

SIGNOR MARCHESE. 

Dresda gli ii N^vtmkre 1764. 

O lò* non vi tapessì cosi occupato ^ cxmut siete , nel 
nuovo servigio , vorrei qui lamentarmi del vostro si- 
lenzkv. *Ma buon per voi che so per prova dì «qua! 
peso sia b corte a chi vi sbarca èX nuovo . Tenete 
per altro per fcrmo , che lo faiPÒ , ae il prossimo 
corriere n^ mi porta qualche cosa che mi ft»icori 
della vostra salute , e dell'amor vostro. Tutto fra 
gli amici lontani si può soffrire y fuorché il sHenzio » 
firatel carnale , starei quasi per dire , dell' ol^ . Ma 
lattciaaao ie querele , e torniamo a Monaco • 

Ned' uscire dalla biUioteca , vedrete iiT mesto 
della piazza una gran colonna £ marmo , *che so* 
sttene una statua di bf^onso della Madonna , e^che 
alla base ha quattro. Angeli di naturale grandezza, 
di bronzo anch* essi , che ucddono ciascheduno un 
mostro . Tutte queste figure sono di im ottimo dise« 

. 4 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 5o )( 
grto ^ 0: hrttigt<»" ettMti mzVìmm idim pCHHf 
che non fieno anch' esse idea del nostro I4er Can** 
dido. Monumento è questo innalzato dal Duca Mas* 
^imiliano in réndtmenlo di [ gr^ie alla Madonna 
A* aver trionfato di suo cugino Federigo Elettor Pa- 
latino y al quale , per causa di religione , invase tutti 
rli stati , caceiidio dalU Bptmia , dav' era «lato co* 
aronato Rte dai malcontenti, e privoUo dell'alto Pa- 
latinato, ^he ia casa .di.Ba:viera. possiede ancora oggi 
giorno . Fu in quell* occasione , che questa otieime 
pte> la iHÙna volta in cGgnttà Elettorale , di cui fu 
spogliato lo stelso Federigo , e la sua discen<fen£a ; 
f se la Caia Palatinfi ne- è oggidì nuovamente decima- 
rat^ , è di ciò debifrioe alla ci«MÌeine d' un ouovo 
Elettorato nell* Impero • Qb Dio l quanti disaslri km 
saai prodotti in Genoanià «pesta &tal divisioite di 
eredenaa ! Quantunque i predenti giorni siano assai 
forlndìy qtieUi de' nostri antenati k^ì» pertunente 
più fimestiy 9 lugubri. 

La ClBesa della Madonna, non molto dalla pia«*- 
M distinte , è un gran Teiqpio g9ti<?o edificato del 
i468* dal Duca Sigismondo • KeUe fabbridie non V è 
eke r*Mnpieaia e la vastità, the possa fk parerle 
magniftch<i • OK ornamenti neif poasono die aUnd- 
Srle; è fiieai$ Chie^ ne è una prova» perchè , mal- 
grado che ncm ve ne sia akunó , voi la trovertta 
l^randiola ed inspirante rispetto. Le colonna ottagD^ 
IM , che la partono in tre navate , sono d* una ani* 



Digitized by LjOOQ IC 



«Irata frdEssé^ea ^ «bsk fuori di proporsiofie , e c»- 
iotsali. Se v'entrate per k gran porla, vedrete do- 
po pochi pas9Ì ila meezo al pavimento di marma , 
deljneatb ia una pietra , il c<mu>rno d* un piede urna- 
iiO • Kitnatevi in cfuel punto , ed osservando d' ogni 
mtorno non vedrete ' in tutto questo vasto Tempio 
neppure una fìlieslra , benchi moltissime ve ne sie- 
no y ed alte quasi al pari delle "navate , perchè da 
iquel punto tutte restailo perfettamente adombrate , e 
coperte dalle colonne . Questo , giusta ogni probabi- 
litàyèttn accidente d' architettura , altrimenti ri<£celo 
sarebbe stato T architetto , se a qu»tto superfluo iche»- 
so avesse fatto tendere il disegno di tutto P edificio. 
Neh sarebbe per altro cosa impossìbile , the m' in^ 
gannassi, perchè in quel tempo F arclùtettiya^ ma»- 
«ime in Germania » è stata soggetta a somiglianti de- 
liri y che aUora passavano , come nello scorso secc^ 
gli aoa^aAimi , e le allegorìe , per isforzi j e praine 
di grand' ingegno . 

Isolato nel' mezzo del coro vedrete il saped>o 
Mmisoleo innalzato alle ceneri dell' Imperador Lo- 
dovico il Bavdro. Riposavano queste primieramente 
entro piccola tomba ia una minor Chiesa, che qui 
v'era anticamente, e nell' edificarsi Sella presente iìi* 
rono con gran diligenza custodite a parte , fina*a 
tanto che nel i6:t:^ fu per esse costrutto qiiestd m- 
wrabile sepolcro . Son cierto , che quando lo avrete 
b^ bene considerato , conchiaderete c«ì me , <?I|e 



Digitized by LjOOQ IC 



X 5a K 
Ottima comparsa farebbe in 5. Pietro di Roi^ , do- 
ve aono certamente i più^maesloù mausolei dell' Eu- 
ropa . Io non credo , che^, dopo aver finora venite 
taate cose di P^r Candido, voi abbiate più Insogno , 
cbe Vi si dica essere codesta pure un suo diiifcgno . 
Quantunque nessimo me 1' abbia potuto assicurare, 
io non saprei dubitarne y riconoscendolo in tutte , e 
singole le sue paiti . Quello che so , è che ne fa 
fonditore^ Giovanni Krumpler, statuario delP Elettore 
Massimiliano, valentuomo di quésti -paesi , e proba- 
bilmente sconosciuto nel!' istoria dell' arti . Bella , e 
•fMritosa è queir idea di aver posti ai quajttro angoU 
del sepolcro quattro statue gigantesche di soldati , 
che muniti di varie insegne cesaree , e di gran lan- 
cie custodiscono le ceneri dell' Imperadore, quasi 
Fossero guardie del corpo. Inimltiòili pure sono t Bi- 
tte statue maggiori tutte al naturale, e tutte gettate 
m bronzo , che compiono il disegno del mausoleo . 

L' innalzare un monumento simile ad un lìnpe- 
ràdore di Casa- fu grandiosa i^ea di Alberto V. , 
che , prevenuto dalla morte , inutilmente k racco- 
' mandò al Duca Guglielmo suo figliuolo , da altre 
ture , come vedrete , distratto . Giustamente all'Eletr 
tot Massimiliano , grand' amatore de' bronzi , e deUe 
atatue, era risérbata, dugento settantaquattr' anni do- 
po la morte di Lodovico , la gloria d' eseguirla . 

Che se mai vi maravigliaste nel vedere un «e- 
|K>tcra ^ magnifico ^pet un Imperadore , che nimico 



Digitized by VjOOQI^ 



)( sa X 

implacabfle di piar Papi morì «commucato , io non 
«aprei qui su^ due piedi qual cosa rispondervi . Pre* 
tendono alcuni istorici, che, quantunque Ledovico 
norìsse su^taneamente alla. caccia sulla strada, che 
va da Monaco ad Augusta, ei desse segni non eqin- 
' voci di penitenza in quel hreve momento . Ma in 
ogni caso ti risponderaraìo per mei Francescani, 
che nella loro Chiesa di .Monaco conservano vicino 
al coro il sepolcro di Fra Buonagrasia da Cesena, 
e di Frate Ockam capi de' nominati , ognuno de' 
quali , unitamente air Imperadore , fu solennemente 
scomunicato da Papa Giovanni XXII. e condannato 
in eai$m maledictione in smoda . smpulorum • Voi 
sapete, che questi Frati si dichiararono in quella 
gran lite per V Impera<tore , e , seguitatolo a Mona- 
co, scrissero con sommo calore in sua difesa . Fa 
fin cP allora che i Francescani si fecero tanto merito 
colla Casa di Baviera , e per cui v^ hanno sempre 
avuto dappoi ^andi fondazioni,. e autorità. L'Or<iU^. 
ne de' Domenicani , iKm so per qual disastro , non' 
ha mai potuto allignarvi . Ma parliamo un poco -41 
pittura, e lasciamo agli antiquarj queste cure nofòse, 
delie quali sono piene le storie di qtie' tempi infelici . 
II. rivangarle potrebbe forse passare per maldicens» 
presso quelli , che le ignorano . 

Il quadro dell' aitar magg^re rappresentante 
l'Assunta, è bella, e maestosa opefi| di Pier Candi- 
do , com' è del Rotenhammer quella, che vedesi ai 



Digitized by LjOOQ IC 



X H )( 

prtnio aitar laterale alla destra , rappresentante V ìn^ 
coronazione in Cielo* della Madonna • Voi non v* ima* 
ginereate nuu di tro¥«r qui un betUtsimo quadro di 
Michel Angelo da Caravaggio eoUa 'Naseita df Gesà 
Criato; ve ne tono varj altri degni d'ossecrazione, 
come un Sandmt, un Giannandrea W<df^ 'alcmH 
L^th y e sopra il tutto T LiTensìcne d^ Croce di 
Matti» Kagerer , autori degni anch' essi di stim», 
quando si conoacont . 

Prima d'uscire d» quésto Tempio, spargete 
iori, €t mmnièut date Ulta ptenis sulla tomba del 
buon Alberto V* Egli giace sotto la cappella gran^ 
dO) e .sego giacquero fino ai giorni nostri le muse 
della Baviera , perdìè era scritto, nel destino , che 
non rivedessero più la luce del giorno , se non sotto 
il glorioso regno di Massimiliano Giuseppe. 

La CKiesa de* T«atiffi è beli' architctluVa d* Ago. 
Slino Barelln nostro Bolognese . Nessuna obbiezione 
paò (arsi a questo magnifico Tempio , se non fosse 
la gran quantità di* stucchi , < e d' Angeli sterminali^ 
die ne adornano , anzi nt* ingombrano i muri, i 
fregi ) e sino la cupola , e le volte . 

Leggerete nella grand^ inscririone internamente, 
^ è sopra k porta principale, questa g^an (isJi>bri« 
ca essere un voto fatto , e sciolto principescamente 
dalla pia/ Elettrice Adelaide di Savoja a S. Gaetano 
dopo d* aver ottenuto utì figliuole ^ che invano area 
foèpùrato per lo spazio d' ^tio anni di sterlUtà. * • 



Digitized by LjOOQ IC 



X BS )( 

A c^gm M bei ^jaà)n die tì sono , pamvn 
iP estere in une àrikt t>^ oeM)ri Chiese d' Ueiie . 
QueHe deU'akar mag^ore è àA 2ianchi Veneetano» 
e n^pr^enta k Maniglia Elettorale, ehe rìn^azia il 
Signore d' areré ottenuta la bramata pi^ie . Kon 
bsciiindo Tenin campo diP estro del pittore codesta 
a^men^, egli A è ristretto a foro un bizearro cotor 
posto di ritratti diiigentissimi . V è T £leitor F^srdi-^ 
Mmdoy e r Elettrice, che tonammo le figure prìnci-» 
pali , e sono circondati da Dame di CorXm e da pag- 
gi tutti in abiti sfo^^ijAi. Quel gionuie, che Testito 
di nero alia spi^uola vedrete alla sinistra del qua- 
dro, quegli è. il Baron Simeoni Medico Pieimontèse, 
che la buona Elettrice condusse secò H Italia , e n^ 
oolmoUo di viccheaae , e d* onori • 

La peste di Napoli , che è dipinta all' altare di 
S. Gaetano , h ^pera segnaktìssima del Sandrait , e 
tale g che non ho mai teduto codesto Tedesco pia 
bello, né più qHritoso altrove. Se egli avesse tenttiV 
le figure un pò più grandiose, sarebbe pìjttura de^ 
gna de' primi nostri maestri , tanto pà die la con*^ 
siderabile grandessa de{ quadro glie b permetteva . 
U colorilo anch' esso è inarrivabile , e caldisrimo . 

Quello, che V è in faccia , è opera Immortale 
del Cignani . Non V è che Guido, che abbia potuto 
far Madonne f ii\ bèlle di qisesta ; e quel Davide , 
ohe le sta Suonando 1' arpa ai piedi in cos) bella at* 
litudine, è una ddle pie j^raatose idee dell' arto . S% 



Digitized by VjOOQIC 



)( 56 K 
qualche cosa a questo quadro vokfteii pure oppor- 
re , è la grandezza quasi colossale .delle figinre. U 
€lgmDÌ probabìlttienle credette» che dovesse essere 
collocato più in alto , e s' ingannò . PerkokMa cosa 
sarà mai sempre per> un artefice il non conoscere a. 
fondo il luogo » ove dee esser posta la sua optai • 
£ gran peccato , che questo < gran quadro sia un p(f • 
co smontato di colore . Mi fu détto essere stata ca- 
gione P impaaiensa di situarlo suU' altare , prima che 
i muri , e la calce fossero i^bbstansa asciugati • 

Di Girlo LotK i il 5. Andrea Avellino, che 
cade air altare ) e del Tintoretto è queUa. beUissima 
deposisione dì Croce di Nostro Si^ore. V* è un Ca- 
valier Liberi assai buono , vicino alla porta 9 e va- 
rie altre pitture nella sagrestia degne d' una vostra 
occhiata . 

La Gììesa poi de' Gesuiti è un ^emo monu- 
mento delia pietà de! Duca Guglielmo V. e della 
pvoteeiene » che accordò atta Compagnia di Gesù . 
Egli non solamente V ha fabbricata con liberalità , e 
bellissima architettura 1 ma ha ampliato , e dotilo il 
loro collegio a segno, che p^ò passare per una del- 
le mi^iori case » che ì Gesuiti abbiano in Europa • 
Tanto fu r amore che questo Principe concepì per 
la Società, che innalzò a lei vicino un vasto palaz-t 
zo per se , ed unillo per mezzo d' un corridore al 
collegio , come tuttavia vedrette . Chiamasi questo il 
palazzo Max, che dovete jpur visitare , perchè ^ oltre 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 57 )( 
ad un bellitsimo gabinetto di pitture , vi troverete ,* 
come da principio vi dissi^) la Duchessa di Baviera » 
che ne è ii più beli' ornamenterà V è i^fgmttio 
una scella musica, unico trattenimento del Duca Gev 
mente ; e sappiate , che ^ dt ordinario io aveva To- ' 
nore di passare le mie serate • ' • 

Ma 9 per tornare ai Gesuiti, voi non ignorere- 
te f ihe Guglielmo Y. più occupato nell' opere di 
pietà 9 che nel governo de' suoi ftati , dòpo diciot-» 
t'anm di r^no, rinonsiò le redini a Massimtliaao 
•uo figtiuoto.9 e ritirossi pel res^o de' suoi giorni in 
codesto collegio , dove , quasi alunno di S. Ignazio , 
condusse una vita totalmente privata ^ ecdeuasti^ ^ 
ed esemplare . 

Si pretende , che la ;faUbr]ca di cpiesU^ Chiesa 
abbia costato tesori alla Nazione ^ b che non è Jbor 
di proposito f se riguardasene 1» belleaza > e la soli- 
dità . Non saprei dirvi qual Tempio in Germania 
fra' moderni la sorpassi, se ne «coeUuate la Cappella 
Reale di Dresda, né mi ricordo aiver mai veduta ve* 
runa Chiesa , che a prop<Nrzione abbia la volta più 
larga, e meno appoggiata di questa . Narrasi ih Mo- ' 
naco, die dopo finita, ed abbandonata al proprio 
peso, gettò essa una mattina iiitp scoppio si strepi* 
toso , clìe non dubitossi di vederla ben presto iprir- 
si , e cadere in ruina : lo che inspirò tale spavento 
à tutta la Città, che *per gran tempo la gente non 
ardiva approssimarvisii Ma seno passati oenlo e set* 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 56 )C 
Uaf anni «enea die dtb» dato ukerior segno di de^ 
bplexea ; anat la ▼edrete aolida , come un broiwo « 
aoatenirrf perfettamente cpl contnulo delia propria 
gratili. 

Sello i il {teTunento tutto di marmi , vaghe le 
cappelle, e gli altari , ma non inferkNri i qOadriy cito 
{li adornano . 1 due laterali della Trìmtà, e del lice- 
rne di Gesù aono d' Antonio Maria Viviani , die fo 
fatto venir d' Italia \ Monaco per eseguirli . In un' al- 
tm oappolbyche è separata dal corpo della'Chiesa , 
V è ttn gran Crocefisso dipinto da Giovanni d' Ack , 
eliC dee riguai^arsi come una ddk più beli' opere 
di ipiesto valoroso artefice . Sua pure è una Madda^ 
lena , che sta nella Chiesa . All' ingresso del coro v* è 
un gran Cristo in Céoce di broneo di ralro lavóro y 
e grande al naturate , come pure tale è queH' An- 
gelo , che aoaéene un vaso coH' acqua santa , vicino 
al sepolcro ie^ fondatore , ch^ è nel meezo . Voi 
avrete osservato ^ ehe uno dei fili cattolici in Ger- 
mania. è l'aver vicino ai sepoleri una condiiglia d'ao* 
qua benedetta y colla quale i parenti, o gli amici nel 
pasaere'danno un divoto Asperges alla tonriia. 

La facciata prineipale è abbellita da moke sta- 
tue di btfonio , la pii perfetta delle quali è l' Avcan- 
gelo S. Michele ^ che è fra le due gran porle . 

/Preeisunente in faccia a questa Chiesa v* è quei** 
la d^li Agoitiiianly che io Bolognese , a cagione' 
ddle sue beUiiane pillare , era solilo chiamarla la 



Digitized by LjOOQIC 



)C 59 K 
Maàonna àet Mendicanti di Moiiaco . Consideratele ^ 
esattamente , e poi andatevene ^ perchè nuli' altro in 
essa è da vedere . yì accennerè quelle che itti ri* 
cor^y perchè potreste benissimo incappare in qual- 
cheduno, che non sapesse neppur nominarvene una 
sola • 

Quella dell' aitar grande è una delle pìi\ belle 
GrocefissiOlii , che abbia mai fatto II Tfttoiretto , ar- 
gomento , nel quale poteva 8vapor«e quel suo gran 
foco • L' altare di S. Agostino è de{ bravo Roten- 
hammer, come suo pure è quello di S.Caterina; di 
Udalrìco Loth è il S. Niccok da Tolentino , e del 
Saraceno ti S. Girolamo . 8. Anna ^ e S. Orsoh so- 
no dernostro Rer Candido • Di qua e di \k dalla 
maggior porta vi sona due pitture assai grandi , rap« 
presentanti P una la decollaifione di S. Giambattista, ' 
l'altra S. Giovani Evangelista, opere condotte con 
sommo amore , e bravura dal Fischer . Fate partico- 
lar attenzione y vi prego, all' altare della Trinità, 
perchè il quadro è opera bellis^a del Rubens, ed 
è peccato , che que* buoni •Religiosi ne abbiano 'co- 
perta) senza riflessk)|fie , quasi la metà, con una im* 
magine del|| loro Madonna del buon consiglio, cir- 
condata tutta di tapeti , di Bori, e di ^irlande • Pur 
troppo, a forza di lampadi, e di candele perpeflba- 
mente ardenti si affumicherà in breve uno df' più 
bei quadri pubblici della Germania. Gran dire ! V^e* 
rano tinti «dtarì ék <^oprire i e da ditidenr colla Mar 



Digitized by LjOOQ iC 



)( 6o )(. 
donna } ed i Teolo^ hanno «célto quello della Tri'* 
nità f e del Rubens . Non v' aspettaste però y che io 
<fÀ volessi intronar loro la testa , e predicargli , che 
abbiano un pò pia di carità a A belle cose » le qua- 
li finalmente poi sono state ' da' dÌTOti confidate Mat 
loro probità , e custodia . Potrebbon anch' essi rispon- 
dermi > che intanto y che. io vedo la festuca hell' oc- 
chio altrui , ilon di' accorgo della trave , cAie abbia- 
mo nel nostro. Mi parrebbe sentirli rimproverarmi» 
che da noi pure in Bologna quasi tutti gli altari han- 
no adesso un nuovo altaiùno ai pi^di » contornato di 
£ori anch' esso^ di ^irlande , e di candele ; che la 
bellissùna Santa Cecilia di Ra&ello è stata da una 
di queste abbruciata , e guasta in un angolo ; che 
il chiostro di S. Michel in Bo$co , il quale » dopo; 
essere stato una delle maraviglie d'£uropa, è pre- 
sentemente U9 oggetto di compassione y fu egualmen- 
te maltrattato dal popolo » che dall' aria y e dal tem- 
po ; che sono quasi tutti affumicati i più bei quadri 
da altiure di Lodovio^ e di tant' altri , oltre che so- 
no ingombrati da corone .d* argento, o da voli ap- 
pesi; e finalmente rtàiproverarmi ie Innumerabili fe- 
rite di spille t che hanno sofferto le più belle tavo- 
le y quando y per lor disgrazia y vuoisi solennemente 
apparare la cappella , in cui sono collocate . Parreb- 
be , secondo la buona ra^one y che i più bei quadri 
dovessero stare coperti y e custoditi i giorni ordinarj 
de|l' annO| e non iscoprirsi, che ne'^empi di solen-. 



Digitized by LjOOQ IC 



)( »I )( 

i^ • Ma voi vi ricorderete , caro Marchese , che ap- 
punto ne' gbfni dr solemntà cc^ronsl con rosac) dsP- 
masco y e con veli.; e , non contenti di cpeato , gli 
addobbatori v'impiantano aopra per ornamento certi 
fioroni di stucco dorato y che non impropriamente ai 
castagnacci de' nostri montanari assonùgliereste.'Che 
bella ^ri^sa impresa sarebbe quella di sottrarre al- 
l' ulteriore pervc^b questi insigni esemplan dtll'arte, 
sostkuendo^ belle copie, e mettendo gli originali in 
deposito in luogo egualmente pubblico^ jma meno 
esposto ! Conserver^^bonsi cosi ad etemo ornameUtOi 
e stimolo della pàtria y che una volta con tanta ra- 
gione passava in £uropa per la Madre delle bell'ar- 
ti d' Italia. Se, al dire <E Plinio , Agrippa con elo- 
quentissima orazione moetrò al popolo di Roma la 
ntcessitÀ, che v'era, di mettere in pubblico luogo 
le belle pitture , piuttosto che laseiarle esuli , com' ei 
dicea , nelle ville de' cittadini ofulenti , con quanta 
maggior ragione provar potrebbesi esser necessario 
il sottrarle al rischio di essere perdute per sempre? 
Godiamoci , caro Marchese • per un istante il nobil 
piacere di quesf idea , e figuriamoci per esempio 
quell'orrido immenso salone, che chiamiamo a Bologna 
del Re Enzio , sbarazzato da quell' indecente teatro , 
che ora ne occupa una parte , imaginiamocelo ripu- 
lito, e ornato di bella vojta , con nuove finestre, lu- 
minoso , ed allegro . Figuratcvelo poi ripieno <B bel- 
lissimi , e gran quadri d' alt^Ure ben disposti , per 



Digitized by LjOOQ IC 



)( fa )( 

OD RaBaillo di pcioM bcUc&u , t^J Fnn- 
cìji » TSbaldi , P j fi giaM tai » lottoce»^ da. ImoU , 
Ba gi a o^ gUo, FooUaa, mdUmm LodoTÌchi» rari 
AmubaEy alcuni A^cmIìu , tanti Coidi inimitaMt , 
due Dpwtftiirhim , wM ADmiì , Guerciai-» Si- 
noR da Pfctaro, BlaMw , Tiarìiii, Briazi, Lionello 
Spada, Ggoam, Ctawpoieli» dal Sole, e tant* altri 
acoaa parlar de' aodcmi. OoV i foal Monarca , che 
poiia mMtrare ma gallefU di tanAi gran qnadri , e 
di tanto valore ? Ma queste ,- dirà qual^edono de' 
nnttrì Licmi^ , queste sono visioni , castelli in aria, 
malinoQnie da antiquario . Non le direbbero mica 
visioni cede altre savie narieni, se possedessero que- 
sti tesori y come non le diranno risioni m giorno i 
nostri posteri, quando m vano ne piangeranno la 
pen£ta, come corriamo gran pericolo di dover fni 
piangere quella della scuola , che gli avea prodotti • 



Digitized by LjOOQ IC 



' tgsssBsssasssmmmmagsmHmmm.: 
LETTERA VI. 

^lONOR MARCHESE- 

Onsda U i5 Noifimér» l'jf^ 

jL UfALME^TB mi son giunte vostra nuovf ,*5piUo 
clie più mi piace » ^9tei bene , m' amate » et mie 
contento delle mie leggende . Giacché ella è coA^ « 
preparatevi a rìceyeme o^ una boona dote , ed H 
voi pure dirò quello | <;be S|d Annibale filaleguzst 
scrjvea l' Ariosto , 

legalo f che rr^m^ 

^gS^^^ a t$y che d me scriverlo cesia . 

Le mie precedenti dovreU^efc^ bastare per mo-^ 
atrarW , ^he Monaeo è. pia ricco di ^Uo » chc^ co- 
munemente ai crede, e che un dotto rìeggiatore 
ha coU con che abbtitln^a occuparsi . V ingannerei 
«te però di gran lunga, se ^creidesle) ch'io nulla 
avessi più da^moatrarvi . Non la fii^i mai , se tut'^ 
te io v'indicaiejb le cose instp^> che ti ^ incontrane. 

Andate a vedeire t Accademia deUe Scienae^ 



Digitized by VjOOQIC 



)( 64 )( 

eriAtai « dòMM Aff Elettor Regnante ; e qufthtunque 
non neno se non due artnl , che è aperta , vedrete 
come i suoi principi ^agKono |)iù del compimento > 
e della fine £ tanC! altre . Quaate Città mai da qual- 
che anno in qua vogliono imitare Luigi XIV. , e 
fondare accadetilie di acienee e di beli' arti, come^ 
appunto ne fondano di sonetti , e canzoni la maggior 
parte dell^ Città , Castelli , Terre , « Mastri di scuo- 
la in Italia 1 Sarebbe desiderabile , che qufsta idea 
non venisse in motte se non a quelli , i quali , co- 
nte 1' Elfttore di Baviera, possono degnamente ese- 
guirla ; e che certi altri fondassero piuttòsto corpi 
d^onesti mestieri , « pròfes^oni lucrose alla società . 
Vi sono alcuni paesi , i quali hanno più bisogno di 
lavorar bene la terra ,' e di attirare danaro straniero 
C^Ué loro manifatture, che di calcol^e'T orbite del- 
le Comete, o il momento delle' forze vìve. L' imr 
piegare talvolta in queste cose il cìttac^no , è lo stes- 
so , che torre un buon artefice all' aratro . Non è 
lodevole questo pcnsiere , che fer le Città , le qua- 
li hanno i semi ^capaci di produrre dei Manfredi , 
dei«2janotti , e dei Beccarì. Una cosa abbiamo al- 
meno, di buono di qua dai moliti, cioè, che il bel 
nome d* accademia non s' è finora profanato , come 
altrove . Per divertwi va' farvi ^uì'kK passaggio ri- 
sovvenire cK quelle bande di oommedianti, i qcfoli 
francamente d^ noi cMamansi accademie , « voi sa- 
pete , che ii popolo pagando , va ad ascoltare le sec- 

caggi- 



■ Digitized by LjOOO IC 



)( 65 )( 
caggini accademiche d' un cattivo Pantalone , o d' u* 
no sguajalo Arlecchino . VeAne un giorno da me un 
giovane amico mio , con un occhio ammaccato y col 
naso sanguinoso , coUe guance sgraffiate , e mi disse 
aver avuto questo regalo ali* accademia , cioè alla sa- 
la , dove studiava di armeggiare , e che spesso gli 
accademici , quando si riscaldavano , facevansi reci- 
procsmente simili scherzi . Accademia , come sapen- 
te y chiamansi le veglie musicali , o sieno i concerti , 
che in Italia dar sogliono le cantatrici bisognose ; ed 
in che sovente vada a finir V accademia ve lo diran- 
no gli amici nostri y che vi capitano. Povero Pia- 
to^^e, se vedessi mai qual uso facciasi in Rafia og- 
gidì di quel nome y che tu in Atene avevi altra vol- 
ta reso così rispettabile ! 

Non vorrei y che mancaste di vedere a Monacb 
la beUissima raccolta di pitture fiamminghe del Con- 
sigliere du Fresne , e , senza esagerazione , vi trove- 
rete un tesoro superiore alla condizione d* un parli- 
colare. Io ho veduto le gallerie de' più ricchi Signo- 
ri d? Parigi y ì quali in questo genere d' ornamenti 
sono estremamente liberafi, ma non ne conosco ve- 
runa supcriore a codesta • 

n Signor di Oefele , quel medesimo , che dee 
mostrarvi la biblioteca Elettorale y vi mostrerà altresì 
le sue pitture, le medaglie , e le gemme intagliate, 
da lui giudiziosamente raccolte , e ben disposte . Fra 
quest'^ukime mi ricorderò sempre con grao piacerò 

5 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 66 )( 
. d* ami tetft dì TihtTÌo , in gran canuneo , tingoU* 
riMima • 

Nel girare per la CittÀ , osservate, che quan 
tutte le facciate delle case civili soiio dipinte a fre^ 
SCO , anzi , fra le antiche , ve ne sono alcune di bra- 
vissimi maestri , specialmente di Cristoforo Schwarta , 
Costui era un. valentuomo , e tale lo troverete mag- 
giormenle ne* suoi freschi , che seno delicati a segno 
di parere ad oUo. Ne' suoi ornati poi regna un 
gusto modesto , e savio d' antichitii ammirabile . L^ 
sue opere in gran parte furono intagliate dai Sa- 
dler, e fanno ottima Hgura nella raccolta di stamr 
pé . Vof vedrete di costui una pittura sul rame in 
casa mia a Bologna > che rappresenta Cristo, por- 
tante la Croce , e circondato da un popolo nume- 
Irosissimo di varie naaioni, bizzarramente mosso, e 
yes^o . 

Questa maniera di dipingere a fresco le facciata 
delle case , che ne sono capaci , è a mio giudizio 
ammirabile, e voi ne sarete convinto quando rìHet- 
terete alla vaghezza ed air allegria, che produca 
nella CittÀ . Noi Italiani , e massime a Bologna 
l'abbiamo abbandonata, per adottare una sfacciata 
imbiancatura, ohe diamo indifferentemente sino ai 
più piccoli tugurj ; ^ alle volte , mas^me per cer^ 
ti vicoh* di fresco abbelliti, mi pareva vedere i se- 
polcri dealbati dell* Evangelo.. Ma ditemi, caro 
Marchese , non è e§^ vero , che a guiia delle 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 67 )( 
quaglie 9 o delle ^iie vergiamo arrivare ogni prt- 
mavera dai laghi della Lombardia un* irruzione per 
iutta Italia d* uomini, che armati d*un orrido pen* 
nello y e d'un secchio di calce bianca , ajutati dai 
loro numerosi figliuoli, e discepoli, vanno barba « 
ramente imbrodolando i flit begli edìfiaj deUe no- 
«tre più belle contrade? Furono pure costoro, che 
senza dubbio col coi^nso d* un cpialche Padre 
Abate di buon gusto imbiancarono, Pio sa quando, 
le colonne di bellissimo marmo, che abbiamo con 
ammirazione scoperte ì* anno passato nella nostra Ba- 
«ilica di Santo Stefano , le quali pe^r certo avevano 
aervito al tempio^ d* Iside , che colà v* era antica- ^ 
mente. Furon pure costoro, che con un tratto d| 
pennello coprirono spietatamente le studiatissime om- 
bre, che facevano parer rilevate le prospettive in- 
comparabili di Lionello Spada, del Dentone, e d'al- 
tri eccellenti arleBci ; e gran mercè ancora se talu- 
no ài loro non si dà la pena di rinfrescarle con un 
qualche gentil ritocco . E questo dove ? Nella patrà, 
dei Carracci , d^ Colonna , dei Bibiena , di Mauri- 
no ! O qui si , clie mi pare vedervi perdere la pa- 
zienza , e trattarmi come un importuno Imidator 
Umpofis adi; ma per carità pensateci, e poi dit«- 
mi : è egli vero , o no ? 

Ninfemburgo non è distante che tre sole miglia 
italiane , e vi si va per un viale fianche|j|;iato d* air 
beri sulla sponda 4' un largo canale fatto a inant. 



Digitized by LjOOQ IC . 



)( 68 )( 
Osservate qua e là , che tutto il terreno , per cui 
passerete , è una congene di ghìara , e d* arena flu- 
viatile . Per costà certamente correva una volta 1* I- 
ser , e ben guardando , riconoscerete ancora V ele- 
vazione delle antiche sponde ed il letto abbwcidona* 
to . Eppure V Iser adesso è dall' opposta parte delia 
Città, e lontanissimo. Ciò non ostante, per conget^ 
ture geograficlie , e per V istoria siamo certi , che 
quale è oggi , tale è da lunga serie di secoli . Que- 
sti , Signor Marchese , sono a giudizio mio s^ni di 
grande antichità ; ed una tale idea vi sì confermerà 
sempre più , se collo spirito osservatore guarderete 
costantemente ne' vostri viaggi la superficie della ter- 
ra , e i gran cangiamenti , che T afte , o l' accidente 
v' hanno apportato, e le montagne, che spezzate^ 
e rotte , non sapplam da qual foi^za , ci mostrano la 
loro organica intema struttura . Voi ne vedrete una 
bellissima catena nel Tirolo nel tornar che farete in 
Italia ; e giacché lungo le rive dell' Adige vi passe- 
rete pel mezzo alcuni giorni di seguito , andate vol- 
gendo r occhio a que* fianchi alpestri , perchè vi di- 
ranno più di qualunque libro d' istoria naturale . Co* 
deste oculari osservazioni sono di tanta conseguenza 
per la teorica della terra , che il Conte Carburi 
amico mio, che voi dovreste avere' costi in Vien- 
na conosciuto , ne' viaggi , che attualmente fa per 
ordine della Repubblica di Venezia , vuol passare 
quanto prima in Norvegia, solamente per osservare 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 69 )( 
ialcune montagne rotte , e spaccate , che colà me- 
^o y che altrove , mostrano le loro viscere . Sin- 
golar cosa per un filosofo è la struttura interna di 
quésto gran globo , che abitiamo , e di cui appe- 
na conoscesi la superfìcie . 

Per darvi un* idea > benché leggerissima , delle 
singolarità y che in^ questo genere sono in Baviera, 
vi dirò di passaggio , che non è gran tempo , che 
colà f a venti braccia , in circa sótto terra , s' è tro^ 
vata una selva intera rovesciata e sepolta, e il le- 
gno di quegli alberi forma una sostanza pesantissi- 
ma y ma non ancora impietra . Chi «a > se collo 
coprirla non si è guastata questa bella, ma lenta 
operazione della natura , come veggiamo guastarsi i 
progressi della maturazione d'un frutto staccalo dal 
ramo ) se gli si fa una , benché leggiere , superficiale 
ferita ?,, Voi avete veduti qui a Dresda i rami , le 
radici^ e un gran segmento del tro^aco d' un* im- 
mensa quercia , che a molte braccia sottp la su- 
perficie da noi abitata trovossi, saranno quindici an- 
ni, a Cheipnitz, in una miniera metallica , eJl t^tto 
convertito in A^ta bellissima. 

Non sono due mesi , che su un colle arenoso 
nel Baliaggio di Pfarkirchen in Baviera, s' è (ro- 
• vaU) uno scheletro impietrito d' im quadrupede gran- 
dissima, ehe per disgrazia i contadini nello scavar- 
lo , spezzarono barbaramente , e fracassarono . Un 
osso della coscia restato intero , ed alcuni denti , 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 7^ )( - 
seppure le felazioni mandateci sono giuste , mi sissi *' 
curano esser questo lo scheletro d' un EieCante . Ch» 
se mi domandaste come mai è stato sepolto in Ba- 
vieta I ed in cima ad una montagna un Elefante , io 
domanderò a voi , come se ne .trovino migliaja 90^ 
polti insieme In un clima tanto agli Elefanti stranie- 
ro , com* è la Siberia ? Voi non ignorate essere que- 
sto r argomento d* una delle più curiose dissertazioni 
del Cavaliere Hans Sloanc . Domanderò a voi , come 
a poche miglia dalla Baviera , cioè net Ducato di 
Wjrtemberg siasi ritrovato impietrito un gran co- 
codrillo, quel medesimo ,'che qui %on maraviglia 
vedeste nella real collezione di Dresda ? IJomande-* 
rò a yci, come si trovi nelF alto Palatiaato una 
montagna , composta di comi d' Ammone bianchis- 
simi incastrati in un marmo nero, di cui si fanno 
oggidì bellissime tavole ? Domanderovvi , comie di 
colà poco lont^o , in Boemia , possa trovarsi un 
altro monte, nuovamente scoperto, e compósto d'u- 
na speeie di pesce ignoto , é che rassomiglia molto 
ad un crostaceo, il quale contro il solito abbia te 
natatorie? Di questi ne potrete veder uno a Bolo* 
gna , presso al nostro dottissimo , e comune amico 
H SIg. Gaetano Monti , a cui lo diedi , saranno due 
anni . Ma quant* altre cose sinuli non potrei io qui ' 
domandarvi ? lia natura certamente è bella , e fe- 
condissima di singolai'ità , ma è misteriosa altrettan- 
to, e impenetrabile; e il crederla soggetta a siste- 



Digitized by LjOOQ IC 



K 1t )( 
laf, « a sfnegaitioni , to credo , che é!* lo Hesto, 
che non conoscerla abbastanxa . 

Benché il palazzo di Ninfemburgo sia somma- 
mente esteso y e internamente omadssimo , ardirò 
dirvi con franchezza, che il giardino lo supera di 
gran lunga in bellezza ed in buon gasto . Ho a%n'' 
tito alcuni y che lo vogliono mettere del pari col 
giardino di Versailles , ma o costoro non V hanno 
mai veduto , o si burlan di noi . Versailles , per 
chi ha occhi, supera di molto tutte le delizie d^ Eu- 
ropa , come Ninfemburgo di gran lunga supera tutti 
1 giardini della Germania • Non isperaste mai , caro 
JM^chese , che io v^essi qm farvene una descrizio* 
ne : oltre che sarei troppo lungo , io torrti a voi il 
piacere d* esserne soi'preso . Due cose sole vogHo m, 
esso indicarvi ^ moho premendomi , che non vi sfug- 
gissero . L' una è Amaltenburgo , palazzina d' ottimo 
gusto , edificato da Carlo VII. per delizia , e ad ono- 
re dell' Imperadrice Amalia sua Consorte ; l'ahra è 
il bellissimo bagno , che con tutti i comodi , che può 
inspirare il lusso , la voluttà i e la moUelxa , fu co-^ 
strutto in un altr^ angolo di questi giardini dalT Elet- 
tore Ma^imitiano Emanuele, ba^o assah celebre nella 
cronica et Amore, e di Citerà dì quel tempo. Io non 
so d* avere veduto altrove . cosa più elegante , e me- 
glio ideata . La vasca è tanto grande , che vi ,^i può 
comodamente nuotare , e se vogUonsi spettatori a 
qaest* esercizio , v* è luogo ove collocarii . I bagni 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 7^ )( 
éOAo una óeìle delizie umane ^ che per disgrazia tro^ 
6tra dair Italia è a poco a poco passata colP Impe- 
ria IR Levanto , da dove a noi venne anticamente » 
e che era tanto utile alla nettezza del corpo , e alla 
sanità • £cco la ragione , per cui il popolo in alcu- 
ne -Città deir Italia , a guisa de' selvaggi dell' Ame- 
rica, va r estate con poca edificazione del vicinato 
a lavare di giorno al fiume , od al canale , non sa*- 
pendo 9 né potendo far meglio • Ecco la ragione , per 
cui quelli} che al contrario per una mal intesa mo- 
destia, o per indolenza non si laburno mai, fanno da 
loro fuggire le donzelle , .come fuggivano a Roma 
da quel tal Rufo , di cui , al dir di Catullo , correa 
la voce , 

Valle sub alarum trux hahitare caper \ 
' ì^on credeste già',' eh' io volessi qui , che si ri- 
novassero quelle immense reali terme de' nostri an- 
tichi, nelle quali si ripulivano i cittadini a miglia ja , 
anzi lo intere Città . Siamo troppo poveri per tanta 
magnificenza , né io sono antiquario a questo segno • 
Vorrei 'solamente , che in Italia 1' uso di lavarsi fos- 
se un pò pia ijmiversale, e che per quesl,o nelle nò* 
stre Città vi fossero piò comodi a quest' oggetto . 
Non v' è casa civile in Germania , in Frància , * in 
Ingliilterra , in Olanda y in Russia , la quale non ab- 
bia una stanza p^ bagno ; e in ricompensa , rarissi^- 
ma , e quasi sconosciuta è in que' paesi la rogna , 
e;ome tant' altri malanni di e^te , così famigliari da 



1^ 



Digitized by LjOOQIC 



)( 73 K 
noi , e provenienti per Io più da negUgeàza , e wot^ 
didezza . 

Dopo che avrete ben bene considerato il giar- 
dino , e d* ogn' intorno giralo , lo che non potrete 
lare certamente a piedi , pendale , che tutto è sti^ 
eseguito dall* ^rte , perchè qui pure, come a Ver- 
sailles, ìa natura ii^rata aveva ricusati quasi tutti gli. 
ajuti . Il piantar giardini cosi vasti , e cosi ornati m 
mezzo ad i^ia campagna fu mai sempre impresa più. 
grande di quello, che noi ci andiamo imaginando. 
Quando Luigi XIV. ebbe finito Versailles, e Marli, 
volle vedere la somma total delle spese , e ne fu 
cosi spaventato, che gettò i conti al foco, accioc* 
che non restasse memoria nella Monarchia d' una 
profusione si sternùiata • Non meno delle spese so- 
no degni di grande stima que^i architetti giardine-* 
schi, che in quest* arte sono stati eccellenti, perchè 
in ogni arte il perfetto è sempre stato dilEcile • Bi- 
sogna confessare, che i Francesi in essa sonO/ andati 
più oltre di noi, benché anticamente anch«^n que^. 
sta siamo stati i loro maestri . Io suppongo però , 
che non avrebbero fatti tanti progressi , se incosag-, 
gito dal Gran Luigi non nascer' Mr. le Notre , in- 
gegno sorprendente , e che fu il Palladio de* loro 
giardini . Io non credo , che al le Notre abbia co- 
stato minora studio T incantato Marli 4i quello , die 
costassero al Palladio i bei portici della curia di Vi- 
cenza , o il piazzo Chiericato , e ne appello a chi , 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 74 X 
captce óì ^dtcame , ha veduto 1' uno , e i* altro * 
La Francia è sempre alata inclinata a cose alle- 
gre, e di breve durata; cosi non è mirabile , se ap-» 
preséo di lei la maestà romana deir architettura ci- 
rU» ha fatti A scarsi a^nsmmenti , intanto che moltìs* 
s'ymi ne iia fatti 1** interna disposizione delie case , e 
r eleganza, de' pargokti , delle fronde , e delle fon- 
tane . Vorrei , che vedeste il giardino della Marche, 
sa di Pompadour disegnato, e piantato a Bellevua ; 
d vedreste m piccolo fin dove la beUa natura , e la 
delicatezza del buon gusto possano arrivare . V è 
fra'r altre delixte un boschetto tutto di rose a pii!^ 
colori rampicate intomo a fusti di ferro , che le so- 
stentano , ma che da esse sono coperti , e nascosti , 
né so se possa vedersi cosa più deliziosa , e più gra- 
ta . Voi , passeggiando per que' bei rigiri , vi perdete 
in un nembo di profumi celesti, che vi ristorano; e 
certamente più ridenti di questi, e più odorosi non 
potevano essere i sacri viali di Gnido, e 4^ Pesto • 
Sorge nel mezzo , an^ in cima ^d -una verde pen- 
dice un palazzino d' ottima fabbrica , ornato tutto di 
bei marmi, di bronzi, busti, vasi, porcellane, tap- 
peti finissimi di Siam , e della China . Di là vedete 
a quattro miglia d' Italia torreggiare T immenso Pa- 
rigi , e sotto di VOI serpeggiar d* ogn' intorno per 
una grandissima, e fiorita pianura, quasi nuovo Me- 
andro , la Senna • Giudicate voi medesimo cosa dica- 
1(10 delle nostre serietà, benehè magnifiche, i Fran- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 75 )( 
cesi y quàiid» pieni £ queM idee vengono a Roma . 
Possiam vantar loro la bellezza delle statue di Poli- 
gnoto y o de' bassi rib'evi d' Atenodoro y e mostrargli 
le.qrne, e T altre rarità della villa Albani, o della 
Pinciana : questo non basta a rallegrarli . Ma dicano 
ciò che vogliano , non avrebbero ora Marti , ne Ver • 
sailles, se non avessero anticamente vedute le ville 
di Tivoli y o dr Frascati ; benché adesso y a guisa d*at. 
tempata matrona , abbiano le rughe della vecchiezza y 
e sieno v^tite ali* usanza di liCon declino , o di 
Papa Giulio . ^ 

Addìo y caro MarcViese ; abbiamo parlalo pur 
poco di Monaco in questa lettera ! Non dubitate ; sa- 
rò un' altra voka più savio y ma ricordatevi il pro- 
verbio del nostro amico Soaron : 

Tout ng£ retroussé /ut paiììard , 

Et tout médecin habtllard . 



Digitized by LjOOQIC 



\ 



LETTERA VII. 

GEN.T1LIS3. E RlVJEillTISS* 

SIGNOR MARCHESE. 

Dresda li i8 Novembre 17624 

OcHLElHIEIM è lontano dieci miglia italiane da 
Ninfemburgo . Questo k un superbo palazzo di cam* 
pgna, dair Elettor Massimiliano Emanuele ,. al prin- 
cipio di questo secolo» con ottima architettura innal- 
zato . V è uno spazioso vestìbulq , sostenuto d^ gran 
numero di colonne di bei marmi y il quale insptrercb-' 
bo anche più di grandezza , se le volte soverchia- 
mente piatte non lo facessero comparire troppo bas- 
so . Qui è la bellissima raccolta di pitture , che pos- 
siede la casa di Baviera , e che dopo quella del Re 
mio Signore dee chiamarsi la più scelta della Ger- 
mania . Quella ^ di cui in una delle mie precedenti 
vi parlai , e che è unita ali* appartamento dell* Im- 
peradore ^ non è in comparazione di Schleisheim , 
che un piccol saggio^. Io voglio lasciarvi a vosti' agio 
scorrere i vasti appartamenti , le sale , le gallerie 1 
tut^e coperte di quadri insigni , e v* invidio il piace- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 77 )( 
re, che ^eiUli^ete , «e sarà egoale a quello^ che tan* 
te volte ho gustato io . So per prova quanto aiuioi-> 
no le prediche degl' inspettori , quando vassi a con- 
templare una gallerìa di pitture : cosi non v' impor- 
tunerò. Vi dirò solo , che quasi non v' è autore in- 
signe y cosi d' Italia, come di Fiandria , o di Fran- 
cia, il quale non abbia contribuito con qualche bel- 
r opera ad ingrandire questo tesoro , e che vi sono 
cose veramente singolari , e reali . L' Elettore ebbe 
la clemenza di comandare y che mi fosse consegnalo 
il catalo^, e mi sono dappoi mille volte pentito di 
non averne fatca far copia , come forse m' avrebb' e- 
gli data permissione . Sentirete qui quella dolce in- 
certezza , che la quantità de' begli ometti eccitar 
•uole neir anipo de' dilettanti, e a guisa d' Ovidio^ 
quando nel pieno teatro non sapea^juale delle Ro- 
mane fanciulle dare la preferenza, mi direte voi pu- 
re un giorno: 

Copia judieium scepe motata mium • 
Guardate che* non vi sfugga quella bellissima 
Madonna del Vandejk, che è nella camera del let- 
to deir Elettrice , come pure un gran quadro ^el 
Teniers , che rappresenta al vivo una popolosa fiera 
di campagna , che mi parve somigliantissima a quella 
deir Impruneta del Callot, che a voi certamente per 
la sua bellezza dee esser notissima. Non ho mai ve- 
duto del Teniers pittura più grande , né più rara di 
questa . Vi sono forse più di sessanta Tintoretti , he^Bk- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 7» )( 
die non tutti eguali . Osservate queliav incomparabile 
strage degl' Innocenti del Rubens , che va pure alle 
stampe, nella quale il dolore, e la rabbia delle ma'^ 
drì inviperite 9 e disperate è forse troppo caldamente 
espressa, e caridata • V è una Lucrezia Romana di 
Luca Giordana , nella quale egli ha perfettamente 
imitato Guido, e che io non ho mai potuto guarda- 
re tenta ribrezzo • G>stui era un pittore , che avea 
ki petto il zqjlfo, e n^e vene il foco del Vesuvio, 
sicché di tempo in tempo gli scappavano dalle mani 
quadri quasi divini . Si capisce che col pugnale Lu- 
crezia si è ferita una grande arteria nei torace, per* 
che sgorga impetuosamente dalla ferita un torrente 
di sangue spumoso , che macchia lutto il quadro . 
Vedrete a misura , che la guardate , crescerle in vi- 
so il pallor della morte , e le sue damigelle sbigot- 
tite , e confuse cadere in isvenimento . Non so se il 
Domenichino , o Guido Cagnacci avessero potuto rap- 
presentare con maggior calore , e forza la fermezza 
di Lucrezia , la desolazione della casa di Collatino , 
e r orror dtel delitto di Tarquinio . 

^ Non vi parlo dell' opere inunortali de' nostri 
conciUadini , né di quelle dell' altre scuole d' Italia , 
perché si faranno sentire da loro stesse. Troverete 
colà un gabinetto di piccoli Fiamminghi, che a nul- 
r altro la cede in Europa , che a quello del mio 
Padrone, il quale in questo genere ha certamente 
latto ciò 9 che v^ é,di pia sublime , e di più scelto* 



Digitizedby VjOOQIC . 



)( 79 )( ^ 
V è una bellissima serie di ritratti antichi 9 e 
moderni di Principi y e di Principesfe di Casa otti* 
mamente dipinti y cUe non dovete negligere . 

Molli y e con ragione , temono » che Tana mni^ 
da di codesto luogo possa col tempo danneggiare 
un cosi ricco tesoro , e in verità sarebbe un danno 
luttuoso irreparabile • Considerate' un pò qui per un 
istante , quante belle cose escano quotidianameitfe 
dalla nostra Italia » e sappiate ^ che a Schieisheim 
non v' è che una parte injBnitamentf piccola del 
molto , che trovereste sparso in Germania , e nel re- 
sto d' Europa . Gran Dio ! Sema parlarvi della col- 
lezione di Dresda 9 se vedeste cos' ha solamente il 
Re di Francia , cos' ha il Duca di Orleans , cosa 
v' è in Inghilterra , cos' ha l' Elettor Palatino ! Con- 
ùderate ora qui , quale obbligazione non abbiamo, 
noi a* nostri buoni antenati » che a forza di tela y e 
di colori ci hanno fornito con che far circolare in 
Italia tante y e si inmiense somme d' oro straniero • 
Ma <k»ve son ora que' molti pittori y che forbir po- 
tranno alla nostra discendenza^ con che ritrarne al- 
trettanto ? 

Gb* è di giusto il dirvi , cbe lar maggior parte di 
queste pitture furono a gran prezzo comprate dal- 
r Elettor Massimiliano Emanuele al principio di que- 
sito secolo y nel tempo che esule da' suoi stati y e 
bandito dall' Imperio trovavasi Governatore de' Paesi 
Bassi . Se in tempo d' oppressione y e ne' disastri 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 8o )( 
tanto f«ce quel gran Principe , imma^iiatevi qual 
animo grandioso egli aveva , e cosa non avrebbe fat- 
to f se r allontanamento da* suoi stali rovinati , e se 
un' altra pasMone assai più forte , e naturale gli aves- 
sero lasciato r animo meno agitato . 

Eccovi j amabilissimo Sig. Marchese , parte del- 
le cose sin|plari , che voi incontrerete in Baviera , o 
«Imeno di quelle che tali mi parvero y quando con 
oechio forestiere le guardai la prima volta . E giac- 
ché scrivo a gentile, e giovane Cavah'ere, avrei do- 
vuto agglugnere qualche parola ancora delle beUé 
Dame , che in Monaco ammirerete , e che ali* età 
vostra importano almeno al pari delle belle pitture , 
.€ delle statue ; ma bscerò a voi il piacere di for- 
marne giudizio . Non saranno poche quelle , credia- 
♦emelo pure , che lo avran favorevole , niassimamen- 
te dopo conosciute , e trattate . Le vedrete tutte ve- 
«tile colla dignità , che una gran Corte richiede , e 
d* un ottimo gusto , lo /che è sempi'e un contrassegno 
di buona educazione, e di gentile cultura . Molte ne 
troverete, che parlano la nostra lingua, ma tutte ge- 
neralmente, e benissimo quella delle Corti , voglio 
dir la francese. La Corte di Baviera è stata da lun- 
go tempo fra le Cattoliche della Germania un* otti- 
ma scuola dì nobile galanteria , perchè in essa la cor- 
tesìa , r amore , e in conseguenza la voglia di pia- 
cere v* hanno sempre regnato al pari di Versailles 
e di Dresda. Non vi maravigliaste di questa distin- 
zione , 



Digitized by LjOOQ IC 



K 9i^ K 
trofia , che seàibra aver V aria quasi eccbajiatica . 
Voi dorreste aver osservato nel vostro vIa|^ìo y che 
grandÌMima è la difiEermuta, che snelle maniere passa 
•fra 4^ Coiti iielk nostra Beligtone e le Protestimti , 
Se foste curioso d* indagare la iragione di una tanto 
8lm^bile> stravaganza, io non saprei qual altra incoi* 
parne , se non questa , ^ a voi starà il crederla , ie 
vi piace . Dopo clie Carlo d'Austria col nome 
di Cark> V. fu eletto Imperadore , egli portò in 
"Germania» e sparse pel resto cMl' Europa i co^ 
^umi y la gravità , e le maniere spagnoole , Quelle 
CortJj che restarono Cattoliche , dichiararonsi qua- 
si tutte per Carlo , ed imitandolo adottarono la se- 
rietà spagnuola, corno fecero ancora le Corti d'I- 
talia y che rimmo conservata sino ai nostri ^omi. 
. Quelle, che abbracciarono il cangiamento di Religio- 
ne , fecero quasi eonfratiernita fra ^i loro y e gelosa- 
Biente unirono agli antichi cosltmii nazionali le ma- 
niere faòili ) e galanti di Francesco I. ,- il qaak c<^ 
me emólo di Carlo fu mai sempre loro amico , e 
collegato . Questa dìAerenza ha durato per quasi due 
secoli, cioè altiere le prime, e disinvolte le secon- 
de; ed intanto che alcuni Principi della «Germania 
soli mangiavano al juono di tetra musica , e che i 
pi\piccoli Duchi dell' Italia facevansi^ servire a ìa^ 
vola sotto al Baldacchino dalle Dame , ' vedevansi al- 
l' incontro queste alla Corte di Carlo 11.^ comandare 
all'Inghilterra, e a quella di Dresda far nascere le 

6 - 



Digitized by LjOOQ IC 



po»ìf% «d t tdmei pia splendidi , e farsi cort€||;br« 
dui Re Augusto . Presentemente le cose cominciano 
a cangiare d' aspetto > e colia memoria di Gufo V* 
gi ranno o^' di piiV obbliando le etidtette , *e la 
•osrenutesaa delia Corte di Borgogna, come voi me- 
desimo avrete veduto costi tielia Corte ^ alla Spiale 
avete presentemente V onore d' appartenere • Giova 
lo ^raire, che in pocki an|ii Wto «am a liveUo al- 
meno su questo articolo . Voleise Iddio , che fossi- 
mo anehe nei resto , ma pare pur troppo > che -il 
bella ventura sia nseiiuità a secoli più felici dèi nostri. 

I Francesi , che a gmsa degli antichi Romam' 
portano da pertutto la lorp Kngua » le mode, e 
l' allegria , hanno colle firquenti invasioni in Germa- 
nia y, ed in Italia non pooo conti»biiito a €|uetto 
cangbimento. Le^ Corti ecclesiastiche anch'esse di . 
qua dai monti pajono al secol nostro ingentilirsi , 
ed io ne ho conosciute alcune, oAie in galantena*. 
ed in buon gusto non la cedevano a ve^un* altra 
per quanto secolare si Cosse , e v* ho veduto feste 
da balio reali. 

Potreste forse un^ giorno dolervi tE me, sé non 
vi raccoihandassi qui di far conoscensa coU' Inviato 
di Francia il Cai^allere di Folard . Oltre all' esser 
égli mezzo nostro nazionale, perchè nato nel fon- 
tado d'Avignolie, e in eonsegiienza suddito del Ì^a- 
pa , ed allevato da giovane in Toscmia , vedrete , 
che la sua casa èj V albergo della cortesia , ed ospi- 



dìgitizedby Google 



K » )( 

lalltà . Conoscerete In lui il nipote del irnnom) Car 
valiere <£ • Fotacd itamoftalt ca?iientator 4i Foiihio , 
e m'accorderete, che per br bella, e dotta erudiaio» 
ne I di cui, è fornito , egU è degno erede d' un no-» 
me si illustre nella repubMica letteraria , t militare . 
Faretegli mille teneri rispetti da parte mia , ed aa- 
sicur^itelo della stima , e/ gratitudine , che gli con* 
serverò eternamente. 

Che so poi mi (^mandaste notisie dejl* interno 
della Bìhàera , e delle sue ricchezze , io non potrei 
dirvi , se non obe questa Profvincia è assai pingue, 
e quasi in ogni cosa agtatisi»ma. Le eami vi sono 
squisitissime, ^ poco o nulla cedorlo alla dunosa vi- 
tella mongana> o a quella di Soriento , I pesci iji 
lago sono di cento sp^ie , tsdì che non ho mai ve- 
duto altrove , e nulla hanno da invldiaiie alla deji* 
eatezza ^ quelli del lago di Garda . II pane non 
è m&o. b^Uo di cpielio di Vienna , che passa per il 
migliore d' Europa . Non posso dire lo stfsssó dei 
vim che vi nascono, ma in [scambio |K^ete aver-* 
ne dd forestiere a prezzo ragionevole . 

Non credeste però , che codesti comodi derivas* 
aero .dall' industria de^ abitanti piuttoito ^ cjie dalla 
fertilità del terreno > e delle acque • f^odmsimo è il 
commercio che fassl in Baviera , né v* entra altrp da- 
naro straniero, ch^ quello che prodaee la vendita del 
legnaiiii , ^et sale , dei cuoj crudi e conci , e dei gra* 
ni| che quasi spontaneamente sorgono da uno de' 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 84 K 
■^lion «noli ddh .Gtrmania . Da qualehe anno in 
qua s*è cominciato a scavare alcune miniere di me- 
talli, e ai pretende con vantaggi». I fiumi portano 
alcuni grani d' oro purissimo fra le loro arene , indi*- 
aio ,0fik» nelle montagne vicine vi sono miniere pre- 
ziose . Avrete veduto talvolta alcuni Un^eri di Ba-» 
yiera coli* aiscrisione Aurum ex Tsara, ovvero Au^ 
rum ex Tyyco . Una piccola fabbrica di porcellane 
pure s* é messa in piedi a NinfembiU'go , e que* la- 
Tori , che ho veduti , sono certamente i pia belli in 
Geraafua dopo le noabce poroellane.di Misnia. Que- 
ati due savj stabilimenti sono frutto dello selo , e 
delta destressa del Sg. Conte di Haymhausen , che 
jne è il supremo direttore, gentile ed erudito Cava- 
Bere 9 e che voi con sommo piacere imparerete a 
conoscere . 

Del resto sarebbe altra èoaa la Baviera, se la 
Ilaclone fosse un poqo più attiva . Giudicatele voi , 
Considerando , che questo Stato , pieno di buone Gc- 
ti, è a pcArtifta dell* luUa, della Francia, dell' Au- 
stria , e deir ImpeHa^ che è bagnato dall' Iser , dal 
Leck, dall' Inn, e traversato dal Danubio; e che 
dalle porte di Monaco , e da vane altre Gtti po- 
trete ancbr per iicqna , e eoo stcureesa sino al 
Mar Mero . Le foreste bavere, mandano i loro legni 
legati in cattare a Vienna , e con questi fabbricano 
poi navi , e case gli Austriaci . In somma il paese 
ai arricchisci^ coi soli naaioiuli prodotti terrestri , « 



Digitized by VjOO^IC 



L 



)( «5 )( 
àa qtMsto cono^^ete aempre ^iù la maséima d' eter- 
na veritA , cioè che la prima sorgente delle rìo- 
chezze d' una naiaone dee essere la eollura diiigen- 
tisaima del profirio terreno . L' Inghilterra , la Da- 
nimarca 9 da She seriamenr«M vi badano , hanno il 
piacere di mangiare alle loro mense i frutti dell' In-* 
die cresciuti ~ttei loro campi ; e quasi raddoppiate 
vedendo le . lóro entrate terrestri ^ ranno adesso a 
vender biade a <jue' popoli , da' -quali a gran prezuso 
ne collimavano gH anni passati . Con questo poi 
tanto più agevolmente^ possono , sostenere il commer- 
cio estern9y e andare a dar leggi p«r fino nelle 
Corti dei He dell' Indie, e deÌT Affrica, e coman-> 
dare nelle Colonie dell' altre nsaàoài in America . 
Volesse il Cielo ^ che alcune Provincie della' nostra 
Italia adottassero questo principo . Molti de'nostn 
nazionali abitano ui^ paese felicissimo per il clima ^ 
per la gsituazione ^ e per il suolo , e|^ure talvolta 
appena si cava da alttHentare lo scarso numero de^ 
^ gli abitatori , cke {o coltivano i e de' cittadini ^ che 
lo posseggono . Qui in Sassonia ^ dove in alcuno 
contrade da qualche anno in qua 1' agricoltuia è 
totalmente rinovata , raccogliesi ànq a quindici volte 
più del seminato , benché per lo prin^a non fossero 
più fertili delle altre . Due ^armate immense , e stra- 
niere sono da sei anni s^te nudrite coi loro grani 
dai Sassoni , eppure il pane ( ch^ cl)e si dicono al- 
cuni) ha sempre 'abbondalo . Qiwi fiiuni d' oro fore- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 86 )( 
«licre non riceverebbe m seno V Ttalìa y sé st/peme 
far miglior uso de' suoi porti , de* suoi prodotti , e 
masaiaie delle uve y cKa foise in copia soverchio da noi' 
si vendemmiano ì Si farebbero alloca vini più generosi , 
più durabili ,<* come tam^altri caperci di *$ostenertf il Jtu- 
midto del mare , e il cangiamento dei climi . Ve la 
diranno non solo la Francia , là Spa^a , il Porto* 
gallo y r Isole Canarie , il Capo di Buona Speranza , 
che cavano annualmente immense somme dai paesi 
settentrionali; ma le fredde rive del Reno,ifc onelle 
dèir £lba , ,che a tutt' altigo , fHiorchè a produr vini ^ 
parevano nate . Qual de* nostri antenati avrebbe mai 
creduto, che V Ungheria produrrebbe oggidì il vino 
piò delisioso e ^iù cara delle tavole dei Re , un vi«- 
no, per cui Orazio certo dimenticherebbe il suo 
Falerno , ed il Chio ? Non istasle a dirmi , che le no« 
•tr' uve non sono cap/KÌ , e ricordatevi , che gli an- 
^chi Romani bevevano alle loro solenni ceOt ì vini 
riposti in canttniL sotto i Consoli dei lon> avi . Riflet- 
tete f che la Toscana industre mancRt il stio artimi* 
nO| e il carmignana fino a Pietroburgo , e a Costan- 
tinopoli : ma per far questo non bisogna ostinata- 
mente cacciarsi in capo y x:he il metodo di fare il 
vino deJ" nostri vecchi castaidi sia il solo praticabile ; 
da noi , ec. 

Ma per finir questa lettera con Monaco , giac- 
che tanlcp da lui ci siamo , «osi nOn volendo , dilun^ 
gati , un* altra cagione ancora potrei fui indicarvi 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 87 )( 
èàià itiaaoT ncdhezasti^tì' ^p^àlà Krotteia ; roglo 
dire la gran quantità i Eédetiaitici , i quali sono quo- 
tidumamente alimentati dallo Stato .. Ma a Db non 
piac^ 9 ciie io voglia qcd tiiibare il sacro silenzio 
di tanti ricchissinii anticiù Monasteri, e quasi farrim- 
proTerì d* ina/jone a quo* Buoni Solitarj , che assi- 
stono la patria y almano colle loio preghiera , e coi 
loro salmi • Vali . ^ • 



Digitized by LjOOQ IC 



mm 



LETTERA Vili. 



SIGROR MARCHESE. 

Dresda li ai Novembre i7pa. 

XJenchÌ io non ubbia piÀ vai^lia di condurvì in giro 
per Monaco, non crédeste però, che io avessi quella 
di tacere . Voi m' avvertite con mio somnK) piacere , 
che probabilmente la partenza vostra sarà difiPerita 
d* alcura gk)rni| e questo mi servirà;^ pretesto per 
seguitare a scrivervi fino a tanto che dimorerete in 
Vicina • Siate ben persuaso , che piuttosto il tempo 
sarammi per^ mancare , che la materia . Benché per 
me sia lo stesso , ''che il Marchese Hercolani sia in 
Vienna , o in Bologna , non potendo in ogni modo 
parlargli che per lettere; pure per tutto il tempo, 
che soggiornate in Germakiia, mi sembra, che sis^e 
a me tuttavia vicino , e nello scrivervi mi par quasi 
ragionare con voi . Lasciatemi adunque godere ^i 
questa dolce illusione , e soi&ite per alcun poco an- 
cora le mie leggende . 



Digitized by LjOOQ IC 



# )( «9 >( ^ 

Qtnbra pardrete da Monaco /p^ I* ftaliir, jr> 
prego quanto so , e posso a prendere piuttoslo U 
strada d' Augusta , che <pielh) benché più brete, la 
quale dirkto conduce in Tirol^ Tutto hen consid^. 
rato son certo , che mi sap|^er buon grado dL que- 

•sto breve traviamento ; perchè , oltrf al non aliun- 
gada cl;^ di due sole poste , voi eviterete il Kuokel- 
berg y ingrata pericolosa mimtagna . Strada buona » 
dice il proveri)io ^ non fu mai lunga . Vedile m ri* 
compensa la Qt^ d* Augusta Gipitale della Svevia , 
illustre Colonia un giomo dell' Imp^ad<ne Augusto » 
da cui ne trasse- il nome, ed al pr^enta^ima delle 
più belle Città dell' Imperio ' . \ 

Alla ^distanza d' una posta da Monaco passerete 

* presso al patizzo di TVickau y appartenente all' Elet- 
tore . £stratevi almeno ^r qualche istante ; perchè 
v' è una numerosa serie , benché quasi n^letta , di 
ritratti d' uomini illustri , la quale vi farà, gran piacere . 
- Augusta poi y come sapete , i Sede Episcopale 
d' un Principe ecclesiastko y il quale v* ha una bella 
Residcnsa , ed una ^lendida Corte . Quegli , che pre* 
sentemente' V occupa , è il Principe Giuseppe <Lan- 
gravio della réal Casa d' Hassia, Signore ^r ogni 
ragione rispettabile , ma maggiormente per la sua 
rettitudine , e pietà . Io ^i ho infinite obbligazioni , 
e m' importa il dirvelo , acciocché glie lo ridiciate 
nel baciargli che farete per i^ profondamente la 
riiano . Sarete contento dell' onor di conoscerlo , e 



Digitized by LjOOQ IC 



K ^ K , m 

• tror«rete , di'^egli hi un particolare aiEe|U> pe^a 
nostra Italia > dott è stante aÙevalo • Gisti pure ve- 
dcète un braro noitro concktaditto , cioè MonaignQr 
Paaai Decano del C|pitelò di S* Blanrìek> ,, di coi 
avreti^ pentito parlar e ei g o volte con amore db' no- 
fitti , e suoi conoscenti in Bologna ,. e specialment«« 
dalla Signora Gintessa de* Bianchì sua grand' amica . 
Questi dovete strettamente abbracciare per Hie » e 
per tutta la buona patria nostra y per T onore , che 
di qna dai monti le ha EHto^ colla^ sua dottrina , e 

col stto-taknto. 

I 

Anticamente Augusta era T emporio del con^ 
mercio della Germania , prona che di lui se ne fosse 
impadronita T Olanda, e* vi sono slati una volta cit* 
tadini opulend oltre la condizione d* vaf pardcolare. 
La sola casa 'dei Fug^ , divenuti dappoi Conti del-* 
l' Imperio, ha posseduto ft>rse più'ncchesse che qua- 
lunque altra particolare d* Europa • Vedrete mottissi* 
me Chiese ) e Monasteri colà da lei fendati. Vedrete 
nel borgp di S. GiaciMno una piccola CittA separata 
con mura , porte , Chiesa \ e piazza , h qual^ CittJI 
chian^isl la Fuggeraja » Fu questa ediffeatà dai Fug- 
ger pei^ abitazione dei vedbhi servidori , e benaffetti 
di casa 9 che v* alloggiano gratis ancora al giorno 
d* oggi . limili grandiose idee non possono venir in 
mente ^ ed eseguirsi^ se non*da chi ha tesori "d* a* 
Vànzo . Quanti altii ^pmumenti della loro 13)eridità, o 
pietà non s' inoontmno in Roma , in Venezia , un 



Digitized by VjOOQ IC 



Trento y in Vieni» , in l^mamm , e in akri tuogki 
della Fiandra? IFugger, a gara della Casa Mèdici » 
fayorifono le tettere |*e mandarono antioamente fin« 
in Grecia a raccogliere manoaerìiti , marmi, e fb- 
•crlxioni; anzi purte di questa vedreste oggi àmcora 
ornare uno dei loro pslaszl di campagna ' a YeUin- 
bufgo. Roberto Stefano , sotto la protezione dtUdal- 
rico Fugger j facevasi gloria d' essere «uo stampato- 
re , e per tale in alcuni libri ^ lui imj»^ s* è di- 
chiarato . Non molto dopo la scoperta dell' America 
avea quésta- conl ^ per quanto% si narra , ^rascelli in 
mare, che a s^ta conto imdavano , e veniirano con- 
tinuamente dall' Indie . Nel pidazio Fugger , che in 
Augusta vedrete y alloggM^ Carlo V. qimiido colà chi^ « 
maronlo ^i af&ri di Reiigiofie , e delf Bn^^erio . Per 
: gli appartamenti vi sono Micora i camini di marmo 
col nome a gran lettere di qttell' h^peradore , daj 
che si vede", che furono fatti in quell' occasione • 
* Narrasi , che , come sei'bosehi di Cejlan fossero 
alle porte d* Augusta , non arse in essi allora altro 
che cannella» per fkre un foco d^no del paimo del 
Principi dfir Europa*. Alla Cappella n^ggiore della 
Chiesa di Sant'Anna sono i s^fcri dì questa fami-/ 
glia lutti di marmo, e dai bassi • rilievi , e dalle in- 
scrizioni scorgerete il secol d' oro- dei Medici d' An- 
gusta • La Chiesa, essemlo ora i^iata dal <l€ro 
protestante , i Conti Fugger hanno abbandonati que- 
^ bei sepolcri,. e » f«»no sciterrare qua e là nei 



Digitized by VjOOQIC 



k^ Ftfudi. Kirclieim è uno di quetti^^oVe aTenclcf 
io pattata ,, àmu aono, col Serénisaìmo d* Augusta 
una viUeggl^ra, vm)ì nel mesEO della Chiesa % che 
è nel palazzo medesimo , una superba lomba di mar-" 
mo destinata ad* uno dei Ìoto ai^^aati , con bassi ri* 
lievi incomparabili. Nel messo del gran cortile v*è 
una foi^ana con due statue di bronzo di- grandezza 
colossale , e bellissime : opera veramente degna d' un 
gran Principe > e steid^ a credere , che nessun par- 
ticolare possa mostrar altrett^^. Essendo questo 
Castello in cima d' una collina y e mancando d' acqua ^ 
fassi quésta accendere per mezzo di macchine idro- 
statiche sino alla sim^mità, e con tale abbondanza , 
che , dopo* avere servito ai yai^ getti , e spruzzi della 
fontana , passa ad iri'igare copiosamente un gran giar- 
dino. Quando Carlo V. passò con tanta magnificen- . 
za per la Francia , allorché sdegnato andava con un' 
armata ^ rovinare la Città di Gant sua patria^ Fran- 
cesco I. per abbagliarlo , e CargiT onore , ordinò se- • 
gretamente , che tutti i mercanti di Parigi facessero 
mostm di quanto avevano di prezioso nelle loiro bot- 
teghe • L* Ifiperadore ^ accortosi ,di questa- Jiompa , 
disse pubWicamente , che v* era in Augusta un citta- 
dino, e servidor suo chiamato Fugger, a cui sareb- 
be, stato facile il coniare tutte queste magnificenze 
in una volta senm incomodarsi . V Imperadore dicea 
il v«ero , perchè senz» incomodarsi il Fugger , tapo^ 
di casa > gli avea ttgalstio un milione di fiorini , som- 



Digitized by LjOOQ IC 



' )( 93 )( 
ma, massime a qoei ^mi , eso^biunle ^ e <bjgnÉ 
non so se più dei Monarca y o dèi dotfiatore . 

Non mai voientìeri V iio parlato di queìta 
ilkstre famiglia , perchè oltre al meritare ogr^ ri- 
guardo , io ho r odor di conoscerla particolarmen- 
te, e sono stato da ìm sempre ricolmato di genti- 
lezza , e cortesia . 

Bella y vi replico, e ricca di singol^rtità è Au- 
gnsta . Le pubbliche lontane di bronzo , che 1* ador^ 
nano , sono subh'mi , e due amgolannente degne di 
stare in Boma . Quella , che sulla piasza presenti 
una beHttsima statua pedestre dell' Imperadore Au* 
gusto in bronzo , era perfettissnna , ma da poco in 
qua il Magistrato a forza dì nuoti omamemi ag~ 
j^untile in occaiioni di riacconodarla , le ha tolta 
la bèlla antica spa aemplicitiU E' sempre pericolo* 
so l'abbellire le cose, che già son belle. 

' Magnifico è il Palazzo del Senato , ed elegante 
i la facciata dell' ai>sei»le , a cui pure non manca* 
no ornamenti di statue di metallo , Vi parrà d* esse» 
in ItMia, perchè vi troverete per le pubbliche vie, 
e per le case aì||ichità roìÉune , e moite inscrlzioiitp 
e bassj rilievi. Sono avanzi ancora dei coloni , e del 
presidio latino , che' miticamenfe colà dimoratta alla 
custodia d' una piazza importante èél* imperio . Per 
quanto barbaro fosse U paese, ove i RomAii por- 
tavano là ^vittoria. Venivano sempre con loro a in- 
|;entilirlo le bell'arti, i lusso, i costumi, e la hn* 



Digitized by LjOOQ IC 



gfm^ Fgu travato colà , due secoli fa y eoa Unte aix 
tie cose ìjutx pavimento di mosaico assai beilo y che 
y« alle stampe ntl Velsen» come varie altre reti* 
quie della, romana venustà • Bisogna, die vi fosse- 
ro tdìBfl eopsìderabilì y pefcbi si sono dissotteirali 
ffammend 4i colonne insigni , uno . de' «piali ki ìhA 
marmo scannellato vedrete collocato per memoria 
in un ntccfaio all' atrio «delle scale del Principe . Un 
piedestallo ^padiUto di iotfumio .scopersi io un gior- 
no, il qoti» serviva dì sedile ad )|n forn^jo vicino 
alla porta di Gegingeo » su cui ^^ scolpita un' ^ in- 
scrizione votiva al Dio Yotiano ^ certamente scono- 
sciuta . ' * > 

Volli compilo , ma costui ostibatamenfe me 
lo ricusò y forse eim^ ianno ai viaggiatori in Grecia 
i Turcki , . dubitando sempre . di qualche tesòt'o na- • 
scosto . L* ho fatto cercare dappoi anche coli* àu- 
tprltà del Beai Principe di Sassonia mio Signore,, 
il <piale ne diede la comraisMme al nostro Residen- 
te ^ ma non s* è potuto mai pia rinvenire . Forse 
eh» ^[ualcbedf no della Gttà avvertito di (juesta ri- 
lynrci, T ha^baacosto , nal qual c^ spero, che un 
giorno riamerà alla luce*, e tanto mi basta. VI cito 
questo, fatto ^ perchè so che dui Tomasino , e dal 
Relaesio £u rirocata in dubbio <qutsta deità éì Vo^ 
limno nota per un' altra inécrìzione a Nantes, e ere- 
dettesi , che &m^ m essa equivoco di scrittura con 



Digitized by LjOO'Q IC 



K 9» )( 

Questo «uurmo da rae chiaram^e letto , e tm^ 
ca sbaglio dea togliere ogni incerteiza, e ne appello 
aUa pottrakÀ i quando il féedestatlo tornerà^ in vista. 
XiL> copiai eon difigensa « lo coUBunkai su jglr ultiim 
anni di fioi rita al Maroliete Maffei , che ne fece 
molto caao , ma in vano ho oercato adesso questa 
intecifMNiié ^ra le molte altre ^ che raccolte iìh* mie? 
viaggi conservo mancycr^e presso di Aie . Tatto h- 
nora é conkwo , eon un nlilione di carte > consè* 
guenza indispeniabile de*^ ^aggi 9 de' tumulti , e de<- 
gl'ineendj, a' quali sono state esposte in questa rd^ 
l>ioaisstma guerra le ncMlre coee • Posso dirp qui on* 
cW io il proverbio latino , che per troraiio ommem 
mopi lapiiem , ma Anora indamo . 

In un angolo della pìaaca v* è una gran pigna 
antica di paarmo bianoo \ che serviva . probabiknente 
d' iq>ice<a qualche armine ^ o edificio insigne , coi- 
rne una ve n* era di bronzo doralo sulla mole Adria* 
na , e che avete ora veduta nel giardino del Vati- 
cano • Da lei prese dappoi la stemma la GttÀ d'Acr* 
gusta , come neUe sue monete avrete osservato . Qi^- 
sta pigna ora giace quasi dtmenticata.^ non so per 
qual indolenxa , ed esposta ai aòrdidi insulti de' pas- 
seggteri . L' atrio della ca«a Pteitlinger &migh» ilkn- 
stre^ ed ora estinta , è ormito tutto d'antiche inscri- 
^oni 9 e di bassi rìdevi , pubUicati colf »ttre anti- 
chità auguftane dal Yekevo^ Nella biblioteca di queéta 
famiglia cpnservavasi la celebre tavola antica itineraria 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 96 )( 
chiamata PiUtifgerimna , e che ora è \mù àé pia 
béUi ornamenti deUa biblioteca Imperlala a Vienna . 

io mi s<mo sempre «taravìghato , oome il Se- 
nato d' Augusta latoi qaesli prezìoei m^^numenti in 
mano di particolari , e wol li compri per coUocarti 
indirne in qualche pubblico luogo , e sottrarli oo^ 
*aUe vicende y ed ai periooiT, ai qoali som) solAopfiiate 
le cose priv^e. Ad CHierfayis^, pure villaggio pò* 
kìà passi distante dalla Gttà, vi sono ìxmmAQm , e 
bassi rilievi » che meriterebbero d' esser messi ia si- 
curo. Questo vuol dire, che nel Senato non vi so- 
no più que* dotti Patrizi d' una volta > ,e che o^ 
eo«a a questa mqndo dee aver il suo ^e . 

Belle* pitture massime «atiohe. d'Alberto Darer, 
di Cristoforo Amberger , dello Schvarz, del Roten- 
hammer , e d' altri valent' uomini sono qu% e là per 
le Chiese , e per la Qttà . . Quest' ultimo artefice vi 
moi-i , benché V Orlandi ci dica , che morisse in' V^- 
ne^ia; ina troppo avrebbe che fare chi vpieese av«^ 
Tertire tutti gli errori sfumiti a quel buon Ecclesia- 
stico nel suo Abecedario. Nella Chiesqi de' Domeni- 
cani r Assunta all' akar grande è opera insigne del 
Lanfranco , e nella medesima Chiesa le nozze di Can- 
na Galilea sono del TintorettOy benché non sia una 
dell* opere sue più felici^ 

Varie facciate di casa in Augusta, egualiìiente 
che in Monaco 9 sono dipnte da buoni maestri an* 
ttcbi , e moderni . Badate particolarmente a quelle 

del- 



Digitized by LjOOQIC 



)< 97 )( 
dell' Hohzer , pittor trcnt' aimi fa morto in giofen- 
tu , e c^ facea gì^ maraviglie. Fra le altre notatf 
k facciata della casa appartenente all' intagliatore in 
rame Pfofel j or* è dipinta «nperbamente a fresco , e 
di un gran carattere la £avola di Castore , e Pollu- 
ce , e quella dell' osteria del grappo d' uva , la qua- 
le ha' alcune gran csHriatidi , e termini in verità de- 
gni delia scuola dei Carracci • Sulla facciata d' un' 
ahra osteiria 1' Uoltzer ka rappresentato, a fresco unn 
danza di conudim di grande^ naturale , la qvoA fa 
Tederà quanta feracità, e qjoaì talento aveva coctui. 
Io non credo , che V imaginazione umana possa co« 
piare più fedelmente la bella natura . Vi sono alcune 
villanelle vestite i^a sVeva , che «aitano , è voi le 
vedete coi piedi in aria sgambettare alla tedesca, 
che paiono vive , e staccate dal muro • Ballano cen 
loro alcuni giovanotti, ci» hanno mirabilmente espresso 
nel volto r animo contento della bettola , e i bei pen- 
sieri che loro nascer soglk>no in simili luoghi. Voi avrete 
osservato, ohe la maggior parte delle contadine Te- 
desche portano le gonne assai corte come porta van- 
le, al dir d' Euripide, le fanciulle spartane chiamate 
perciò da' Greci mostratrici di coseie . Imaginatevi 
adunque qual allegria regni ne' loro balli , e quale 
orgMmA : e tutto questo è vivam^ige rappresentato 
nella pittura dell' Holtzer . Il Conte Francesco Al- 
garotti , eertamente giusto esttmiàtore delle beli' arti , 
non potea d^sene pace un giorno , che fummo in- . 

7 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 98 K 
•teme « eomnief aria . Pretcndeai volgarmente ifi Air 
I^Mfta 9 che r Holtzer .momae coai fg^awu^ a for^ 
di libertinaggio y e di trìncare^ e che questa facciata 
fosse da lui dq>inta in pagaaiento di tanto rìfio be^ 
vuto a queir osteria . Ma questa è una ia^»i4tÌ2Ìa 9 
chv fassi a un d pand' uomo . Egli mori a . forza 4i 
atudìo 9 e d' ostinata fatica 9 né senza questo ai puè 
giungere a saper tanto. Alcuni scrittori deUa storia 
pittoresca par 9 ch'abbiano a bella posta voluto racr 
cogliere simili voci popolari 9 forse per rendere più 
bizsarra la fama de* primi maestri . Quante stravagan- 
se non ai ledono dì Pier Perugino» dd gran Raf- 
faello 9 del Parmigianino , di Tisiano 9 dV Agostino , 
di Guido 9 di Rembrand , e Dio sa quanto sono lon- 
tane M vero l Pare 9 che taltano s' fanagini, d^ m 
impossibile il dipìngere eccellafitemente sema avece 
un* fondo dì passi», e di viij singolari. 

Fu in quesu Citti^ 9 come sapete f che ai lem- 
pi di Cm'Io V. (u presentau alla Dieta dell' Imper 
rio 9 e promulgata la nuova ponfesskm ^ fede de' 
Protestanti 9 e per ciò chiamata confessione d* Auga^ 
sta . I Cittadini 9 ed il Magistrato sono metà 4' una 
.Religione , e metà dell'' altra 9 ma tutto passa ami- 
chevolmente 9 e T* i intera lU>ertà di seguitare qual 
delle due più |Mce • Rarissimo però è 9 die qual- 
chedono dei nostri dóerti • Alla ciera 9, ed aUe ma* 
niere si conosce subtto di qude delle due sia il cit- 
tadino • Il protestante, sia detto per amor del vero. 



Digitized by LjOOQIC 



)( 99 X 
ba V aria infinitamente più coxnpoala y e cotta . Taiv* 
ta vale neU' uomo la diffeM^ente educazione , ed è pur 
d* uopo il dirlo y <{ueUa de* Cattolici in Auguftia è 
estremamente negletta y ed ig^bile . , 

^ Patria di doltiséima gente per lo passato £u 
quAita Ci^tà .. CiUadini Augustani erano Conrado 
PeUtiiiger , Adolfo Occohe , ^Guglielmo Xilandio , 
Marco Veliero ^ il Marzio , il Velschio , V Hoq- 
fchely e tanti altri, de'ijuali conoscete certo gli scrit- 
ti T Vedrete il famoso Giaconfb Bruker, amìco mio, 
celebre erudito de' nostri giorni, ed autore della bel- 
la istoria filosofica . Questi potrebbe essere chiamato 
come Bruto nonssimus Eómtmorum • 

Oltre ad una bella biblioteca, che ha il Prin- 
€^e, im* ottima pure ne possiede il Senato ricca di 
molti bm manoscritti • Da questa liscl la prima volta 
la biblioteca di Fozia , € ne vedrete colà jl faihoso 
codice. Vari de* manoscritti Greci , che vi sono, ap- 
partenevano anticamente al Cardinal Bessarione . La* 
(amiglia dei Fugger è quella , che da Venewa por- 
toHi in Augusta. £ stampato un catalogo di tutti 
questi codici , al quale potete ricorrere , se voleste 
informazione ulteriore . 

Il Capitolo anch' esso della Cattedrale ha una 
numerosa biblioteca di mianoscritti ; ma non so per 
qual ragbne sia essa invisibile , e quasi nascosta • - 

Con piacere v' ho parlato , e forse troppo a 
lungo d* Augusta , perchè T ho sempre teneramente 



Digitized by^VjOOQlC 



)( i«o )( 
«nata . Alla Corte di qiicl Principe ho passato i 
einquc inigliori arni! della mìa gioventù , allora quan- 
do mi fece l'onore di chiamarmi d' Italia al suo ser- 
vigio . Non V* imaginyte però , che nelle Città libe- 
re dell'Imperio i divertimenti fossero così strepitosi, 
come sono alle Corti , e nelle nostre primarie ©ttà 
d' Italia . Tutto cólk ha V aria seria , tutto respira 
r antico costume de' dttadini Tedeschi . Non vi ^ 
vedono mai spettacoli^ né feste pubbliche, mai pas- 
seggi , né balli solenni . Le belle , che vogliono es* 
sere vagheggiate, bisogna, che vadano alla predica. 
Non ostante, subito che non siete pia forestiere > e 
che vi sono aperte le buone caàe, v*è luogo a pas^ 
aare ottime serate . L' amore , quegli che per quanto 
si dice fa diventar leggiere sino le catene agli schiavi 
jne^ giardini di Tunisi, fu mai sempre un' valido ajuto 
c(*ntro la noja in qualunque paese , qmmdo s' è gio- 
vane . Tanto più facilmente dee esserlo in Augusta , 
*dove sono le più belle Borghesi della Germania, e 
a centiiHija. Dopo quest' ultima notizia non dubito 
più, che non andiate a veder la Colonia d'Augusto, 
là patria dei Fugger, la madre dei Letterati, e del- 
l' Holtjjer , Vale, 



Digitized by VjOOQIC 



LETTERA IX. 

GEKTILISS. B lUVEaiTISS« 

SIGNOR MARCHESE. 

X)ruda U ft5 Not^mbre 1762. 

Oento con sommo piacere dalla vostra dei 20 la 
bella , e dolce cagione , che vi afiretta a tornar fu 
Italia j e mi par èì vedere la vostra impazienza . Pla- 
tone dice 9 che questa neceaeità è cento volte pii\ 
forte della necessità geometrica , e voi che adesso la 
provate , ne potrete dar conto . Que^o grand' Ate- 
niese f malgrado la: serietà d' alcuni suoi scrìtti , sep- 
pe accoppiare la filosofia eon il buon gt^to, e la 
matematica coli' amore ; accordategli adunque la vo- 
stra credenza così nell' uno , c<Sme ntìl* altro . Io vi 
ho detto nelle mie precedenti) che troverete belle 
Dan^ in Monaco , e belle Borghesi in Augusta , ma 
adesso me ne disdico interamente • Mi rimprovererei 
per sempre y se vi dessi occasione . di rìtardare \in 
sol moipento il vostro rìtomo. Altro tempo noa 
chieggo adunque da voi | se non quello, che abblso- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 102 K 

gna per leggere ancora poche ^e righe , e Queste 
pure potete scorrerle per cammino. ^ traila dì pre- 
sentarvi alcune riflessioni venutemi in mente , e trop- 
po mi peserebbero sul citore A le tacesse. 

Voi , caro Marchese , avete viagguito giorno e 
notte per la Germania nel tempo della più rabbiosa 
guerra ^ il più delle volte soto , per contrade deso- 
late , t> inondate da vagabondi , da disertori , per fo- 
reste orride , e solitarie . Ditemi in fedte vostra : avete 
voi mai corso verun pericolo? .V è mai succeduto 
alcun sinistro accidente pet Y audacia , o petulanza 
degli abitanti ? Bench' io non lo sappia , ardisco dirvi 
francamente di no , perchè rarissime volte questi casi 
succedono y é quando che sì , se ne parla per tutta 
la provincia , come di cosa straordinaria ; anzi il Go- 
verno non riposa y finché non sieno interamente ster* 
minati i perturbatori della pubblica sicurezza • In prò*- 
va di ciò , qu^l è quella Dama in Italk , che ardi- 
rebbe sola intraprendere un vis^^gto di quatót) » o cin- 
quecento miglia , come tante voUe V ho veduto io 
fare alle Dame della nostra Regina belle , e ricche , 
quando andavano sole da Dresda a Varsavia? 

Avete voi mai ucSto y che qui , o altrove In Ger- 
mania net tempo del vostro soggiorno sitai comikies- 
so uno di que* neri omìtidj proditori > che pur trop^ 
pò sono tanto in uso altrove ^ una violenza , una vi- 
le superchierìa ? Qui pure io suppongo fermamente 
di no , perchè in tredid anni oramai che sto m Sa»- 



Digitized by LjOOQ IC 



K io3 )( 
Sonia, non ne potrei citare qui Im doi^ cte una so- 
h';\Ma donde ) ditemi , vi prego, donde nasce co*^ 
desta inalterabile tranquillità tanto sospkata in altri 
paeii, e tanto necessaria all' umaiai società? Non so^ 
no gB uomini qinndeUa stessa specie degli altri ? Non 
sono que' znedeMmi , che^ quando colle armate tede^ 
sche calane in Italia , portan con loro il terrore , e 
lo spavento ne' lor burberi ceft ? In Germanie Aon 
v* è alcun* arme proibita, non ▼* è pistola né corta» 
né lunga , non y* è pugnale , che non possiate por- 
tare a qualunque ora , e 'dovunque , benché nessuno 
ne porti mai . Qui dal minuto popolo si beve ab- 
bondantemente , qui gli amori plebes^ e grossolani^ 
la teterrima felli caussay sono egualmente conosciuti , 
e forse più che altrove. Qid ballasi a voglia d' o- 
gnuno tutta la notte Qelle bettole , qui parla ognuno 
a suo talento. Non si piò àke^ die gli sbirri, i bar- 
gelli ten^no in timore h plebe» perché questa specw 
^ galantùoìnini n<ni é conosciuta in Germania. Don- 
de adisttque , vi replico , ^>desta pid)blica ^curesaa T 
Ve lo dirò^ io , Signor Marchese , e non temo que- 
sta volta d' ingannanm • 

Sappiate adunque, che qui non é penaeaso ia 
veRoi modo aUa gotfa^ia di vivere in osio , e i va- 
gaboncK s<mo indifferentemente arrestati , ed esigKati . 
Potrebbe portar armi , é vero , ctóunque aresse que- 
sta vigikcca vocazione d» Sferro i» ma guai a cphn » 
che ardisse di /ame uso . L' omicidio, anche sem* 



Digitized'by 



Google 



K 104 )( 

plicemeiite tentato , è irremis«ib3mehte punito di 
morte , né v' è ^omma di danaro per quante gran- 
de sia y per cui- possasi riscattar la vita d' un reo dì 
simil delitto. £ chi non vede, che altrioienti sareb- 
be lécito ai ricchr V ammaeeare ? Non v* è protezio- 
ne; non V è patente, non Ve livrea , non v' è 
condizione, che possa infecmare la santità delle le^- 
gi . Le case de' potenti , o le 'Qiiese del Signore 
non servono qui d* asilo , e ài ricovero agli scelle- 
rati . La speranza di fuggire , e salvarsi in altro f:er- 
ritorio è vana . Non v^ è PHncipe , che non ceda un 
reo straniero al suo naturale Sovrano offeso . Nem* 
pieno le guerre le più; vive sospendono fra le Po-» 
tenze nimicbe ■ que#ta vicendevole proiezione della 
giustizia y^ die è il nerbo della loro autorità , e V ani< 
Ina della sodetà. Saranno in guerra fra loro, i Prin- 
cipi, ma non sono mai in guerra i Magistrati . In 
somma 1 delitti, che offendono l'^unanità e la vita , 
sono qui càusa comuiib. Qui sono i soldati, che ar- 
restano i rei , e non è commessa V esecuzione dell» 
giustizia a certa gentaglia , che savente è più colpe* 
vole dei delinquenti medesimi , e in conseguenza 
quasi tempre lor protettrice ^ e compagna . Non V è 
cittadino, per quanto nobile sta, che non facciasi una 
gloria d' ubbidire alle leggi, e che non conosca 4C0* 
me altrimenti facendo turberebbe la pace dello sta- 
tóre farebbe torto a se stesso . £ manifesto esservi un 
fttn so c|ie di vergognoso, di vile a voler proteggere 



Digitized by LjOOQ IC 



K io6 )( 
la scellei^ggìiie , e Tingiuatiaa . L'esperienza ha sovente 
nfostrato j che Taver compas^onè d'un reo, fu lo stesso , 
che sottoscrivere l'arresto di ìnorte d'alcuni innocenti . 
Altrove i cittadini si fanno una mal intesa gloria dì 
celarlo a danno della |^uatiaia , e qui ognuno si £a* 
rd>be un dovere di palesarlo. Dall' altro canto de-^ 
litto imperdonabile sareUbe 1' usurpare il diritto del 
Principe, facendosi con violenza, e privata autorità 
render. cont» 4el meninno aggravio . Le le^, che 
vegliano a difesa del cittadino, gU danno piena ra- 
gione, e l'aggravio, o 1' insolenza sono senza in- 
dugio respinti, e puniti . Chi vorrebbe adunque pren- 
dersi una vile soddisfazione, se al fianco del Princi- 
pe trovate sempre vigilante la giustizia ad assisteoù? 
Bla qui vi sento , e con ragione , domanAirmi .- 
dunque non si fanno delitti in Germania ? Son eglino 
i Tedeschi, impeccabili ? Non Signore; l'uomo è lo 
stesso da per tutto, ma la sicurezza del più severa 
gastigo vale a raffrenarlo , E un piacere per noi fo- 
restieri il veder qui diventati trattabili que' facinorosi 
indomiti Italiani , que' malviventi medesimi , i quali 
in Germania dappoi per qualche delitto sonosi rifug- 
giti . Voi sapete la Sassonia essere paese di liber- 
tà, e che qui egualmente, che nel Brahdeburgo> 
nell' Hannovarese , nel Luneburgo , ed altrofe rac- 
cogliesi quella spuma ,. che di tempo in tempo per 
alleggerirsi vanno viomitando 1' Italia , e la Francia , 
e che veggiamo i fuggiaschi , e ^ apostati , per 



Digitized by LjOOQ IC 



>< io6 )( 
pttfCa di pe^io, divenir qìà tutti ad uh tratto lalio- 
na» f e civili . Chi fa il Maestro di ftcherma , chi d> 
balio y o di lìngue I chi il soldato, chi il correttore 
di stampa, o V editore di Ebri osceni, chi il locan- 
diere, e chi forse ftggio^ nm nessuAo ardisce tur- 
bare con violenze la società , né vivere ozioso . Li 
vedete nascondere tutti alla meglio , che possono , 
quel reo talento > che qui li condusse , e fare ogni 
sforzo per darsi aria di galantuomini perseguitati dal« 
la fortuna . Mi venne da rìdere una volta in Lipsia > 
che parlando con un certo frate romagnuolo fuoru- 
scito , e narrandomi costui una lite , che avea c€Ì 
suo padron di casa , auguravasi le lielle vendette del 
SL^ paese, e pentivasi d'- esser venuto fin qui a far 
penit Aza , com' ei diceva , de* suoi peccati . Biso-<' 
gna , che si pentisse da vero , perchè una notte al- 
l' improvviso, fatto un solenne furto ad un divoto ar« 
tigiano , che , comne proselita , lo proteggeva , sua Pa* 
temità molto Reverenda spari , né se ne è mai più 
saputa novella. 

Del resto poi qui ancora si sentono, benché ra« 
rissime volte , omicidj accidentali , o rissosi , e in 
tredici anni, che éono in Sassonia, potrei citarvene 
due a mia memoria , de' quali forse parlasi ancora , 
e che furono immediatamente puniti. Si ruba,* è ve* 
fo, benché di rado, si fanno contrabbandi, fallimenti 
fraudolenti ; ma questi <]elitti sono anch' essi puniti a 
pf oponione • Avrete in fatti veduto lavorare per 



Y 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 107 )( 
Dresda cella catena al piede i condannati , giaccM 
tuia delle massime del GoYemo Inesco è V ottimo 
institiito dì far servire al comodo de' buoni cittadini f 
ed al quotidiano esempio del popolo coloro, che 
i* hanno con delitti scan^lewato. 

Eccoti la ragione a8S|i chiara della tranquilliti , 
che regna nei Governi Tedeschi, come T opposto ài 
tutto àò vi mostrerà donde nasca il tumulto , che 
pur troppo 8* osserva in alcuni altri paesi , che- sonò 
sì spesso , e miseramente macchiati di sangue citta* 
dinesco • Sotto il Pontificato di Gregorio XIII, erasi 
tìemplto lo Stato ecclesiastico di ribaldi, e traditori; 
ma Sisto V. in pochi mesi lo ridusse tale , quali so* 
ho i paesi ben governati , cioè tranquillo , e sicuro • 
L' unica cosa , che resterebbe da desiderarsi in Ger- 
mania, sarebbe la sollecitudine ne' giudjcj,i quali ne' 
piccoli delitti sono talvolu un po' leiiti , e forse non 
tanto incorrotti , quanto ne' gravi . Ma felice troppo 
Sard^be quel paese, al^govemo del quale nulla v! 
fosse da opporre . 

Un male è in Sassonia, e che non s' è mai po- 
tuto estirpare , voglio dire la mania del suicidio . Que- 
sto funesto delirio è qi:d forse altrettanto frequente, 
quamo siasi in Londra . Chi sa , se dalla Bassa Sas- 
sonia non lo portarono in Inghilterra i conquistatori 
di quell' Isola , g'acchè i Sassoni vi portarono dopo 
i Romani signoria , costumi , e linguaggio*? GK è 
certissimo , che ìk gente si dk qtiì facilmente b i^or^ 



Digitized by LjOOQ IC 



)C io8 )( 
te , ed lo me tono stato molte volte tettùnonìo . Quel 
pittore f che in casa mìa ha dipinto le porte » le 
panche , e i pancali , che voi conoscete y e cì^e 
io chiamava il mio Zanino da Capugnano » per. 
che veramente parea uno de' suoi migliori alUevi, 
servirà in ciò d' esempio memorabile • Unitaniente 
alla moglie venne un giorno costui da me a preii- 
dere congedo , come se avessero voluto allontanarsi 
amendue per pochi giorni da Dresda. Vendettero 
d" accordo i loro mobili, andarono alla Chiesa insie- 
me, e di là alla campagna y ove j dopo, avere squisi- 
tamente mangiato, tagliò egli le canne della gola con 
un rasojo alla moglie, e lascjoUa svenuta per terra. 
Andò costui immediatamente alla giustizia , accusan- 
dosi d* averla uccisa , perchè cosà erano ^' accordo , 
per finire di vivere , e pregò divotaniente , e con 
grand' eloquenza il Magistrato a voler lui pure le- 
var di stento . Fu subitamente esaudito , com* è na- 
turale , e sulla ruota al vento ^ ed alla pio^ia sono 
ancora le rotte sue membra, che io sovente ho guar- 
date con compassione nel passare , che ho fatto da 
q\iella parte • 

Ì.A} Stesso fece una madre da me ben cono- 
sciuta alla sua figliuola, che ne la pregò istantemen- 
te, dicendo non voler piò vivere in questo mondo, ed 
al pari del pittore domandò contro se stessa giusti- 
zia , e r ottenne • 

Un Avvocato notissimo ^d ognuno di noi s'uc- 



Digitized by LjOOQ IC 



cise con due pistole , che aveva si ben congegnate 
sulla tavola y ove scrivea, che al tirar d' uno spago 
scaricavansi ameiidue; in urt istante . Costui non man- 
cava di niente , ed una lettera , che lasciò scritta , 
dicea esser egli annojato di questa vita. 

Dovea maritarsi una giovane ad un uomo da lei 
sceltosi y ma nel tempo , che stava ad acconciarsi per 
andar seco lui alla Chiesa, usci essa all' improvviso , 
ed aspettatala ii^darno , fu ritrovata sul solajo appic- 
catasi per la gola . 

Un servidor d' una Dama , da tutti noi cono- 
«tiuta , s' appicci anch* egli un giorno ingegnosa- 
mente nel|a sua camera , senza che si sia mai saputo 
il perchè. 

Io ho conosciuto un Gentiluomo , che Bià di 
vivere con un colpo di pistola , che diede^i in boe- 
ca , ed ho letta una lettera , in cui rendeva ragione 
di questa sua determinatone al fratello vivente qui 
ancora , e amico mio . 

Son pochi mesi , che gettossi nel fiume una don- 
7ÌSL sola, la quale non avea mai dato segno di ma- 
linconia , e vi restò affogata . Se le trovarono in casa 
da duecento scudr, e le eoatrèlle sue in assai buoft 
ordine . - 

I.a scor^ settimana si tagliò la gola in Varsa- 
via il cameriere d' un de* nostri Consiglieri di Stato, 
abitante in Dresda ; ma , non .essendo morto imme- 
diatamente^ fa medicato alla meglio della mortai fe- 



Digitized by LjOOQ IC 



. K no )( 
rka . G>stui a guisa di Seneca disse le sue .ragioni 
agli amici , e circostanti , e ringraziatigli de* loro pie- 
tosi iUficj f strappossi in un istante dalla ferita gola le 
fasce I e fini d' ammazzarsi con tanta celerità, che 
nessuno fu a tempo di trattenerlo « 

Un celebre Professor di Lipsia died^si all' im- 
provviso , e di nascosto della ^sua famìglia m coltello 
nel ventre . Passò cosi più d* urt giorno nella sua 
biblioteca senza dii*ne motto a veruho , e mori qual- 
che tempo dopo. Io aveva parlato con esso lui al- 
cune settimane prima ,, e coi termini più patetici^ e 
sensati ni' aveva egli raccomandata la sua numerosa 
famigUa , assicurandomi , che sapea non esser egli per 
vivere più lungo tempo . Questi , a guisa del Cujaccìo, 
faceva ogni anno un libro, ed un ragazzo, e lasce- 
rò giudicare a clu conosce le sue gentili figliuole a 
lipsia, quale di queste due co^ gli sia meglio riuscita. 

Non ha gu^ri , che un comodo mercante dro-r 
^iere , poco lontano da casa mia , si diede un col- 
pp di pistola in fronte . Nella medesima settimana , 
anzi nella stessa contrada, nn giovane ordinario fipl 
con un lacdo aPa gola ; ni s' è penetrata mai qual 
fanone gli abbia a ciò^ mossi . 

Voi sapete , che in faccia alla mia casa v* è il 
giuoco della palla di G)rte , che ' volgarmente in Ita- 
lia chiamjts» la racchetta . Vidi , e saranno quattr' an- 
ni , la prossima estate il custode di questo , intanto 
che ì» era alla finestra, gettarsi dal più ako del tet- 
to , e rompersi il collo . 



Digitized by LjOOQ IC 



)( III )( 

Un uomo di|>eiKknte didla Coite del Re ^ tièèè 
Còr^e di cf ntd mib scodi , andò , lr« anni tono , a getf 
tarsi ali' improvviso nell' Elba, abbandonando una caat 
aignoritmeate accomodata ^ «4* ^^^i^ numerosa fi^iuo"- 
lanaa. Bisogna , che costai si niet tesse al collo un 
•asso 9 percbè , per quante diligenze abbia fatta la sut 
^miglia da qui sino ad Haxnburgo , non s' è mai 
potuto aver contezza alcuna- del suo cadavere . 

Mi si gela il sangue , pensando , che fra qucs|i 
lunatici dovrei parlalri ancora <!' un mio strettissitte 
parente, la cui mi^noria sarà sempre li|gi;^re naUt 
nostra casa di Sassonia » e tanlo basti . Ma quanti 
altri casi non meno stravaganti potrei citarvi, se mi 
volesM dare la pena di rimettermeli alla mente , # 
citarvi nonù assai illustri ? ma saranno suiBcienti ^qoe* 
sti ppcbi , delb maggior parte de' quali sono stato 
io testimonio oculare . Io mi ricordo , che vidi «• 
giorno far^ al nostro prin^ Ministro m una volta 
otto rapporti da differenti parti di qu^to Elettorato 
dì soli sukidj . 

. Ho notato , che nel tempo della presente guei» 
ra minore strage del solito ha fatta questa mania » 
eppui^ affli^oni , e disagi non hanno mancino . Da 
ciò parmi potere conchiudere , che le forti y e dif- 
ferenti impressioni esteme, occupando T animo, lo 
distolgano da quella cupa malinconia , e dalle fissa- 
siofii y che io non dulAto pnnt« esser sempre la sola 
cagione di questfr malattia dello spirito », 11 Sassone 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ila )( 
lit* le pas5Ìonl , e i dekiderj estremamente forti , ed 
metodo p«!i lotto portato al silenzio , ed s^la medi* 
tazione , al contrario di tante altre nazioni , che Es- 
cili sono in uno y o in -altro modo a svaporarsi , e»'*' 
de facilm^ìte in preda alla cupa tristezza . Qual ma-^ 
raviglia adunque , te in un parosismo soccumbe ai 
delirj di Catone , ài Bruto , e di tant' altri stoici , e 
lunatici del tempo antico, e moderno? Tale in fat^ 
bbogna, che sia quella nazione, che ha prodotto un 
uomo capace di attaccar solo , e di fronte V antico 
dogma , qufUa nazione , che ha fatto cannar <li fac* 
da al sistèma politico dell* Imperio , quella' nazione 
in &ne , che ha prodotto il grand* Elettor Augusto L, 
9n Leibnizìo , un Ottone di Guertch , un Fabricio , 
un Tschimhaussen, che a ragione dovrebbe chiamarsi 
r Archimede della Sassonia , e tant* ahri uomini fe- 
nosissfmi • 

Voi potete narrare con sicurezza questi travia- 
menti dello strilo umano a chi da noi a Bologna 
ama tesserne la lugubre istoria . Io per me nell'ad- 
c&arveli nuli' altro ho preteso se non mostrarvi non 
essere T Inghilterra il solo paese, che somministri 
oggidì ^tragedie simili, e che noi ipd non ne fac- 
ciamo verun caso. 

Ma lasciamo per dio , Signore , ormai^ 

Di parlar d ira , e ài cantar H morte . 

Voi adesso avete, altro da penìuuìe., che a que- 
ste frenesie. State sano, ed amatemi. 



Digitized by LjOOQ IC 



LETTERA X 

CEMTUUSS. E AIVSaiTISS. 

SIGNOR MARCHESE. 

Dres4if ^< 2Q Novembre. 17^. 

JjfiLLJjSSisio veramente è il sonetto , che m' avete 
mandato, ed è dettatura d* Amore. Non v'è, che 
costui y il quale , mettendo T animo in tempesta , sap- 
pia far uscire dal cuore umano certi aflettuosi pen* 
sieri figli primogeniti del dolore , del desiderio , o 
del piacere . Chiunque ha ingegno pu& scrivere l' e^ 
xoico f il subhme , ma non puossi spiegare Ja tene- 
rezza , e la passione se non da chi la septe. Il Pe- 
trarca loderà quanto gli piace Cola di Rienzo , o i 
Colonnesi, e scuoterà per le trecce a suo talento 

L* Italia y che suoi guai par che non senta : 
Messer Fran<ìesco non* è veramente superare a st* 
stésso , che quando in u» deliquio d' amore chiede x 
pietà a Madonna , e gemendo d* aflanno 

AUe lagrime triste allarga il /reno . 
In somala gr innamorati per fa^si conoscere non hdn«- 

8 



Digitized by LjOOQIC 



)( "4 )( 

no , che ad aprir la bocca, » voi , caro Mac||ese, 
r avete aperta . Chi è un poco pratico di questi mar 
Ianni, se n'accorge subito alla lettura di poche righe. 
Varj luoghi sruggid ^ua. e Ik al divino Ariosto ', e 
che sono originali affannosi, e compassionevoli m'han- 
no sempre fatto fermamente credere , che Messer 
Lodovico fosse in pessimo stato quando scriveva il 
Furioso . In fatti il pover uomo confessa sinceramente , 

Che il male è penetrato in/ino air osso ; 
e che non ha pii\, che qualche breve intervallo di 
calma . é 

La maggior parte poi degli altri nostri scrittori 
antichi, massime di quelli del cinquecento^ secolo 
sospiroso y e poetico y formano un freddo coro di 
dotti y e tersi smorfiosi , i quali hanno voluto imitare 
il Petrarca 8en2a avere il bel tormento di una Lau- 
ra nel cuore . Volesse il Cielo , che v* avessero al- 
meno avuto sempre Apollo, e Calliope. So che vi 
sono alcuni adoratorì dell' antichiti^ , che pensano di- 
versamente, e che trovano in costerò tutto indifib- 
rentemente divino , inimitabile . Ma si godano pure 
quello , che loro pmce , non eqtùdmn invidio y mi- 
ror magis . Voi vedrete almeno da questo , die i# 
non sono sempre un laudator temporis ceti , come 
dalle mie precedenti avreste forse potuto dubitare . 

Vi dirò bene però , che il vantaggio , che sopra 
r altre nazioni abbiamo , è , che la nostra lingua al 
pari della greca , e forse pii della latina par latta 



DigitizedbyCjjOOQlC 



)( ii5 )( 
per r armonia, e ì>er le grazie. Quale seiagiura aduQ*> 
^ue ^ che gli scrittori ItaHani abbiano {perduto tanto 
tempo ) e tanti beg^' ingegni nel cantare perpetuamen- 
te frécMe bugìe amorose , intanto che dopo qckattro 
aecoU di poesia appena abbiamo qualche tragedia na- 
zionale , e che senza il Goldoni sarebbero assai po- 
che le commedie soppoitabili ! Se tanti progressi han- 
ii# fatto i drammi > da diQ ha con^ficialo a maneg^ 
gìarli r inmi9rtal IVIetastasio , quai capi d* opera ncii 
avremmo , se da artefici e^i^lmente periti fossero 
state trattate le altre parti del teatro italiano ? Ha 
gi:an torto queHa nazione , che neglige questa specie 
d( poesia y che ^è b sorgente della coltura, degli ani* 
mi| il solo mezzo d'inspirare sentimenti virtuosi a\ 
popolo f o di correggalo nfif suoi traviamenti . Cosi 
pensò la parte più colta di Grecia , opsi pensarono 
i Romani y e in fatti poche ruine d' antichità greche , 
e latine si trovano , nelle quan non si riconoscano 
reh'quie di teatro . Parigi fra le moderne è la prima 
Città f che ne abbia conoscmta T importanza , ed in 
fatti da molt* anni ha avuto spettacolo quotidiana- 
mente. A questo, e non ne dubitaste mai, sono 
obitori i Francesi della bella precisione , con cui si 
palala fino dalla plebe, dell' eleganza delle maniere, 
e del buon gusto , come io c?edo , che Atei» fosse 
demtrìce al teatro di quella urbanità, e di quell'at- 
ticismo, che all' altre Repubbliche della Grecia T a- 
vea resa cotanto superiore . Osservate di grazia quap* 



Digitized by LjOOQIC 



lo èaenifinle la differenza fira le Ciltà, che sono 
provvedute di questa scuola , e le allfe^ che appena 
(a conoscono, e poche volt^ in i||ezzo allo itr^to 
del carnevale . Possono fiorire in queste , è vero , I0 
beli' arti^ e Le scienze , e vi si faranno vedere. archi ^ 
e colonne , ma il costume' del popolo resterà scm* 
pre incollo , e feroce . Deh ! di grazia guardate fin 
dove m* ha coi^otto il vostro sonetto . Domandevei 
^rdono della mia garmlitA , ma voi dovete ricordaci 
vi , che una canzono d' Annihal Caro fece nascere 
anch'essa libri , ed apologie . 

Nella penultima mia vi dissi , che invano avea 
cercata fra le nùe carte 1' inscrizione Àugustana del 
.^io - Voltano . Finalmente quando meno me 1' aspet- 
tava posso dire anch* io Enrica ^ Evrica (*) . £ccoveIa 
dunque copiata certaiùènte con esattezza: 

DEOVOLIANO 
IVL. MARCIA 
NVS. EX. VOTO 
V. R. L. I. M. 

S' io fosjù antiquario vi sarebbe luogo a meditare la 
spiegazione delle sigle, che per quanto mi pare S4»- 
no insoUte , ed oscufe ; ma si prenda questa briga 
chi vuole y o chi vergognasi di confessare y che * vi 

(*) Favola greca che significa: ho trovato. 
Gli.Edit. 



Digitized by VaOOQ IC 



K ti7 K 
sono talvolta còse difficili . Io non hp preteso altr^ 
con questa lapida , che rekituire sa consorzio delli^ 
dÌTÌnkà pagane il Dio V'oliano , che era divenuto so- 
spetto , e che probabilmente non aveva fatto fortumi 
neìr antica teologia , perchè nessuno ne parla , ed 
avea bisogno di qualche nuova protezione per rifier* 
naffe alla luce . 

La stagione fredda , che sempre più s' inoltra , 
im suggerisce un avviso ^ che in viaggio credo per 
voi- necessarissimo . Nel passare che Tarete per il Ti- 
rolo f entrale men che potete nelle stufe riscaldate ^ 
che da per tutto in quel tragitto incontrerete . So per 
prova quai caldi bestiaio facciano quei^gelid» abitatori 
delle alpi ne' loro tugur) , e quanto possano esser 
nocivi a chi non accostumato v* entra meseo morto 
dal freddo • Non credeste però , eh' io sia del »en- 
timento dell' Ariosto y quando a proposito dell* Un* 
gheria ei dice: 

É non mi noeeréhhe il /nido solà^ 
* Ma il calda delle stìtfe , che ho A infesta , 

Che più che dallfi peste me gt involo . 
Non sono nemico delle stufe , anzi le trovo un' ot- 
tima cosa per difendersi salubremente dal rigonb del- 
la stagione, ma biasimo quel caldo, che passa i li- 
miti del tepor naturale , e che offende la testa . Nel- 
le case* ben regolate, come avrete veduto alla Corte 
di Vienna, si liehe negli appartamenti un termome- 
tvo , a seconda del quale facilissimaniente si scalda 



. Digitized by LjOOQ IC 



K »r8 )( 
||ft, o meno, la caaiera, e coA ai ha un inrerao- 
' tempre eguale vmlgnde le incottanse del ckìo^ In 
' Lombardia , e «pectalmente a Bologna ne avramao 
gran bisogno'; perchè a cagione dfgU Appennini, 
die ei cuopono il measo gkmno ,' vi aono kivemi 
rigidissimi ; eppure nuli* altro si ^udia , di^e di star 
freschi V osate • Porte , e finestre mal custodite, at^ 
mere òi strana grandeaea, e sovente non t^pezza- 
te, gelidi pavimenti di pietra, camini, il calor de^ 
quaK ascende c<h fumo, e colle faville al deld, scar^ 
so «so di peiliccie ci fanno pj^sare fra i tormenti la 
stsgion dell' allegria, e del piacere. Quantunque nati 
fra il ghiaccio j^ ve lo diranno* i viaggiatori Sveaaesì^ 
e Riissi , quando per loro disgrazia capitano nell' inr 
verno ne^ nostri paesi per divertirsi . Al loro ritomo 
pascano quasi tutti per Dresda, e dicono che Tltalia è 
il paese del freddo • Strana cosa ! Gli antichi Ger-* 
mani probabilmente non avevano stufe, perchè allo 
scoperto scaldavanaì intorno al focolare, irUeeittotOT 
àies iuxtmfQcuf^ aique igMm apint . Tadto , che 
ce ne assicura , è quegli , "per cui €om>scÌMno le ve- 
sti, le case , la religione, i costunn, e fino la birra 
dt questi popoli ; ed al vedere la sua precisione ia 
non ho mai dubitato, che questo pruderne istorìco 
non avesse viaggiato per la Goonania , e che non 
sia testimonio oculare di quanto racconta degli anti* 
chi Tedéschi . l Romam ali* opposto conoscevano le 
sHilfe, e un luogo neirEp;$t(^ di Seneca secondo 



. • 



Digitized by LjOOQ IC 



me è decUvo . i^tmiam nùsfra iemim proJnsm 
memorim scmus^ ut spiundariùrum usmn, psrìuctn^ 
tejtsim, clarum transmitUntium lumai ^ ut susp$M- 
mra0 , balméorum » 9t impressòg pmrietihus iuhos « 
/vr pios drctmjundtretur ^er ^ qui una simula 
H 4Uìhmm /averet aqualiter . Seneca Epìst. XC. 
Cujuf cmnationes mbiitus , tt parUtibus circomfu-^ ' 
sus color temperat^it. Seneca de Fromi$nt. Cup. IV« 
Adesso le stufe sono passate in Germania, ed in Ita* , 
ita non ti sono pia ^e focolari , ^ intanto che i 
Tedeschi stanno placidamente giuocando in una pri- 
mavera artificiale nel mese di Ceansjo , e vedono 
germoeliare i fiori rjAe loro camere, gì' italiani tre«- 
mando di freddo si scottano le gambe, ed alla Kant- 
ma d' tm camino si guastano la faccia . ^' . 

Sa mai dubitaste delle stufe degli antictii Roma^ 
ni, giacché io* le credo scoperta nuova, per mia di«* 
fesa il Sg* Abate Vincheimaan erudito Tedesco , da 
▼oi conosciuto in Roma , vi dirà , che queste erano 
una specie di Ì3mo in volta costrutto sotto i pavi- 
menti della camere da inverno , dentro ai quali po«. 
nevasì il foco . Queste scaldavansi quan conoie le stu- 
fe de* nostri fornaj , cioè il sotto in su , e per mez- 
tio di tuH incastrati àelle pareti scaldavano altresì le 
stanze contigue , ed i muri . Fra le rovine d' Erco^ 
lano se ne sono trovate varie intatte colla caligine an.- 
cora, le ceneri, ed il caii)one, e da queste ne sìa- ' 
mo stati accertati . Pare dal suddetto luogo di Sene- 



Digitized by LjOOQ IC 



. )( lao )( 
«a> die fossero messe In «so solamente a memoria 
sua. Le chiamaTano Hypocaust&f che appunto signi- 
Ika quella costmaione , che V ho qiù descrìtta . 

Del resto io non ignoro k obbiezioni, che m 
Italia presentemente si fanno da alcuni coatro le «tu- 
fe y e parmi sentire coloro y ai quali potreste mostrar 
questo scritto, dinri, qhe éarapno buone per i Te* 
deschi , ma non per noi . Dite pur francamente , 
che i catarri, le pleurìtidi» e gli altri malanni, che 
nascono dal lungo patir freddo, sono molto più raii 
in Germania , e che non v* è maggior nimico del- 
l' uòmo , che il freddo intenso . Dite , che in varie 
Città della Lombardia comincìlno già a guarire cK 
questo pregiudizio . Dite , che ho veduti tempo fa 
tu|0 gli appartamenti della defunta Duchessa in Gua- 
stalla messi a stufe , e che non ho mai sentito, che 
alcuno ne fosse incomodato . In Ronfo ho veduto il 
Cardinale di Rochechovart Ambasciadore di Francia 
avere aneh' egli una stufa nel suo gabinetto da seri* 
vere , benché i Romaiii i non memorì di quanto di* 
ce Ora2Ìo , siensi ostinati a sostenere , che non fa 
freddo in Roma ; Dite , che i nòstri concittadini an^ 
eh* essi , e le nostre Dame saranno contei^te dèlie 
stufe quando un giorno le concfsceranno , o quando 
avranno in Bologna chi le sappia costruire a dove- 
re. Sbandiranno allora dalle conversazioni quelle fu* 
cine d* argento portatili , che le seguono da per tut- 
to , e che rovmatrlci de* piedi , e del capo guastano 



Digitized by LjOOQ IC 



)( WI )( . 

ordÌQsràmente dò che v' ha di pia bello ; e di pia 
candido. * 

Tutta questa strada, che toi . j>aisefete fra le 
montagne y è strada antica romana, e qua «e là vi 
sono ancora colonne migllarì y e varie inscrizioni * 
V è 'in un' villaggio , di cui ho. dimenticato il nome, 
ma poco distante da Sterzingen , un bellissimo Mi- 
tra , che voi non potete mancar dr vedere , perchè 
vi peserete a lato . Per queste vie andarono , e tor- 
narono cento volte ^ eserciti dell' Imperio Romano 
chll' Italia nella Ggemania , e qua e là nelle monta* 
gi^ tarate a forca di scalpellò si vedono ancora i 
vestigi della forza latina. 

In Insprug non tralasciate mai d' entrare nella 
Chiesa de' Francescani, che era quella di Córte 
quando colà risiedevano gli Arciduchi del Tirolo. 
Vi sono ventisei statue di bronzo bellissime , e quasi 
colossali y che rappresentano antichi Principi , e Prin- 
cipesse attinenti alla Casa d'Austria, le quali sono 
tutti capi d' opera superiori ad ogni mia lode . Io 
mi sono sempre, maravigliato come lasdd quasi ne-^ 
> gletto, e dimenticato un tesoro simile in una Città 
divenuta provinciale, e in mano di qua' buoni Fra- 
ti , che non lo conoscono . Pausania nella sua Gre- 
cia fa talvolta un ilracasso terribile per cose molto 
inferiori, e pochi sono i viaggiatori, che abbiano 
rilevate queste some meritano . ^ 

Il Mausoleo anch' esso di Massimiliano I. , che 



Digitized by LjOOQ IC 



K "j )( 
è nel mesco della medettma Chieti , è qiera di 
strana bellezza per i moki basai rilievi ia bel marr 
mo bianco, die lo circondano, ru costretto inutil- 
mente , perciiè questa Imperadore non v* è mai stato 
sepolto 9 ma |^ace in una tomba assai men bella 
neUa Cattedrale di Praga • Andate altresì a vedere 
il palazzo di Ambras spettante anch' esso alla, casa 
d' Austria , e mezz* ora distante dalla Città . Ivi con-' 
senrànsi moltissime riffitA, come pitture d^' fróni 
Maestri , medaglie , genmie intagliate in gran cc^na f 
alcune statue antiche , e molte moderne . Varie £ 
quest' uhime sono nugnitecamenle stampate in rame, 
e formano un gran volume atlantico assai raro, e che 
potrete vedete nella mia biblioteca a Bolo^a • In Am- 
bras pure vi sono molte colonne migliari colle in-* 
acriaioni delle distanze raccolte dalle suddette pub- 
bliche vie romane . 11 desiderio di conservarle le ha* 
adesso rese inutili ; perchè, non notando esse, che le 
distanze dei luo^ dalla loro collocazione, cosa uti*- 
lissìma ndla geografia antica , perdono queste di pre-^ 
gìo tostamente die elogiano di sito . 

>^no ad Inspni^ V era una Colonia Romana 
clùamata Veldidena , di cui trevansi ancora v^tigi, 
e che è notata negli antichi itinerarj . 

Rare volte i forestieri vanno a vedere il Castel- 
lo d' Ambras , perchè ^ Oltre all' essere in mezzo ad 
XoìSi campagna e fuor di strada , v' abbisognano mal 
a proposito molti impegni, e spese considerabili ai 
custodi . 



Digitized by LjOOQIC 



K laS )( 

Giunto a Verona fermateTÌ alquanto per anmu- 
rar le belle co^e antiche , e moderne, che yì tro^^' 
rete . Madre di belle arti , e di tcience fu mai seQt- 
prc ^ella vaga , e rìdente Città . La patria di Gi- 
toUo, del Fracostoro, di Paolo Veronese, dd Pan- ' 
vinio , di Monsignor Bianchini, e del Marchese Maf- 
fei merita bene un particolar riguardo . Abbracciate 
colà per me gli amici , ed i padroni miei y che v« 
n' ho molti , eom^ spero ; e tenete per fermo y che 
sarete contento di. loro. 

Alla cara nostra patria ceifto belle cose. Ditele 
pur francamente, che « malgrado la guerra, siamo an- 
cor vivi , 4 sossopra allegri , come avete veduto . 
Ditele , che io V amo sempre teneramente , e voi 
potete servire di testimionio insieme e di prova. 

Scusate , vi priego , se il piacere di trattenermi 
con voi m' ha £itto dire in queste lettere cento cose 
piÀ del bisogno , ma non mai abbastanza qual con- 
tento io abbia provato nel rivedervi qui in Sassonia^' 
e quanto io vi slimi , ed ami . Andate felice , ama- 
te me pure, e sopra tutto state sano,' e datemi vo- 
stre nuove per istradagli più spesso, che potrete • 



7 I K B . 



Digìtized by LjOOQ IC 



Digitized by LjOOQIC 



ELOGIO STORICO 

DEIf CAVALIEAE 

GIAMBATTISTA PIRANESI . 

CELEBRE AUTjqUABIOf 
ED INCJSOBE DJ ROMA. 

Riportato nell' Antolo^a Rom^pa l'anno 1779 
ai numeri 34 > SS, 36. 



Digitized by LjOOQ IC 



Digitized by VjOOQIC 



ELOGIO STORICO 

DML CArALlERE 

GIAMBATTISTA PIRANESl. 



VJHi potesse scrìvere con b'berta., e decenza k ti- 
ta tumultuosa di Gitobattista Puranesi , farebbe uà 
libro non meno gustoso , né meno ghiotto £ quel- 
lo y che di se stesso scrisse il famoso Benvenuto Cd- 
Uni . Noi ci limiteremo a darne un breve saggia co- 
me si potr^ y nel quale se non diremo tutte le ve- 
rità, si cercherà almeno, che tutto quello che dire- 
mO| sia vero . 

Nacque questo singoiar uomo , per quanto egli 
stesso dicea, da uno Scarpellino in Veneaa nel 1721. 
Invogliossf di fÌEMr r «rohitetlo , e ne prese i primi ro- 
dimenti da un certo Scaifarot^ a noi Roniani sco* 
nosciuto , ma che dove^ essere uomo di qualche me- 
nto, se sono giuste le lodi die gli dava il Pirapesi. 
Avea questi Siciotto anni appena quando determinostt 
a venire alla fonte delle bdP alti , cioè alla gran 



• 

V 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 1^8 )( 
'BtsmAf ave Madiò la prospettiva sotto i Valeriani ^ 
pittori teatrali allora in qualche voga. I celeri pro- 
gressi del Piranesi non lasciarono molto da Fare ai 
Maestri y perchè ben presto e^i non si trovarono ^lò. 
in istato di tenergli dietro . Innamorossi tutt' a un 
tratto dell' arte d' incidere in rame, e andò ad im- 
pararla dal Cavaller Vasi Siciliano domiciliato in Ro- 
m;) j e qui pure fece passi grandissimi • Per dare 
saggio de suoi studj incile varie prospettive , e per 
acquistarsi un valido Mecenate dedicolle a nOn so qual 
ricco Muratore y il quale, non curandosi di questi onori 
non lo ricompensò punto |- quindi fu ben presto ab- 
bandonato dal suo Cliente. Accorgendosi dappoi il 
Piranesi, che T incisione di queste sue fatiche non era 
molto plausibile, il suo naturale ^sospettoso gli fece 
credere , che ciò nascesse dal Vasi , che per gelosia 
gli nascondesse il vero segveto..di dar V acqua forte. 
Infuriatosi adunque un giorno volle airìmaazare il 
maestno che con buone maniere lo placò , ma libe- 
rò la sua scuola il più presto che potè da un disce- 
polo cosi pericoloso, ringraziandone ben di cuòre 
Iddio . Partì allora co' |uoi rami molto di mal umore 
il Piranest , e ritornò a Venezia p^ ivi lermarsi a 
far r ar^itetto . Tale secondo tentativo non gli riuscì 
tnegHo del primo , perchè ^n ebbe veruna com- 
missione ; quindi limitossi a vendere le sue prospet- 
tive alla meglio per raccoglierne danari*, e ritornar- 
sene a Roma a tentar nuova strada . Qui giunto si 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 1^9 )X 
tmì eoi celebr« Poleikani incisore Venexi«io latto 
Venire ^oco prima in Roma noti so da chi sokmen^ 
per. incidere certe carte geografiche^ benché vivesse 
maravigliose disposizioni p^ qualunque altra parte 
ancora delle belle arti . U PeJenzam intanici s' efa 
invogliato di^udiare la figura , «e seco lui comin- 
óoiHidL a studiare «nche *fl Piranesi , il quale , disegnan- 
do improbamente quasi tutta la notte i non prendea, 
che poche óre. di sonno sopra m misero sacco di 
p^ia , che era fb^e il miglior mobile , che egli 
avesse in casa. In tale stato visse qualche tempo 
nelle più grandi angusta il Pirancisi , ma in vece di 
«tlidiare il nudo , e le piò belle statue della Grecia 
^he abbiamo <|uì > e che sono 1^ sola Buona strada 
p^r imparare , egli si. mise a disegimre i più sgan- 
gherali storpi , e gobbi ^ che vedeva il . giorno per 
Roma y caritatevole noeviti|ice*mai sempre di tittto 
ciò , che in questo genere produce di più elegante ^ 
h Europa . Amava ancora a disegnare gambe impia« 
ga'te ) braccia rotte , e cudrbni magagnati, e quan- 
d'egli trovava per le Chiese uno di questi spettacoli, 
a Im pareva d* avdF trovato un nuovo Apollo di Befr 
vedere , o un Laocoonte , e correva tosto a casa a 
disegnarselo . Chi ha veduta questa singolare raccolta , 
asserisce gssere es^ la più salutare meditazione dèlie 
miserie umane. Quando voleva innalzarsi , e darsi 
quasi all' eroico 9 disegnava cose mangiative /come sa- 
rdldbero pez» di canie da macello , teste di porco | 

9 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i3o )( 
10 di «fffttto ; hÌÈOffUi perà étaAssare, cbe fiieern 
tftii GOM manmgLkMamtate bene. Alcuni^ quesU 
db^m fi consarraso pra6ia fl. Senatore di Roma 
Principe Eessonico , di^ cut aulooivole proteakme 
ha «eoipce tratto gcandissimo vmtagpo , ed onore 
^fino agli ultimi gìoou della aoa ^nta il Astro Artefice. 

In messo a queste occu^asionky che poco , o 
molla ^ fruttavano, venoe^ improvvisa voglia di ri- 
tornare a Venesia.per mettete sotU) U celebre Tic- 
polettOy di cui fittceva, e ^ustamente , gran laso ^9a 
la naturale sufi iacostansa lo Ceòejrìp^rtire quasi su- 
bito dalla sua Pat& , che- come tant' aUfì egli non 
istimava y che ^p^ndo più non v* era ; co^ eccocelp 
ritornato ben presto in Roma. Qui pure niiòvamente 
s*annojò, e andò a studiare la Pittura in N)apoli, 
quasi cliei per filmare un giovane Pittore , Luc^ Gior- 
dano y e il jSoLméne valessero più di Tiziano , e di 
Rafaello • Napoli in breve gH divenne anch' essp in- 
aepportalde ^ perchè il Piranesi non «ra nato pkfear 
-di figure , né v* ,era scuola capace a &rlo . divenir 
tale . I Poeti ^ ed i Pittori nascono , e fe studio non 
fa che svilupparli y e perfiszionarli . v 

Ritornato da Nap<£ in Roma il Ptfanesi comiR- 
ciò seriamente a pensare a* casi suoi , e di tutte le 
pafti del disine , che egli avea assaggiali^ ^ si de- 
tertmaò all' indsione in rame , svila quale fece assi- 
dui studj per riuscire dal ocmiune > e per trovare 
fuì far nuove • L' ottima riuscita , che ^li vi feee , 



Digitized by LjOOQ IC 



)( t3« )( 
gU MÈOstrò y cbe questa era la sua vocaziotte , e di 
qael ittomento non lasciò pia T aoG[ua fori^ , o bu- 
Uao, e Roma direnile la soa patria. Le belle ve- 
dute si antiche y ohe moderne dì questa si:^>4rba Ca- 
pitale , quantunque cento volte incise da altri ifnrona 
il soggetto, che egli scelse pet farsi onore'. A for- 
ca di chiarì oscuri , e d' una certa franchezsa pitto« 
fesca, che e^^ seppe introdurvi, arrivò a dare alle 
ine stampe un eflSetto tutto nuovo , anzi una specie 
di magbi y che prima non si era mai coiyMciuta • 6e 
dovessimo ooaq)aitrlo a qualc^ie altro artefice^ non 
sapremmo dire, se non che egli è il Remhrand delle 
antiche rovine ^ Infinito fu lo spaccio , che ebbero 
subito per 1' Europa queste sue opere , anche p^ 
r interesse , che egli sapea dare sino ai più piccoli 
oggetti da lui rappresentati , sicché parve a tutti, 
che aHoitt *per la prima vplta si cominciassero a co- 
nescare bene dai lontani le Antichità Romane • Dico 
dai lontani , perchè ehi era sul luogo upn trovava 
fiempre che questo interesse , questo calore corrispoa* 
dessero al vero ^ benché piacesse infinitamente a noi 
pupe una sì bella infedeltà . . . , 

Non bastò al. nostro arlefice il prifaieggiare nel-* 
l'incisione, cbe invogUossi di aggiugnere.a' #upt r»- 
m dotte descrizioni , e ricerche antiquarie , alle quali 
dovevamo servire d'alimento le sue idee spesso pe- 
regrine , e nuQve , e, più ^e^so visionarie . Ma co- 
me far questo, se. gli loancavano i capitali nm%^%rj 



Digitized by VjOOQ IC 



)( i3a )( 
ai tant'uopo^e la cognizione delle due lingoe dofte, 
seiìza le quali noii v* è solida erudizione? dttivQSsi 
egli destramente varj insigni etterati, i^qiall^nnt« 
morati dèi suo ingegno , e del suo bulino non isda» 
gaarono di lavorare per luì y componendo insigni 
{fattati corrispondenti a sì bei rami, ed ebbero la 
generosità di permettergli sino , che li pubblicasi 
col suo nome . Non ^ dubiti di mettere in tale nu^ 
mero Monsig. Bottarì y ' il. dotto Padre Contucci Ge- 
suita y e va^j altri , ohe crediamo inutile di guì no- 
minare. Vedeva dunque iloma fiscire di tempo in 
tempo volumi atlantici di slampe, e di dissertazioni • 
dottissime col nome di chi apperm era in istato dt 
leggerle , benché potesse poi pendcfk'ne ^buoa conto » 
ma alla sua maniera , a chi glie n^ parlava . Con (piasi 
tutti questi letterati disgusta vasi però alla lunga 11 
PiranesI, ora per la sua naturale intoUera^ira , e roz- 
zespa, ed ora perchè non volevano quei dotti scrit- 
toi adottare le sue stravaganti visioni . ArrìvÀ final* 
mente U Firanesi a persuadersi , che erano opera in- 
teramente sua que' libri y che per lui avevano com- 
posti tante illustri penne , « guai se alcuno non glie 
lo avesse accoVdato ^ non eccettuando qui neppur ^i 
anton m^esimi .. U solo che lo abbia jtenuto mai 
sempre a freno sino aUa morte, è stato il nobilissimo 
Monsig. Biminaldi auditor di Rota. Questi , a guisa 
di Nettuno , che con uh colpo di Tridente fa tace- 
re Eolo, e i venti, colla sua erudizione , e modera- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i33 )( 
IfHfca area preso tal. possesso sopra di lui, che qnan* 
do egli alcava la voce, il Piiranesi tosto* s' ammuCo* 
^l|. Non v'è iK>mo per ^|uaiito sia feroce y\ e po-> 
tente, che non abbia in ^esto mondo, il suo dòmi- 
aulore , a cui n«n può in venui modo resistere . 

Un uoflftQ divenuto si celel»r^ *dovea avere luo- 
go nella nostra Accademia di S» Luca ^ Fu pertanto 
aggregato a ^uest* illustre cérpo 1* anno 1761 ; ma 
qui pure port^ il Piranesi la discordia. Trovò egli 
nelle stanne dell' accademia una lite assai seria con 
un Architetto 9 il quale non parlava dell'arte a mo- 
do suo , e vennero alle mani ^ ma fu ben presto so' 
pito dai coaceadfmici tanto nascente, incendio. 

Con quest' auge. di fama la santa m^emocia di 
Clemente XIII. volle decorarlo della croce equestre , 
che i Papi sogliono accordare agli artefici pià^ insi- 
gni , e fargli altre graaie ^ che non poco lo incorag- 
girono . Gli fu datik la commissione di^ fare un dise- 
llo per rimodelmare la Chiesti dell' ordina di Malta 
auU' Aventino chiamata il Pc^>rato^ Riuscì questo as- 
sai vago , e bizzarro , e si determinò da chi aveva a 
euore r abbellimento di quel Tan^ùo di melalo in 
esecuzione „ lo che si fece con magnaoima > fr prln- 
cipesca spesa . (Mi quanto è diversa ' 

Il disÉgnai" duff e^guir h vnpr0$fil 
L* opra riuscì troppo càrica d' ornamenti , e qtiesti 
pure y benché presi dalP antico, non sono tutti d'ac- 
cordo fra di loro * La Chi#a del Priorato piacerà^ 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i34 >( 
«èrto a moki 9 come piacerà sommamenle al Pira*^ 
nésìf ch« li riguardò mai sempre per un -capo d' o^ 
péra , ma non piacerebbe né a Vitruvio , né al Ra)^ 
iadioy se tornassero in Roix^ . .v 

Stav|i egli un giorno in campo Vaccino a dito* 
gn.flre non so quale di queste VeiieraRde rovine, 
Quando pass^ davanti a lui un^ giovane giardiniere At 
compagnia di vezzosa fanciulla sua soretta . £ ella 
da maritar questa giovane? domandò francamenle il 
Piranesi . Essendogli stato risposto con egual fnuw 
chezza dalia fanciulla che A y il designatore depose 
tosto la cartella , e il Iapis> e qiè su' due piedi fra 
gli alberi , ed il bestiame a concluse inopinatamen* 
te, e»all' usan^ del seco! d*OF0, questo singoiar ma* 
trìmonio. Quanto esso sia «tato dappoi felice , nonf 
essendo argomento per l'Antologia , lo dirà tutta Ro*' 
ma 9 come lo ha detto durante tutta la sua vita an- 
che a chi non voleva saperlo il frettoloso imma^na"' 
rio marito , lacerato contìnuamente da^so^tti ingiù**, 
sti f e da qudla Àia naiKrale' vocazione d' iaquielartf 
tempre il prossiùio • 

Ma lasciamo tali cose come argomento «dii^oro 
a* noitri fogli ^ e d^asi di vólo qualche data piatto*- 
sto sopra le dispute letterarie, che il Pirane^ bra*^ 
vamente sostenne . Degna di paitfeolar menzione fu 
quella , che ebbe con Mr. Manette erudito Parigino 
autore del bel trattato : Delle Gemme incèse degli 
.antichi , e gran conosltore di stampe , e disegni . 



Digitized by VjOOQIC 



)( «35 •)( 
^retyMicba il Mmlte, B%modo V inTtienita camuM' 
opìmMie, e contro dò , die nella sin opefa Dellm 
magni0ti$n€a^ iilt &rchiUttura ée' Romani ^ area 
mettiÉo il Piraneti , cke quanto nelle belle arti «ep*- . 
pét^ albica Roiaa, di tanto ne ilise esea debitrico 
alla Oitocia. La tostanaa datti fuori dal Piranesì era^ 
che pittitelo 1 Romttni , ed I Gred aveasero tatto 
impastò da qoegl' ItaUaai, die prima dei Latini do<- 
mii^uiHio r Italia, cioè da^Ii Etruschi, la cai Storia 
ci è- alata -^oftuacata dalP adulasiocfe degU iKrittprì , 
che'hanyio volilo portar al ciato solamente le iaqpré^ 

Dfii impeti mégnànimi nei Remo . 
Pessecfettero certa«i«ate ^ Etruschi in sapremo 
grado, fino da quando i Greci ei^o ancora barba- 
ri , le belle arti , conke vediamo dalle antichissime 1^ 
ro. monete , dalle loro ^enune, e statue, da quegli 
edifizj , che diu'ano ancora , « dalle poche d, ma 
decisive autorità degli Scrkton Gfed, e Latini . Se 
qualche cosa è passato dalla Grecia aeU* Italia, iKm 
fu tuttofai più che gli omaiiiaati , ed una certa snir. 
tezsa nei lavori ,*pregb mai sempre, e carattere , bea*. 
che posteriore ; della patria d' Onderò , e di*Nicandro . 
La qnestioRe essendo stata assai dòHamente agitata 
da Yarf insignf letterati Italiani , condiiciando dal Mtt* 
chese Maffei sino a Mens. GuarnneeT, non deesr qqfc- 
rimettere sul tappeto, essendo ormai decisa per sem- 
pre • Il fatto è, che tutti ft ww no m favore* del Pira- 
nesi , cke puUJi^ò forte risposta al Marktte, la fa** 



Digitized by LjOOQ IC 



le a^guìsa H sappìemento va oggi uniu aU';pperfl 
suddetta JtUa mmgnìfietnjut^ ec«. ch^ 1* avea fat^ na« 
scere • hìtta Ute men seria toccante «Icune e^se^iooi 
date alla poca fedeiti de' tuoi rami ebbe coU' Mli^ 
te da Gap Maitin fChetipy indefesso indagatore . d^lia 
Villa d* Orazio , da lui &ulniente troirafta dopo co- 
pioti sadori » e dopo 1 più penoso via|^ di tre 
grossi Tomi pieni di eirudisione benché ,eoi|fiisa, e 
s^lHtta nella più aiogolar lingua Francese 9 che siasi . 
mai Haippata da ^Rabelais in qua . U PiraBesl IrSiUÒ 
boriando «{ueata questione più con parole ^ cbe 
con iscritti. Akre eoriirottraie potrebbe!^ qui in- 
dicarsi » ma interessando piuiUi^ il eommercio 
do' suoi libti^ che la letterat^ura, lasceremo parlar*. 
ne ad^ altri • ^ 

In mezzo a tante cose il Piranesi » *a guisa . di 
spegli Ebrei y cha fabbricsmdo tenevano con una ma^ 
no la spada y e la cucchiara eoli* altra , .diiendevasi ^ 
hmfémttAt y e lavorava . .AUevUva altresì i suoi fi- \ 
l^iuoli per la via ddle belle arti a lui dlRi obbli- 
gale y ed jAsino una sua figliola incide el^^anteiQea- 
te sulle singolari tj^acce del. Padre . Proporzionata- 
a^e air aumaito ckJla. famiglia etano ocesciute in 
menerò, le <ue opere , ed i rami , de' (Juali ha toc- 
mata una s^tìe , anzi un capkale rìspet&abittsdmo • 

> Dopo avere iocisa y e pubblicata la maggior par- 
te dell'antichità di noma, e dell' agro. t 'Romito^ f 
dopo aver data iìiori la migliar parte ^Ml' opere 



Digitized by LjOOQ IC 



){ ti7 )( 
•iie j Cioè 1 Fasti C€(molm%9 e Tito^R^i ftui 4m 
Baarmì Capitolini ^ ime- alcuni TÌa^ a Napoli pt 
o9setmre quella CdUàr, che il magnaimap f^^*^ ^ 
Carlo III. ora- Monarca idalle Spagn^sCopA «otto la 
kva , e le ceneri dei Veóivb ^ le quali le «v^Tano 
temite naacoaH^ quasi XYII. secoli « £gli osservò tó** 
toitiariniainente le sii jur», la forma , la pianta , e 
la <]^3tribu£Ìone del Teatro d* Circolano y che j quan^- 
tonqtis coperto , e scMlo terra 70 palmi in circa y con 
«ttraviglk)so artificio si può vedere intatto aneùra^a 
fj^rsite • Ài tiranesi come pratico di queste cose .uii 
co^ d' occhio valeva pii\ y che. le raisqare più fatt** 
cose ad un altro . Prese anco» le piante di quanto 
è sinorà stato scoperto detta intatta Gttà di Ponqpej»; 
minora inesausta di erudiamo. Pare, che egli avesse 
intenzione^ di pubblicare tutte queste cose > se k morto 
non lo prevaniva y ma ^periamo y ehe il genio tute-* 
lare delle beBe arti Dura, che a ciò rsuppliiomo i 
suo» figliuoli y ed eredi* Fu m qudl' occ asi— e y <h» 
andò fitìo nella T.y;caima a vedere le ruine deU' ^xAì^ 
clmsima Cittit di Possidonia , o s%*di Pesto , e ne 
£»egnò quelle singolari ci4oiinate di Temp) y e di 
Basiliche y testimon) anche €89e 4bW antica fprandn^ 
sa degl' Itali prìimtivi . Queste ha egli "avcUo il lemp 
pò d^ incidere magwficamente y e noi < che abbiamo 
v^uto e le jrovine y e le indsyni y starno certi i)eK- 
r i^prorazione del pdbbhco ^ 

Slava pure £actnd6 «Idmamente dwm cieevcho 



. Digitized by LjOOQ IC 



•idle forine àgi Ckco 4|tto é& Caraeallà , che si r>B^ 
dooo a due mtg^ liiorì 4ddla porta Gipena , rovine 
tmu» pia é%gne del poUUieo; quanto che questo 
Grco è I §GÌo^ nostra nolizk in lutto il Mbndo , 
di tqi Pettino veati^ sufteienti pes darci tdtia deU'ar- 
diitettura circense più coniposu di quello che si è 
mmf^ dMtìto . Strana cosa l che de^ circhi nen ci 
fooda meneion Viiniirio • Avendo qiuddi« ànfuAoie 
dd' arti antiche , e nostro conoscente fatto >gB p^ 
re inddisse ricerche sopra queste rovihe» saremmo 
hen conienti di rendere qui gmstisia agli stud; del 
Pifanesi , se di qiKsti non ci fosse stato un mist«K> * 
La impresa y che più d' ogni abra occupava \x\r^ 
timainentè il Piranesii era k immensa ViUa Tiburii^ 
na deli' Imperad<»« Adriano , • monumento itecompà*' 
rabile dk tutto ctó j che aveva di più bello T anti«* 
chità j se gli antu , e k barbarle non ce V avessot) 
dismitta. £gli a forza di diligenza j e fatica ne ave- 
va sc<^peru k pianta, generale , o copiad que' potht 
vest^ y che vi' si vedono dopo che il resto ha ser«> 
Vito ad. ornare i nostri moderni e&&sÈ^. Sk pretende, 
die nn «x»! improbo kvoro aU^ accelerata la sua 
nwiiFy fé voglia Dio y che «eno restati turiti disegni , 
quiriti bastme affinehè m pubblicata un' opera cod 
interessante. Adriano^ohre alT essere ingegno singo- 
lare nel governo dd^Iaqpero Romnno , fu Archi-- 
tetto y Pittore y Scultore eccelkntisAmo y Mt^ieo, ec. ; 
ed i in qnwta V3b>' che e^ volle lasciar miemoria 



Digitized by LjOOQ IC 



K i39 H 
& tanti Aioìéliidf . CU •* '«•'Mn ne ^ opera site 
r arciuteMra ^ e «e tra le atatufe , ch^^ ^^ ^' ^^ '^^^^'* 
no trovando ) non Ve n*i qoaicbed^a ancora di sui 
nnno ? Certo è che Aurelio Vittore ci dice, che 
Adriano non U cedeva ai più- Alaste Scultori deHa 
precia . 

In mezzo a tante belle inprese s'jftmmalè il now 
atro artefice y e dopo breve malattra passò da questa 
vita li 9 novembre del 1778. Fu solennemente ptw- 
talo il cadavere a S. Andrea delle Fratte , ove* resta 
per ora in deposito sino a che sapà determinata la 
Chiesa » in cin gli si erigga un bel sepolcro com* egli 
ha sempre desiderato . A questo giusto tributo di 
amore» e di gloria pensano i di lui figli , e lo Scid- 
tore Angelini è incaricato di fiare in htì marmo la 
statua del defunto più grande del naturale . 

iNon diamo il catalogo di tutte le opere, e di 
tutti i rami di questo grand' uomo y perchè è stam- 
pato y e trovasi per tutto . Sentiamo j che siasi rin- 
venuto un rotolo di molti fogH contenenti le memo- 
rie della sua vfta scritti da lui, e desideriamo che 
vengano pubblicati colle stampe . 

Fu il Piranesi di persona piuttosto grande, bru- 
no di carnagione con occhi vivacissimi , e non mai 
fermi . La di lui fisonomia era aggradevole^ benchi 
di uomo piuttono serio , e riflessivo . Se la posterità 
crederi^ vedere la sua figura in un busto , che di lui 
sta all' accademia ddi Pittori a S. |fartina , a' innn- 



Bigitized by LjOOQ IC 



X i4o )( 

aera , perdiè non gli rafaomij^'a pimto . Fu parlaf^ 
Cora pìÀ abbondante che eloquente, atentando t spie- 
fvai con chiarecaa . Concepiva però a iliaravigiia t\^ 
idee del bello neU^ arte del disegno , - e le esprìme- 
ta ne* suoi rami con ima nra felicità . É stato iii 
aomma un uomo singolare , e sarà nel regno delle 
belle ani il di lui nome immoitàle . 



Digitized by LjOOQ IC 



V 



ELOGIO STORICO 

DEL CAl^ALIEAB 

ANTON RAFFAELE MENGS 

CON ÌTìf CATALOGO 
DELLE OPEV DA MSS% FATTE. 



Digitizéd by VjOOQ IC 



Digitized by LjOOQ IC 



Digitized by LjOOQ IC 




Digitized by LjOOQ IC 



ELOGIO STORICO 

• DI • 

ANTON RAjmAELE MfiNGS. 



y OLENDO io pallate del più foemoralnle de' Pit^o* 
ri del nostro secolo , e nel tempo stesso »d'^ .let- 
terato, e d'un filosofo qual è staio U Cavaliere Air* 
ton Ral&ieie Mengs | conuncisi 4aUa sua edftpaziooe , 
la eguale non fu men singolare dd bei*fnittOy elite 
ne è da lei |;ffnnogliato • Trattandosi d' uomini gran* 
di f piacciono (;aIvolta aiicor^ le- pi<^eofe. notisie ; qum^ 
di mi Si perdoru (|ualche fhmute^za ^ e donisi alcun 
poco aniciva alla teiera amtcuia, che da' suoi primi 
anni mi legò mai sempre «eco luì iti 3a&fonia , ed 
in ItaiiàL» 

U contagia , che al principio di npieslò secoli 
qpasi spopoli la città di Copa^ag^n, capitale delh 
Danimarca j^^no» laseiò in vita che Ismaele Mengt 
di ventitré, che etano taa irateUt e. socefie . Avendi^ 
egli finp. dalla sua faneiollesaa imparalo a d^ingeM 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i44 )C 

con valore,' e paKìcotarmente stillo smalto, abban- 
doiiò una patria cosi, funesta per venire a tentar for- 
tuna m Sassonia , ore regnava allora Augusto II. Re 
di Polonia celebre nell' Europar per ingegno , gene* 
rositii f clemenza , ed amore alle belV arti . Fu ac- 
cettato al servizio di S.* M. ' Ismaele in qualità di 
pittore massime di smalto , e nel tesoro dell' augusta 
casa di Sassonia in Dresda # ne vedono tuttavia mol- . 
ti da lui fatti , e tutti incomparabili • Aveva Ismaele 
un carattere forse unico al mondo . S* immagini un 
uomo alto di statura , piuttosto bello , ma di color 
bruno tirante al pallido, onoratissimo sì, ma ma- 
feiconioo e taciturno, benché parlasi meglio d*^ ogni 
BkA quando voleva . Una dielle cose che più lo di- 
vivano , era il. flauto traverso , che suonava assai 
bcaae , é^la miglior birra , che si facesse nel paese . 
Andava ancRe spesso a meditare i bei quadri del fVe , 
e quando era aperto il teatro di corte , immancabil- 
mente correva all'opere, che allora erano stupende . 
Nessuno lo ha mai vedi^ nel teatro parlar col vi- 
cino > rallegrarsi , o applaudire . Dall' essere egli nato 
in Danimarca ognuno lo avrebbe creduto luterano , 
ma la cosa era problematica', perchè non andava in 
vervma chiesa. Circa il 1720 si mailtò con Carlotta 
di Bormànn pativa di Zittau città della Lusazia , e 
con lei visse in eguale ritiratezza , e sìImzìo . Ne eb- 
be alla prima un mascjiio chiamato Carlo Maurizio, 
e dopo lui una femmkia, a «cui diede nome Teresa 

Con-, 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i45 )( 
Concordia . Essendo andato tìel «17J18 a vtllé^iare 
ad Aìxsùg piccola y e malinconica ciuà della Boemia 
sulle frontiere 'della Sassonia ,* Carlotta gli partorì co- 
là li 12 marzo il secoildo maschio, che chiamò Aa* 
tonio RstUHe per la grande stima che egli aveva 
d' Antonio da Cdl-reg^o , e di Raffiirie da Uii>uio . 
Non tardò molto a nascergK la quarta ed ultima fi- 
gliuola , che nominò Giulia . A misura , che que^ 
quattro ragazzini giugnevano a poter tenere la can- 
ndla in mano; il severo padre li metteva a disegna- 
re. MoA Carlotta y e restò Ismaele con una spia ser- 
va a regolare questi quattro disegnatori nascenti. Efa 
la sua casa in Dresda in un quartiere appartato, e 
poteva chiamarsi un' Accademia pittorica di quattro 
fanciulli , alla quale {«esiedeva ooUa frusta in una ma- 
no f e col lapis nell' altra come principe , ed aguz- 
zino il tetrico padre . Il primogenito stanco di ta}iV> 
funestume pani di casa , andò in Boemia , si fece 
. cattolico, e studiò le lettere per quanta potevano 
permettere le sue angusde . Non fece un passo per 
riaverlo il padre , ma solo distribuì sui tre figliuoli 
rimastigli quella dose di battiture quotidiane , che 
sarebbe andata toccando al fuggito se fosse restato 
cogli altri. Giacché di lui non parlerà più questo 
scritto , dicasi che col tempo Carlo Maurizia si fe- 
ce Gesuita in Pra{^ , ma che ne usci ben presto , 
cl)e si ammogliò, e che è morto non ha molto pro- 
fessore di lintgua in Austiw . I iri^ tnbolati fi^fuoK 

IO 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i46 )( 
rìmaeti impararan» 4ai tacito padre a. disegnare , e 
daUa loquace aerva a parlare , ed a leggeri^ • Nìmì 
ufpivano questi mai di casa se non con Isiiiaele per 
pophi momenti a prender «ria la notte , ed il loro 
più ^egra paèseggio era ne' iupghi so|ilRrj delta cit- 
tà nuova , o aiiHe areAoi^ e più nm^t^ sponde del- 
l'Elba, Quella aotti>nelle quali splendeva la luna ^eta- 
no un carnovale per questi poveri fEuiciuIU •• V è chi 
pretende ) che ignorasaeto fino in qual^ citti^e sotto 
fpial Sovrano vivesiero; è però certo che non sape- 
vano di qual'religbne fossero, perchè il pad(P pon 
fece mai loro V onor» di dirglielo ». e moka iiieno 
di coodnrE in Chiesa • , 

L'anno 1741 tredic«sinu> di Anton Raffaele si 
determinò Ismaele a venire eoa tutta la sua famiglia 
a Roma per ingrandire, com' egli diceva, le idee., 
e conoscerò y in questa capitale delle beli' arti, i Ja* 
veri di Rachele , che fu mai sempre il suo idolo • 
Aiignsto in, che in quel tempo era già assunto al 
regno, e die non cedeva in geneio^ al padre, 
^en« diede la permissione per un triennio . Parti 
Ismaele da Dresda ccMsl serva e eoi fi^uoli , i quali 
non capivano questa novità, né sapevano in qual 
parte fossero condotti. Fu, in, Roma /che Ismade 
comhìeiò a parlar^ mostrando loro le logge, e le 
«amane di Ra&ele , e la cappella Sistina di BCcfae- 
lagnolo . JNon si evedesse però , che ne{^Mare allora 
.srugasse seco l«ro la fronte . Tre anni soggiornò 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i47 )( 
queata fioóigUn in Romai ed abitava vicino a San 
Pietf^ . Impiego&Bi c^ntiauameiite il ^ovinetto a di- 
aegniu'e Rafiaele » a ^copiare V antico ,. # il>mide , o 
a strare oefia »tan^ del celebre pittore Benf fiala. 
he fenvninoeee miniavano in caia sotto la direzione 
del p^dre. ¥^ra una maraviglia pei Bimani il .veder 
lavorare in A tenerir età , e cof) bene quatti taciti , 
« modesti tre tedbtcfaini . 

I^fel 1744 ritornarono 'tiltti a Dresda carichi di 
Mìe notìzie 9 ma ricomincia 1' antica educazione , 
parche qof^ tré £àncittUi furane dì nuovo erq^etica- 
meala i^hiuri in casa * U Re medeaimo , non che la 
città f ignorava che IsQia^ , M engs avesse .iWiaigtia . 
IL' amore della. piRurà , e della musica cangiarono 
ben preste; la scena . Andò accidendabnente il Meng9 
nella' casa di Mr. de Silvestre Parigino j e primo 
pittore aUpra del Re, ove oltre le ball' ef&te , che 
coli SI vedevauLO di questo, valente artefice f ^ravi 
um sua |;entil BgfìmÀst ^ la ' quale cantava d' aasai 
b^oena.i^razia in Itid^o. Qm capitavano tane» le ae* 
te i primi pertona^ de0a corte » e tutt' ianinistri 
esteri, ed all'opposto deUa easa di Mengsy* qsà si 
stava in perpetua allegria . Andavavi pure il sig. Do- 
menico Annibali maceratése virti;raao dì carnata del 
Re> e legjpadrissimo cantante ^ giovane Mon di 
oEtimo tratto e manierosissimo • Per '4e sue biieiie 
qualità era egli ^rato a tutti, ed in compagnia "tlef 
ijMnoao GiannAdolfo Hasse regnata, per cod dire, 



Digitized by LjOOQ IC 



• 



)( 48 )( 
in Sassonia sul teaUK> Italiano'. Il canto dell' Aam^ 
bali andava più <f ogni- altro ali* impenetrabil* cuore 
d'Ismaele già avvezzo a sentirlo in teatro. Aveva 
egli saputo non in Dresda , ma da Roma^ che il 
Mengs era padre di tre figliuoli , i quali facevano 
prodigi neBa pittura , e ne avea fatta confidenza al 
Padre Guerini grande amico d'AnhibaU. Era quésti 
un Gesuita pugliese della casa de' Daèhi dì Bue- 
Ciardo , che aveva molk» contribuito a far callolico 
da giovane il Re Augusto III; quintdi S. M. lo volle 
aDr^a, e lo amò constantemente fino che visse per 
le auree sue qualità , e disinteresse . Cantò Amiibali 
una sera in casa di Sil^stre , ov* era Ismaele , - un* 
aria patetica , che piacque a tutti . Le anime sensi 
.bili hanno' sempfe qualche aria unisona alle loro fi-* 
lire, alla quale non possono resistere, e basta il sa- 
perla ritrovare .. Scosse questa potentemente il cuore 
. d* Ismaele , che per la prima volta aprì la bocca , e 
pregò colla sua maniera il cantante a replicarla . Vo- 
lentieri, disse scaltramente Annibali, ma voi 'in ri- 
comptnsa mi permetterete di venire domani a ritro- 
varvi a casa , e mi mostteretcì là vostra incognita, 
ma brava famiglia . Rise tutta la compagnia , si tur- 
bò kniaele , si stropicciò la fronte , e rispose : can- 
tate b^e qtiesta sera, e domani* v* tipetto , ma t^e- 
nite s&liT, p^hè non vagli9 nesfwio di questa ca- 
naf^lià gallonata .Ecco un pìccol saggio del frasa- 
rio cf Ismaele. Cantò l'Annibali, s'mteneri il Mengs, 



Digitized by LjOOQ IC 



)C i49 )( 
pianse , e finita i* aria sensa saiutar nessuno mezzo 
sbabrdito partì . Qfa gran potere deilar Musica ! da 
quel ^nomento il sabatico Ismaele ^lon pota ^fùà re- 
sister^ ad Annibali, cbe c<mie Orfeo cpioindà a rì- 
Yolg^^ a suo talento questo danese Radanuuito. An« 
dò egli la maCdna a, casa di Mengs , e dopo gran 
riverenze mnte^ dall' una , e dall' altra parte vide nella 
prima camera poche sedie di paglia, una tav<Ja'nu« 
da, su cìù Vi era una pippa, del thè, una gran Bih* 
bia Tedesca aperta , una brocca di birra , un nerba 
di bue, e due staffili dì cnojo di differenti invenzio* 
ai . Vide nella ^seconda due giovinette semplicemente 
vestite, e sedenti ad un tavolino a miniar^^ e ad un 
^tro un giovinetto di sedici anni inxirca con eapeiti 
lung]|ii e sparsi sulle spalle , che dipingeva non so 
qual cosa . Nessuno di questi taciti accadeoud ardi 
alzar gli occhi per veder chi contro il solito entrasse 
in x^anaiera a romperne l' etemo silenzio ^ Li salute il 
forestiere , ma nessuno gli rese il salutò , finché il pa-* 
■ die non ne diede loro la pemùssìone . Vide l' An^ 
nibalì appesi al inuro varj pastelli bellissimi, .e due 
Aratti fra gli aftrì, che pieni di vita rappresentava- 
no ottimamente 1' uno Ismaele , e V altro quel gio- 
vmetto,*che stava lavorando . Sef^e dal padre, che 
questi erano lay<Mro dell' incognito fancMrilo , e sor- 
presa di maraviglia domandogli quasi per ischerzo 
se gli avrebbe dato V animo di fare a lui pure ijL rì^ 
tratto su quel gusto. Lo guardò ben bene fissamene 



, Digitized by LjOOQ IC 



)( i5o )( 
te in faccia il giovinetta e rispose , che Io avrebbe 
£ato se il padre* glie lo avesse comandato . Lo vo* 
gUo bene, disse Ismaele, perchè da jeri sera in qua 
non posso più ricusai? niente ai sig. Annibah': e qoan* 
do potrete farlo ? dipende dal sìg. Padre , rispose il 
^vane . Lo . volete ora ? disse Ismaele. Perchè no l 
rispose .Annibali , e qiA il padre porte un solo foglio 
di carta turchina y lo diede ad Ai^toa Raffiiele » e se 
ne usci» chiudendo la porta . Coimihciò il giovkietto 
su' due piedi ii ritratto , e durante il lavoro nessuna 
delle figliuole tisò mai gli occhi dal suo tavolino > 
né .si proffsri parola ^a nessuno . Dopo un' ora in 
circa presentossi alla fessura della porta Ismàék ^ e 
domandò se poteva entrare . Sì , gh* disse il figUuo- 
lo . Convien sapere , che il padre noii voleva mai 
vedere il fighuolo quando dipingeva , e soltimto eon** 
siderava i lavori finiti • Entrò , guardò il ritratto , e 
mostroUo ad. Annibali , che fa dolcemente sorpre^ 
dalla celerìti^ , beD^zxa , e somiglianza . Portò in quel 
momento Ismaele una Bibbia , e pretendea* dalP An» 
mbali 9 che su questa gitorasse di non palesar mai a 
nessuiio 1* autore detta pittura , ma egli , che sarebtò 
morto se non io avesse, detto al^ Padre Guerini , si 
schermì alla meglio dal giuramento, e impose eo^ 
raggiosamcntt silenzio ad Ismaele , che mortificato 
riportò la Bibbia al luogo suo j U giorno di^ coi| 
eguale prestezza il ritratto fu finito , « adomato di 
cornice « cristaUo. 



Ift 

Digitized by LjOOQ IC 



)( i5i H 
Senti coli grande '^rpresa ìi Re dal P. Gueri- 
ni , che l^nsibal» avea^scoperta neUa casa <f lamaele 
all' incc^piila fatiM|^ , ma molto più maraviglìoaM 
qcuttdo seppe, che il fi^a<4o , benché giovinetto , era 
* pittore forte tsnito valente, «piantò il padre ^^ Quelli , 
die hanm> l' onore di veder da vicino -i Rè , sanno , 
ehe tutti soiio benighissimì j curiosi^ e impazienti / 
Comanda egli adanc(i]e / che in ^oelF istante ^ fosse 
poruto il ritratto, che il giovmeito avea fatto dei 
suo , non so se dica scopritore , ò liberatore . VolÀ 
una guardia del corpo a casa d' Ismaele con ordine 
di ricercare , in nome però delP Annibali , il ritrat-^ 
to . S^ turbi Ismaele , respinse arditamente la guar- 
dia, chian^Ua bugiarda, e gli ànimi si riscaldarono 
a segpo, che stavano per mettersi le mani addosso. 
11 messaggero ', secondo il costume di tuttf i corti* 
giani , fece subito suonar alto il nome del Re , e 
strappata la pittura se la portò via intanto che Ismaele 
dalla finestra gli guardava cBetro , e mandavàgli m^ 
imprecaziojrii . Giunse pochi momenti dopo a casa 
di Mengs F AraiibaU ignaro dr tutto l' accaduto . 
Ognuno può immaginarsi quale esemplar dialogo passò ' 
tra K)ro^. GP innocenti figliuoli j che si erano aflfe- 
donati all*Ann3>air, piagnevano a tanto remore, tre- 
mavano, ed impararono forse in quell'occasione qual- 
che ignota frase, perchè Ismaele le sapea dire quan- 
do bisognava . Venne 3 ritratto a corte , e parve che 
g^ugnesse Annibali in persona; tanto era parlante. Il 



Digitized by LjOOQ IC 



Re ne conóbbe il merito, lo contemplò, e postolo 
nel suo gabinetto t* è poi restato per «emfK'e . Per 
measo del primo MmiAtro comandò & M. «U' An*> 
nibali di fargli vedere questo novello artefice, che 
air aurora de' suoi giorni era già pervenuto <3ove a * 
^ran pena giungono pochi al mer^gH> • Coniando 
)>ure' che 5eco lui venisse tutta T intei^ faoi^ta 
d' Ismaele , per l<f che bisognò vestirla (rettdosa- 
mente di nuovo da capo a piedi tutta , ^rchè non 
avevano che abiti da casa , e qui per la prima volta , 
le due figliuole si videro assettato il capo alla mo- 
da , e sparso ^i polvere odorosa . Gò era necetsa* 
rio, perchè » cortigiani, fra* quali dovevamo passare, 
non sogliono* giudicare del merito d^Ue persone , che 
dalla gualdrappa, e dalla pettinatura. Il Re, che era 
intenden^sskno di pittura , li ricevè con infinita cle- 
mensa, e starei quasi per dire più da dotto arte- 
fice , che da Monarca . Parlò con loro dell' arte , e 
qcd seppe che anche le figliuole miniavano superba- 
mente . Fini coir ordinare , che il giorno^ dopo ve* 
nisse Anton Raffaele colk scatola de' pasteUi , per- 
• che innamorato , com' egli diceva , di si bel colorito , 
voleva vederli . Venne col padrie all' ora intimata il 
^vinetto , ma fa ben sorpreso quando senti , che 
S. M. voleva in quel momentp, il suo ritratto- a pa- 
stello , anzi vide già prqparat^ la cartA turchina sul 
telaro , e sul cavalletto » Se avete fatto su' due piedi 
quello d* Annibali , disse il Re , potete ben fare an- 
ehe il mio. « 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i53 )( 
Dopo grand' kielunp si assuie 3 ^ovinetib aeii* 
za in^razzarsi, e cominciò a dipingere il IVe in 
Eaccia . Ognuno sa quanto questo piutfo sia difficile , 
massóne trattandosi di una . fisononùa re»>fanre . Au<- 
gustatili, era senza dubbio uno de' più be|^ uomini 
d' Europa • Non erano due ore che layoravasi , qua|i- 
do ^i^arono la Regina, il Principe, e Principessa 
Elellprali y il Conte di Brùhl primo Bilinistro , il 
P. Guerini | e. non si sentì che un' esclamazione di 
maraviglia . In tre sessioni consecutive il ritratto fu 
condotto a quella perfezicme , in cui oggi si vede , e 
que^o è forse uno de' pù bei padelli del nostro ar- 
tefice . Cento doppie di regalo gli furono date subi- 
to , ed il brevetto d' un' annua jtonsione di 600 scu- 
di . Volle pure S. M. vedere qualche miniatura delle 
sorelle , ed a . ciascheduna d^ loro furono assegriati 
3oo scudi di pensione per' incoraggiarle , e perchè 
capissero cos' era l' xmore d* esser soreUé di questo 
nascente sassone Apelle . Chi ha coi«>sciuto quel gnui 
Monarca , non si maravi^'erà di tanta generosità; il 
solo che maravigliossene , fu Anton Baffiiele , il qua}e 
non capiva di meritar tanto , perchè a forza d* im- 
probi studj era giunto a lavorare quasi senza fatica • 
^on si parlava più nella corte, cl^e di questa nuova 
famiglia ; ^' intendenti trovavano bellissime le opere 
del Mengs , perchè eran tal», ma f^ adulaUnri ne par^ 
lav^o con maggior entusiasmo degli altri , 'perché 
piacevano al Re. Oh grai) virtù delle corti, giacché 



Digitized by LjOOQ IC 



)( *^4 )( 
'bnno Avaniare m tm ittant^ mtendenti coloro , che 
prìnuL rte arano ben lontani ! 

Avendo saputo S. M. die lainaele avfva in casa 
altre pitture a paatéUo del figMo, se le fece portar 
tutte, e generosamente 'rìcompensatdU 9 \e ripose, nei 
^d>»ietto chiamato in Dresda il Gabinetto i$Ua fio* 

Gfftcchè questa raccolta è poco nota finora inori 
della Sassonia, non essendosene parlalo nella magni* 
fica descrizione £ quella Real Gallerìa , che va aOd 
stampe , sìa lecito il dame qui una breve idea , tan* 

* to pn!^ che essa pi^ contribmrà aUa glorìa del no- 
stre pittore . 17 Gabinétto della Rosalba è~ una gran- 
de e luminosissima camera tàpezeata di* verde , che 
guarda sopra una larga e bella piazea . La lunga fac- 
ciata f che è dirimpetto alle finestre , è coperta dalla 
cima al fcmdo dai pvik bet ^tetU , che lieno mai 
usciti dalle mani di questa valorosa pittrice , e forse 
saranno più di loo* In mezzo a loro , come nella sua 
reggia , si vede primeggiare il ntratto di questa im- 
moital Venestiuna fatto da se stessa. Nelle due fac- 
date lateraH , ove sono V una in faccia dell' altra le 
due gfah porte dorate, per le quali s' entra , sono còl- 
locati i pastelli tutti <fi Mengs, quelli di Ciotard, di 
Mr. de I^ Tour 9 e di pòcl\} altrì, ma tutti eiccèlien- 

* tìs^mi pastel|ist» del nostro secolo . 'La qiiarta, 6 
hm^ facciata dirimpetto a quella delta Rosalba non 
ka ^ finestre di larghi eristalH, e negP fnterfcne-^ 



Digitized by LjOOQ IC 



>^ i55 )( 
, stri , o skno trumeau» vi aona dàUa cdlia id pavi-« 
mento grandì93tim speochi di Francia , che, raddoppian-^ 
do oggetti tanto lusinghièri , incantano lo spettatore . 
I pastelli 9ono tytti d' egual grandezza , come eguali 
tutte sono le covnici coperte & oro , ed i lucidi cri- 
stdli 9 che li ricoprono . Il pavimento è uff intarsia 
di legni peregrini , e la volta è bianca^ ma ad «ra* 
beschi dorati . I pastelli della Rosalba sono belSssimi , 
e ridono ; sì vede peri che sono pastelli . Quelli di 
Mengs pajono ad olio , e direste che parlano . Tra 
questi ]^ ò il suo ritratto come stava per «asa^ e sot^ 
to la sfèrza del padre coi capelli sparsi giù* per 1é 
spaUe, e in aria malinconica . Sia detto questo per- 
chè vedasi quanto *di buon' ora meritarono i kvod 
del nostro giovinetto d' essere in cosi buona* compft- 
gma , ed in un luogo , che dee chiamarsi il sacrario 
dei pastdK . Chi T ha veduto, dirA se ho esagerato ^ 
Contento il nostro Anton Rslf&ele cR ^ bri prin^ 
cìpj , cominciò a andare col padre per ordine del He 
alla galleria delle pitture , che come ognuno sa ^ fl 
più ricco tesoro d' Europa • E^ la me<£lava eh fi-» 
losofo egualmente^ che da aftefiee, ed ammirava 
tante opere insigni . Cento volte con {^ere mi ha 
egli detto , che dopo d' avere contemplato TiriafK^ , 
i Càrracci , Guido , e tant' altri» ànda^éi finalmeii^ 
tutto intenerito a baciare if Goreggio ^ e qmsi at» 
f orecdiio dicevagli : Tu sold mi piaci . Tfen ora 
ancora fiunto a Dresda a que' giorni il bel RaffÉelo 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i56 )( 
di Piacenza, che trionifaiite venne dappoi a prender 
quell' onorato iuo^«» che da lungo tèmpo lo chia- 
mava . . ' . 

In mezzo a- tanti applausi , che al Mengs ren- 
devano gki9tizia, tentò di uscire fra gli altri lodatori 
^aelU ii#idi« aulica più perEda dell* altre , e che dal 
pittore de' Poeti è chiamata 

La meretrice , che mmi dalV ospizio 
Di Cesare non torse gli occhi putti : 
Morte comune f e deVe corti vizio*: 
Guninciò ^^ a dire al Re ed ai ministri , che jion 
Y* era miglior ritrattista a pastello del Mengs , ma 
che e^ non doveva mai uscire da'" questo genere di 
pittura, che si vedeva e»i%Te il suo: che per mez- 
ze figure massime senza mani non V |era hisagno di 
qu^ disegno , che è à. difficile ad acquistarsi, e che 
rende tanto rari, i buoni quadri a olio , e di storia : 
die ogni artefice ha la sua limitata atmolFera, in cui 
dee contenersi • Capì Anton Baicele la malignità di 
queste lodi , e seicitendo quanto gli bolliva ancora 
di fòrza nel cuore per andare avanti, si raccomandò, 
ad Annibali divenuto aUora il suo genio tutelare, 
acciocché per mezzo del Padre Guerini gì' interce- 
desse dal Re la permissione di ritornare a Roma , 
che egU diceva essere il solo paese, in cu^ si può 
imparare a dipingere . L' ottenne facilmente da quel- 
li' adorabil Sovrano, e col {yadre^ colla serva, e col^ 
le sorelle parti alla volta d' ItaUa nel 1746. Andò 



Digitized by LjOOQIC 



)( i57 )( 
prima a P^ma per trovare quasi neUa sua £asa il 
Coreggìo , ed a Venezia per veQerare Tiziano in 
grande . Ammirò in Ferrara quc' Valorosi pittori , che 
colà crebbero al tempo, degli "Kstenri , e che meri- 
terebbero d' essere molto più noti . '■ In Bologna si 
compiacqii^ assaissimo di Nicdlimo , ééi Carractti ^ df 
Guido , e di quegli altri valentuomini , i palali inse* 
gnano a tutta 1* Europa y ma che ora non si sa per- 
chè sieno tanto renitenti mi insegnare ai loro prò- 
nipot^. 

Pieno d* idee calde, è tutte j>ittoriche, incorag- 
giato |HÙ',.'che sgomentato, giunse a questa metropoli 
delle bèli' àcH riaolttto di non più udirne se non 
pittore . Con Coreggio in mente, e Tiziano sì chiu- 
se nelle camere*, del Tatieano , ove Raffaele ha la- 
sciata su que' ntud la sua anima quasi dii^na , e co- 
^minciò a meditelo , e phittosto a dipingerlo, che a 
copiarlo . Sì provò a oHo facendo una mezza figure 
della Maddalena , m» a modo suo , ed il ritratto di 
suo padre . Egli diceva che erano deboli saggi , ma 
non co^ dicevano gl'intendenti. Gli venne in capo di 
^e alla Raffiielesca una sagra famiglia per mandar- 
la al Re , affinchè la vedessero que' suoi amorevoli , 
che tanto si raccomandavano perchè egli non uscisse 
mai dal past«lb . Gli mancava-.ìin modello a modo 
suo per fare la testi^della Madoi^ia • La patria & 
Livia , delle Giulie , di Poppea , e delle Faustino 
non manca di bellezze oggidì ancoca , ma qualun- 



Digitized by LjOOQ IC 



K i58 )( 
que genera di bellezze non può èonvenire alla Ma- 
dre del Redentore, ed ^li volevi copiarla dal vero. 
Incontrò un giorno per istrada una bellissima emo-^ 
desta 9 ma povei^a giovinetta > e fermatosi, disse su* 
bito; ecco la Madonna che tanto ^co . Quantun- 
^e il raro pudpre ^^ nostro Menjp non avesse bi« 

* sogno di custodi , mm veiine essa mai alla stanca 
per esser dipinta senza V accon^pa^amento de' suoi 
onorati e savj parenti • Ismaele trovò aneh' eg(i beU 
lissimo it modello , ed intanto che il figliuolo lo co-^ 
piava , il vecchùi cdil' occhialino tacitamente lo con- 
templava . La cosa £id com* era hm. naturale; Anton 
Rafiaele, e la giovane s' innanomrono fieramenre> 
e commciossi sotto voce tra di I^ro a parlare dì 
nozze . V acconsenó T addomesdca|p Ismaele , ma 
non co4 il padre della fanciulla ,* £<fhiarandosi che 
non poteva darla ad un ^ovanje protestante. Dio» i 
^ui giudizi sono un abisso, si jservi di queste even-*- 
tualità per condurrje alla sua Chiesa il giovane arte^ 
fice. Le sóreDe adoravano Hno i pensici del loro 
caro fratelli , qu^i ^ h4 i^ unirono anche in co^ 
santa risoluzione . Tremavano però a far ssqpere la 
lofo immutarle volontà al J)i&betico padre . Chi lo 
avrebbe creduto ? Ismaele vi aceonsenti facilisBimar 
mente, purché > <^^ ^U diceva, dipingessero bene 

* e con atteo^Qne , I giovinetti ^pm^asarofto il eatto*- 
bcissìme li i€ luglio 1749 , e alcune settimane do^ 
pò Anton IMM^ ^poaò Margheritta Guaazi , che 



Digitized by LjOOQ IC 



)( »59 )( 
cuti, chiamavasi la beUa ed oxm^^ EanciuSa. .Per>- 
che la festa fo6«e conqpleu la fortuna fece càpiuyre 
da DreMk a |U»na m quel fraUempo V Annibali ^ . 
die fu bea sorpreso irovmdo in . casa ^' suoi Mengs 
iantj can^amenU.» v 

O qfiù iomflcsus H gaudia quami0. fu&riadì 
*Nil 0go cmUuUrim jwsmtb itmm amico • 
Qisesta fu la prola vdiui > che in casa d' Ismaele si 
ttdesse dì cuore e a facm sepperta . - 

. L' isopensato^ can^maito di reti|pone d' Anton 
Rafiaele M^^ e delle sorelle ^ l' inaspettato matrir 
lAonlo contratta colla beUissìna Gmim y ma sopra 
tutto V ecoèUenai dell» pklure jlstf amabile suo ma* 
ri0 9 diedero da ridonar» a tutta la loquace Ri>ma , 
,ed attirarono in easa^dello sposa laohe perione ri* 
spettafaii . Qi»mte vistose offerte non ^ furono fatte 
per ottenere ^ lui o il ritratto veramente parlante 
d' lunarie ^ o la sagra famiglia benché nofi ancora 
ultimali ? Roma fu mai sempre YOgUesa , ed amica 
delle nutriti . 

Dopo tre amii di kmtananaa da Dres«^ comiA* 
iCj^ Itsmae^e a parlare di ritorno in Sassonia > tanto. 
piCi die era scorsa F accojrdatagli penaissione . L* Àn- 
lubaU era ph ritornato alia corte verso la fine <M 
vi749 9 ed avea prevenuta S. M. dei gran cangia^* 
menti succeduti nella casa dei Mengs » e della beUk 
imf^y che Anton Rafiìaeb conduceim a D«esda. 
1*0 seguitò poco ten^ dc^o I^naelè con tutta la 



,Digitized by LjOOQ IC 



)< i6o K 
8tMi itamj^ 9 tùM prìaui £ metlersi in viaggio vc^ 
emulare 1' «^aanpio d^ figiisioli f abbracctancb ancK* 
egli con gran «orfresa di tutti, e impensatamente il 
cattoliciamo « Solca dire per lenéér ragione di tal 
novità , che una famig^a ben regolata npn dee^mm 
avere due opmìom , e die non voleva sckmi in ca- 
sa . La sola che ottniatam««le guastò quetia umfor- 
aùtii, fu la serva , che non v<oUe nm mtender ragio- 
ne • Le donne 9 quando non vof^no, sono le pia 
diAotU ad esser coMviiite . Rividbro il Mengs con 
piacere il Re^ e la Regina 9 massime quando- pre- 
sentò loro le sue romane primisie a olio , cioè la sa- 
cra famig^a . Gii iuttndend riconobbero in lei la cor- 
rettissima scuola di RaflERfe d* Ufkino , ma i meno 
intendenti si fermavano a lodare ndla Beau Vergine 
la rassomiglianza , ed i bei tnUjd della novena mo- 
desta sposa del pittore • Le vive beUeeze hitfino tan- 
ta forza f che ogni rappoelo ad esse ferma 9 e piace. 
Conoscivi che ebbe il Re quai progressi avea 
fatti in «Roma nel dipingere a olio Anton Raffieiele , 
gli ordinò il suo ritratto e quello dteUa Regina ve- 
.etiti alla reale , in piedi , ed in grandezza mrf^uraie • 
Mr. de Silvestre , che avea fiAto ]^nma gli stessi tir 
tratti 9 avendo saputo tale ordinazione , e vedendo M 
nuovo e bello stile ddla sacra feniiglia, cominciò a 
lamentarsi della sua rovinata salute, e del rigido cip- 
ma di Germania . I medici , che anche in Sassoaiia 
•ono, coaaie altrove, compiaoenlissimi 9 gli fecero tutti 

gli 



Digitized by LjOOQ IC 



)C i6i )( 
gK attestati eli questa verità , in vigore de' quali egU 
Qtlenne la pèMoiasiQne di ritirarsi a Parìgi coli' intera 
sua pensione • 

L' ordine della narrazione richiede , che qui do- 
nili da. me qualche periodo anche alla magnifica real 
Chiesa Cattolica di Dresda , giacché essa fa grand' 
onore al giovane Mengs , senza il quale sarebbe for- 
se restata molti anni ancora inutile » ed incompleta • 
Non potè la C^rtuna aspettare il lento corso degli an- 
ni per farlo entrare nelle più gran cose. Avea fino 
dal 1735 fatti gettare i fondamenti di questa gran 
fabbrica Augusto UI. , in una bella piazza fra 1' El- 
ba , ed un lungo fianco del palazzo ElettoraU . 
L' Au^ta casa di Sassonia dal suo nuovo cattoUci- 
smo in qua non aveva avuta che una troppo angu- 
sta y e precaria Cappella dentro all' antico teatro di 
corte . Di questo nuovo tempio era stato ^architetto 
uno spiritosissimo Romàno chiamato Gaetano Chiave- 
rì , il quale , d(^K> di avere servito per varj anoi ai 
caprioci architettonici di Pietro il Grande ia Pietro- 
burgo, ^era passato agli stipendj del Re Augusto in 
Varsavia per edificare un ponte sulla . Vistola , ma 
che poi non si fece. Ritrovò il Mengs al suo ritor- 
no in Dresda quasi che compito questo edifizio » e 
ritrovoUo corrispondente alla pia magnificenzia èel 
fondatore , ed alT enorme spesa che aveva costato ; 
. ma trovò altresì con sua grande sorprésa > che tutti 
i lavori erano da qualche tempo sospesi . ErasI spar- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i€a )( 
la poco prima , noji éì sa per qoal motivo , la voce 
che la volta della gran- navata di messo mmacciava 
imminente rovina , e lutti dicevano che sardbbe in- 
falKbiimente caduta al pia tardi nel togliersi le im- 
mense armature , che tuttora 1* andavano sostenendo . 
Ogni notte V atterrita città s* aspettava di sentire 
Torribil fracasso di tanta rovkia, come vai) anni so- 
no aspettatasi Roma la caduta della più bella e pia 
gran cuppola del mondo , benché dòpo abbia poi 
riso del suo inutil timore . Se 9Ì eccettuano le prime 
Basiliche di questa capitale, non ha essa im tempio di 
maggior grandezza della Chiesa cattolica di Dresda. 
Da ciò giudichi ognuno dello spavento univei*sale a 
sì vasta minaccia . La verità / che alle corti si fa 
strida tanto difficilmente fra le guardie dd corpo , 
e che quasi mai non può giugnere al trono dei Re, 
non poteva presentarsi nel suo candore al Monar- 
ca . Voleva egli medesimo andare a visitare tanto 
disordine , giacché le sue rare ^ cogsiziòni nelle bel- 
r arti r^ avevano bisogno per ciò degli oech^ d' al- 
tri; ma come farlo se i pianti della Regir^, quelli 
de* loro numerosi e teneri figli, e le pia forti rap- 
presentanze de' .prihcipatli ministri di corte lo tratte- 
nevano 7 Tròppo grande era il comun timore , se 
una vita si cara corresse anche il pii\ rimoto rischio . 
Invano giurava sulla sua testa l* addolorato archi- 
tetto, die non v'era pericolo, ed invano domandava 
pietà ai primi mJTrisiri; egli non sentiva rispondersi. 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i63 )( 
che dell* ignorante • li. solo che gen^rpsamente lo 
andaya eompatbndoi era il H$ > che^ persuaso della 
perizia del Cliiaveri, attribuiva tanta disgrazia piullo- 
sto air instabilità del tarren^ vicino al ixume . Dioano 
i professi se v' e momento di questo più terribile 
per un jpovero architetto . Giacevano intanto sulla 
riva dell' Elba i monti di marmo venuti da Carrara 
per selci?ure la Chiesa, e restavano inutili le nume- 
rose , e belMttime statue colossali di pietra di Pir- 
na^(^e il Mattielli celebre scultor Vicentinp colà . 
chiamato aveva preparate per coronarne tutto rester- 
no circondario fastigio . Anton Raffaele , compassio- 
nando colla sua beli' anima T infelice , e. quasi ^- 
bandonato Ghiaveri, andò imperterritamente con i^i, 
e cbn Ismatle ad osservare e replica tamente tutta 
la immensa fabbrica , fì dopo , dtligeìfitissin^o esame 
riconobbe il panico timore, per non dire la maligni- 
tà.de' relatori. Nel tempo che egli stava dipingai- 
ào il Re, momenti ordinariamente fortunati per un 
pittore , entrò con franchezza in quésto disperso , ed 
ebbe il corog^o di . scoprirai il mistero . Benché 
sia molto facile il credere quello che si desidera, 
S. M. non -voUe fidarsi ad un, giovinetto qual era il 
Mengs , ma diede ordini cosi severi., che la verità 
finalmente giunse a mostrarsi. Qual piacere, quale 
allegrezza di tult' i buoni quando seppero 'che non 
v' era più nessun perìcolo ! Quanti amplessi no» fu- 
rctno.dati a questo onorato adoltscente dal, vecchio 



Digitized by VaOOQ IC 



)( i64 )( 
canuto architetto , che lo chiamava pul^)licamente il 
suo liberatore, il suo padre ! L' abbandonata £d>bri- 
ca ripigliò il sao corso , e que' gran muri , ai quali 
nessuno pochi giorni prima ardiva accostarisi, si vi- 
dero improvvisamefìte coperti da un imme^iso po^ 
polo d' artefici , che in pochi mesi condussero la real 
Chiesa di Dresda a glorioso compimento . 

Eira impaziente il Re di vedere eonsecrata que- 
sta sua grand' opera , ma vi mancavano internamente 
aneora tre quadri, che potevano dirsi i più in^pr- 
tanti, quello cioè dell'aitar madore > e quei due' 
laterali e più piccoli , che sono in Eeiccia alle^ tribù* 
ne dei principi. Tutti tre furono assegnati in pre- 
mio del suo valore al nostro Mengs , ma essi èrano 
un lavoro d' anni , ed il Re voleva aprir»la sua Chie- 
sa . I due minori Furono condotti a fine da Anton 
Raffaele in poche settimane , giacché la Regina per 
compiacere il Re così volle , ma Anton Raffaele non 
ne fu mai pienamente contento . Rappresenta V uno 
la Concezione della Madonna, e F altro il sogno di 
S. Giuseppe. In tanto che egli dipingevali , fecesi 
fare per V aitar maggiore un gran quadro a tempe- 
ra non so da chi , per riempiere il vacuo finattanto- 
che il Mengs avesse compito il suo . Per gli altri' 
quadri delle Cappelle laterali essi erano già stati pre- 
parati , e giacché le notizie pittoriche sogliono ^oggi 
essere ben ricevute, dicaci qid che quello dell' altare 
d^l Santissimo , e che. rappresenta la sacra cena, è 



N 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i65 )( 
di Mr. de Silvestre, quello della Gippella destinata 
al S. Sepolcro nella settimana santa è di Hutin se- 
niore , pittore pure al servizio di S. M; , e rapare- 
aenta le Marie piagnenti a piéì delia Croc^ , ed è 
bellissimo. Quello della Cappella dì S. Benone prò- 
lettore della Sassonia, e Vescovo di Meissen figura 
il Santo , che ^ predica ai pagani deUa sua diocesi , 
opera spiritosissima di Stefano Torelli Bolognese. 
L' ultimo è di un certo Palko Boemo , giovane allora 
di gran foco, e rappresenta S. Giovanni Nepomu- 
ceno , quando annegato e tutto grondante acqua vie- 
ne con gran fatica cavato dalla Moldava . Chi non 
lo sa, direbbe che è opera del Piazzetta , tanto è 
nella sua maniera ; tutta macchia e foco . 

La nuova chièsa fu consecrata veramente con 
reale magnificenza l'anno lySi da Monsig. Alberico 
Archinto nunzio allora, a quella corte , e vi accorse 
un popolo infinito di tutte le religioni per vedere 
una si bella , e per loro tanto nuova funzione . Era 
questa la prima volta dopo due secoli, che vede- 
vansl fumare in Sassonia e con, digi^ità incensi ,aila 
Santìssima Trinità , a cui è dedicato questo santo edì- 
fizìo . Tutt' i cattolici ringr^arono Dio di cuore , ma 
r Architetto lo ringraziò sicuramente più d' ogai al- 
tri , e seco luì Anton Raffaele . 

Qui sarebbe il luogo di dare un' idea di questo 
bel tempio, ma, correndone pubblicamente le stam- 
pe, la crediamo cosa imitile. Diremo solamente che, 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i66 )( 
siccome T Architetto nel fondarlo ha imitata la soli- 
dità del Vignola o del San Gallo , sarebbe deside- 
rabile clie le colonnate , le finestre e gli ornamenti 
fossero piuttosto Palladiam , che Boromineschì . Di- 
casi però a siia lode che ha perfettamente adempiti 
i molti scopi necessari lììelle chiese delle cprti seco- 
lari j nelle quali v' è bisogno di gran gallerie ^pe- 
riori per le tribune dei Sovrani e per le loro guar- 
die , e gran ringhiere intorno per le Dame , pei Ca- 
valieri , e per gli altri iDrtiglani che non devono ac- 
c^miufiarsi col popolo . Le chiese delle corti sono 
una specie di Teatri . sacri . Una chiesa cattolica in 
Dresda poi ha bisogno d* ulteriore ispezione, perché 
vi vuole uno spazio successivamente esteso per farvi 
con dignità quelle solenni processioni, che a cagione 
deUc costituzioni della Sassonia non possono farsi per 
le pubbliche strade come da noi . A tutti quésti og- 
getti ha ingegnosissimamente soddisfatto il Qiiaveri , 
e nulla manca al compimento del suo edjHzio, se non 
che la gran navata di mezzo sia dipinta da Anton 
Raffaele , come a lui il Re aveala destinata, e come 
sarebbe già fatta , se le disgrazie della Germania non 
lo avessero impedito . ru in questo tempo ^ che An- 
ton Raffaele , benché all' età di soli 28 anni, non per 
cabale di corte,, non per favore di donne, ma per 
suo vero merito fu dichiaralo prìmo pittore di S. M. , 
e fugli accresciuta la pensione di mill<e scudi • Que- 
sto però fu poco m paragone dei re^di e dell' axnQ" 



Digitized by VjOOQIC 



)( i67 K 
re , che avevano per lui, e per le sue degne sorelle 
il Re 2 la Regina , il Principe , e Principessa eredi- 
tar), tutta la Colte ^ e la intera città. 

Ma , oh incostanza delle caduche umane cose l 
Chi da tutto il fin qui detto non avrebbe invidiata la 
sorte di Anton .Raffaele Mengs ? Eppure gft prepa- 
rava il destino la pia forte sonarezza, di cui sia su- 
scetty^ile un' anin^. oiforata , tenera , e riconoscente 
qual era la sua • Ismaele si era creato da se stes^ 
cassiere imiversale della casa , e senza verun compli- 
mento incassava a sua disposizione le pensioni di tut- 
ta la famiglia, lo che faceva la somi^a di aaoo. 
scudi annui. Tenace economo, non era sempre libe- 
rale quando trattayasi di fornire il nGcessario mante- 
nimento ai figliuoli, ed in particolare alla «nuora av- 
vezza alla prodigalità romanesca . Fec^ essa parlare 
con tutta la figliale modestia a nome del marito al 
padre . Anton RaHaele medesimo gli mostrò la spo- 
sa gravida , e bisognosa di maggiore assistenza ; tutto 
fu ascoltato colla solita taciturnità , e inutilmente . 
Tale contegno turbò non ' poco quella pace , che è 
tanto necessairla ad un pjttt^re, giacché le pitture so- 
no come le poesie, le quali 

... Proveniunt animo deducta sereno . 
Lungo e forse dispiacente sarebbe a taluno il narra- 
re le convulsioni domestiche di questa buona' figliuo- 
lanza , alle quali non poco coritribuiva ancora V ascen- 
dente, che la serva d'Ismaele aveva sugl'animo del 



Digitized by LjOOQ IC 



.)( i68 )( 
suo padrone . Basterà il dire , che se Anton RafiaeU 
ha mai dato segni dì prudenza ^ di disinteresse y di 
rispetto figliale , e di quel sangue freddo , che egli 
non aveva ìivuto certamente dalla natura, fu in quel- 
r occasione . Pretendeva Ismaele da lui gran cose in 
ricompensa della sua educazione , ed in fatti pei 
quieto vivere gli furono ceduti tvilt* i proventi de'la- 
vori da lui e dalle due sorelfe incominciati, lo che 
ascendeva^ ad una somma rispettabile , e contentaronsi 
. i giovani della sola loro • corrente pensione . Tornò 
in tal modo , è vero , un* apparènte pace in pasa , ma 
non la tranquillità nel cuore d* Anton Raffaele , do- 
no difficile in chi lo ha avuto dalla natura dì tem- 
pera coàl buona , e sensibile . A lui parca sempre 
d* essere ingrato verso Un padre , a cui tanto era ob- 
bligato , specie di tormento , ch« le anime mal or- 
ganizzate non conosceranno mai • Ecco in pochi 
giorni la famiglia dèi Mengs divisa d* interessi e di 
tavola, ma non divisa dì domicilio, situazione an- 
ch' essa difficilissima per ameftdue .Fu in questo 
tempo per lui d'afflizione, che fece i bei ritratti dei 
Reali Principe , 6 Principeésa ereditar j in grandezza 
naturate, opera che non mostra però le critiche cir- 
costanze dell' artefice , 

Era nato a questi reali spòsi alla fine del 1766 
il primogenito della Sasisonia, che è l'Elettore d'og- 
gi giorno , dono veramente del cielo , dono tanto 
'desiderato. Pochi mesi dopo i¥i si fausto avvenimen- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 1.69 X 
to bramarono i reali genitori di averli^ il ritratto in. 
grandezza naturale dalle mani del Mengs .Per mag- 
giore soUecitudine egU H fece a pastello, e sederne 
sopra un gran cuscino di velluto cremesi , e chi lo 
ha mille volte considerato^ assicura ,^ che non^ puossl 
veder cosa né più vaga , né più galante . Volea il 
piUore farlo fanciullescai^ente in camìsda, quindi né 
il volto 9 né r abito , né la chioma poteano indicare 
se fosse Principe o Principessa , ed era il easo d'Orazio 

Solutis crinibus , ambiguoque vuliu • 
Mengs ^ senza ofifendere^la dignità del luogo, e d^U 
so^tto, lo ha bìzzaramente posto in tal mossa, che 
non resta luogo ad equivoco veruno . U suo real 
padre ne era tanto contento , che teneva questa pit- 
tura vicino al canapé, su cui pur troppo ha passato 
gran parte de' suoi brevi giorni, e davagli un bacio 
quasi ogni volta che lo portavano nella camera, co- 
me, al dire di Svetonio, ad una simile imma^nè d'un 
bel figlii^olino di Germanico ne dava uno Angusto 
ogni volta , che usciva dalla sua . 

Aveva incominqii^o intanto il riconoscente Mengs 
un ritratto a olio di grandezza naturale fin sotto al 
ginocchio al suo sonico Annibali per indennità di 
quello a pastello, che si era ritenuto il Re; ma era 
•COSI assediato da altri lavori , che non poteva andar- 
vi mettendo mano , che inCerottamente . 

La Regina intanto denderò dalla Signora Tere- 
sa Concordia Men^a. una oopia in miniatura della 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 170 )( 
lampu notte del Coreggio . Dopo vai lavoro ià molftt 
mesi fu (juesta cosi ben condotta , che il Careggio 
steMO si. sarebbe compiaciUlb di vedersi ridotto tanto 
felicemente in sì piccola , ma gentile statura . Il bel 
colorito di quel tondeggiante > ed allegro pittore vi 
è conservato maravigliosamente , com* apcbe le infi- 
nite sue grazie | e quella vanezza, che lo distingue 
da tutti f^ì artefici : vaghezza egualmente difficile a 
spiegarsi $ che ad imitarsi . 

Amato Anton RafEsiele da tutti , concepì ^ starei 
« per dire per sua disgrazia y yna caldissima amicizia per 
lui il Cavaliere Hambury Williams Ministro allora 
d* In^lterra alla corte di Dresda . Uomo di mag- 
gior ingegno , ma nello stesso tempo più impetuoso 
di kù| non abbiamo mai veduto. U suo nome è ab* 
bastanza noto nelle croniche d' amore , e nella sto- 
ria ministeriale d' Europa de' nostri giorni , ma non 
a tutti è nota la sua lugubre fine . Dopo la più lu- 
minosa ambasciata da lui. ultimamente sostenuta ih 
Russia y morì logorato dalla sua vivacità , rinchiuso , 
e furibondo in una sua casa di campagna in Inghil- 
terra, pianto da tutti , compatito da pochissimi. Vio- 
lento nelle sue passioni , lo era anche nell' amicizia 
. d' Anton Rafiaele , e parea che e^ non potesse 
più vivere a^nza di Fui . Qutstò importuno affetto di- 
straeva non poco il nostro occupatiasìmo giovane , e 
lo-*inquietava . A lui pure j per timóre di peggio , 
convenne fare il ritratto^ ma per la sollecita sua im- 



Digitized by LjOOQ IC 



K 17' )( 
pensata destinazione a Pietroburgo il Cavalier Wil- 
liams dovette partire, ed il ritratto restò incompleto . 
Non è gran tempo che era qui In Roma in casa dèi 
Mengs ) e chi ha conosciuto quel singolare ^Inglese 
e veduta la pittura, dirà se è possìbile il fare testa 
più somi|^ante « A me pareva che fosse bollente e 
viva , com' era F originale • 

Il Re» che amava il Mengs , ma con {^ù pa- 
catezza I e dignità del Williams , sollecitava il suo 
gran quadro per la nuova chiesa, e sollecitavalo con 
tuono clemente s) , ma da Sovrano . Di varj^ argO" 
menti presentatigli dal suo pittore, e tutti abbozzati 
in piccolo, scelse' S. M. quello dell' Ascemicme di 
N. S, Vi si vedevano gli Apostoli , che aveano un 
misto in faccia di ^lore per essere abbandonati dal 
loro Maestro che volava al cielo, e di allegrezza per 
la compita umana redenzione. Dichiarò Anton Raf- 
faele al JRe che non poteva eseguire tant' opera, ed 
in si vasta grandezza, se non gli si permettev« di 
venire a" lavorarla in Roma , e i>er cosi dire sotto 
gli occhi dì Raffaele d* Urbino . Glielo accordò beni- 
gnamente il Monarca , il quale capita la verità di 
tal preghiera , e capiva ahre^ che questo era il solo 
mezzo dì sottiWre da tante importune richieste il suo 
troppo compiacente artefice . .11 solo , a cui prima £ 
partire volle assolutamente finire il ritratto , fu f ami- 
co Annibali . AlTEOIflO Raffaeis Mbngs DIPtRdB 
L'AJaiCO DOBIENICO ANNIBALI L'AIflfO I75a è la 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 172 )( 
tenera Ì8cri$ione , che per memoria vi pose in un 
angolo . Finlllo la stessa notte precedente alla par- 
tono f ed avendogli comandato preventivamente il 
Re di portarglielo tostpchè fosse finito , Anton Raf- 
bàe cogH stivali in piedi glielo portò la mattina a 
buon* ora , e quand* erano già attaccati i cavalU . Rqf- 
Jiaele mio , gli disse S. M. y io tro90 in questa tua 
pìUuff^ un non so che di piit Jino , ch^ non trovo 
nelT altre da te /atte per me. Sì, Sire, rispose il 
BSengSy v^ è V ^Amieo f genere di persone che i Re 
rnm hanno . Gli nùse Augusto ridendo la mano sul- 
le spalle) e datagliela a baciare gli di^e : Hai ben 
ragione ; buon viaggiò , metti V Amico anche nel 
mio quadro quando sarai a Rotna , Mengs si com- 
mosse a tanta clemenza , ma molto più si sarebbe 
commosso se avesse preveduto , che quella era V ni- 
ihoB yolta . che parlava a quell' adorabile padrone , e 
padre , e che il Re non avrebbe mai veduto U qua- 
dro che tanto^ desiderava . Chi negherà che Àon sia 
una fortuna pei mortali. V ignorare il futuro delle 
umane cose ? 

Parti quasi piàngelido Anton Rà£Eaele dalla sua 
patria nel mese di settembre V anno 17 Sa verso l'I- 
talia, e seeo lui pard la moglie con una' bambina al 
seno , e le due sorelle Teresa G)ncordia , e Giulia , 
che non veliero staccarsi • dall* amato loro fratello . 
Ismaele restò soletto in Dresda colla serva , e pro- 
vò allora la pff«na volt^ quella specie dì dolore che 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 173 )( 
1 soH padri possono concepire j quando non vedonsi 
piò vicini i loro figliuoli. Era stata fierissima certo 
r educazione che a lóro egli avea data , ma non per ' 
questo amavaU meno teneramente , benché alla sua fé-' 
roce maniera. La partenza di Mejrig? fu improvvisa, 
e desolò quasi tutt' i giovani mariti e gli amanti Sas- 
soni f perchè tutti contavano di avere bellissimi ritratti 
da luì. La carrozza d' Anton RaB&elè fu seguitata da 
un carriaggio carico di modelli ^di gessi presi dal- 
l' antico che ritornavano^ a Roma , e da varj subl^', 
intorno a- quali erano rotolate le incominciate pittore 
dì di£Ferenti persone, e che egli onoratamente sì 
prometteva ài finire in Roma . Affinchè nessuno pò* 
tesse lamentarsi d' essere preterito, v'erano fino i due 
gran ritratti Sei Re e della Regina appena abboz- 
zati y giacché non avevano di finito che la testa . 

Rivide con gran piacere 1' augusta Roma, che 
le ritornasse nel seno Anton Raffaele da lei amato 
e considerato ormai per figlio , com' egli rìguar- 
davala "per madre , o almeno per amorosa nudrice . 
Poco dopo r Accademia di s. Luca lo annoverò tra* 
suoi Accademici di merito , cosa insolita trattandosi 
d* un giovane di 2Ì anhi . L' età degli uonuni dotti 
da chi è tale non numerasi che dal sapere . 
^ Lord Persy Duca di Northumberland pieno H 
stima per Mengs , e di cognizione per le belT àrd 
determinò far dipingere le copie delle quattro pid 
famose pittvufe di |Voin9 in grandezza eguale 9gli ori^ 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 174 )( 
gìnalii e voleale dai quattro più insani p^naelK di 
^piftst' Accadeaùa . La prima fu il trìonFp di Bacco ^ 
e d' Arianna di Annihafó » T altra P Aurora di Guido ;. 
le nozze di P«|ìche col convitto , e la scuola d' Ateae 
amend(ie di Raffaela furono V altre due . Qucf t' ul- 
tima, come la più dii&cile e più composta, Fu com- 
messa al nostro Mengs , ed h incredibile Con quanta 
allegria vi mettesse mano . Fra tutte 1* opere di Raf- 
bude ài Urbiito la scuola d' Atene è stata mai sem- 
préy e con ragipne, la favorita d'Anton RaflBuele . 
Il premio, che ne ricevette, fu proporzionato alia 
bellezza della copia , che sorpassò le speranze ài 
Mjlgrd, ed alla sua non comune generosità. Par 
singolare, che l' Inghilterra .paese di tant' ingegno 
-produca sì gr^ numero di conoscitori nell'arte del* 
la pittura , e si munifici rimuneratori , e non abb^a 
mai ne' passati tempi almeno prodotto un pittore di 
storia, che meriti di es^re messo tra gU ec«elfen- 
tissimi. Si direbbe che agi' Inglesi è più facile lo 
scoprire i più profondi segreti della .natura , che il 
copiare col pennello le azioni degli uomini. Sia 
detto senza vanità , all' Italia sola era riserbato , al- 
meno ne' passali secoli , l' onore di far 1' uno e^ l'altro. 
Cominciò allora Anton Raf&ele anche il gran 
qi&dro per la.CJùesa di Dresda, e lavoravalo c^ 
grand' attenzione e calore , quando vidoyi compone 
ìimprovvisaineRte Ismaele che egli credeva in Sasso- 
nia . L' ioagustia della casa , in cui abitava Anton 



Digitized by LjOOQ IC 



•)(• 175 )( 
Bfif&ele «olja moglie e colte sorelle , fu giusto mo- 
tivo perchè il novèllo arrivato prendesse alloggio al- 
trove, ed m tal modo, malgrado tanto pericolo , con- 
tinuò la pace nella famìglk '.- Non era già , che il 
noftro giovane pittore non vedesse volentieri il suo' 
caro padre e maestro , ma quella serva , che questa 
volta ancora lo aveva accompagnato , non istava be- 
ne fra tante ìdtre donne ; 

Perchè ove dùnne son , sempre son risse . 
Rispettisi questo verso , perchè è del gran Poeta , che 
più d' ogni altri conobbe il devoto feimnineo sesso . 

Regnava in quel tempo Benedetto XIV. grand* 
amico delie beli' arti , e degli artefici , e stimava an 
d/ egli moltissimo il Mengs . Distratto in quegli ul- 
timi anni del suo pontificata da mohi incomodi di 
salute , e da mille faticosi pensieri , non potè impie- 
garlo com' egli avrebbe desiderato. Per contrassegno 
però della sua stimagli conferì spontaneamente quel- 
la croce equestre , che i Pontefici oggidì hanno de- 
stinata per gli artefici che si distinguono , come per 
loro hanno oggidì destinata quella di san Michele 'i 
Re ^i Francia . L' eccellenza nelle belle arti ha dì- 
ritto d' essere ricompensata , e i gran Principi non 
r banno mai negletta . 

Era ritòiuiato poco prima in Roma dalla sua 
lunga nunziiatura di Polonia Monsig. Aft^hinto , e fu 
incaricato del governo di questa Metropoli . Gran 
fautore di Anton Rafi&ele da lui confiden^mente 



Digittzed by VjOOQ IC 



trattato in Dresda , amava moltasimo a trattcnerai 
eoa luì . Gli uomini dopo lunga aaseniia dalla patria 
rivedono <^n gran piacere coloro che hanno cono- 
sciuti in paesi esteri) ma molto più quando sono sta- 
ti testimoni della loro fortuna . Mengs aveva veduto 
quell' impareggialMle Prelato fare le delizie della real 
casa di Sassonia , è Monsig. Archinto aveva veduto 
lui crescere in valore di giorno in giorno , ed ecci- 
tare la maraviglia della corte , e della capitale . 

Dopo di lui giunse a Roma sotto gli auspicj del 
suddetto Prelato anche il celebre Giovanni 'Winkel- 
mann.) e questi pure unissi strettamente con Anton 
AafE^ele • Cominciarono a meditare insieme V antico , 
massime la bellezEa delle semplici fisonomie nelle- 
statue Greche» tanto lodate oggidì da tutl' i proies- 
«ori , e poi così poco da loro imitate .- Siamo cer- 
tissimi , che è alla penetrazione di Mengs , che quel- 

•f erudito tedesco è debitore di mqlti di que' bei lumi 
che egli ha sparsi dappoi nella sua Storia deWArti^ 
e nelU dottissima prefazione ai Monumenti inediti . 
Bisogna però confessare , che anche Anton Raffaele 
innamoroséi della bella severità nelle greche scultu- 
re , e della erudizione antiquaria per gì' insegnamen- 
ti del Winkelmann . I grand' ingegni non possono 
comunicarsi le loro idee senza reciprqcamente arric- 
chirsele I ed erudirsi . A loro si aggiunse la magi- 

* strale pratica , che aveva nell' antico il buon Cardi- 
nale Alessandro Albani , al quale solevaiio ncorrere 

amen- 



Digitized by LjOOQ IC 



K 177 )( 
amendue come al P^Mr^ie della bellezza antica e mo- 
derna quando non s' accordavano ne' loro sentimen--^ 
ti . In somma Mengs y e Winkelmann si formarono 
reciprocamente, \ e se quesl' «ultimo si spòglie final- 
mente della scorza pedantesca, che aveva seco por- 
tata dalla solitudine di.Netnitz, è bene«l Mengs , 
il quale non T aveva mak avuta , che egli n' è obbli* 
gato. Chi ha l'onore di scrivere queste memorie si 
è trovato ^qualche volte presente a tali loro discorsi , 
e ne è testin[io|uo vivente • 

• S' innamorò tanto, dell' antico Anton Raflaèle , 
che con||^iò a raccogliere anc]|e g(Ai ^ande spesa 
quanti vasi etruschi ^dipinti egli scopriva i Oltre all' e- 
leganza delle loro Forme, diceva, che vi trovava di» 
segnati sopra talvolta bellissimi tratti e mosse feli- 
cissime di figure , dalle quali poteva tnoltp imparare 
un professore . Sia detto qui di passiaggio , che que- 
sta bella raccolta è entrata dappoi nella Biblioteca 
Vatio^ia , la quale anche in tal genere d' ornamenti 
possiede fesoro immeiiso , e vi è entrata in« isodo , 
ohe sarà sempre probléoiatico ' se sia stata maggiore' 
la generosità del raccoglitore che la cedette , o della 
Biblioteca che la ricevette*^ ' 

Ismaele che , coann abbramo detto , sjl' esempio 
de' suoi ^gliuoli aveva abbracciato^ Il cattolicismo, co- 
minciò a catechizzare, benché alla sua maniera, la* ser- 
va , la quale sino 'all' anno i755 era stata tenace- 
mente attaccata al suo luteranismo . Il catechista riu* 



Digitized by VjOOQIC 



X 178 )( 

sci tanto efficace, che la persuase ^ ed eaia pure tnr 
trò nel seno della vera Chiesa • Ciò non bastogli y 
perchè in premié di tanta docilità e della sua buona 
fede y anche per coniglio di qu^Jche Ecclesiastico , 
si uid finalmente con lei in mitrimomo ^ ed ecco la 
nuoTa proséltta diventare la Signora Catterina Mengs, 
Ip i^e guanto piacesse ai figliuoli d' Ismaele facile 
sarik V indovinarlo . 'Queste nozze perj^ ebbero un^ -ot- 
tima conseguenza per lo sposcT, perchè , dbpo qual^ 
che tempo essendo egli statto attaccato da una para- 
lisi ap^Iettica, la signora Catterina gli fu di gfàn4' 
ajuto e consoh&ionei^ -0 

Poco tempo dopo cominciò Anton Raffaele a 
vedersi la casa piena di' ^ventù massime ' oltramon- 
tana y la quale veniva a domandargli istruzioni nella 
pittura . Non ricusò egli mai assistenze a ohi ne lo 
richiese, ma facealo coi^ tale modestia , iche chi non 
Farvesse saputo avrebbe detto, che egli non era che 
upvloro condis^polo, o per dir meglio, eh» tutti 
studiavano insieme . Bello era il vedére molti di quei 
sti scolari pii^ attempati del maestro pendere tutti 
dalla sua bo^, ma molto pìA bello vederli tutti an* 
dare con lui la sera al Campidoglio a copiare il nu-^ 
do . Egli avea ben rag^ne , perchè costui , come la 
cote d' Oifazio ^ senza saper disegnare è 11 migli(»re 
di t'utt'i maestri di disegno, ^ guai^a que' pittori che 
non vanno a scuola da lui . 

Fra i molti scolari era predifetto il sig« Antonio 



Digitized by VjOOQI^ 



)C 179 K 
Maron Yiénneae , e beh con ragioiae» per le belle 
speranze *che dava ,e che hanno abbondevolmente 
corrisposto AH* éspettatione . Non «i contentò il 
Meng» di distbguerlo , perchè se lo fece cognato 
dandogli in mo^e la Signora Teresa G>ncordia 
sua dileUa sortila. L' altra ehi^miata Gìuììsl^ donò 
poi a Dio in un Monistero, dt Jesi i rari talenti/ 
che a lei pure avea compartiti per la miniatura . 

Nel 17S6 a* era accesa la gtierra in Sassonia, 
e le pensioni di quella real corte furono sospese . 
Crebbero però talmente le conunissipni estere aji JM^engs 
già celebre i^U' fiiuropay che la sua crescente fa^ 
miglia cpiasi non s' accorse di tanta mancanza • Ih 
quella dura circostanza Anton Raffaele non mancò 
di sollevare il padre infermiccio > madama Cat- 
tèrina , che non tardarono molto a ritornare in Sas« 
aonia . Bellissimo ritratto aveva fatto al suo amabii 
protettore Monsignor Archinlo quando fu credito Car- 
dinale , e fatto Seg^retario di Stato, e quest* opera 
d' impasto veramiente ccnreggeseo vedesi oggic^ an- 
córa in un^ anticamera dell' Eminentissimo Àrchinto 
suo nipote , erede delle' incomparabili qualità, e 
cortesia dello Zìo . 

Invogliossi allora di dipingere a fresco , genere 
di lavoro che parca non accordarsi coir estrema sua 
naturale diligenza .«(^nuno, sa, che il fiasco richie- 
de celerità , njk ammette gran pentimenti , perchè dee 
• farsi sulla csilce frescate prima che s' asciughi . Ne . 



Digitized by VjOOQIC 



)( i8o )( 
fece varj esperiménti , che gK riuscirono benis^mo , 
ed allora t* accorse quanto gli era utile il non aver- 
gli mai permesso il savio padre, che quando stu- 
diava facesse uso della 'dannosa facilità di calcare, o 
lucidare i disegni. Erasi allora edificsfta di nuovo in 
Roma la Chiesa di S. Eusebio de' Monaci Celestini , 
ed egli la credette un luogo- opportuno ^per fare il 
primo esperimento del suo nuova genere di pktura. 
Fu ben sorpreso 1* Abate quando vide, questo trop- 
~ pò celebre giovane / che venne umilmente a doman- 
dargli la grazia di poter dipingere a fresco e gratis 
la gran volta deUa Chiesa. Condiscese con infinita 
benignità il Padre Reverendissimo , e cominciossi sen- 
za ritardo il lavoro , che fece la maraviglia di tatti 
gì' intendentr, perchè veramente pare a olip. Il Pa- 
dre Abate che avea preso gusto a tanta umiltà , lo 
preg& a fargli ancora un^ quadro da aliaste pel Mo- 
nistero ^ Sulmona , e questo pure fu fatto, senza ri- 
tardo y e quasi con eguale generosità . Queste son 
cose y che non possono dirsi che. #'un Mengs . 

Era morto frattanto Benedetto XIV. , ed a lui 
successe Clemente XIII. I teneri generosi Nipoti di 
questo Sovrano desideravano dalla mano sol^ di Mengs ^ 
il ritratto del loro ottimo Zio , giacche i ritratti dei 
Pontefici in Roma sono "per lo più lavoro di pittori 
quanto solleciti , altrettanto me<)iocri . Ne fece due 
di grandezza naturale; , ed a sedere , uno cioè per la 
casa Rezzonico in Venezia f ed uno per quella di 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i8i )( 
Rema > e questo fa giudicato, degno delia più bella 
e ricca cornice d'argento dorato, che siasi forse mai 
fatta, perchè» dtre ali* essere somigliantissii](ie , è nn 
capo d' <^ra di pittura , e di colorito . 

Il Card. Alessandro Albani determinossi allora 
ii commettergli la pittura della volta nella sua bellis- 
sima -villa di porta Salara, in cui non si dava luogo 
che a cose eccellentissime . Vi avrebbe messa mano 
sud^'to 9 ma la Regina di Napoli $ avendo saputo dal 
Re Augusto suo padre €[ua)rilo valente fosse il Mengs, 
e quai bei ritratti avea iatti per la real casa di Sas- 
sonia y impcj^ò il Monarca suo sposo a commettergli 
un quadro grande per la cappella di Caserta, ansi 
gli Cece dare il soggetto della presentazione di Ida* 
ria al tempio . Faceasi la Regina unir nobile vanita , 
che nella più bella residenza del monda vi fosse un 
quadro d* un suddito , • o piuttosto d' un allievo del 
Re suo padre . £ incredibile 1* amore , che quella 
real sovrana mantenne sino all' immatura sua morte 
per r augusta casa-, #ve nacque , e per tutt<f ciò che 
veniva dalla sua bella patena . Penetra il Mengs la 
segreta intenzione della Regina , e s( accinse con 
incredibil calore 4i farle onore , lo che ritardò la 
fine dell' n^ra più di quello , che le LL. MM. cre« 
devano . GU uomini granAi sono per Io più lenti 
nelle loro opere , ma non si lusingassero poi per ciò 
tutt' i lenti d' essere grandi . Il Mengs volle portare 
in persona il quadro alla Regina, ma giunse pochi 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i8a )( 
gionu prima ^ che dUa col Re partiase iJU vojka.di 
Spagna, ove andavano ad occupare quel Irono che 
avevano ereditato . Quanto piaced9era ai Re il qua- 
dro y e li dipintore ti congetturi dall' averlo dichia- 
rato allora S. M. suo Pittore , e dall' avergH la Re- 
gina rimpr'overata con somma clemenza la tai^dane», 
perchè, come ^ disae , avrebbe desiderato sviare 
dalla sua mano il ritratto . Lo JattU JiKt% a Ma-- 
drid, disse il Re aH' augusta console, p$r^hè M^ngs 
non tenderà a seguitarci» 

Intanto eh' egU restò in Napoli, 'fece il ritratto 
del nuovo Re, e di alcime Dame di corte, e tutte 
furono contentissime , cosa assai rara . Molti più ne 
avreU>e fatti , se la volta delb galleria nella, v^ 
AUnini in Roma, che aveva prpmessa al Card. Ales- 
sandro , non r avesse ijdiiamato a' Roma. Venne, 
, la fece, e vi rappresentò il monte Parnaso con Apcdlo 
in compagnia delle Muse , ed il lavoro jnèrilò 1* ap- 
provazione di iutta <[ue8ta dilEcilisskna capitale. La 
più belli dì quelle Muse è ceRbre per essere il ri- 
trito d' una Dama romana .più bella di Melpome- 
ne^, o di Calliope, ed è uno de^ soli^ capricci dei 
pittori . Anohe nel quadro di -Caserta egli avea di- 
pinto se stessi», e la moglie . % 

Lung0^ sarebbe il noverare <fà tutti ^ akri 
quadri d^ Mengs spinti tn questo spazio di ten^ 
da noi ]^rcof so . Vedasi non ostante la nòta d^Ie 
opei;e del nostro Mengs che porrmaam nel fine di qu*- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i83 K 
'^o libretto • Diremo bene ^ qhe di ' giorno in j^orno 
^ da Francia 9 che dallVInghilterra gli venivano grandi* 
ordinazioni y le quaH oltre a molta gloria gli assicu- 
ravano on lucro considerabile , benché questo sia stato 
mai sèmpre V ultimo de' «loi pensieri . Tutte jperò 
rimasero sospese «on dispiacere universale , perchè 
giunlf prosperamente ih Madrid i nuovi Sovroai chia- 
marono sòUeipitamente colà il Mengs coli' annua pen- 
done di scudi Godo 9 ed altri comodi ed onori» Noi 
aiugfbhmo altrettanto ai moderni professori di. pittura 
nostri ionici , ma per ottenerlo non basta essere per- 
suasi di meritarlo . • ^ 

Con augurj si fkuSti partì da Roma in compa- 
gnia' dell' amata sua consorte, e de' suoi ban^ini 
aUa volt» di Madrid nell' agosto del 1761 il nostro 
Anton4iaffaele ) ma lasciò in Gampido^io, e nel 
Vaticano il cuore • Lo ^gi^tarono varie sue opere 
Cominciate y e fra le ahre il gran quadro per Dresda y 
pel quale , malgrado k guerra , aveva continue sellici- 
^oni da Augusto III. I disastri non rai&eddarono 
mai nel magnanimo cuore di quel buon sovrano l'a- 
more delle beli' ^rti . Se Mengs non ritrovò nella 
Spagna la Biegina sua protettiice , che immatura- 
mente poco dopo d* esservi ^unia era morta ^ vi tro- 
vò l'augusto Monarca Carlo JIL suo Consòrte, che 
-con impaziente clemenza lo aspettava . Erede della 
genero^tà spagnuola, « deHa magnificenza Borbonica 
aveva portalo Qe' sturi nuovi regni quelle decisa e 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i84 )( 
valida [Proiezione per le«bell' arti sorelle , e per le 
'lettere y. che avea fatto vedere colle più grandiose 
fabbriche del nostro secolo da lui innalzate a Napo- 
li 9 e colle eruditissime ricerche , e stampe da lui co- 
mandate sopra le antichità à* Ercolano -. 

DetetmìnÀ S. M. Cattolica «di mettefe in mag- 
gior moto r Accademia di pittura ,' Scultura , ed 
Ardìitettura di Madrid ^ ^cchè in qaé. regno ve 
n' è sempre slata una, ma per la condizione delle 
umane cose , simili adunanze non possono rìmtnere 
costantemente nel medésimo e florido ascendente . 
Quel rlgno, in cui si sono formati i Velasquez,'i 
Murillos, e tainf altri illustri artefici, non può aver 
mancato di studj metòdici in un' arte , che forse più 
d* ogni altra li richiede improbi, e dìligKntis«mi . 
11 Re, avendo alla sua nuova corte un artroce, in 
cui aveva tanta fiducia^ gli domandò come fare per- 
chè rinascessero nella Spagna i gran pittori d'uHa 
volta • Stese iU Mengs in carta le' sue idee , e 
chi le lia vedute ci assicura essere dleno de^e 
del Monarca, e dell'estensore. Fra le altre oose 
fondamentali mostrava la necessità^ .che ha un pit- 
tore di studiare V anatomia del corpo umano , esten- 
do impossibile il mostrare giustezza e verità neàe 
umane figure massime spoglisAe , se non si cono- 
scono le forme de* muscoli, gli ufficj, ed altera- 
zioni loro , e ie ossa , alle quali s' appoggiano^ £' 
questa una quistione fuor dr qu^tlon^, ma che 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i85 )( 
maiggiormente tare|)bQ terminata te potessimo par- 
lare con ^e* valorosi scultori greci, che disegna- 
rono il Gladiatore di. Borghese , quello moriente^ in 
Can^ido^o, l'Ercole. Farnese ,!t e tanti altri capi 
d' opera dell' antichità , senza* parlare di Michels^ 
gnolp 9 di Kaf£aele , dei Carracci ec. Essi ci <£reb- 
,bero quanti studj hanno fatto sopra i morti prima 
.di farci vedere 4e animate loro operazioni clie 
tanto ammiriamo . Chi non sa la natura, non può 
mostridrla ad altri. ^ 

S. M. che ne fu persuasa , lasciò , che s^met- 
«tesse in esecuzione il nuovo piano di Men^ , e 
fu scelto un valente Chìi*urgo nazionale , che co- 
minciasse a dar lezioni d' aniAomia ai giovani dise- 
gnatori . l vecchi pittori, che non avevano mai 
ùiid simili studj , si crédettero offesi , e aitavano 
loro medesimi per prova evidentissima della inutilità 
di tali nuove lezioni . 11 bello è , che Mengs citava 
a|^>unto le pitture di questi artefici per mostrare la 
prwsa necessità dell* anatomia, e qui gli. animi si 
rìs^|Idarono straordinariamente'. U Chirurgo anche 
egli sbagliò nei principi , perchè in vece <lì dare le- 
zioni della osseologia , e della miologia più estema , 
che sono le sole parti necessarie per un piloro, 
volle fare lezioni scientifiche anche neir anatomia 
intema , pretendendo di farsi onore . I giovani sco- 
lari coi^ndarono a sbadigliare , ma piò. di loro s'an- 
rìojò di tanto , benché dotto cicaleccio , il Meng9 • 



Digitized by LjOOQ IC 



K i«6 K 
Ecco i. vecchi pktqri , i giovaiy téolarìy il Clnrur- 
gQ ed il Moigs tutti riscaldati , e < chi ù se bra lo- 
ro ** intenebrano . La nazione , e la letteratura pre- 
«e parte alla disputa, e qui crebbe la confusione • 
Ognuno può ben credere che le cose andarom> avan- 
tiy ma il peggi* fu die nàcquero scritture , le qua- 
Ji finirono contro del nostro Mengs , che giovane 
^loy • tedesco y si vedeva aver * sulle braccia tuai 
i vecchi lurtefici, quasi tutt' i dilettanti ddla Spa* 
gna. Il Re |ion vi prese gran parte, ma non di- 
minai punto in lui la stima che aveva per Anton 
IVaAele . Ih tanto fervore gli comandò di dqpinP 
gore a fresco tutte le volte delle sue» reali came- 
re ^ ed ecco il linguaggio f con cui dovrebbero de- 
cidere dispute simili i Monarchi . U Mengs vokò 
le spalle all'Accademia, e <qui sia lecito a noi pu^ 
re il troncare questo racconto , il quale non mo- 
strerebbe più, che un riscaldamento di fantasie bol- 
lenti, e di strani deiirj . Non niancò però il Mengs 
di 'averne qualche aiftisione, perchè sentiva qqpnta^ 
ragione egli avesse, e non si sfogò, che radjop^ 
piando la diligenza e fatica nel nuovo lavoro. Fu 
esso tanto gradito dal Re, che gli fece un regalo 
straqfrdinario , con cui lo ticcunpensò largamente dei 
'Cuocenti dispiaceri sofferti, e ciò non avrà fatto, 
àie accrescere la Ucita e pdlida invìdia . 

Nel 1764* morì Ismaele in Dresda, Jasdando 
nome di valentissóao pittore , nome che dura an- 



' DigitizedbyLjOOQlC 



K 187 )( 
cotk miMBsimt nella £|bbrìca deUe Pùtcéhntf per 
U qmle avera inventato vari colorì «nahatì, ohe 
fanno oggtA ancora una delle bellease di quella bt- 
, mesa manifattura . Ismaele fu eeinpre grande ama- 
tore dell'Alchimia, e ai può dire che trovasse Par- 
te <^ £ftr Toro, perchAft ritrovò cose utilttsime per 
Tarte: sua* Pretese la siui eredità^ per ragione di 
non so quali prestiti a lui £atti in vita, madima 
Catterina Mengs vedova, ad eselusione de- figUuoli^ 
e qfà nacquero liti di famiglia. Andò sino*in Ispa- 
gna la coraggiosa matrìgna ad attaccare il ii^ià- 
atro, ma a forza di . beneficanze , ansi di liberalità, 
«gli cafanoUa, e se ne liberò, facendola rìpartke con- 
tenta . Tanta era la generosità di Anton Raffaele , 
che nessuna cosa , per quanto ardua fosse , lo ind>a- 
raazava, qtiando potea essa rimediarsi con danaro; 
ciò n<mos\|nte non mancò ^ sentire qualche ama* 
rezsa in tanta sorpresa. Conforme al solito però 
egli 6i consolò a forza di lavorare jnù ostinat^Anen^ 
te che mai , disegnando e dipingendo giorno e not- 
te ; Egh*" diceva che questo «ok> lo distraeva dai 

.... * * 

pensieri nojosi. 

Noi lasceremo la descrizione delle beli' opere 
dà Anton RaffiMle fatte per la qorte a chi Im 
avuto piacere di vederle^ Direino sqIo , che V è la 
voiu d^nna gran sala col consesso degli Dei del pa* 
gaat^QO, die ci ikne assicurata essere cosa pro- 
digiosa, ed è ben facile il credgrloy perchè è ar- 



Digitized by LjOOQ IC 



X i88 )( 
gome|ftjO%notab conforme a quella rìdente vanessa 9 
che costituisce prìncìpakQeiite ii carattere del suo 
pennello . Fece il ritealto del Re» nel quale poca 
felicemente tanti akrì pitton avevano lavcurato^ quelli 
del Prtnctpe e Principessa delle Asome , e degli al- 
tri Iniamd . Dovette pure «dipingere F Infaùta <le*- 
stin^ta al Granduca di Toscana .^ il fr&tello del' Re , 
e la bambina «Carlotta pronipote di S. M. Da tanti 
kvòrì nacquero altre -eccellenti cose , e fra queste 
un' immacolata Gmceeione , argomento di gran ^livo* 
eione per quella corte , un riposo ' d' Egitto , ' ed ui| 
s. Antonio y piccoli qoa^ che sieguono; sempre il 
Re > o vada e^ in Aranquez , o a s. Idelfonsa , • 
al Pardo , o all' Escuriide . 

• Soddisfatto eh' egli ebbe ai primi desiderj itel 
Monarca, rimise mano al gran quadro per Dresda, 
e Celicemente lo com{^ • Lo videro e lo^ammiraro- 
no per forza sino gli stessi suor »nuU , giacche fu 
^espMto alla pubblica vista per varie settimane in un 
salone del real palauo di Madrid , e^ dappoi fu spe- 
dito alla mia destma^ione in Sassonia , ma troppo 
tardi , perchè V ottimo Re Augusto era già morto . 
Nel mentile che il nostra artefice stava per da- 
re r ultima mano alle volte dei reali appartamenti, 
cadde gravemente ammalato. , e gli si gonfiarono le 
^mbe . Attribuirono <piest' incomodo i mAici non 
tanto allo star molto in piedi nel lavorare j quante 
aU' umidita, ed a§)^ aliti della calce , su cui dipingeva 



Digitized by LjOOQ IC 



X i89 )( 
i freschi . Fu incolpalo' anche il clìnfa di Madrid 
. troppo freddo' nefl' inverno , perchè le case , come 
lo sono tuttavìa da noi , erano a quel tentpo colà 
poco custodite . I prófessoi*i incaricati di mectjcarlo , 
temendo for^ che gli morisse nelle loro mani, co- 
sunciàròno , secondo il solilo , a consigliargli il mu- 
tar aria > ed egU- scelse quella di Roma , che qdiasi 
considerava come nativa . Accordò benignamente 3 
Monarca ^questa necessaria partenza , col patto però , 
cha rlto^àsse a finire i lavori incammkiati; anzi non 
volle die si levassero i palchi dalle volte, ov'egli di- 
pingeva, aiO^è il Mengs vedesse 4he era aspettato. 
Parti colla famiglia , ed accompagnato dalle liberalità 
e dal dispiacere de^ Monarca venne a piccole gior- 
nate a Barcellona . Dovendo iW fendoatsi per aspet- 
tare sicuro imbarcp per T Italia, oc«upossi , malgrado 
i suoi incomodi , a dipingere, giacché questo era or- 
mai r unico sollievo nelle sue malinconie . Da Bar- 
cellona passò a Monaco di Provenza , ove bisognò 
prender terra perchè 1' enfiore delle gambe era asce- 
so fino al basso ventre, «e minacciava prossima idro- 
pisia . Con infinita amorevolezza di^degli ricettori 
Principe Grimaldi Sigilore di quello Stato, non igno- 
rando il raro merito di tanto ospite, ed ordinò al 
suo medico d* averne la più gran cura . Più fortu-* 
nati &rono i tentativi di questo nuovo £8CuIapio , 
perchè a poco a poco T enfiore diminuissi, e 1' ama 
d' Italia comii^ciò a produr buoni eftetti • Per rico-* 



Digitized by LjOOQ IC 



)( igo H 

notcensa dellt cordiale bontà di quel Principe il no- 
stro artefice gli fece il ritratto , che aento esaere ria-' 
actto coaa aingolariasiaia > e de|^ del Mengt . 

Lieto ) e quasi guarito pard da Monaco pimio 
d' obbligaeiom verso quella corte , e inÉiò la prora 
alla volta di Genova, ove giunse alla fine di marco 
del 1769. La bellessa di quella capitale, la corte-" 
da de' suoi patria , e molti^iitti bei quadri de' pit- 
tori genovesi più valorosi di quella, che comune- 
mente si crede , i, bei pabxzi disegnati dal Rubens ,- 
e finalmente la scuòla di Haffiiele colà in gran parte 
porU^ta da Pierino del Vaga, lo rallegrarono a segno, 
che dmenticossi quasi d' essere stato ammalato • 
Nessun pittore ha m» amata la |ua professione pidr 
del Mengs . L' Accademia dì Pittura di Genova u 
consolò nel vederlo , e lo pregò a permettere che 
fosse in lei ascritto il suo nome . Questo è il mag^ 
gipr cèremoniale , che tali corpi possano fare ai loro 
stranieri confratelli , ma questa volta V onore era ben 
vicendevole . Il «ig. Giambattista Camhìaso gli fece 
fare il ritratto della signora «Tomasina sua coiisorte ^ 
che come 1' originale incantò quanti lo videro , e lo 
vide tutta Genova. Molti altri lavori avrebbe fatti, se 
nn ordine del Re Cattoh'co non T avesse obbligato a 
partire in fretta . Volea S. M. essere regobMiente 
avvertita dello stato di salute del suo viaggiatore, e 
s^pe con sommo piacere quanto era migliorato ia 
Monaco , e che era passato a Genova . Gli fece adun* 

\ 



Digitized by LjOOQ IC 



)( '91 )( 
.que ordinare^ che passasse ancora per Fif ernie affi- 
ne di dipingere tutta quella reale crescente famiglia, 
di cui S.< M. n^n conoscea . di faccia che P Augusta 
madre ^. e ^ua figliuola. Era il Re ben sicuro , che 
dalla yita in poi il vederne i ritratti cKpinli da Mengs*^ 
era lo stesso , che vedere i suoi ^rompotini> in per- 
sona . Par^. da Genova il Mengs , e fu ricevuto d» 
que* Sovrani ^on quella cordiide degnazione, eh» 
non accordasi se ilon alla vera virtù . Dipinse il Gran*' 
duca» e la reale sua Sposa, e dipinse i quattro Prin- 
' cipi figliuoli , che erano nati fino a quel tempo òa 
^ felice e fecondo imeneo . Furono mandate tutte 
queste pjfture a Madrid, ed il Re, all'oso > di tutti 
gli avoli, s' inteneii vedendo quasi scherzanti d' intor^* 
no . a lui qu(' pronipoti , eh' egli non conoscea . I fi- 
gliuoli per i Sovrani sono il più ònportante di tutt'f 
tesori.. Fece ancora in. mezza figura il ritrattò di Mi- 
lord Cuper nobilÌMÌmo Signore Inglese , che quatt 
da trent' anni soggiorna nella bella Firenze coir in- 
tenzione però sempre di partirne per restituirsi a 
Londra il mese che viene • Questi furono i soli ri-> 
tratti che jEacesse in Toscana , abbenchè tutt" i Fiorep 
tjni gli ammirassero, e ponosoessero il valore del"- 
r artefice . . 

. Subito che P Aceademia di s. Luca di Roma' 

* seppe che il nostfo An^on Raffaele «ra ritornato in 

Italia 9 con faisolito esempio lo dichiarò suo Principe 

in quell' a^mo . Tal onore* non era mai stato confe-o 



Digitized by LjOOQ IC 



)( iga )( 

nto a yenuìo assente , se eccettuasi il solo celebre . 
Carlo le Brun primo pittore àel Re di Francia Lui-* 
gì XIV. Sappiami dalla storia pittorica e arcana di 
que' giorni , che quell' elezione non fu fatta a pieni 
voti f ma unanime fu questa del nostro JUi/engs .* An- 
che r Accademia dT Firenze lo volle per suo socio y 
ed e^^per mostrare quanto ne^ fosse degno ^ andava 
la sera a disegnare il nudo cogli scolari , lo che do- 
vette certamente umiliare que'*professori che , come* 
in tante altre città ^ s'immaginano essere questa un* 
oceupazbne riserbata soltanfo agli* studiosi. In som- 
ma il viaggio da Madrid in Italia del nostro Mengs 
fu piuttosto^ un trionfo per lui in ogni generf ; e pa-- 
rea che egli medesimo non bastasse a tanti onori . 

Giunse a Roma nel febbrajò del 1771, ed oh 
quanti amplessi dati e ricevuti dagli amici, che con"* 
impazienza lo aspettavano ! Si consolarono tutti ve- 
dendolo sanQ ed allegro , quando T avevano quasi 
pianto per morto al romore sparso per V Itaha ideila 
sua idropisìa in Monaco di Provenza. Appena giunto 
trovò , che aspettavalo una generosissima commissio- 
ne dall*. In^iterra per un gran quadro da altare in 
tavola d* un noli me tangere da mettersi in una Chiesa 
d' Oxford . Non vi hanno voluto meno di due secoK 
interi alla jpensante Inghilterra per capire , che non 
è idolatria T avere pitture jacre nelle Chiese . Lo * 
compì con somma bravura y ed in vero* a noi y che 
l'abbiamo considerato ^ pafb di poter dire, che quasi 

nulla 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 193 )( 
nuUa ceda, alfcr «tesso argomento trattato dal Barocci 
per la casa Boilvisi in Lucca , « cke è uiio de* più 
bei quadri di quel grand* Urbinate . G>rse tutta Ro- 
ma ad ammirarlo in una sala di villa Medici, ove 
avevalo lavoraio . 

Appena *lo ebbe compito che gli venne dalla 
sua corte di Spagna V ordine di fare pel Re una na- 
scita del Bambino Gesù, con varie figure^ e questa 
pure riuscì cosa maravi^iosa a segno ^ che tutti dis- 
pero eitremamente cresciuto in «valore nel soggiorno 
di Spagna il Mengs . Cqme nella notte del G>reg~ 
gio, parte anche in questa la luce òdi celeste Bam- 
bino , che iUtunina come un sole il quadro ', ma ne 
parte altresì un' abra da una fiaccola portata^ di un 
paatòre , e questi due differenti splendori producono 
un beIlisdii|o contrasto . Le Elettrice vedova di Sas- 
sonia 9 ohe allora trovatasi in Roma , e che è dilet- 
tantissbfiia di {Mttura , aite , in cui ella stessa egregia- 
mente lavora , 1* Elettrice,' dico, volle vederlo , perchè 
amaii^ e stimava dalla sua prima adolescenza il no- 
stro Mengs, ed avario veduto crescere in Presda 
alla sua cort^ e sotto i sodi occhi t Ne fu tanto in- 
cantata , che ron parlò d* alti'o per vari giorni , e 
giacché non potèa avere questo medesimo quadro , 
che era c^vRe di Sps^a suo cognato y impegnò 
.^on Raffaele a fargUene uiia reptiq^i , che egli fie- 
tamente le promise subilo che avesse* un poco di 
||yapo in libertà . Noi siamo testimoni , che 1* arté- 

i3 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 194 )( 
lice non fu punto indifferente al sensato giudizio dì 
(Questa augusta conoacìtrice • * 

^ Roma vide partire con v^ro, dolore questi dua 
gran quadri senza sperare di mai pò. rivederli • Chi 
più ^* ogni aUrf ne senti la perdita fu Clemente XI V*^ 
che sino da Cardinale aveva coxliiaciatcf ad onorare 
il valore ^1 Mengs . Non era , a dir vefo , questo 
Principe gran giudice delle belle arti , perchè . nel 
suo chiostro era stato sempre assorto negli studi ^ 
Teologi e nelle co^ monasdcbe, ma, dòp<^ d' e^ 
Sfere, ascesa al trono , avea creduto suo dovere il d^ 
cluararseBe amatore e protettole. Molto contribuirò» 
no pure* a si Zelici cangiamento i sitggerimei^ , che 
anche ]fì qi^esto generp di cose andava poigendo al 
Papa Monsig. Giann^Ai^to Arascbi Tesorìeie , die 
ì\ felice destino di Rom^ sino da allora tacitamene- 
tp preparava all' abbelUmenèo di tanta capitale , ed 
alla felicità della .Chiesa . «Gli suggerì adunque 
che negli antichi appartamenti Ì Innocenzo Vili. 
al Vaticano ,, i quali , per t$$tte lontani dall' ot 
ditrno abitato / erano da lungo tempo . inutili , ai 
facesse un degno ripetto per quelle insigni statue y 
«he sparse per h cktà il Papa andava a graii presso 
raccogliendo. Malvolentieri Monsig. Braschi vedeva 
starM eosì s6^ da due secoli in qua V Apollo ^ il Laor 
ci^nte , r Antyioo y e gU altri bei capi d' opera del- 
r antichità , ^làìe rendono celebre per tutto il mondo 
il conile cti Belvedere ivi contìguo * Meditava gfà 



Digitized by VjOOQIC 



)( ^i K 
fiao da iUora , cke venissero a tenjNr loro ben de* 
gna compagnia il bel Meleagro di Pigbini , il Pari- 
de di Altentps, il Giove di Verospi, la gran (fa- 
none di Barbarini , e tant' altri capi d' opera , che 
egli avea adocchiati per Roa^a. La grandiosa idea 
fu approvata , e ad un sol cenno del Separano i' in«- 
nalaalfono in Belvedere porticati beUlssimi sostenuti 
da caionhe antiche di granilo , e nel mezzo del cor- 
tile ai collocò la più gran tassa A porfido y che forse 
Aìifi mai a/uta 1* aatiea Roma , e che ora serve a 
ricevere on considerabile corpo dP acqua che* k sor- 
ge nel tnetEO • Non j^astò questo al generoso Edile 
di demente XIV»,^. die gli sugj^ d'imitare il ao^ 
glorioso p re d e ocss o re Papa Ressonico , il tpde al- 
l' estremo del lufti^ìissinio braccio destro della Bi- 
bliotèca Vatìcsm avea fatta f;i^d»ricare uìmi ornatiisr- 
ma camera , b^ cui ripctse quanto hanno rabcolto di 
più prezioso i passati Pontefici m genere d»^ bnmd 
aiUichi ) éà .finissimi znusaici , di geminie^mcise , e di 
antiche medaglie d' oro . Suggerì dunque Monsignor 
Braschi) che all' estremo 'del braccio sinistro deHa 
stessa BiUfdteca si focésse un' altra camera somigliante 
per collocarvi gì» antichi Papiri scritti ^ che non ab- 
bastanza decorosamente custoditi si celavano prima 
nella BMobeca . Col parare e: disegno dbl Mengs 
£u quasi che compita' l' opera , the riesci della mag- 
giora ricchezza e gusto che siasi Corse veduto dai 
pìA bei tempi dell' antica Róma . Sia detto per inr 



Digitized by LjOOQ IC 



)( 196 )( 

fornuuBtone di qoe* leggitori eeterì , 1 <jutli non kaa* 
no vedute le ricchezze del Vaticano , che il pavi- 
mento di lei è di marmi duri ,- con grandi stelle èi 
bronzo mtarsiate ^ lo zoccolo è' tutto di porfido rosso 
e massi^ìo, gli angoli èono pflastri di granito sca- 
nalati » le pareti sono coperte di^ cristalli incomiciatl. 
in metallo dorato, sotto ai quali à -vedono d* ogni 
intomo tesi i Papiri antichi manoscritti , e le finestre 
sono ii crtstaMi- andi' essi , ma incassati in gran te- 
lari di metallo parimenti dorato . Gli ornamenti di 

* nuffmo' delle eeoetie porte aono it egvile accompa- 
gnamento . La volta , peir consigtìo am^he di Mon- 
s^ttor Archinto allora Maggiordomo ^ fu destinata ai 
pennello di Meogs, che si credette il solo degno dì 
abbellire un si bel recipiente da lui ideato , e fu in- 
caricato dal Papa Monsig« Ràainiddi Uditore della 
Sacra Rota, grand' imiico delfe beU' arti e dell' arte- 
fice f affinchè scoprisse se Mengs avrebbe accettato 
anche questt altro gdosisskno impegno . La sua elo- 
Vpi^nza non meno , che il suo zelo per la gloria della 
bella Roma, determinarono Anton Ra£Eaele in podii 

-istanti, ed allora il Papa, Monsignor Archinto , e 
Monsignor Braschi- lieti decisero, che la camera dei 
Papiri del Vaticano non avr^be' P ègualp. al mondo. 
Fu data ia scelta al Mengs del soggetto analogo ài 
luogo, giacché egU non era meno erudita, che pit- 
tore. Chi l*ba ve^ta, potrà dire quanto essala su- 
pcriore ad ógm descrizione . Intanto chi non la co- 



Digitized by VjOOQ IC _ 



)( 197 )(• 
nd^e sappia ) che ideila volta v*.^ la più ^ntile fi- 
gura eie 3Ìa inai stata dipinta d'una donna rappre- 
sentante la Storia , la quale scrive.sul dorso del Tem- , 
pò umiliato a' suoi piedi* , ed v$. quél mentre essa 
guarxfii maestosàmeme un bifronte Giano , che le sta 
in facda, il-.quale , come quegli ch^ vede il passar 
to , ed il presente^ le detta eiò che ella dee scrive- 
re . y* è daU' altro Iato im belti$sijsto Genio quasi 
emtodè dei Papiri ^ e di altri volumi àianoscritli , edt 
in aria una leggerissmia volante "Fama, che 'indicane 
do il Museo dementino , che vecksi in lontananza , 
annunzia colla tromba k bdlezza del luogo y e "deUa 
gran Biblioteca ^ da dove essa parte . Sopirà le due fi- 
nestre y che sono V una in faccia dell' altra , vi sono 
graziosissimi puttinT y ì spiali scherzano con grandi 
uccelli palustri indicanti gli stagni , ne' quali cresce la 
pianta del papfro . Uno^degli uccelli è l' Ibi abitante 
nelle paludi d'EgittQ, e 1* akro è rOnocrotalo, che 
vive in quelle di Ravenna , giacché in questi due 
luoghi cresce principalmente questa pianta, a cui so- 
no tanto debitrici le lettere. Idea più gentile o più 
erudita ilbn potea collocarsi in simil luogo ^ come 
non è possibile il colorirla megUo . Sopra le due gran 
porte, che sono anch' esse l'/una in faccia dell' al- 
tra , v* è in una la figiu'a intera di Mosè sedente , 
che 'è il primo scrittore d'istoria, e nell'atra quella 
di S. Pietro, custode dei libri del nuovo Testamen- 
to , su cui è «fondata la 41omana cattoL'ca Chiesa . 



Digitized by LjOOQ IC 



)( «9» )( 
Questa volta è Mparata dalle^pareti eoiifuna gf^ii 
fatfcm, su cui ^ra un «leandro dr metallo dorato, 
giacchi il Pittore jnon vi volle cornici , le quali egli 
sapea, che in luo^non sqiggetto alla pioggia so- 
no seiiq[>re cosa inutile ed offendente T architettont- 
'ca filosofia . Gli omamenli , ed alcune bdle caria- 
tidi egizie poste negli an|^9 ébn9 disino anch' esse 
del Mengs » ma eseguiti did febeissimo pennello di 
Cristofàno Unterbeig sud* allievo • L' unica obl^ezio* 
ne f che a questa camera può ùniy è Ae essa è 
tanto sorprendente , che chi la vede ne resta as- 
sorto, e non bada psili ai Papiri che ne dovr^be- 
ro essere l'oggetto principale. Nel tempo, cheti 
nostro artefice qid dipingeva , ebbe la gloria di ven- 
dersi più d^una voka sorpreso da Clemente XIV., 
che dilettava^ jnokissimo nel ve^r crescere cosi 
belle cose sotto i suoi occhi , benché si' sarebbe 
molto addolorato , ae avesse preveduto quanto an- 
che da .q^el lavoro andava, a patire la preziosa sa- 
lute dell' artefice . Il dipingere a fresco che egli 
amava moltissimo , gli fu mai sempre sommamente 
pregiudicevole . Qui sarebbe da accennare il gran 
Museo dementino , ed il Lapic^arìo» de' quali la ca- 
mera de' I^pirr )ion è finalmente che una piccola 
appendice ; ma oltre che essi non sono completi 
ancora , n«n ha avuto in loro parte alcuna il Mengs , 
come sarebbe stato desiderabile. 

Tanta era^ la fiducia ', che nell' ingegno mitlti- 



Digitized by LjOOQ IC 



K ^«99 X • 
forme del Mengi avea riposta. Qemeate XlV. | che, 

, dovendosi coniare secondo il solftonelll entrante an« 

no quarto del suo Pontificato una mcdagb'a , volle , 

^ cke egli solo ne Eaeesse il j^segno , F emblema e 

r iscrizione. La testa del Papa nel dritto, e nel ro- 

nresdo in mezzo a moki arphi di grandioso edificio 

le tre aiM^ sorelle noldmente atteggiate , e col loco 

•Itributi ne furoncf il pensiero . Artibus &£STITUTIS 

tak la sémpMce, ed elegante . iscrizione sul gusto anti- 

co, e cosi fu coniata la medaglia. 

Il Papa fu contnHo di Mengs a tal segno, che 
lo impiegò a fare un quadro da altare per S. Pietro 
in Vaticano , onore , che può chiamarsi il Toson d'o- 
ro per un Pittore . Lo prpmise con *sua gran com- 
piacenza Anton Railaele , tanto piA^ che in cuor suo, * 
senza dirlo , avealo sempre desiderato . 

Nel mentre che asciugavasi questa camera noii 
ben anche però cpmpita, volle Anton Raffaele fare 
un' apjisdizione a Napoli per dlpingei^ il ritratto • 
^la Regina , e portarlo al Monarca Spagnuolo , il 
quale, non conoscendola ancora, desiderava vederla. 
V andò nel 1773 benché mal concio di salute, e 
non solo dipinse quella beila Sovrana, ma nuova- 
jmente ancora il Re , il quale, dopo la partenza del 
real Padre , era passato dalla pueVizìa alla gioventù , 
ed 9vea f^to fisonomia tutta nuova . Ritornò con que- 
ste beir opere a Roma Anton Raffiiele , e dati gh' 
iritimi ritocchi alla camera de* Papiri j dipinse il Car- 



Digitized by LjOOQ IC 



• )( aoo )( 
dtiiale d« Zebda, il Cavaliere di Azzara Ministro di 
Spaglia , e suo intmo amico y il Barone di Edel* 
shéim ^batii^mo Cavalier Tedesco, e finsdmente 
dipinse* se stesso pél Gmte Lattanzio de Firmian fratel- 
lo del G)nte Carilo Ministro Pienipot^Azisurio presso 

* il Governo Centrale d^ Lombardia Austriaca, cke 
lo desiderava . liasciata finamente Boma^^carie* £ 
onorì, e di regali dal Papa e da \noU' altri, passò 
còlla famiglia a Firenze. Ivi sd^omò vafj mm, La^ 
vorando e studiando sulle belle cose , che vi si con- 
servano . Colà pqre dipinse nuovamente sestesso per 
essere nella celebre Galleria dei ritratti dei Pittori , 
giacché il reale Granduca lo desiderava , credendo , 
che senza ì\ ^ritratto d^ Mengs fosse incompleU 

* quella rara raccolta . 

Fu in Firenze , ed in tempo che lo avevano as^ 
salito nojosisssime febbri terzane , che gli giunse V or- 
dine di non più tardare a restituirsi a Madrid, per- 
» che il Re era impaziente di rivederlo , di ^lirazzàre 
dai palchi i suoi rea^ appartamenti , e veder finite 
le volte incominciata. tUmandò a Roma la famiglia, 
e andò alla meglio e lentamente per la via della Sa- 
voja verso la Francia , ^la Spagna , ma nuovi osta- 
coli quasi lo fermjji^ono anche in Torino . Quella Re- 
gina sorella del Re Cattolico , ed il reale suo Sposo 
volevano farlo lavorare alla lor corte . Bisognò però 
che si contentassero della proméssa , che rit0me<> 
rebbe a cempiacerli quando fossero compiti gì' inco- 



Digitized by LjOOQ IC 



. )( aoi )( 
mincia^ lavori a Madrid . Nob v* è inai alato al 
mondo nn^ Pittore più del Mengs ricercato^ dai ^- 
vrani j e pai^a che non potessero paj^^i senza 
innamorarsene ) e senza dargM commÌMione . 

. Non fu molto fieto il viaggio che il nostro 
Mengs intraprese da Torino a Madrid • Oltre aUo 
sfinimento capponatogli dalle ostinate terzane soffer- 
ta in. Toscana, e in Lombardia 9 gli crudava ¥-ani-* 
ma la memoria ) che senza interrndone accompagna- 
valo , della sua cara £amiglia e deSìà consorte . Il 
più tiranno di tutVi tormentatori ft| mai.senqpre Ti- 
more^ e pak ancora per quelli che partmo , che 
per quelli che restano . Questi co' tuoi timorì viep- 
più lo angustiava a misura , eh* egli andavasi leon / 
stando dall' Italia , avvisandol%, che ogni passo viep- 
più allontanavalo da coloro ^ che e^i tanto amava. 
l malinconici sono molto portati a simili rifle^iòni • 
Avea egli . lasciato alla . moglie un rkchissimo asse- ' 
gno mensuale anche per soddisfare sestesso nel sa- 
perla cosi ben proveduta, ma non basti per con-* 
solarlo . Ih tale stato lo vide giugnere alla corte 
il He Cattolico quando sperava ricuperarlo sano ed • 
allegro. Per confortarlo rkolmoHo di quelle bene- 
ficenze , <^he S. M. per la naturale bontà deV suo 
gran cuore sapea bene essere le più consolanti per 
un Padre tutto tenerezza per la propria famiglia . 
Gli accordò una pensione di 200 scudi per «ia- 
schaduna delle cinque figliuole > e gli promise, che 



Digitized by VjOOQlC 



egli io. arvenure sarebbe il benefico protettóre de* 
aaxù due mascki, ch^ tanto stavano a cuore al lo- 
r# buon padre • Ecco quanto sul^ grand' amico 
di quel. Monarca valea V onore d* ayare nelle ve- 
ne il «uigae di questo suo inanEtpflorabile artefice. 
Intraprese egU adunque per gratitudine eguiiii^nte, 
eke per genb il compiaiento delle #eali .^oaiiiere ; 
na oh Dio { per disgrasia dell' arti queste ancqrt 
erano ^pasi. tutte da dipingersi a f rescd . Plilt dws 
egli dipingeva 9 pia mfervoràvasi , ma più s'indebolii 
va« Le notti 9 le quali avrebbero dovuto r^parai^ 
ed riposo k diume fatiche, gli raddoppiavano la 
debolesEa, perdiè impiegavale a scrivere con egual 
fervore le opere pktoriche che egli meditava di 

* pubblicare. Tre anni fpnsumò in un così micidkle 
conato di spirito e di tarpo , o, per dir meglio que^ 
sti ti^ anni consuonarono lui . S. M. accorgendosi , 

*che il Mengs decadeva a giorno per giorno , volle 
ben contentarsi delle beli' opere y eh' egU lasciava 
ne' suoi Regni, e* determinossi ad accordargli, ansi 
ad ordinargli il soUedjto ritomo in ItaUft per con- 
servarlo . Prima eh' ^li pzftisse, ^ conrerm& il 
glorioso titolo di suo primario Pittore, gli accordò 
3ooo $tixdi di pensione perpetua, e rumiinollo Di- 
rettore de' regi studenti di pttura pensionar} della 
Spagna in lUmia . GÌ' infume solo il più dolce de' 
comandi, che per lui potesse éarf^y cioè di man- 
dare a Madrid que' quadri , de' quali potesse ve* 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ao3 )< . 
tace foglia o bisogno a S. M. per 1* al^lfimehto 
de' suoi reali palazzi, e questo colla geiierosa con* 
dizione ancora, che h eoa sah^ o it suo interéM|e 
nxm ne sarebbero pre^udicati. Grato Anton lU^ 
£»ele a tanta l>énefìcenza tributa a* piedi del Mo*- 
narca quanto nella Spagna egli avea di pia caro, 
cioè le belle ed innuìnerabili forme di gesso da 
lai £atte cavane su tutto ciò , che in materia £ 
scultura greca egli andava incontrando nell' ItàGa ; 
raccolta da lui fatta con . ispesa siiperiore alle foncé 
d' un particolare . Volle in tal modo tentare se sia 
possSùle ad un semplice artefice Pesare utile éà 
un gran Monarca * anche dopo là morte. Sono es- 
ae in tal quantità ,^ che nel trasporto per mare avea- 
no riempito più di 120 cassoni . Non ne pnvA 
totalmente scstesso, né il suo studio d' Italia, per* 
che aveane fatti formare in gran parte i duplicati 
per fs^me uso quando veniva in Roma a dipingere • 

Benché fosse nella s^ maggior forza P inverno, 
partì da Madrid in, compagnia di Don Pietro Van 
Vitelli Architetto Romano, capitano nel redimento 
degV Ingegneri di S. M, Qattolica , e figlhiolo del 
famoso edificatore di Caserta . 

Presero la strada delta Biiscaglia, e traversaro* 
n9 la Francia»* Noi lo rivedemmo qtd gli 11 i^r- 
£0 del 1777 j i»a non ne fummo molto scontenti , 
perché ci giunse assai disfatto , e di lurido colore . 
Ritrovò nel Vaticano PIO VI. padre delle belle 



Digitized by LjOOQ IC 



• )( ^o4 K 
artii il qpale fu molto Leto d'avere nuovamente 
in Roma Anton Raffaele. Qui lo aspettavano di- 
verse commissioni assai luminose del Re di PoIq- 
nia y della Imperadrice di Russia , e di -iltri poteri- 
tati, giacché il suo nonie volava ^briosamente per 
tutte le corti d' Europa . Fino 1* Arcives^vo di Sa- 
^sburgo con offerte non ordinarie desiderava da 
lui un gran quadro da altare cdUa risurreàene del 
Salvatore. Ne fece un bellissimo bozzetto, anzi ne 
commciò la pittusB, che prometteva maravigliosa rìu« 
scita. In quel frattempo giiihse premurosa commis- 
sione anchdidall' Inghilterra per fare sollecitamente 
ui} Andromeda liberata da Perseo in grandezza na- 
turale . Il gran prezzo promessogli mostrava , che 
quel Cavaliere Iif^lese voleva la più bella opera 
che mai fosse uscita dal pennello di j^ton Raffe- 
le. Il soggetto era per lui seducente) quindi, so- 
speso qualunqu' altro lavoro , vi mise mano . con in- 
creabile ardore . Corse gitta Roma a vederla su- 
Uto che fu compila, ed il ^azzo de* Barbarini a 
s. Pietro^ ove. Mengs alloggiava , fu per varie set- 
timane una specie di teatro per la gran folla degli 
^spettatori, che vi accorsero. Benché tutti Tammi- 
*rassero , non mancÀ 11 nostro artefice di sentire stra- 
ni giudizj , come dietro la tavola ne sentirono in si- 
mile congiuntura , e ridendo , gli scolari d' Apelle . 
Conciso tra gli. altri chi scrive lo udì allora con 
vera edacazlonè' più d* una volta rispondere dpke- 



Digitized by LjOOQ IC 



X ^o5 K 
mente a Calimi , che gli facevaiTO domande strane 
ed * insulse' =j La vera virtù compatisce V igno- 
ranza , «e nùn la deride . Vi accorsero Cardina- 
li , Prelati , Principi , Dame , forestieri , Preti , 
Krati, e tatti ne partirono sor|^esi . Il Papa me- 
desimo^ sentendo tanta fama, volle vedére «il qua^: 
dro , e gU fii portato con sommd suo piacere 
in {Ailazzo , -ove lo godette qualche tempo . Al* 
lo straordmario orgasma, in cui si vide allora 
Roma , parevano ritornati i bei giorni di Mjchelagno- 
lo, e ffi Rafiaelè . Parti finalmente per mare aBa 
iroka di Londra l'Andromeda, ma per le presenti 
guerre vAi fortunato Armatqr francese s* impadroì^ 
della nave , e condusse il quadro in non so qual 
porto di Francia , ove aperta la cassa fece V am- 
i^iraztone di^uttì gH fl[)ettatori . Il MengS allorché 
lo rse^pe ne rise, e disse che Andromeda lo me- 
ritava, perchè dóv«va aver imparato da lungo tempo, 
che ella era sfortunata sul mare . Non è stato però 
possibile al suo nuovo britannico Perseo il liberarla 
malgrado gran somma éf oro oHerta al niAico G)r' 
sarò . Per * consolarlo gliene promise il Mengs un* 
^altra, ma il destino tutt* altro disponeà. 

Àveano cominckta nel 1777 albani amatori del- 
r antichità una cava ffa il colle vmiinale , e F e- 
squilliiio nella villa Negroni ,/ quando scopersero il 
pian terreno d' un elegante pahzzino i^ sepolto '. 
Erane le mùrs^ delle essere tutte dipnte con kto- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ao6 )( 
rie, ed emblemi di Venera, d** Amore, d' Ad<me, 
di Bacco, d'Ariajnna, con ornameiid d^'nti anch' es- 
si , ma bissimi , e il tutto sul&cientemei^e con** 
servato . V accorse ^subito Antoi^ Raf&ele , che do- 
po d' essere stato a Napoli amava moltiséimo h 
pitture «ntiche , e ridevaai con ragbne dì coloro , 
i qdhli dicono essere stati certsuskenti grandi scol-^ 
tori gli artefici Greci, ma mediocri -pittori . Affin*' 
che esse non perissero , come al ttuovo appalto 
clell^ aria suol succedere ^ malgrado V umidità dd 
luogo profondo , in c\n stavano., si mise eg|U a di-, 
segnarle attentissimamente . Le pitture, ed i lora 
disegni cobriti furono trovs^t^to grazibsi', ch« 
gF interessati in questa cava anche per consiglio dd 
Mqngs si determinarono a farli incider^ coUa pò»* 
sibile diligenza . Di i3 facciatp che poterono copiar^ 
si , ne sono pubblicale quattro finora , ed hanno' 
riscosso r applauso universale . Il manifesto , che 
diedesi allora al pubblico colla pianta del palazzinoy 
è forse il più dotto che in questo genere sia mar 
uscito alh luce , ed è dettatura di Anton Rafiae-^ 
le r Si trovò pure tra quelle rovine una piccola 
statuetta di Venere in marmo di rara scultura, ma, 
mancante d' un^ gamba . Quantunque IMtengs non 
fosse scultore, egli intraprese a ristorarla per sue 
piacere , e lo fece con^ tal felicità , che dìfficìlisti- 
mo è ora 4 distinguere il lavoro greco dal suo , e 
non si sa ^lale delle dae gambe sh la più bella • 



Digitized by LjOQQ IC 



)( ^1 )( 

Quando un pittore possiede braramente il disegno , 
la scultura è per lui plana e facile assai; così Ra£- 
fs^ , Lodovico ed altri eccellenti Pittori si fecero 
vedere , quando loro piacque , senza fatica scultori . 
\m statuetta forma Ora uno de' p^k beUi ornamenti 
del gabinetto del Cavaliere dì Azzara Mùibtro di 
Spagna 9 ed ognuno può vederla. 

Siami qd permesso ^ giacché V occasione lo 
porta » H proporre su questo antico edifizio mi mìo 
sospetto, senza però pretendere che ci si presti in- 
didMtata M» • A me pa^ , che vi sia gran ragio- 
ne per credere ^^ che fcrase una delizia di Lucilla 
filovie di Luéio NeM y e figlia di MarcaArelio e di 
Faustina « Oltre all' esservisi trovati frammenti dr 
marmi preziosi , che si vede ne .ornavano gli sti- 
piti delle porte , ^ zoccoli , ed i litostrati ora tut-^ 
ti rovinati ^ oltre aU' eleganza della pianta , ed alla 
finìlezza ddle pitture , cQée tutte indicanti un pos^ 
sesaer non comune , v* era in una camera una pit* 
*tura^ che è la copia esattissima del rovescio d' un 
ins^e medaglione di questa Principessa . Neil' uno 
e nell' altra v' è un' ara, su éipi'sta in piedi un amo^ 
riao alaU>, ed a lei vioma una donna stolata , che 
colla destra scuote un arbore , da cui cade cap^of 
ìm 4in amorino quasi che ibsse jun pomo . 'La siti** 
goUrità di <pw8t' emblema nelle medaglie unidamen- 
te dedicato a Lucilla , ed il non avere il medaglione 
Teruna epigrafe | -che lo spieghi y ci fa sospettare es- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ao8 )( 
sere questo un simbolo a lei prc^rio y e noto forse 
allora a tutta Roma , ma ora ignoto a noi total- ' 
mente . Par dunque > che possa sospettarsi avere ap- 
partenuto alla stessa Lucilla anche quel palazzino ^ 
ove esso è dipiMf tal quale • Monsig. Caetani dei 
Duchi di Sermon^a ha qui in Roma quésto raro 
medaglione , ed un altro ■. è nel Museo del Re di 
Francia, che aveva a{^partenuto ali' Abate des Camps , 
ed è inciso dal Vaiilant. Ciò sia qui accennato per 
chi vedesse confrontarb cofla stampa di Mengs , 
che è già pubblicata . Non faccia remora il nqn 
trovasi in questa stampa quella pjccda donnina in- 
inocchiata , e che attinge acqib, la quale si vedft 
vicino, all' esergo del medSiglione . Io tengo per fer- 
mo , che la {Atura in quel luogo fosse logorata » 
ed in fatti Mengs nel suo disegno ha lasciato qua- 
si vota questa parte della stampa . In tutto il re- 
stp essa, ed il medaglione sono simiiissimi^ L'^dt* 
£iio poi non può essere anteriore di molto* a Lu- 
' cilla y p^chè in uno de' zoattoni del muro v* è il 
bollo della fornace col Consolato III. di Servianq, 
lo che corrisponde a]||ràh»o i34 dell* era comune , 
né pare , che possa essere molto posteriore pel buon 
^sm delle pittiu*e , e de^ ornamenti , che non 
tardarono dopo qu^st* epoc^ ad imbarbarirsi . ISii 
sembrerà strano) che questa Principessa avesse tan* 
ta divozione per Venere , e che colle masi Eacesse 
quasi germogliare fino sugli alberi gli axBorì, se 

ci 



Digitized by LjOOQ IC 



K 509 )( 
ci ricordÙHdlO > d]» essa fu^ fig^uola non degènere 
di Faustina la giovane'. Se devesi credere a Meta- 
firaste ebbe Lucilla ^ nella sua prkna giovinezza india- 
volo ptì .corpp , ed ai soli esorcismi di un santo Ve- 
scovo di GerapoU fu ri^rl»ata con gran gioja t^ 
M. Aurelio la gloria di liberarla ^ ma io lascerà 
questo racconto agU Storici £cclesiastici , gia<^è 
nulla ha che fare boli' antico ^palazzino di villa Ne-; 
groni , e nu^to m&ao poi con Mengs » U nostro, è 
il secolo delle congetture , e vada anche questa mia 
coiì tant' altre , che nòh haniao forse nugiior fonda^ 
mento . AlBnchè vedasi quanto delle maniere anticl^e 
erasi reso padrone a forsa di simili o^e^ziom' il 
Mengs y non sar^ inutile il narrar qui di passag- 
^o. , che? due anni fa trovossi fra Je rovine della 
Villa di Bisoni a Tivoli una testa in marmo di 
grandezza naturale, ma rotta dal busta, e miezza 
ricoperta di tartaro . Fu essa portata ^1 quale a 
Roma al Cavallai di Àzzarra , il quale mandolht 
subito y per sentime il suo gii||iiùo , ad Anton Ba&e-* 
le . Appena €M>ela egU guar4ata con quel suo oc- 
chio sicuro : Lavora* baissima , esclamò , lavoro 
dei fiémpi d Alessandro , . ma non . tutt" i professori . 
romaniche vi si trovarom presenti, (urono dello stes- 
se parere . (^al grata sorpresa quando da B a tre 
^omi arrivò da Tivoli V enna , da cui la testa era 
•tata r<^ , e vi si . lesse in belle attere antiche 

AAE3ANAP02 ^lAinnOY MAKEA... 

i4 



% 

Digitized by LjOOQ IC 



K aio )( 
Tale scafecU è <^ ffànà* imfort^nm f fercbè 90no> 
ranastme le teUe antiche d' AkiaandcQ in miUnnO,* 
col nóme , ad io posso dire esser cpiesta la prona 
eh» ho vechilo. La cata dei Pìsoni è divenuta dap- 
poi una nioiera di teste ipreche beUissime* tutte di. 
filosofi e poeU gfecì , de' quaU si vede cte quella 
villa era ornala , e £ li pure k venata la ^ingoiare, 
tesu di Pericle » di cjii f u CJ^Mnicsto al. pubbUco: 
il mio sentimento Tanao passato, t che fa ora uno 
de* più belli ornamenti del Museo dì Pio VI. Così 
doveva esseve la ìràlla di quegli amici d' Oraijo , che 
egli credette dcgd ^elF iadirisao della s«a più dotta 
epistola 9#ioè deUa P<^tica . 

Non cont^nto il Mengs <£ abitare nel palaszo 
Barbarini a s. Pietro , prese ia affitto, anche la villa 
danesi ivi vidna , ed oggidì Cavalieri benché quasi 
abbandonata^ y ed in aria riputata cattiva. Innamor 
rossene pefthè alcune volte y che ivi si tvovano , tot 
Ao spinte dal Lanfranco , e da Annibale . La sua 
poca buona salute originata appunto da.cattive esjsi- 
laaioni , e da aria Éwligna andava peggiorando sea-* 
sa pe(ò impedirlo ne' suoi stud; . I3b|i delle occupa? 
Mni era i' varf pensieri pel gran quadro $ s. 
Pietro, dal quale egli, e ben giustamente, promet- 
teasi madore immortalità, che dagli altri; ed in 
latti il bossetto, che ne fece, era cosa stupenda per 
ogni ragione . Rappresentava Gesù Cristo quando^ in 
presenta di tatti gli altri Appostoli con#gQ« la cu- 



Digitized by LjOOQ IC 



K ^11 )( 
iloSa <kl suo ovile a s. Pietro. Per> eieg«irlo pre- 
se ia affitto uà grande $tip&i«iie ivi Ticino dal Mar. 
chese Accorambom , e vi dispose, tutto per metter 
mano all' opera • Fece ingrandire 1^ Boésiee affine 
d^%avere il lume a modo svo , e vi fece mettere 
gran cristalli cbiàrissimif perchè fai luce venisse di-« 
retta » è pura , # non divaricata y o %nta coipie crei- 
la che passa pei vetri coinuni. Nessun pittore ha 
ttìsà portato si lontano la ckcospezione ^ anzi la 
delicatezza nella sua nobil arte, guanto il nostro 
Mengs . In questi lavori cadde ammalato , e si du- 
bitò della stia vita, tantft più che i diffi^^nti Mer 
dici battezzavano con nomi diversi e tutti greci 2 
suo male% iNon ostante le dispute U natea 1^ sdì- 
levi abbastanza per' ritornare a* suoi diletti lavori, 
ma ne fu nuov^unente impedito dà una mite ter- 
zana che intaccò improvvisamente la sua cat^imo^ 
glie^. La terzana si can^ò ben tostp in febbre 
acuta , die in pocl^j ffòrm con grandbsimo ) dolore 
del rnariU») e di tutta lafami^a li 3 aprile 1778, 
io mezzo a molti e dottissimi consulti', la portò 4. 
sepolcro .. Con tale awenimei^o si spensero per 
sempre i brì giorni , e le fortune di Anton Raffiie- 
le ,. perchè, d^ queste momento non ebbe pia V a- 
■nimo che inquieto, ed affannoso # Ah! ^pial fune- 
sto dono è catello della natura quando ci dà un 
«uore tanto sensibile , quaUera il suo ! 

Non volle, sentire né sollievo , né consolazione 



Digitized by LjOOQ IC 



♦. 



)( aia )( 
veruna il nostra Anton IVa£Eaele in tanta perdita >' 
e gli sarebbe pamto un t(tHo alla defunta, se avesse 
dato luògo al più piccolo conforto . Senza cibo , e 
sensa riposo non ne abbandonò inai il cadavere p«r 
que' due giorni, che stette sopra terra, ed impie^ 
golii a pregar Dio per lei nella camera ov* era . 
fgli stesso volte vestirla , ed irri&re .in tal modo 
xnaggiotinente il suo dolore , quasi che per si cara 
moglie non ne avesse abbastanza . Nulla valsero le 
preghiere dei figliuoli non meno alHRti di luì , nulla 
quelle degli amici accorsi in folla. Non volle mai 
da lei allontanarsi . Pensò»- ^i formarne ed gesso la 
maschera per quindi scolpiriie colle sue mani' un 
busto di Hlàrmo y che per eterno testimonio d' amore 
voleva porle sul sepolcro , ma neppure questa fle- 
bile coHsoiaziorie gli accordò la sorte', perchè in 
tanta 'agitatone di spirito lia maschera gli si gua- 
6lò . Mar^M^rìta Mengs all' età di 4® anni no% an- 
éhe compiti fu sepolta in s. Michele e Magno in 
Borgo sua parrocchia , e fu deposta in una tomba , 
che il maritò qualche tempo prima aveva iatta pre- 
parare per se j e per lei. Non le voltò le spalle 
il dolente vedovo , che quando la lapida sepolcrale 
con funesto rimbombo gliela levò pei^ sempre dagli 
occhi. Nd riferire tanti dolorosi eccessi io ho pre- 
teso render giustizia al suo sehsibiHssimo cuore , 
giacché in tali circostanz<f i soli spiriti di buona tem- 
pera sentono una specie di soUlévo, bevendo l'amaro 



Digitized by LjOOQ IC 



X ai3 )( 
tuilice. del dolpre sino alla feccia*. GiaiicEissima fu la 
sua aiSioione) ma nessuno gli vide gettale neppure 
una lacrima. -Non è il magare dei dolori quello, 
che fi^rmette lo sfogo del pianto , o che cerca sol- 
lievo . 

Ricadde allora ammalato , com' è ben natura- 
le , r indebolito Anton Rai&ele , e per vàrie setti- 
mane a tutt' altro dovette pensare, che a dipinge- 
re . la questo tempo gli furono chieste In matri-^ 
monio due figliuole , una dal celebre si§. Carmona 
Incisore in rame 'in Ispagna, e*pensionario del Re, 
e r altra da persona assai civile , e comoda* di An- 
carano nel territorio d' Asìdoli . Questi avvenimenti , 
die sogliono essere tanto lieti per un padre, lo avreb- 
bero consolato, se né fosse stato capace, ma ^i 
accrebbero la malinconia , perchè gli staccarono dal 
fianco due figliuole a lui troppi^ care . Gli erano 
giunte frattanto le più forti prej^iiere dalla famiglia 
de' Marchesi Rinuccmi di Firenze, perchè volesse 
farle un quadro di Gesù Cristo deposto dalla Croce 
per servire df compagno ad una sacra iajnai^SL , 
che ha di Raffaele d' Urbino. .Ne fece un bellissi- 
xnp disegno .a lapis nero della st^sa grandezza del 
quadro , jl quale prometteva una pittura degna del 
gran paragone, a cui era destinata , e questo può 
vedersi in casa di IV^onsig. Rinuccini in Roìna , il 
quale /le fa il conto che merita.' L'argomento la- 
grjmevole era molto conveniente ali* attuale circo- 



Digitized by LjOOQ IC 



K ai4 X^ 

stanza dell' artefice / ed in fatti il doloi>e ' 'delle fi-* 
gure v' è espresso a maranglia . Sarà sempre vero 
che non puossi esprimere bene il dolore, se non si 
. è addolorato : . • , 

. • . . 5i vis me fiere , dolendum est 

Prìmtm dpsi tibi . 
Allorché volta còminciace a colorirlo gli giun- 
sero le premare del Re di Spa^u^ per aver« un 
giran quadro da adtare célia Nunziata per Ja reii 
cappella d' AranquezV Ad un nome tanto a Im ce*- 
?o y e benefico j lasciato dà pane ogni akro kVot- 
roy lo *mtraprese , benché infermiccio , e con tutta 
la solita sua vivacità. PregoUo Monsig. Don Ono- 
rato Caetani suddetto , uim de* s^ moUissimi estf- 
Énatori ed imiid , idimchè in qualche ritaglio di tem- 
po ^i fecessé almeno in mezza figura il suo ritira^ 
to , onde i futuri^^dvichi di Sermoneta avessero nel 
loro palazzo qualche men^orìa di sì gran maestro. 
La incredibile cortesia di Anton Rai&ele , ,che mai • 
non seppe dire di no y prestosn a tanto gentili , e 
lun^nose istanze , benché in* momenti per lui éosà 
an^sti y ed in breve condusse questa bellissima pit- 
tura quasi a coifpimento; ma troppo. stavagK sul 
cuore 1» Nunziata del Re suo Signore, (l sì cara 
opera abbandonos^ del tutto , tanto più , che la sua 
rovinata salute andavalo tacitamente avvisando , che 
si al&ettasse se voleva finirla. Non potendo che pò* 
co alzarsi dal Ietto , (ìeceÀ poftare nella camera il 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^i5 % 
quadro | ed intomo a lui impiegava tntt' i momeiir 
ti , foiise di giorno , a di notte , ne' quali poteva 
^Isar^i . 

Quantunque non si laaoias»e ormai pKk vedette 
da nessuno estero /perchè tutto imiaerso ancora nel- 
r alHisione della vedovanza , nel lavoro , e nel pen-* 
«are alla sua fine , che egli gii sentiva «non essere 
4ontana , io fui a ritrovarlo per/ un alBare di jon^na 
premuiia . Io che lo vidi in queste lamentevoli cir- 
costanza, sono testimonio dello slento, con cià dir- 
pingeva, ed invero qualche volta parea, che gli ca* 
ilasse la tavolozza dalle noÉni , e non reggesse il 
pennello. Oh quanto lo pregai a riposarsi, epidav^ 
cura della sua vita ! W^ rispose in aria assai tran- 
stilla, che a tante grs^ie fattegli dal ile ^i Spar / 
gna egli più non polea altrimenti corrispóndere', 
che morendo coV penheUo in mono per lui . Mi 
parlò <fella mo^e come ài persona , che ^li sperarvi 
rivedere ben presto, ma io per distoriò da caé te- 
tro pensiere, «ominciai a lodargli moltissimo la Nun^ 
^iata, cheterà quasi intimata , ed in verp non ne 
ccmsideravo veruna parte ; che non mi paresse opera 
sorprendente . B^'sogna pur confessarlo ; V ultmto qua- 
dro , che si vedeva del Mmigs, paurea sempre pn\ 
hello de' precedenti . Gradi i miei saitin^nti , KJbe 
egli sapea essere liberi e- sinceri, e mi fece osser- 
vare fra 1' altre cose la gloria in alto di le^iadris - 
^imi angioletti, in mezzo ai quali ▼' è for^ il più 



Digitized by LjOOQ IC 



bello f e maestoso Padre etemo , che mai uscisse 
da lunsmo pennello . Gli dissi con v^rlf^ , che mi 
pareva cosa prodigiosa anche per il pensiere, con 
cui è ^dipinto , perchè , contro il solito de' pittori, quel 
Dio Padre non è né corpo né spirito; tanto è leg* 
gdio y e incorporato in un .lume celeste, che quasi, 
lo vela , «d ;aissorke . Eppure # mi rispos* egli con 
gran fermezza , questo è . un niente in compara- 
zione di guello , cJìe Jra non molto spere vedere 
in cielo in mefzo a tutti gif altri spiriti , che he 
^ùì adombrici alla meglio , che ho potuto coU^ 
Jorme délV umanità . .ifc tali parole noi! potei non 
ii)tenerirmi > perchè capivo, che i suoi presagi pur 
tròppo andavano a verificarsi , ed io che voleva pur 
. confortlrlo, ebbi quasi bisogno d'essere confortato 
da lui* 

Non passarono che pochi giorni, quando sep^ 
pi che per avere miglior aria egli era andato sul 
monte Pinob ad abitare in quella casa., che fuigià 
di Salvator Rosa, e. con mia sombia cohsolazicme 
intesi. essere egli ivi alquanto sollevato, ll^sabbato a6 
giugno mi scrisse di sua mano una lunga , e ben 
ragionata lettera sopra un*affiure di qualche impor- 
tanza , nella quale non parlavamì neppure del suo 
n^le. Io la conserverò - come cosa carissima finché 
v^vo, perchè, oltre all' essere^ un argomento della sua 
gratitudine verso 1' Augusta casa di Sassonia , è 1' ul- 
tima <^fa dl'q)ieU% iftano , che io direi quasi di- 



Digitized by CjOOQ IC 



K ai? K 
Tjna^ ed i pi«na di^queU'oaocalenA e d^ainleretse , 
^Ke ùi BMÌ- sempre il suo vero carattere. La do^ 
menici «ieguente peggiorò , ma il laneA^sera «i con- 
solò mokissimo , quando seppe , che fra le acclama- 
2I0É dì tutta Roma, era dstfeeso per la prima volta 
in s. Pietro a xicevere V ambasciata della Chinea 3 
più ad#dÌHle de' Pqntefici 4^^«lun^i^8Ìma, e gra** 
ve msdattia, per cui'tutt'i buoni della terra aveva- 
jM^ tremato e pianto. £ incrediUle quant» il nostro 

. Jfengs amasse ^ e Venerasse PIO VI. Parv^ proprio 
icbe la Provvidènza lo conservasse, in vita queste pò- 
fihe ore di più y affinchè sentisse anch' e^ dal suo 
letto i popolari evviva di questa fausta giontòta, la 
quale fu la più lieta , che Roma abbia avuto af gipmì 
nostri. Parve altresì , che Dio gli aotorda^se là gr|- 
zisP di morire nel giorno di s. Pietro, del quale dal 
principio del suo cattolìciono egli era. stato senfjpre, 
e particoLi/rmente diyolo ; ed infatti rari erano i gior- 
ni, che non mandasse a celebrare qualche messa 
alla sua sacra tomba nel Vaticano ; anri y quando po- 
teva, V interveniva egli in persona • Mori ai S9 di 
^ugno 1779 ali* età di 5i anni , e mesi Antonio 
•RaHaele M^ngs , floria delta Sassonia ^ua patria , 
•della Spagna, e di Roma, e mori pieno di reli- 
gione , e di presenza di spirito , quasi che le po- 
tenze della sua, beli* anima non potessero climinuir- 
si, ma dovessm^ spegnessi in un solo istante. II . 

* quadro della Num^ta rimase nop. interamente finì'^ 



Digitized by LjOOQ IC 



• 

)( a*8 )( 
io f bencM poco vi manchi « ed anche In ciò ha 
troppo imitato il gran Raffaele , che moti mentre 
4bva gli tdtimt tocchi alb TraafiguraKione . 

Fu portato il suo cadarere dal monte Pindo 
alla Gìiefla di s. Michèle • Magno aoa parroAlìia 
in Borgo , ed in presenza degli Accademici di s. Liti- 
ca, • de* ai»>i niunefoit scuolari ^li si ceI#irarone 
i funerali con quella decenza y che le circostanze per- 
misero. Brima di sotterrarlo bramarono i Medici A 
aprirlo per rodere la controversa cagione della sua. 
morte y pecche a ragione d* un* acei1>issima tosse ^ 
che éà lungo tempo lo tormentava , moki lo cre^ 
devano pulmoniaco » Si apri il cadavere , ed i poi» 
mom erano in ottimo stato , come pure nessun aK 
tro viscere trofossi leso mortalmente, e tanto ave«- 
va sempre SDstenub il Dott. Panicpni suo medico . 
^orte che ì^ intenso dolore dell' animo , le lunghe 
terzane sofferte, le infinite fatiehe, massima nel tanto 
dipingere a firesco , le studiolo vigilie, ed il suo ir- 
r^olar modo di alimenitarsl gir aveano talmente al- 
terali gli umori, che, in vece di mantenergli la Bar 
, Iute e la vita , gU produssero leMamen^e la morte . 
FvL deposto nd sepolcro vicino ialla cara, mo^e co- 
me avea desiderato , ed ecco troncate le fortune , 
e finita la storia di Anton RaSade. Mengs , ma non 
finita certamente la sua fama,^ che fecondo ogni 
. aqpparensa sari immortale. 

6iami permesso ora di rivolgentii a te , anima • 



Digitized by LjOOQ IC 



)( fii9 K 
cara, amma onorajUi, e pregarti a gradire questi 
pochi ed ultimi Boéì, che la soU aiaicùia ha ver- 
sati sulla tua toiid>a . Sono ^ vero assai tenue tri^ 
buto al t:uo merito , ma godo bene/ che tu sia tanto 
a loro superiore» Gradisci aoncora le amicheroli fit- 
oere lacrime , che involontariamente mi sono cadute 
su queste carte allo scrivere la tij^ morte; e se ti 
troVi, come io fermamente lo spero, dia presene 
aa del Fi|^iuol dì Dio, nngrasialo tncìie per noi* dei 
gran dohi, che largo a nostro vantaggi/ ti diede> 
e pregalo, die in premio della t^a pietà , % dd- 
l'averlo sempre e sì degnamente d^nnto, egli pro- 
tegga le sacre ^ e beli' arti romane , che aem|Mre si 
vanno qui impiegando per la sua gloria, e che faan 
no gran bisogno. di sostegno. Pregalo, che didlt 
tue onorate ossa sorghino de' bravi tuoi successori, 
i quali le mantenghino nel flòrido vigore che per 
te mostravano , t>nde la* sua Roma , la quale do* 
vrebbe pur esser loro cara, j>ossa rivedere, ma più 
durevoli , i bei giorni di Raffiiele , e del Domenr- 
Ihino , de' quali pur troppo tu non ci hai potuto 
mostrare, che pochi e jrapidi momenti» 

Se Anton Haffi^eie fosse italo tanto^ ecònomo 
quanto fu Pittore , avrebbe lasdaU in Roma naa 
*casa opulente , ma a podii è dato t imitare anche 
m ciò Michelagnolo, il Rubens, ed il Remino • GU 
è vero , che era lontanissimo dagnerte passio» ro- 
vinatrici delle famiglie, ma V essere voglioso, poco 



Digitized by LjOOQ IC 



)( aao )( 
curante le frequenti piccole spese, l'amore straor- 
dmarìoy che portava i^ sua professione, lo hanno 
tradko. Non v'era betf ntrumento, die potesse ser- 
virgli, non v'eéa «tiAtta, o. gesso deir amicò, non 
Yay> etruBco , non libro dell' arte sua , non istam* 
pa, o disegno di buon maestro , che egli non vor 
. lesse possederle , ed il prezzo esorbitante, che tal* 
voka gli scaltrì venditorì a lui ne domandavano, 
non ne ritardò mai ^la compra. Aggiungansi a ci& 
venti figlhioli, ^e egli ha avuto dalla sus^ moglie, 
de' quali però npn gliene sono restati in vita che 
•ette; aggiungansi i frequenti viaggi di Germania , 
di Spagna , e d' Itidìa , ed accompagnato quasi sem- 
pre dalla sua fjanùglia; aggiungansi gli ajuti segreti, e 
mensoalmente somministrata ad un' ii^finità di bisognosi , 
ansi sino ad alcuni de' suoi scolari , le limosine acciden- 
tali , la dispendiosa cducaxione de' figliuoli , ed il libera- 
le, anzi nobile trattamento datasi piiVcol comodo però, 
che col fasto; e poi dicasi, se 2too e più mila 
scudi , *da lui coli' arte su^ tirati in pochi anni , 
peteano bastar^ . La sua tavola , benché non eccé^ 
desse la frugalità ^ un comodo artefice, diventava 
dispendiosissima anch'essa pel ifùmero di quegli 
camici, che non invitati, ma ben ricevuti quotldia* 
^namente n6 abusavano. In tal modo l'eredità de^ 
IMengs ; non ha coi'risposto al bi^o^io de' suoi fi- 
gliuoli, e al de^erio de' verì amici. La cosa pe- 
/ rò è andata m^io di quello si dovea aspettare 



Digitized by LjOOQ IC 



mediante la ciora di Monsig. HbaìmMi U&ore ék 
Bota, a quale costìtuilo dal Papa regolatóre dt 
questo patrimonio y malgrado le molte altre sue * 
laboriose occùpa^dom y vi attende dillgentissimamen^ 
te, é per 1* amore generoso del Cayiliere tìoa Nie^ 
cola di Azzara Ministro di Spagna suoi grandisstfl^ 
estimatori ed amici . Essi sono tuttavia i padri di 
questi ^rfani , ed in -mezzo ad un tanto* inopinato 
naufragio , hanno salvate molte cose , che sarebbero 
senza di loro andate ceictameiAe aperse i 

S. M. Cattolica alla nuova di questa morte ha 
verificata la sua reale promessa , proteggendo anche 
^ due maschi superstiti , perchè ha conferito al ca* 
detto un posto fra gì* ingegneri de' suoi eserciti con 
insigne stipendio , ed il primogenito , che era in* . 
camminato per la Chiesa , è stato reso capace ^ 
avanzamenti ecclesiasdci nella ^agna.* Delle ti^e 
femmine nubiii^^rlnyiste'una è stata gli scorsi gior- 
ni felicementef sposata con dote assai conveniente 
al ^g. Vincenzo Fllion , il ' quale sotto la dettatura 
dell' Ejninentissimo Cardinale Pallavicino è diventato 
uno de' migliori minutai <klla Segretaria di Stato 
del Papa . Le altre due aspettano la sorte, che 
loro è scritta in cielo , ma che Bxiota ignorano . 

Fu Anton Ra£Paele Mengs di Atura fra il me^ 
diocre e il giusto, e di corporatura tendente al 
-magro. Nella èua^ventù, benché M colore piut- 



Digitized by LjOOQ IC 



tosto brunoi era àMai beilo di &coìa y ma coli* an- 
dare degli anni perdette gran p«rte di queito pre^ 
giO| perchè nessuna cosa logora più gli uomini > 
quanto, lo studio » le fatiche indefes^p, ed i pensieri 
di fami^y ma}ràie -quando si è padre sentite ed 
«moroso . La vivacità dell* animo svio non si dimi-^ 
nMl mai coli' andar degli ani4} percliè iti sempre fa- 
cilissimo alla sdegno ; ma simile Jn ciò anche ad 
Oraeto 

FaciUs ir0sciy s^d ut plmcàbiUs esset^ 
non dursvaglt, che un istante * Ma felice colui ^ eoi 
quale s<tegnav»si, perchè y «dtre al domandargliene 
. scusa egU stetto il monìentb dopo y lo reg^va f 
proporzione del rumore che avea iatto . Si pre-* 
tende > che qualche scolare » o domestico abbia tal-*^ 
volta scaltramente profittata # questo suo ingmuio 
naturalo dbpo d* averla conosciuto y e perciò neUa 
su^ ^tansa andava in collera as^ spesso , e speir- 
deva molto. Delie passioni onorate^^iUe. quali sono 
sogglBtti i cuori ben fatti, la c^Smp^ssione era quei-^ 
la, che più d'ogni altra lo scuoteva. Non potea 
vedere un infelice senza àjutarlo, e non Io ajutavà 
come £inno taluni con piocoie limosino per solleva** . 
re in quell'istante piuttosto il loro cuore sensibile , 
che il povero bisognoso • Le sue limosiae erano 
almeno monete d' ai^nto^ e talora asecchini, come 
acoidentabaNile ho veduto io più li^ una volta . 



Digitized by LjOOQ IC 



)< ^ )t • 

Oltre alla musica , dì cui era <]|iletunte^ ama- 
va moltisaimo A (etteratura , e particolannente gli 
antichi Storici maxime Greci. Erodoto ^ Senofonte, 
6 Plutarco fecero^ inai sempre la. sua ddizia, *ma. 
^ello^ che egli prediligeva, era Pausania ; libro, 
che i pittori / ^U scultori y e gli architetti dovreb-^ 
bcro continuamente, avere per le mani. .Ogni gior. 
i«> leijggea riottosamente falche <^po della BSk. 
Ina» da cui diceva ritrarre sempre consolazione in^ 
finita «. Ardisco dire che vi sono pochi , che pii di 
lai la b>noseesserc^. Iiltendea si;(fficient»i9ent^ il k-^ 
tino , e padava il suo tedesco , V italiani , il fran-> 
qpse , lo spagnuolo i ed al;d»astan2à V inglese . 

Dell' opere sue è stat» pubblicato in tedesco 
ÙA trattato satta BtlUz^Oj che fu ppi nuovamente 
stampato in francese, e che ora tradotto in Italia* 
np appetta la pubblica luce. J^cbiesto dall' Ab. Don 
Antonio Pons del suo parere sopra i quadri del 
r^al palazzo di Madrid, gliene scrisse, una relazìcxno 
piena d' in^gno , di nlosofia , e di {»ttura , la quale 
lii stampata in ispa^uolo nel Tomp VL del viag- 
gia di Spagna. Rivide questa lettera la 1u%b in ita- 
liano colle staa^pe di Tónno. Altri trattati mano- 
s<^rUti non tardersuano ad essere isqNreasi pe^ la 
Olirai del Cavaliere di Azzara , che ^ ha conser-- 
vati , e s(xao questi varie note alla vita del Gereg-* 
gio , e là tradijùdone in Iqpagguolo 4ì qadÌA di ì^eo- 



Digitized by LjOOQ IC 



• X ^ ìi 
nardo ^ Vinci. Molte sue lettere pure sulle bdle 
.arti meriterebbero d' essere lett^» Ame avrebbero 
meritato d* essere raccolti gT infiniti assiomi pittorici , 
che* sudava estemporaneamente comunicando a' suoi 
Siglàri . Amava la poesia itatiana^, e simile anche in 
ciò a Midìelagholò > faceagran caso éì Dante, che 
veramente è il poèta del Pittori. Da questi esercizj 
aveva egli contratta una naturale eloquenza | per 
cui 9i può dire 9 ^e quando volea, non si è msti 
sentito parlatore più vivace , e dotto di lui . Dete- 
stava ì»discorsi' oziosi ed inutili , «dicendo , die gli 
ucmiini hann# V uso della parola per comunicarsi le 
loro idee/ ed istruirsi j^ecipròcaittente ^e non j^ 
fare il mestiere dei' papagalli. Oh quanto silenzio 
sarebbevi nel mondo se tutti pensassero come il no- 
stro Mèngs ! • ^ 
Parlava volentierìssiAio" delle belle arti » ed 
aveva il raro dono di spiegarsi con tal chiarezza > 
che tatti lo capivano . Nascea ciò dall' intendere 
bene quelle cose, delle quali pariava, perchè ten- 
g^i' per fermo» che le persone, che si spiegano 
08cusame#te » non s* intendono dà loro medesime . 
Noi crècBfmio poter asserire » che almeno ^ notizia 
nostra egli non ha mai biasimalo nessuno . Quando 
npn potea dir bene d' una persona , ne evitava , il eli- 
scorso f ed aborriva i maldicenti . I pittori poi , per 
quanto fossero mediocri » erano sicuri kU non .essé- 
re 



Digitized by LjOOQ IC 



)£ aa5 )( • . 

r« lOiS da Iiu StfreUtó . Soka dire , che la ptt- 
tors è vaùt arte tanto nobile j e tanto difficile , che 
9i contrario della poesia sua sorella pfimogemta me- 
ritano stima anche coloro , i quaK stodìandoln non 
possono gìnghere , che alla medioÉrità . Gran<£ssima 
stima avea egB del dg. Potapeo Battoni, e del stg. ' 
Domenico Corvi ^ dopo i quali nomi amava tre o 
quattro altri pittori romani viventi . Mi guarderò 
bene di dire qfà chi fossero per non torre a nes? 
suno la luAnga d'essane uno. Si dichiarava ^ es- 
sere l'ultimo Pittore di tutti, e lo dicea in modo, 
che chi non avesse mai veduto niente del suo , ne 
sarebbe restato ingannato , ma non so poi ae in 
cuor suo egli lo credesse. Grandissima stima facea 
anche in quest* arte del suo buon padre, dicendo 
non essere egli potuto mai giugnere a fare una te- 
sta eguale ad una che ad olio vedesi d' Ismaele 
nella Galleria di Dresda , e pretendeva che essa 
non cedesse neppure alle più belle del Coreggio . 
io ho presente questa pittura assai bene , ma sono 
troppo pien di stima pel giudizio d' Anton fìaffiie- 
le y e pel pennello d' Ismaele per qui contraddirlo . 
Nel Panteon d' Agrippa, oggidì la Rotonda, 
che può chiamarsi il Peèile di Romff, è stato col* 
locato in una nicchia vota , in poca distanza dal 
busto di Raffaele e d' Annibale , il suo di bronzo ^ 
ma non oso assicurar, che sia abbastanza somigliane 

i5 



Digitized by Lj,OOQ IC 



te . Non y è akra Ucmione , che il solo nome del 
defunto > e .del Cavaliere di Aszara, che ha £atto 
ergergli il monumenU) • Nómi si illustri valgono 
più d' una lun^ iscrizione . U rame di questo bu- 
sto servirà di ornamento al presente libretto p figliQ 
dolente I e smero della più tenera amicizia. 



FIN « 



Digitized by LjOOQ IC 



P I T T U R E 

DEL CAKALIBRE 

ANTON RAFFAELE MENGS 

CSISTBKTI IN SAiSOIflA. 

A olio . 

JLii gran quadro deìV Aitar maggiore della real chie- 
sa cattolica di Dresda , che rappresenta T Ascensio- 
ne di N. S. Gesà Cristo cogli Apostoli, abo piedi 
33 larg. i6. Giuseppe Casanova ne ha fatto una 
descrizione inserita anche nel T. a della Biblioteca 
di Pittura e Scultura ec. del de Murr< 

Un quadro più piccolo per un altare kteràle 
nella stessa chiesa , rappresentante s. Giuseppe dor- 
miente, a cui apparisce un angele^ che lo * assicura 
dai concepiti sospetti. 

Altro simile e per la stessa chiesa folla Im* 
macolata Concezione . 

I bozzetti in piccolo di tutti tre questi qua- 
dri j ma finitissimi e perfetti . 

Due gran ritratti interi di grandezza naturale 
del Re, e Re^a di Polonia, vestiti in abito reale. 

Due simik, ma sobonente fino sotto al ginoc- 
chio dal Real Principe , e Principessa ereditar) , di 
grandma naturale . 

Un ritratto del conte di Bnihl primo ministro 
del Re , di cui però non V è che la testa finita . 

Una Maddalena giacente , e mezza nuda , ma 
bella e rubiconda ^d imitazione di quella del Co- 



Digitized by VjOOQIC 



)( ^^8 )( 
reggio , che e posseduta dalla real casa di Sasso- 
nia . Quel Re le teneva tmendue vicine nella sua 
carnee^ da letto», e lepidamente solca dire , che 
quella del Mengs non era ancora pentita' davvero . 

A pastello . 

Il Ritratto deir Elettore oggidì regnante , ma 
ancora bambino di due anni incirca , sedente in 
camiscia sopra un gcan ouseino ài velluto cremesi 
gallonato j in grandezza naturale . 

Il Ritratto di suo padre in abito da casa . 

Il suo pittorescamente disegnato , e col capelli 
sparsi giù per le spalle . 

Quella del sig. Domenico ^aibaU . 

Quello di IVIr. Hoffioaann cameriere (avoriio del 
Re. 

' Quello d' uh amico , e ccunpagno d* Isinaele 
tuo padre, che veniva spesso ad aiutarlo per £nire 
più presto, che fo9se possibile U bottìglie di Bor- 

QueUp di Mr. Thul bravo pittore di paesi suo 
amico . 

Quello delk Signora Regina Mingotti celebre 
virtuoa» del Re di Polonia , e .fiamma allora di 
cento sospiranti . La gran diligenza , che il nostro 
giovane artefice poae nel dipingerla, fece sospettare, 
che egli pure fosse uno dei cento , ma certamente 
non lo ha mai confessato . In questo stupendo pa~ 
stello si vede espresso a maravi^ia quel beli' ardi- 
re, e quei veszi, che accompagnano le occhiate, 
e la bocca delle donne , le quali sul teatr^e fuori- 
seno per professione ora regine , spesso tirailne ^ e 
mai hmamorate . 

Tutte quesU epere sono nella Remi . Galleria 
di Dresda. 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^^9 )( 
Pitture esistenti in Ispagna . 
A olio • 

Nella camera, ove il Re cattolico dorme, una 
deposkione di Croce con figure grandi al naturale. 
Nella parte superiore il Padre eterno collo Spirito 
Santo , e molti Angeli , che guardano questo uigu- 
bre mistero. Alto quattro braccia e mezzo, e largo 
a proporzione. 

Nella stessa camera sopra le quattro porte vi 
sono quattro fatti della redenzione , uno cioè colla 
orazkMiè nell' orto , il secondo colla Aagellazione , 
un terzo col Signore , che porta la Croce al mon- 
te, il quarto quando risuscitato apparisce alla Mad- 
dalena . 

Due pitture di s. Giovanni giovinetto alte un 
braccio , e larghe a proporzione « Queste furono fat- 
te in Roma . 

Una Maddalena gioente éul fare di quella del 
Coreggio , che è a Dresda . 

Una mezza figura deUa Concezione della Ma- 
donna alta un braccio , e larga tre palmi .* 

Altra mezza figura di s. Antonio da Padova di 
egual grandezza . Queste ilue pitture seguono sem- 
pre il iVe ne* suoi viaggi pel regno . 

Nella stanza , che passa alla camera , ove S. M. 
dimora, v' è una nostra Signora col Bambino , s. 
Giuseppe ,0 5. Giovanni quasi quadrato di due 
braccia . 

NeUa camera del Principe d' Asturias v* è la 
Natività di N. S. G. C. alta tre braccia e mezzo, 
e larga due. 

Quella bellissima NslivitA di N. S., che il Men^ 
dipinse in Roma , alta più di tre braccia , .e larga 
due e mezzo /sta nella camera, dove il Re dorme' 



- # 

Digitized by LjOOQ IC 



)( 23o )( 
in Aranguez . S, M. ha fatto fare un cristallo d* e- 
gaaì grandezza » da cui è custodito un quadro si 
insigne . 

Nella medesima camera in Aran^uez v' è un 
crocifisso di grandezza quasi naturale, aito due brac- 
cia e atezzo , e largo, quasi due . 

Nella medesima camera in un sol quadro alto 
due braccia, e largo a proporzione il ritratto del 
Re e Regina di Napelli . 

Nel palazzo pure d* Aranguez vi soim> della 
stessa misura due ritratti, uno della Re^na dì Na-. 
poli , r altro d' un' Arciduchessa sua sorella • 

In Aranguez pure v? è il ritratto del Grandu- 
ca, e Granduchessa di Toscana alto un braccio e 
mezzo , e quasi lar^ altrettanto , ed altri quattro 
quadri alti due braccia , e larghi uno e mezzo coi 
ritratti di alcuni princìpi loro figliuoli. 

Un ritratto dell' Infanta Donna Carlotta Gioa- 
china alto un braccio , e largo tre palmi . Oltre 
ciò vi sono varj altri ritiiitti del Re, e real fam^ha. 

Quattro quadri alti più di tre braccia , e larghi 
due , i quali servono di bussole nelF appartamento 
delIjEi Principessa d' Atturias rappresentanti ciasche- 
duno una delle quattro parti del giorno . 

Una Madonna col Bambino , e s. Giuseppe 
d* un braccio e mezzo in quadro per il Principe 
d' Asturias , che se Io porta seco sempre ne' suoi 
viag^. 

Nel pal^zo dell' £scuriale nell' appartamento 
del suddetto Principe v* è un quadro allegorico alto 
un braccio e mezzo, e largo più d'un braccio, in 
cui vedesi un giovane , che disprezzàndo ì interesse 
si rivolge 9 e seguita V onore • 

Nel palazzo di s. Idelfonso una mezza figura, 
della Maddalena alta un braccio e mezzo, e poco 
meno larga . 

Per V Infante Don Luigi una Madonifia col 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^^l )( 

Bambino e s. Giuseppe in tavola , alta un braccio 
e me2»o, e larga più d'un braccio. 

Nel Regio (Convento di s. Pasquale Baylon in 
Aranguez un . quadro rappresentante questo Santo , 
alto sei braccia, e largo tre e mezzo. 

Il Real Infante Don Gabriele ha un' Orazione 
nelP Orto , ma che non è compita . 

Pitture /atte a. fresco per il Re. 

Isella volta delF anticamera di S. M. il Conci- 
lio degli Dei coli' apoteosi d' Ercole . 

Nel medesimo palazzo la volta della camera 
chiamata dell' Aurora per esservi questa dipinta . Le 
quattro facciate della medesima camera hanno le 
quattro stagioni dell'anno, e nel fregio vi sono putti 
vagamente combinati con vasi, erbe e fiori . 

La volta della sala , ove mangia il Re , rappre- 
senta l'apoteosi di Trajano, ed il Tempia della 
gloria . 

Neil' Oratorio di S. M. lAia nascita di Gesù 
Cristo , la quale fu fatta à fresco , perchè il riflesso 
della luce non lasciava ben vedere quella, che ad 
olio v' era prima, e che ora è in una camera del 
Principe d'Asturias, e che sopra è stata indicala. 

Nel Teatro di Aranguez nella volta v' è il 
Tempo, che con bella allegoria distrugge il Piacere. 

Altre Pitture di Mengs fatte in Tspagna , 
ma non pel Re, e tutte a olio. 

Fece pel Re di Danimarca il ritratto di S. M. 
Cattolica in piedi , e sotto al baldachino con tutti 
gli attributi dei regni di Spagna, alto quattro brac* 
eia le mezzo, e poco men largo. 

Per la Chiesa di s. Isidoro il gran quadro alto 



Digitized by LjOOQ IC 



)C ^?a )( 
dUasette piedi » e largo dodici colla SS. Tt'wbà , 
la Madonna , s. Damalo y ed altri Santi Spagnuo- 
li.» maggiori tutti della grandezza naturale. 

Pd^ Conte di .Rivadaria fece un quadro quasi 
cinque braccia aito y e largo tre coli' Ànnunziazione 
dtlla Madonna , il Padre Eterno , e molti Angeli , 
figure tuttte di grandezza naturale. 

Pel medesimo Signore un s. Giovambattista , <^he 
predica nel deserto » alto quf^i tre braccia , e largo 
due . Questo cniadro è d* uno stile tutto particolare , 
perchè , dovendo essere collocato sotto una finestra, 
per cui entra gran lume, dovette caricarlo un po- 
to più del suo solito nei chiaroscuri ^ e usar colori 
più forti. 

Al duca d*Aiba il ritratto in mesza figiva ako 
più, che un brac<ÉD, e poco men largo. 

AIU^ duchessa di Huescar, oggidì duchessa di 
Arcos 9 il ritratto un braccio alto , e poco men lareo . 

Alla Duchessa di Medinaceli il ritratto a sede* 
re y alto palmi sette , e largo cinque e mezzo . 

Alla, Marchesa di Liano u ritratto intera di gran* 
dezza naturale in abito da maschera, cht é cosa sin- 
golare . 

Alla stessa un ritratto in mei^a figura, gran- 
dejua naturale* 

In metxA figura pure , e di naturale grandez- 
za fece béliissinio ritratto del cdebre D. Pietro di 
Campomanes • 

II ritratto di Don Filippo di Castro , di cui però 
non è compita , che k testa . . 

Una Beata Vergine Addolorata in tela , alta pal- 
mi 4 t ^ P^^ ineno larga per Don Antonio Vela- 
qu&dre diteitore generale delle Poste del Re." 

S. Pietro , che sta a sedere , di grandezza na- 
turale , regalato al suq barbiere Pietro Martinez . 

Varj ritratti di se stesso per soddisfare ad al- 
cuni suoi lUDoici y che glieli dom9ji4avano . 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^p K 

Un ritratto di Don Antonb Pinì^ ma che non 
è terminate». 

Sì può aggiungere, come cosa relativa alla Spa« 
giui) cKle la medaglia coniata per la festa di & Pie- 
Irò dell'anno 1772, anno IlII. del Pontificato di» 
Cleoiente XIV. , fu disegno suo , e rappresenta il 
battesimo del primogenito Carlo Clemente nato ai 
Reali Prìncipi di Asturias con il molto 

REVS NOVA FOEDERA SANCIT 
e neir esergo: HISPAN. INFANS, A. UH. 
PON.. SV^CEPTVS. MDCCLXXIL. 

Offerejatte m ^halia^ t4 esistenti parte 
in Rokia , e parte altrove . 

^ , . A Jreseo . 

La volta della chiesa di s. Eusebio ad Pala-* 
tium Ueimammf rappreaentaiite il Sant^ in glorìa 
con moke figure. 

La voka della Galleria di Villa Albani fuori di 
Porta Salara rappresentante il Monte Parnaso con 
Apollo, e le Muse, una delie quali è il rìtn^o 
della Marchesa Vittoria Lepri nata Contessa Chero- 
fini . Ai lati vi sono due ovati , uno de' quali espri* 
me il Genio , che sostiene i simboli delle tre Arti 
sorelle coronate dal Merito sotto T immagine d'un 
giovane alato ; nel secondo uifa donna riccamente 
vestita con una statuetta d' oro in mano , che mo- 
sH^'di premiare le Arti con un bel putto vicino, che 
distribu'^e monete. 

La stan^ de' Papiri annessa alla Biblioteca Va- 
ticana . La descrision^ di questa è nell'Elogio storico. 



Digitized by LjOOQ IC 



A olio . * 

Due ritratti in varj prospetti di Clemente XIII. 
Papaflezsonico in tela fino al ginocchio-, uno pel 
Cardinal Camerlengo , V altro pel Principe Senatore 
di Roma su^i nipoti • 

Ritrauo dello stesso Cardinale Rezzonico Ca*- 
merlengo in tela . 

Ritratto, figura quasi intera, del Cardinale Al- 
berigo Archinto m tela ^ ora presso il Cardinale suo 
nipote . 

Ritratto dei Cardinale de 2ielada in tela , misura 
di 4 P^^i* 

Ritratto del Cavalière di Azzara Ministro di Spa- 
gna in Roma , mezza figura in tavola . 

Ritratto di se stèsso, e della sua moglie in tela. 

Ritratto d' Ismaele suo padre . 

S. Pietro figura sedente presso il Papa regnante. 

Cartone di una Vergine in mezza figura coi Bam- 
bino è s. Giovanni , di tre palmi , mezza figura . 

Una testa di Cristo glorificato , in tavola per un 
Padre Minor Osserv. Riform. suo amico , e Con- 
fessore di sua Moglie , che V ha regalato al Con- 
vento di Varese, borgo del ducato di Milano. 

Il Bozzetto a chiaroscuro in tela di 4 palmi pel 
quadro , che doveva servire per un Altare in s. Pie- 
tro in Vaticano, e rappresenta la potestà delle chiavi 
data a questo primo Apostolo da Gesù Cristo . 

S. Benedetto nei deserto , gran quadro da altare 
nella Chiesa de' Monaci Celestini in Sulmona . 

La Beata Vergine al tempio con molte figure 
in tela nella real Cappella di Caserta , alto palmi i8. 
Uno degfi Spettatori i il ritratto suo , e la Ma- 
donna è il ritratto di sua moglie . 

Ritratto del Re Ferdinancb di Napoli, ma in 
eti fanciullesca, figura intera in teia^ a N^ipoii. 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^» )( 

Ritratto della Principessa di FrancaviUa , nata 
Borghese , mezza figura , a Napoli • 

Ritratto della rrìncipessa Altieri » naia Berne- 
se ^ mezza figura i a Napob*. 

Un riposo d' Egitto per la Re^na di JNapoli , 
alto palmi 3. 

Una Maddalena giacente pel Principe di s. Ger- 
vaaio : tela di sette, e cinque, palmi pel traverso ^ 
in Napoli. 

Una s. Fami^ia per Mj4ord Cuper in iìren- 
ze , in tela y di sette piedi , e tre • 

Ritratto del suddetto Cavalier Inglese, mezza 
figura in tavola , di palmi 3 , e larga a propoftione • 

Madonna col Bambino , e' due Angeli in ta-> 
vola , di palmi 5 , presso ì( Infanta Granduchessa dì 
Toscana. 

Il Sogno di s. Giuseppe , misura consimile , per 
il Granduca di Toscana. 

Il proprio ritrattò per la Galleria granducale de* 
Pittori m Firenze , palmi cjiique • 

Un Ecce homo, tela da testa, presso il Dottor 
Villigiardi in Firenze. 

nitratto della Infanta Granduchessa in pastello , 
alto due palmi e m^zzo. 

Cartone turchino col Redentore morto, e va- 
rie figure a due sorta di Lapis, presso il Marchese 
ftnuccini,palmi7 e largo a poporzione , in Firenze . 

G>pia della Madonna della Seggiola di Rafiaele 
per il sig. Giuseppe Tealdo, in Genova. 

Il proprio ritratto per lo stesso, tela da testa. 

Ritratto della signora Tommasina Caikibiaso da- 
ma eeaovese, in tela, di palmi 4* 

Un Presepio , grandezza da testa pel Conte Er- 
nesto di Harrach, a Vienna, sul ^me. 

Una Storia di Semiramide, mezze figure pd Mar- 
gravio di Barauth,per traverso. U presente quadro, 
aie questo Sovrano pagò mille Scudi romani^ dopo 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^ X 
U sua morte £a venduto a Parigi per sei mila Seudi^ 
vivente ancora V artefice . 

Una tacra Fanùgiia) che andò in Inghilterra, b 
tela di 7 e 5. 

Una Sibilla pure per Ingjbiltenra, meeea figura 
in tela . 

Due Pa<tdli che aitarono in Francia , uno , 
c)ìe rappreienta k Vanità i e l'altro un filosofo te- 
dente, alti palmi 4* 

I cartoni dei «uddstti gli ebbe il Barone di 
Edelsheim di Baden Durlao • 

Ritratto del suddetto Cavaliere di Eddshemiy in 
tavola ^ messa figura . 

Ottaviano e Cleopatra con molte figure , per 
Moniieiir Hoorch,di pahni i4 in toh, in In^i&tem. 

Una Maddalena , mezsa figura di 4 palan in In- 
^kerra . 

Up Redentor risuscitato colla Maddalena m gi!- 
noGckio f m tavob alte (f ''^ '^ ' ^ ^& ^ propor- 
zione > per l' Università di Oalbrd . 

La copia deUa Spoola d* Atene di Raf&ele m 
tela grande come l* originale , {Hresso Mjlord Nor- 
tumberlaad in Ing^henm. 

' Il proprio ritratto per T Arcivescovo di Salisbur- 
go predecessore del vivente. 

AnAx>Biedi|, e Perseo per un cavaliere Ingle- 
se, figure intiere in tela alla palmi fo, e larga 7? 
Qi^to quadro fa predato da im corsaro firancese , 
e r ha ultimamente comprato IVfr. de Sartine nà- 
nistro in Francia della marma • 

Abbesso in cMaro scuro della Risia^rezione di 
N. S. 9 che doveva servare pel gran quadro della 
Catlediale di Salnburgo, ako 3o palmi, che è stato 
cominciato , ma iiterrotto dalla morte . 

Alcune hivole di* Venere copiate in miniatura 
diligentissima dalle rovine d^ un palazzino antico sco-* 



■ Digitized by LjOOQ IC 



)( ^7 )( 
perto a villa Negroni, del qual palazzino sì è par- 
Uo neU' Ebg» • 

Il Ritratto di Monsignore Onorato Gaetani de' 
Ducly di Sermoneta» in tela é» testa . A atiest' ope- 
ra, che è ancor dcU'ultìneycd aasaì belui,inache 
non é interamente finita , Monsignore ingegnesa^ 
mente ha fatto tcrivtre sottc» k teguenti parole dette 
da Plinio a proposto della Venere cominciata , e 
non compita da ApeUe: Invidit mors nec ^ui sue- 
etèiret ofm mi frms^rifia limtanunia invtfttus est . 
Honoratus Cajetani immortali ^ et ami€0 Ma Mm- 
pkaHi Msngs hmc grati am'mi verha potìiit, 

U Annunciazione delta Madonna, dì coi si è 
parlato iieU'£loda, quadro da ahare pei Ble di Spa- 
gna quasi che finito, e che dee chiamarsi forse k 
più heir opera «la • Non è ancora pnrUto da Roma 
per Madrid » e se n^ sino falle moke copie ir^ 
piccolo, , , 

A MSano in casa Bi|^*a una Madama, mefisa 
figura, col Baadbino,^prìme eoae: ed «n s. Gio. Bat- 
tista giovinetti» sedente in terra, di ottimo gusto , e 
s<»nma finiteaza, ambidne in tavole* Furono donali 
dal Cardinale Arckinto amieo di Menga al Gene- 
rale Qerici , padre della signora G>ntes8a Clerici Bi- 
gUa vivente . 

Molte altre cose ^ questo pittore si conserva- 
no ded sig. Cavaliere Don Niccola di 'Azzara mini^ 
atro & Spagioa in Roma , delle qaah egli mede^ 
limo informerà il pid)blico quanto pròna. • 

Moltissime poi cominciate, e jm o meno 'avan- 
zate , ma nessuna finita , sono presso i suoi figliuoli, 
tra le quali vi sono de' quadri grandi . V è parti* 
colarmente un giudEzio di Paride con figure di gran- 
dezza naturale, che doveva riuscire cosa belMssmiar, 
ma questo pure fìi invidiato dalla morte. 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^ )( 

Incisioni di opere sue , a noi note . • ^ 

S. Giovanni Battista , e » 

Sanu Maria Maddalena posseduti dal Re di Spa- 
gna , incisi dal Cannona. 

11 &gnore risuscftalo, cke appare alla Madda- 
lena : si crede anch' esso del suddetto incisore . Noi 
non r abbiamo veduto f che senza lettere . 

La Madonna col Bambino in un tondo, incisa 
dal Vogato . 

La Sibilla mezza figura per Inghilterra | di so- 
pra indicata, incisa da Mosman. 

Noteremo di passag^ che col disegno del Mengs 
è stato inciso dal celebre Gioanni Volpato il qua- 
dretto in asse del Corego posseduto dal Re di 
Spagna rappresentante 4i Signore orante nelP Orto 
con angelo in gloria ec. incisione che va nella rac- 
colta di stampe pnbbUeate dal Pittore Gavino Ha- 
milton inglese già <Mmorante in R<»na,' sotte il ti- 
tolo : Schola Italica Picturm . Come pure essere 
state indsi vani dipinti antichi ritrovad nella già 
Villa Negroni, che come si è detto nell'Elogio fu- 
rono disegnati da Mengs . 

Il Monte Parnaso con Apollo e le Muse, in 
foglio grandissimo per traverso , pittura delta volta 
ddla (Pileria alla Villa Albani, di cui è fatta giu- 
sta menzione neir Ek^o • L' incisione è di Raf&ele 
Morghen . dedicau col suocero Gio. Volpato sud- 
detto^ a Giuseppe Nicola Aczara Ministro Plenipoy 
tenziario'del Re di Spagna presso la Santa Sede, 
col motto sotto: 

LtUdunt Aoniae Pammssi in colle sorores etc. 
Questa stampa accompagna la caccia di Diana del 
Domenichino , incisa dallo stesso Morghen . Do- 
veva per ogni ragione un' opera cotanto insigne del 
primo pittore de° giorni nostri essere intagliata dal 



Digitized by LjOOQ IC 



)C a39 )( 
prima incisore, che vanti V Italia, anzi direi il Mon- 
do tutto, e che accompagnasse una delle più belle 
invenzioni del sublime pittore degli affetti Dome- 
nichino • 

La volta della camera de' Papiri in Vaticano 
^k descritta neir Elogio , distinta in cinque foglj , è 
incisa assai bene , ed è dedicata a Pio Vi. 

U suo ritratto da se stesso dipinto fu varie volte 
inciso , ora solo passabilmente , ora ragionevolmente 
bene. 

li San Gio. Battista giovinetto sedente in ter- 
ra , menzionato fra le pitture esistenti in Milano in 
casa Biglia fu inciso in rame da Vincenzo Vange- 
listi nel 1797. Lo sgraziato Vangelisti però prima 
di ammazzarsi, la notte dei ao Giugno 17^8, gua- 
stando tutti i raini dar lui incisi , collo sfregiarli me- 
diante un forte boUno, rovinò anche questo « 



Digitized by LjOOQ IC 



Digitized by LjOOQ IC 



ELOGIO 



DBL MEDICO 



VENANZIO LUPACCHINI. 



vTli uommi-Ttracemente grandi tanto più hamip 
diritlo di essere fatti conoscere al Pubblice , quanto 
e^mo per soyerdiia loro modestia si sono tenuti lon* 
lani dal dare alia luce le loro produsioni . Ecco la 
tallone , per ed ci facciamo un pregio di dar ^- 
ri V Elogio del dottor Venanzio Liqpacdiini f di 
cui se non vi hanno opere al PnbUico, molte se ne 
conservano per altro , ohe pubblicate mehteitebbero 
di formar ept>ca neUa Storia Letteraria . 

Nacque Venansio LupaccUni ai 19 di Mag^ 
1780 in G^ltmento pnncipal Villa <kUo Stato di Lu- 
coli* spettante all' ecceUentissima Casa Barberini poche 
Biigtia sopra la Città dell' Aquila in Abruaao Ultm 
di onesti , e comodi genitori . Destinilo da questi 
alh cara degli affari domestici, per soddisfare al Ica» 
sporto y àie aveva if M studj delle Lettere , bg^ di 

16 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^4* )( 

casa f e ritiro&sl in Aquila . VI volte tutta la forza àt\ 
500 genio per renderli superiore alla autorità xlei 
Maestrine p«r guitare U betiizze del Petrarca, del- 
r Arlotto , del Tasto , di Virilio , di Orazio , di Ca- 
tullo , mentre quelli proponeangli pier modelli i Pre- 
sti , e gli AchiUinì y i Claudiani, ed i Lucani. Né vi 
roUe minor acutezza di peartrasione , e minor forz» 
d' ingegno per intendere la necetsità, e per saperti 
da se fare strada alle più sublimi cognizioni Geome- 
triche e Fisiche, mentre dai suoi Professori di Pilo- 
to^ era tenuto invischii^o nelle sozzure dell' Araba 
e della Peripatetica filpsofia* Cosa non dovea spè- 
rtrr^ da quMo genio , gsàdmo da altri Maestri ? 
Egli Abe solo la fortana di «tdKare in Napoit Ut 
MfdicHia sotto V lUostre Frwoesco Senno . Qoeali 
fa , che v^rtatitràno neUa Greca favella , insimiÀ al 
Li^cGfaim la necessità di imprendere quella hnfgm 
per intendere originabnenfte in quella Professiene 

Occopitorisi con leMo f impegno sotto la scorta 4d 
celebre MartorelH m breve il LapaccMù mm ebbe 
cke mvidbre ad aleieio nella più squisita cegidzione 
di quel dìAcile idioma , idioiiia , a coi dobbiamo la 
Miee riff^kmone delle aeienze , e delle lettere in 
batta f ed in Europa . £gli stu<£j» con profendU le 
éj f e t e di Gahno, e d'Ippecrate , neBe quali ti eeno 
sempre (pmifiti i pia grandi Medici, e Omero, l>e? 
mesleieBy 'Rioiéide f Senofonte e«ano le sue delm • 



Digitized by LjOOQ IC 



)( *43 )( 

Tornato^ da Napofiii Patria, esercitò m'ia ÌM*^ 
€iha con quella ^operiorkà £ oogwiom, alla ^ual^ 
intkibMOtt si oppose la ignorami» , e la invi4ÌA del 
sQoi CoMe^ • £si^ ^(^ stimalo il prìpio nella Cittì j 
e nella Provincia , ed avrebbe meritalo onorato seg- 
gio k un pìÀ vailo Teatro • Dalla pratica della Me- 
dicina non dis^unsìe lo ^dio della Bc^anica , e^ddyU 
Storia Nafturak. Qoel , €ht à ancor piA soiprendente , 
in meteo a «piesCe occupadonì trov^ sempre Lupac- 
cbìm tempo di occiqp^rsi ancora ne|;^ studj delia Fir 
lol»^, delle bdUe kcie^, e delle sciense ancora * 
Quindi 61 , che , nei Concorso , c)ie dopo la espul* 
«ioffe degli estinti Gesuiti ^ tenne nell^A<|db per la 
seelta dò nuovi Pro£essori , al LMpaccbìni apn riiisi^ 
guari difficile di segnalarsi sapra gli akri suoi Comr 
petitoriy e d* oUeaene a pieni voti la Cattedra ^ 
Lingua Greca , ammirando gli smessi £saminatm 
cerne vigesse oscure in una Pr^vinda un ik^o Ì^ 
cosi atos sapere . Dopo tre anni «ssendo vacata If 
primaria Cattedra di dinttx) naiurale , a cui era an- 
nessa la soprmtendenza delle Regie ^Scuole > di leg- 
geri, ad onta dei suoi Covqpietitori» ottenne ancor queli- 
ta ; cosi vasta era la esteoskkne delle soe cogniaioni 
nelle sciei^ ancora dai ^o inatictito tant^ lettane ! 
Con Unto telo , een tanta dignità » con tanta pro^ 
fitto esercitò egli questi impieglii » che il Sovrano 
non dubitò in seguito di aflidargli la cura, ed iigo?- 
verno ancora del Rei^ Convitto, con W^^volf asee«r 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^ )( 

^naroento • Ma qutado queli' uomo venicenirìiìte su- 
blime era tutto inteao a produrre quei frutti, che 
Avrebbero e alia sua Patria , e all' Italia fatto ono- 
re , e reso il tuo nome famoso , come meritava , 
anche alle estere nazioni , eccolo nel fior de^ an- 
tdy e nel pn\ bel corso delle sue fortune involato 
aUe lettere , alle acienze , ed aUa sua gloria . Non 
meritavi tu , dotto , e virtuoso Lupacchini, un fìne 
cosi acerbo , e cosi crudele . Non meritavi df accre- 
scere con una morte cosi spietata il catalogo degli 
infelici Letterati («) . Tutti quelli che hanno dovuta 
ammirare la sua dottrina , quegli, che hanno cono* 
•cmto il candore dei suoi costumi , la umanità tua^, 
la sua religione ^ la sua rassegnazione , e la sua co- 
stanza nelle avversità, e negli ultimi funestissimi mo- 
menti della sua vita, devon tutti impegnar» a ripa- 
rare i torti della sua avversa fortuna, ed a procura- 
re di r^ider noto ed eterno il suo nome degno ve- 
racemente di essere scritto nei (nstì deHe lettere . 

Compose il nostro Lupacchini leggiadramente 
in volgare , e in latina Poesia. Con quanto lìervo , 
con quanta acutezza scrivesse in Prosa, ne fanno fe- 
de varj Trattati , che di lui conservan» , di Medi- 
cina, degni veracemente della pubblica luce, e molti 
suoi Consulti con alcune lettere scritte ai primi Me- 



(a) Di Pkrio Vohtiano , 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^5 )( 
dicJ d' Italia , e di Europa , coi quali ebbe commer- 
cio • E ben si scorge dalle loro risposte quanto alta 
stima facessero del suo sapere ^ precìpuamente il si- 
gnor Serfao,ed il Morgagni, lumi délb Italica Ma*- 
dicina . Non occorre dire quanto egli intendesse a 
fondo gli antichi Autori , nei quali delieiaTasi da 
quel grand' uomo , che egli era . Bino nell' Antiqua* 
ria si seppe distinguere , e ne fanno di ciò fede la 
sua doviziosa , e scelta raccolta di Lapidi, e di Me- 
dàglie y e molte corresio/ii da lui fatte alle Lai^dì 
poco esatte del Muratori . Univa a questi pregi una 
profonda cognizione dei libri rari Toscani, dei qua* 
li 9 e dei più pregievoli MSS. fece egli raccolta nei 
auoi viaggi , secondo che gli venne fatto di averne ^ 
e pochi sfuggivano alla tua vigilanza . 

La Storia Tipografica era una delle sue mag-^. 
glori cognizioni ; con V ajuto di questa seppe adu** 
nare una quantità di libri citati dalla Crusca , dell'e- 
dizioni parimente citate , e rarissime , le quali non 
ai vedono in mohe e molte famose Biblioteche , e 
con r ajuto di questa ancora seppe niccogliere tante 
edizioni di Cornelio Celso, che gli fecero concepir 
F ardito disegno della ristampa di questo aureo Scrii-* 
tore con le varianti di tutte l'edizioni, e con qutUe 
di tutti i manosfcritti, che si potessero mai da lui 
confrontare, o avere confrontati da altri valentuomi- 
ni ; con aggiungervi prolegomeni e dissertazioni per 
riKhiarare i luoghi dubbj , ed oscuri , ed in fine con 



Digitized by LjOOQ IC 



. K :46 )( 
un Hi(Kce eialti«simo di tutta le pamle, a nofina «let; 
l'«db'2iom dei Burmaani) Drakemborchj , Oudendor- 
pj , ma ipedalmente ad esempio del Brottko««ien 90* 
pra Properzio , h di cui not« moltissimo stimava . 

Co» qnesU idea si portò m Rom« per far il 
odnfroQto di sette Codici delta Vaticana » fatica im* 
mensa , che pnre trasse a fine in pochi mesi y con 
ommiraeioaMS di chiunque lo vide applicato a questo 
laboriosissbxio confronto in un piMito medesimo so^ 
pra sette Codici antìchissimr ^ notandone ancora le 
minutissime dilEerenze . In quest' ardua impresa fu 
molto incorai^ato dalla umaniti dal s^. consi^iere 
come Lodorico Bianconi inviato di Sassonia in Ro* 
ma , il quale non solo c<>nfortoUo con la sua- prege- 
vole amicizia, ma ^i comunicò inohfe generosa* 
mente tutta la sua preziosa suppellettile Celsiana ; 
mptte rarissime edisionì «£ questo Autore postillate 
di sua mano, e di altri celebri Letterati; ed il con- 
fronto dei Codici tutti di flrenae» per sollecitare la 
felice riuscita di questa grand* intrapresa . S' imbattè 
in Roma il Lupacchini con due deputati della cele- 
berrima Accademia d' Edimburgo spediti per V og- 
getto medesimo di confrontar i Codici di Cornelio 
Celso della Biblioteca Vaticana , per indi fornire al- 
r Accademia i materiali d' una nuova splendidissima 
e£cione. Questi, udito appena T illustre Defunto , 
riconosciuta l' importanza , la somma esattezza e per- 
fèxione de* suoi confronti , e del suo travi»gKo , ab- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( a47 )( ^ 

kaDdonarono subito l' impresa , e Io rìchi^s^d a no** 
me della loro Àcoademia dei tuoi scriUj , terminata 
che fosse V opera , per imprimerla a suo proEtto in 
Glascoiy ì oHerendogli più centinaia d' Associati ; e 
poi ritornati in Iscozia più volte per lettere Io solle- 
citarono. Era ^à nel più bel corso quclf opetra , e 
aarebbe forse a quest" ora uscita alla luce a sua per- 
petua memoria) ae una morte così immakira non lo 
avesse rapilo, E vero per altro che V hanno tra tf. te- 
nuta più del dovere le occupazioni sopravvermtegli , 
e le distrazioni inseparabili dal mestiere d' un Me- 
dico I ma soprattutto la sua estrema e&nitezza , che 
lo faceva camminare con pie di piombo , ed ì suoi 
eccessivi scrupoli in ogni minima cosa : e di questi 
si lagnava con ragion^ , perchè defraudavano il pub- 
blico di tanto tesoro , e di isue belle produzioni . 



Digitized by LjOOQ IC " 



I msaSBSBBBBBSaSSasaBSSBBBSSB 

STORIA MEDICA 

SULU IDROFOBIA 

Per cui è morto il dottor P^en Anzio 
LuPACCHiNl , con riflessioni intorno 
questo male . 



JLiATEOCE malattia y e b funesta fine dìD. Venan*- 
zìo Lupacchini dcmissmio , ed onorato Medko Aqui* 
lano rapitoci poche settimane sono sul fiore dell' età ^ 
e della fiHtuna^sarà il soggetto del presente lugubre , 
ma non inutile articolo . Era egli grand* amico no- 
stro , e cooperava con tanto zelo al felice prosegui- 
mento di questi fogli , che se all' anime de' defunti 
restasse qualche affetto per le basse caduche cose , 
siamo ben certi i che sì compiacerebbe di aver an« 
che dopo morte, anzi colle sue sventure medesime 
contribuito all^ istruzione d^ nostri leggitori . Non 
mancheranno questi fogli di darne <quanto prima un 
giusto elogio letterario , unica ricompensa , che dopo 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^9 )( 
i doveri della rdigìone possiamo tributare ad un ami- 
co incomparabile . Perdonisi questo breve sfogo ad 
un dolore , che pur troppo in noi sarà assai lungo ^ 
e restringasi inlanto TAntolo^ a parlare filosofica* 
niente di questo disastro j accrescendo con ciò la sto- 
ria delle umane miserie . 

Fino neli' agosto del 1774 fu egli morsicato al* 
r Aquila d' Abruzzo in un maleolo del piede > e nel 
polso della sinistra mano da un cane suo domestico , 
e che egli straordinariamente amava • Avendo prova- 
to, che dopo il morso la bestia mangiava, e franca- 
mente beveva, autorizzato da tutti gli scrittori Me- 
dici non credette , che potesse essere rabbiosa. La 
cosa restò più che mai indecisa , perchè quel giorno 
medesimo il cane , malgrado V amico nostro , fu am- 
mazzato da altri, a' quali contro il solito si efa av^ 
ventato • Saldate in debito teifipo le ferite passò l'in- 
felice un anno intero con sicurezza , ed in ottima sa* 
Iute dimentico affatto deC accidente , allorché gli 
parve un giorno di provare *nelle membra certo ino* 
tttato torpore, di cui però non fece verun caso. Du- 
rò così due altri mesi , quando al compiersi del quat- 
tordicesimo una domenica si trovò straordinariamen* 
te inquieto , e gli parve di sentire qualche leggiera 
difficoltà nelP inghiottire le .bevande • Pei cibi solicB. 
non ne aveva nessuna « Al tramontare del Sole nel 
seguente lune£ avvisato di ciò andò a trovarlo il sig. 
marchese. Gaspare de Torres suo amico , nobilissimo 



Digitized by LjOOQ IC 



K aSo )( 
eavvUere òi tomma coltura , ed amorevolezza . Non 
avendo questi mai perduto di vista gli antidii , ed a 
lui flospetti mora , domandò all' infermo ^ se su quel-* 
r accidente non avesse <piak)^ timor*. È assolila-* 
mente un eqcnvoco , rispose e|^ , perchè ^ cane , 
che mi morsicò, non poteva essere rabbioso , e fa 
immaturamente ucciso . Soggiunse, che, lun{^ dal* 
t aY^ti ef^ orrore per V acqua, la desiderava con ar^ 
dorè ; ed in fatti ordmatone lietamente un gran bic- 
cbiero , quasi per ischer^ 1' accarezzava , cerne il f'rk 
amabile di tirtti gli elementi. Quamlo però volle in^ 
ghiottirne qualche sorso cominciò a tmnare, e dis* 
se non essergli poesibile il farlo . Dolevasi egli di 
una tiratura , cbe , al suo dire , coa^dava ttd Iato 
destro , e pri^iagavró fino aMe fauci , ed attriboivata 
«d un principio di {Mralisi nell' esofago* Alle due 
dèlia Aotte gli fu portato un sorbetto gelato, ^cbt 
egli prese in mano con gran piacere; ma, todto 
àie /gli si sciolse in boeca , cemmciarQao tremori , 
e sbattimenti cosi fieri ^ che lusognò levar^lo da- 
yaxAì . Si ordinò dà se stetso un ba^oo , ma per 
It grapdiSiime smanie , che sOlEerse nel toffiurvtsi , 
1^ convenne uscirne j e ben mfretta . Allora fu 
ohe il Lupacchini ai riconobbe Idrofobo , ed aven^ 
dolo francamente detto a^ amici pres^titi, gli fu* 
rono tosto per loro istanza strofinate le quasi can-- 
celiate cicatrici dell* antico morso coU* unguento 
mercuriide . Queste né prima , nò dopo Cecero la 



Digitized by LjOOQ iC 



)( «Si )( 
miirfma aiutasione . Nel martcd cìrelubefo tutti i 
«addetti sìotoim, hm TinfeniiQ fy aempre presentis» 
sìmo a,«esceMQ, anzi parlava dottamente coi Medi- 
ci del 9QO male , e eoo iipìrìto ^aaaai pacato ne ra*. 
gionam. Diceva, che , secondo ciò , che allora aen*. 
tifa» gli autori non ne Krjvono eoo sufficiente co- 
nOfcensa , e, con(om^ al sob'to , vi mischiano melte 
iapoature • Non eU>e v«ruo orrore al veder V ac* 
^«a , be^hè noo potesse pia oeonaeno teotare d'in- 
ghiotlbola. FgU loedesimo ne voleva di tempo in 
tempo £u« l\ esperioMnto p affinchè, come diceva, 
gli àmia vedessero io «piai modo bevooo ^* Idra* 
fobiy ma io cpiel fiero istante soffnva sbattimenli» 
e oripibaiom cosi spaventose , che tutti furono for- 
aali a pregarlo di noo f^ eqporcisi. Disperando 
allora. erogai a^uto umano coraggiosamente si levò.^ 
si vesd, ed accompi^nato «sei. in portantina {^er 
andare fuori di Gttà a non so qual Santuario ac-« 
ereditato per <]uesti infortanj » TFale fb allora V or- 
voce , che cominciò ^ cagionar^ 1* aria , e la luce 
aperta, -che abbisognò .ricondmio Crettolosaoieote aUa 
Cìitk . Cosi fini il mercordl , Il giovedì fu legato , 
tanto crebbero le furie, che lo agitavano, ed egli 
medesimo prevedendole aveva gA pregato gli aslan^ 
ti di questo duro , ma necessario ufficio . Il ve-* 
nefrdl fu giornata orrenda, giacché per te ferine 
smanie, e delirj divenuto piò bruto, che uomo, 
cercando inqtilmonte dove , e chi mordere , cadde 



Digitized by LjOOQ IC 



)( a5* )( 
kk toAìdo assopimento y e verso sera fini di vivere. 
Ahi amico tanto di tua natura mansueto , non eri 
ta adunque degno di morte più umana ? Chi dopo 
quella tragedia potrà più tranquIBamente scherzare, 
non che convivere , o dormire con cani ? Qua! 
lapera , qual cerasta cela un veleno cod spavento- 
so ? Ma tanto basti . Passiamo ora ad alcune ri- 
flessioni , e dubbj sopra questo stupendo male , gtae- 
die r Idrofobia non essendo per grazia del cielo 
tanto frequente, non pare finora abbastanza esamma- 
ta , come Io stesso definito s* accorse . Pochi sono 
i veri filosofi, che abbiano avuta occasione di osser-» 
varia , e rarismni coloro , che ce ne abbiano lasciate 
memorie sincere . Non è questo il solo de* mali uma- 
ni , che per le medesime ragioni siaci inFelicemen*^ 
te descritto nei libri . Uno de' compositori di questi 
fo^ per istrana , benché non lieta , combinazione 
avenflo veduto, ed osservato in dilFerenti volte con 
qualche attenzione firfo a tredici Idrofobi, siaci le- 
cito r esporre qui quello , che su le sue osservazioni 
d si presenterà alla mente . 



Digitized by LjOOQ IC 



Dubbi e riflessioni sult Idrofobia^ 



iL 



IDROFOBIA nel cane è essa male eomunka* 
togli y oppure spontaneo ? Gii è certis«mò ^ che un 
Cane- sano morsicato da un infetto contrae per io jhA 
la rabbia « Dunque aimeno in questo caso i' IdrofoUa 
sembra male comunicatogli . Ma dall' altra parte chi 
potrà con sicuresza affermare) o legare, se il Cane, 
il quale prima lo ha morso , non sia ^tata precedett* 
temente morso ioicl^ egli da un altro ? ^pure 
questo è necessario per decidere la questione • 

II. £' opinione c<miune fira il popolo , che i 
gran caldi deMa Canicola, la sete ardentissima , il so** 
cerchio pasto di carogna , o l' ira straordinaria pos- 
sano generare ^ nei cani la rabbia » Questo ha tutta 
r aria d' un pregiudiaio volgare . In certi climi caldis- 
simi 9 per esempio neli' Àfrica , quasi tutti i Cani y 
che colà in gran quantità , per opera meritoria mal 
intesa , si ahmentMio, dovrebbero nel Luglio, e nel* 
r Agosto diventare ndìbiosi, lo che eerto rmi si v»^ 
rifica. Chi potrebbe «llora vivere in quelle Ckti^ 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^54 )( 
che diventerebbero una specie <f inferno? Nessun 
Yiaggittore ce ne avverte y e sono paesi notissimi . 
IIL Gnne dunque contrae talvolta la rabbia in 
tina campagna un Cane ^ dove non ve n' era alcuno 
pria» ? Ma chi ignora , che i Cani irabbiodi fuggono 
furibondi y e lontani dalle loro contrade, e fino a 
ìatìtOf che non cadono morti sotto il peso della 
maL^tia^o che non sono uccisi , corrono come spa« 
ventati y e smarriti d'uno in altro paese , e talvolta 
entrano aeUe Città altaeoindo i loro saniis , o gB 
BonMiì y thft inoonlrano? tfom nmpte si vede il C»*» 
fie primoL apportatore di qneito flagello » «ui s* ne 
redono le vitiiine« 

IV. Perchè ixmi f otreW etatre della rabbia io 
Itetsa» che del vi^uolo, il quale ormai non si ere-* 
4t pie iiasoere epootaneamente , kiyi «nere sempre 
in und , o in akro modo comonicalo? Chi potdi 
provare il cantnnrio ? 

V. U «oio icaao di diventare ndibioso un cani* 
no ben eotMKio, e che non si aia scostato mai ddi 
laUo, Q dal gmmbo della sua solitaria padrona» pò*- 
Ètebbt àmtà qualeho kn»e in una tanlo intralciala 
i |^ a tÌD ne> Ma questo caso beft verì&caifeOy quando i 
pm 6|icooAito? 

VI. Che 40 poloiie iMseece nei Cani aponta- 
«(mntnle ^pne^to maio > «hi > ^^màotm in casa , puri 
vimer siiiieo<} O^gow vede» diiB iaMiopii cneacereb^ 
Imi p^gtt mmìà il pencolo oo^vivtendo di buona le-* 



Digitized by LjOOQ IC 



J( ^S5 )( ' . 

àe con queste bestie , come à' ori]mark> tool farsi • 
Voglia dunque Iddio, che, come pare probj^ulei 
non siavi altra rabbia ^ che la comunicata , e co^ 
coUa più scrupolosa custodia potremo almeno lusin«^ 
garci d' essere in salvo . 

VII. La rabbia è essa «n male proprio al Cane 
soltanto 9 come , per esempio , lo è il vajuolo all' uo^ 
mo ? No certamente . In fsAti agli animali .di qualun-^ 
qoe genere, o specie non si è mai potuto oonuf^ 
ntcare il vajuòlo umano , neppure aUe scimie eòa a 
9Èi analo^e , intanto c^e col morso ai comunica h 
raUna non solo all' w>nio , ma «d altri animali aii» 
cara. Persona degna di fede ci assicurà avere coi 
propri occhi veduto un Bove Idrofobo per morto di 
cane . Abbisogni fortissimamento appuntellare , e 
laorave le porte deUa stalla, in cui Taveano confi^ 
1^0 , e abbandonato ; tanto era egU divtentaio fe- 
roce, e spaventoso. U Villano, a cui la bestia ap- 
parteneva , Mìoa volle mai pecmetleee ^ die dalle fr* 
Mestre Eosse archibugiato , come taluno lo consiglia» 
va; perchè . kiaingai(asi , che guarirebbe, ma m 
capo a pochi giorni mori con orrendi :mAig^ , o 
flKoi tutto afigMtttOi e insanguittato, per esserci fu*^ 
riosamtnte rotte le coma, e il muso conteo i mvht 
ri» e le mangiatoie . JEaempj df altri ininuli cahbioai 
difFerenti dal Cane sono noli abbastatua . 

Vnr. V Uomo al pari dai cani diventa por 
troppo tale , coinè abbiamo veduto » pm non aaf>-« 



Digitized by LjOOQ IC 



)( *56 )( 
piuno rerun caso bene Terìficata, in cui non m 
in lui preceduto un morso canino. Non ignoriamo, 
che alcuni sono persuasi del contrario, ma a noi 
sia lecito il dubitarne fìno che noi pure non V ab- 
biamo chiaramente veduto • 

IX. Perchè dunque si comunica, e sciape piì!i 
facilmente questo male fra i Cani, che fra j^ al- 
tri animali ? La ragione par chiara* La rabbia, co^ 
me la maggior parte dei veleni animali, si propaga, 
per quanto fiiu>ra sì sa , cutaneamente , e precisa* 
mente col morso, il quale è T arnu sola , e sea- 
pre pronta fra i Cani • £' noto a tutti , che si apro- 
no i cadaveri degl' Idrofobi, si .maneggiano, i loro 
Visceri, e i loro umori senza contrarre verun no- 
cumento . L' Idrofobia pare adunque non agii^ , 
che colla bocca, e coi denti . Gli uomini stessi, 
che ne sono attaccati ( strano inesplicabile orrore ! ) 
pajono conversi in Cani, diventando mordacissimi» 
ed avventandosi a guisa di mastini feroci, comunicano 
> ad altri il male , se giungono a morderli . U pove- 
ro l4ipacchini, che lo sapeva, avverti, che lo le- 
gassero in tempo . Noi co* nostri occhi vedemmo 
uno di questi svei^irati , che quantunque legato 
striatamente sul letto non potendo mordere di 
«stanti, che stavano lontani a mirarlo, rose le len- 
zuola , che aveva vicine alla bocca , ed a forza di 
conati essendosi al^pianto rilasciate le^ funi arrivò a 
wwrdersi la parte superiore delle braccia, e sirac- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^57 )( 
cìaxne le carni sanguinolente , spettacolo atfoce, ch« 
pur troppo avremo presenta allo spirito finché vi- 
vremo . 

X. Quando comincia ad esserle mortifero il 
morso di un animale , che abbia nel sangue il fer- 
mento rabbioso ? Questo chi potrà deciderlo ? fino 
ad ora gli Autori ci hanno insegnato esser tale so-*- 
lamente , quando nell' animale dichiarasi V orrore del- 
l' acqua. B^ nel caso .dell' amico il Cane omicida 
bevette , e mangia dopo avere comunicato il male 
al suo padrone . Chi può dirci quanto avrebbe an- 
cora tardato in lui a dichiararsi V orrore alla bevan- 
da , se non l' ammazzavano ? Ecco pur troppo un 
nuovo , e legittimo motivo di timore per chi ha 
avuta la disgrazia di essere morsicato da uno dt 
codesti troppb lusinghieri , e traditori amici . Quanto 
più crescerà il timore , se poco dopo il morso it 
Guic viene ucciso, o se fuggendo, come per b» 
più succede, si perde di vist^? 

XL £' opinione volgare , che quaranta giorni 
dopo il morso , se non sopravviene verun accidente^f 
V uomo sia in sicuro • Il numero di quaranta pare 
ormai mistico , e consegrato a dissipare tutti i ti- 
mori di contagio. Ma con pace di queslo nume- 
ro, che mille volte può esser fallace anche in altri 
casi , noi qui abbiamo quattordici imesi di tregua 
ingannatrice, e non è questo per noi p4ue il solo 
esempio di sì lungo Intervallo'. Bisogna jperò render 

17 



Digitized by LjOOQIC 



)( aS8 )( 
f^iMluk aUa maggior parte degli ScrìUorii non es- 
tendo ad essi afu{;giu queila possìbile tardiuisa , 
benché nra » come quotidianamente sfugge ^ e sfug- 
girii al volgo • Me v* è di più • Vi sono alcuni 
Autori I che ci fanno sUr^ in timore fino a sette 
«noi dopo il morto . A questi si dovrà prestar fede ? 
Ah! no per carità. 

Xil. Opinione pure volgare è , che il Cane 
rabbioso morda , o t' awpoti a tolti » fuori che al 
tuo padrone • Ma ora chi pia lo dirà dopo il caso 
nostro? • 

XllL £' canone quasi universale fra i Medici, 
xìm dk^iarala neU* uomo-I* Idrofobia, prima di mo- 
rire gli sì riaprano le ferite deir morso . Canone 
ìrN>t^^^"'iH aach* esso , peachè ood non è suto nel- 
t amico nostro , come non lo è stato k tanti altri . 
)ioi però le abbiamo vedute liifmcsi in alcuni ; Cor- 
ee che ti potrebbe £re etserai riaperte soltanto in 
qna lB , nei quali T Idrofobia t'era accesa poche set- 
timane éopo il morto , non essendosi ancora ab- 
^iTinn coi^minate, ed mcamale. Pare che in 
^pMtlo mnle ti colligeino , e tfibrino tutti gli umori 
n aegnn db tctogbere ancora la compagine medesi- 
)Ma dal corpo . In questa tupposìiione chi sa , se 
Mn ti apriate tgujiotmàm qualunque altra lecente 
««atnae ì La tuppoau celBquaaione pere più prò- 
M^> «vendo noi vediti aknni Idrafobi» dalla cut 
*•«»* ^aaao, dagli oraechi, o dag^ occhi sdì. 



Digitized by LjOOQ IC 



K 259 )( 
lava una pituita crocea , e abbondantitsima . In al- 
tri 9 parlando di maschi , uscivano fino quegli unio- 
ri, che non dovrebbero essere invitati in momenti 
così lugubiì, e che è inutile di qui specificare. La 
sezione anch' essa . dei loro cadaveri , alla quale ab- 
biamo voluto più d'una volta assistere, ci confer- 
ma in questo sospetto, perchè non fece mai vedere 
alcuna lesione ne' solidi, toltane qualche tenue in* 
fiammaeione alle fauci . Un sol fenomeno spigolare 
si è da noi osservato in tutti , cioè che i vasi san- 
guigni del celebro venosi egualmente, che arteriori 
erano voti di sangtie« e pieni d' aria. In somma 
tutto in questo terribu male deve essere oscuro , 
irregolare , e misterioso . 

XIV. Gli Autori convengono, che gl'Idrofobi 
hanno insuperabil orr^e al solo veder l'acqua, dal 
che è nato il nome del male • Ma questo non fu 
nel caso nostro . L' infelice amico b vedeva volen- 
tieri, 1' accarezzava, e soltaito non potea tenerla in 
bocca, e molto, meno inghiottirla. Gli è però tal- 
volta vero ancora il primo, giacché abbiamo veduto 
Idrofobi giungere a segno di non poterla neppur 
guardare senza tremori , e senza smanie . Siane 
esempia fra tanti uno veduto da noi sul primo svi- 
lupparsi della rabbia. Questi per andare a casa sua 
dovendo camminare lungo un canale di acqua cor- 
rente per mezzo alla Città si teneva tanto radente 
al muro deQe opposte ^ase , che scostatone ove 



Digitized by LjOQQ IC 



non era piò il canale avea logorati dalla parte delle 
case i vestimenti quaai fino alla nuda cute. Lo stes-. 
ao aborrimento hanno alla luce , alla fiamma , ed a 
qualunque altro 0|^tto risplendente. Uno specchio 
per essi è coaa insopportabile. Qual male ha feno-* 
meni pii\ stravUganti ^ più inesplicabili di questo ? 

XV, V è alcun rimèdio a sì terrìbil disastro ? 
Se la rabbi# è dichiaraci , V esperienza , e V una- 
nime consento de* dotti dice^ che non ve n' è al- 
cuno . Se ve ne sia prima di quello istante , a noi 
pare impotltibile il deciderlo, ed eccone le ragioni. 
]Kon sempre è certo essere raM>ioso il cane , che 
tale ai suppone ^ e rarissinft volte se ne viene 
in chiaro, perchè ad* ogni piccol sospetto viene 
ammaisato . Ma quando anche il cane fosse rab- 
bioso , non è cosa certa , che mordendo comunichi 
sempre la rabbia • Se morde su d* una parte vestita , 
nel trapassare , che i denti fanno le vesti prima di 
giuMiere alla cute , si asciug^ranno ; ed ecco che il 
morso si riduce allora ad una puntura secca , e in 
r ìnseguensa non awelej^ata , Quand* anche mordes- 
se col dente stillante veleno e lo innoculasse nella 
ferita , se da essa ne sgorga molto sangue potreb- 
l>e questo trasportar fuori il veleno introdottovi, e 
non lasciarlo unirsi alla massa del sangue, o insi- 
nuarsi nei nervi. In ciascheduno di questi casi di- 
verrà accreditai ìssimo qualunque rimedio , che per 
prevenire la rabbia sarA stato propinato air uomo 



Digitized by LjOOQ IC 



H a6i )( 
difeso ) peirchè tpesiì non avea nulla da tatnere. Il 
radocinio comune Post hocy trgo ex hoc male ma- 
neggiato da cattivi osservatori è stato mai sempre 
la rovina della savia Terapeutica . Uno de' pia ce- 
lebri, ed antichi rìmedj per la rabbia è ceru poi- 
vei^e composta , per quanto mi pare , di gambaa , 
di pepe , di canUridi , e d' altri inizili ingre^ntt • 
Era essa accreditata, se non erriamo, fino ai tempi 
di Galeno , ed è risorta ai nostri sotto nome di Po/^ 
vete dèi capitano Parenti^ Sì crede non dal sofe 
volgo, ma da qualche Medico poco ilkiminatp, che 
dopo averla presa , se c<mipariscano urine sanguigne 
aia segno di sicura ^larigione . Ma chi non vede la 
fallacia di questo segno ? Ove sono cai^ridi in suf- 
ficiente dose vi saranno sempre urine sai^uigne . Noi 
abbiamo veduto morire Idrofoba una misera giovi-, 
netta cara a' suoi parenti , a cui fu data con tutta la 
possibile diligenza immediatamente dopo il morso, 
e jper molti giomi questa famosa polvere, e in essa 
pure comparve il suddetto sanguigno riscjontro . Al- 
tri rimedj si prescrivono , ma non meritano V ^ore 
di essere da noi rifutati • 

XVI. Che si ha a credere dell' im^ione mercu- 
riale varj anni fa con tanto fasto suggerita come ri- 
medio àcuffo per la rabbia da un^ certo Mr, Da- 
s$aux Francese? Breve è la risposta. Egli fonda il 
suo edifizio sulla lepida teom , che la rabbia nasca da 
certi vermelti insensibili , i quali dopo il Q}orso ,, che 



> Digitized by LjOOQ IC 



K *6^ )( 

' gT ì<tn>Art nel tangoe , col ^^ofo ù moltiplicano 
alf infinko , e colle loro uon interrolte noìotse pun* 
luco cagìoMiio la rabbìi ^ Il mercuclo , die' egli , è 
UBO specìfico contro gì* incetti : dunque deve esaere 
akMTo rimedio «noorm all' Idrofobia . Ma questi ver* 
miti aono tauHo ititemibii , che né il sig. Deseaux, 
né akri i^ hanno mai veduti , né li vedranno . Qual 
caao adunale fare di aiaili libri ? Si sono date » nei 
presenti > le frìaioni pU forti ad alcuni Idrofili fi- 
no ad eecitare in eisi precipitosa saliyaaione, ma 
aen si è ritardala » aè resa nen dolorosa la Icnro 
apavtearrole aKNrte . La naaioné del sig. Deaeaux 
è piena A &ioco » e dP nmnaginaliva , ma non ha 
aenqpre dTealfo «aita quella ponderazione, quelra- 
siodnio giano, e grave, die andie in quel felice 

vragne distingue i veri dalli, pei quali noi abbiano 
lotla la venennone . Che dir dunque delle felici 
esperieme , che egli ci racconla ? Le creda e^' , 
die le ha vedale; noi pure per orederle emettere- 
VM di ^dei^ • 

XVn. Se Ve qosloke barliune di speransa sa* 
rebbe appena dopo il morso nella scarificanone , 
o neil' ustione della ferita, ovvero nella di lei siiz- 

• aione, ossia succhiainento . La prima facendo scor- 
rere a rivi il «angue vicino al morso, potrebbe forse 
iare seco hi usoke andie il vdeno . Ma qual in- 
certesea l La seconda ^pidando le fibre , ed t vasi 
capiUaH feriti, nei qeali può essere entrato il vde^ 



Digitized by VjOOQIC 



)( 263 )( 
no , potrebbe , bruciando luì pure , renderlo meffi* 
cace , e arrestarne la propagazione . La terza , cioè 
li succkhmento , potrebbe forse attirar fuori col san- 
^e 9 veleno 9 eome l'esperiènza fino degb* antiche 
Psilli <r Egitto ci mostra nei morsi dei serpenti • 
Ma cKi arra ìi coraggio cK prestarsi a questo uffi« 
ciò y che , come elegantemente dice il dotto Celso , è 
un'audacim eénftrmatm piuttosto daWust}, ehi dalla 
ragione? Chi ci as^cura, che il veleno idrpfoblco 
A contrario di quello de^ serpenti , non sia mortale 
anche preso per bocca? Q)i assicurerebbe l'audace 
P^lloy che nell'azione di succhiare non gli si la- 
cerasse qualche piccol vaso delle genpve , è non 
contraesse egli medesimo quel male , di cui cerca 
liberare altrui? Una ben forte irentosa replicatamente 
applicata subito , e scarificata sul moiw potrebbe 
forse essere di maggiore speranza . Ma ie ferite so- 
no elleno sempre in parti suscettibili di questa ope- 
razione f Questc^eleno laècia per ciò un tempo suf- 
ficiente ? imperciocché chi ei dice, , che esso non 
sia volatifissimo , ecelttte al pari cff quello del va*- 
juob , fl quale , benché in quantità infinitamente pic« 
cola , neir atto medesimo , in eut s' insinua , pare pà 
sparso a guisa di soi&o per tutte le vene? La le- 
gatura , e scarificazione della parte morsIcaCa y che 
dagl' ignorami Chirurgi si* propone nella ptftitura 
della vipera, è rimedio puerile, e degno di toro. 
Se la legatura è fbrtè abbastim^a per separam egni 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^64 )( , 
eemunlca£Ìone ^eiU parte offeta col retfto del cor« 
pò, ca9o diiBcili'ssimOy cadrà ben tosto in «gangre- 
iMi mortale la parte separata » ed ella stessa darà 
un altro genere dì morte • Se non è abbastanza for- 
te f è totalmente ìnutiW . 

XVIII. Par« che sìa» grand' imprudenza V am- 
mazzare ì cani al più piccolo sospetto di rabbia , 
<^me comunemente si eostimia. Imperciocché chi 
non vede 9 che in mezzo a tante incertezze colui , 
die è stato ferito da un cane , dovrà vivere abneno. 
più di un anno in timore tanto 'angoscioM> , che a 
taluno parrebbe forse meno ,grav^ ima solleeita mor* 
le ? Sembrerebbe aduncpe assai più opportimo, se 
in vece d* uccidere i cani sospètti dopo , che hanno 
morsicato ) si chiudessero, in ben custodito luogo, «e 
eoìk per una apertura nutrendoli si decidesse col 
tempo , se sieno infetti « Se non lo sono , sari^nno 
liberi almeno dall' ambascia tormentosa coloro, che 
ne sono stati morsicati, giacché non darà i^iai la 
rabbia quel cane, che inon l'ha. li. solo esser si- 
curo in caso tanto terribile non è piccol vantaggio. 

XIX. Se è lecito ai Moralisti il creare per istu- 
dio casi talvolta difficili, o parenti deir impossibile , 
sia lecito a noi il crearne uno , che è possibilissi- 
mo . Che sarà d' m Baiiibino generato 4a un Pa- 
dre, o concepito, e paitorito da una Madre nel- 

. r intervallò più , o men lu^^igo , che suol passare fra 
li morso d'un cane rabbioso ^ e l'esplosione della 



Digitized by LjOOQ IC 



){ a65 )( 
rabbia ? Questi dee aver certamente nel sangue i se* 
mi idrofobici y come ne hanno i Celtici , o gli Scor- 
butici, quelli , che, nascono da parenli infeUi di si- 
mil male. Nessuna stona medica, ch'io sappia, ci 
ha finora istruito di un caso simile; eppure chi non 
vede, che dovrebb' essere succeduto più volte? Chi 
ignota , che frequentissimi sono i mali ereditar] ; e 
perchè non li sa , che questo sia mai stato tale in 
qualche caso ? 

Concludasi dunque , che f Idrofobìa sembra 
male piuttosto contagioso , che spontaneo; che' pa- 
re comunicarci solamente Jinora pel morfo , per 
la qual ragione è piik comune n^l cane^ animale 
frequente , e mordace: che puh però comunicarsi 
ad animali if altra specie , massime ali* uomo : 
che pare difficile, se non impossibile ^ il decidere 
se sia curabile prima che si dichiari, come pare 
impossibile il curarla dopo dichiarata. Cosi cre- 
deva ancora la dotta antichità , Ovidio dottissimo 
Poeta dice decisivamente 

Solvere nodosam nescit medicina podagràm , 

Nec formidatis auxiUatux nquis. 
£ finalmente concludasi , che tutto eiò , che riguar- 
da V Idrofobìa y h pieno ancora di dubbiezze ^ di 
oscurità , d orrore , è di maranglia , come deve 
essere pieno di timore qualunque morso, senza ec- 
cettuar quello deir uomo medesimo , massime quan- 
do è neir iracondia . Celso dice, che non v*è quati 



Digitized by LjOOQ IC 



)( A« )( 

nono, eh% man abbia in 9tf gualche coea di ve^ 
nefico. 

Dopo questa terrìbili verità, die tutti trove- 
ranno giuste eguabnente cKe ftpvrentose , che n« 
•egoirÀ ? Lx> diremo noi . Si continuerà a vivere 
come prìma coi cani, anzi alcune di quelle Signo* 
rt, le quali svengono al vedere un sorcio, un pi* 
pistrello , o un innocentissimo ragno , gasseranno la 
loro vita tenendo in grembo , e nel casto loro letto 
Brillantina, o Mirtillo. Cosi è fatto il più perfet- 
to , il pia ingegaoso , il solo raziocinante dei vi- 
venti a questa terra, che è il più p^fetto di tutti 
i mondi possibili . 



Digitized by LjOOQ IC 



Os sensazione d'una Idrofobia manifesta^ 
tasi dopo due anni. ^ 



Oi è per noi largamente parlato dell' Idrofobia in 
cpiesto foglio y ed abbiamo quiyi spiegato i nostri 
sentimenti intomo a questo veleno micidiale . Noi 
ci mostrammo ivi molto lontani dal prestar iedc 
alle moltipUci mediche storie intorno idi' azione del 
medesimo maiiifestatasi dopo una lunga serie di an- 
iii^ ed espcmemmo le solide ragioni di questo no- 
stro sentimento . Cià per altro non ci to^*e di rv* 
ferir nuovamente una simile osservazione prodigio-* 
sissinaa consegnata in molti pubbUci fogli , e che si 
presenta oon le pi& minute circostanze , tali da po- 
terne Sacilmente persuadere la veracità . Assalito 
in campagna un vecchio Reli^so di 70 anni 
d^ un cane cercò indarno difendersi; che que- 
sto , senza latrare ^ ^ morde la mano sinistra . Un 
dente forò la parte carnosa formata dai muscoli la- 
terali del pollice, e* dell' indice. Fece la ferita mol- 
tissimo sangue, ed essendosi immaginato un Chi- 
rurgo , che era in compagnia di quel Religioso , 
che il cane foéae- labbioso , gK ccrnsi^ò di usare 



Digitized by LjOOQ IC 



)( i68 )( 
immediatamente tutte le precauzioni necessarie . Scar- 
nificò profondamente la ferita ^ gli fece in seguite» 
immergere la mano in una dissoluzione di sai ma- 
vino , finché potè Uscir sangue; lasciorvi sopra una 
coi^ressa bagnata nella medesima dissolutone, e si 
ebbe cura di rìbagnarla di tratto in tratto . Questi 
furono ì soli rimedj , che si pot^erono allora met- 
tere in uso. Ritornato il Religioso si ebbe cura di 
strofinarlo con, V unguento mercimale , gH furono 
ordinate per alcuni giorni pozioni bolari di alcuni 
grani di torbil minerale, e altrettanto etiope anti- 
moniale , sen^ osservarsi una . salivazione straordi-^ 
Ilaria . A questi rimedj fu fatto succedere V uso 
della polvere di scaglie di' ostriche per otto o dieci 
giorni . Sembrando, che la piaga si andasse a (Ru- 
dere troppo preHo , si pensò di farla strofinare con 
una grossa tela , ed aspergerla con la polvere di Can- 
taridi *per tenerla sempre viva, e mantenerla più lun- 
gamente in istato di suppurazione . In questo stato 
di cose conservossi il Religioso tranquillo , e si ebbe 
premura di conservarlo tale con dargli a credere , 
che il cane viveva ancora , ad oggetto , che T inùna- 
^nazione non avesse da se stessa prodotto quel ma-' 
le , al quale à voleva andare incontro • Arrivò a tale 
la sicurezza del malato , che egli non volle conti*- 
nuare i rimedj per quante istanze gli fossero fatte . 
Non si ardi alcuno di combattere la sua ostinazio- 
ne , acciocché lo spavento non lo avesse sorpreso « Do- 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^ )( 

dici foli giorni potè ottenere il Chirurgo per queste 
cHira , dopo i quali passò prosperamente il Religioso 
due aniii. Nel termine di questi cominciò a lagnarti 
di una difEcoltà d* inghiottire , che fu presh ptr un 
male di gola ordinano . Il giorno vegnente , conti- 
nuando questo incomodo , gli Furono ordinate alcu- 
ne decozioni leggiermente diaforetiche , che non gli 
procurarono alcun sollievo , perchè la ripugnanza , 
che mostrava per quel liquore, gliele faceva rigetta- 
re . Nella notte seguente il malato fu in una estre- 
ma agitazione, e quindi in una specie di delirio,' a 
segno che fu trovato alla porta del Convento , don* 
de voleva uscire senza sapere ove diriger dovesse i 
suoi passi . Avvertitone lo stesso Chirurgo , che due/ 
an^i prima lo aveva curato del moi*so del cane , si 
portò immediatamente a vederlo . Restò sorpreso tro- 
vandolo con gli occhi stralunati, il naso ^ieno dì 
mocco , e senza potere , come egli diceva , inghiot- 
tire né solido né liquido alcuno . Non si lagnava per 
questo di alcun dolore nel luogo del morso • Gli 
presentò una tazza di liquore , alla vista della quale 
fu assalito da impetuose convulsioni, e si ritirò im- 
mediatamente , gridando , che non poteva soSrir quella 
vista ; Questo orrore per il liquore non lasciò dubi- 
tare il Chirurgo della malattia . Fece immediatamente 
salassarlo dal piede, ^i ordinò lAcune gocce di lau- 
dano liquido con lo zuccaro , ed altri rimedj che 
non si ebbe tempo dì usare , perchè spirò il malato 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^70 H, 
àèie^ o tre ore dopo U sanguigna , senta aver vo- 
luto prender nulla* Considerando tutte le clrcostan- 
Ee di questa storia è sendl>rato al Chirurgo di poter- 
ne dedurre la ragione , per cui in questo i^aso tanto 
ritardò a svilupparsi il rabbioso veleno ,- né si mani- 
festò con quel furore, con cui^imanife^ nelle idro- 
fobie immediate . Attribuisce egli ciò : I. all'* uso dei 
rimedj, i quali temperarono in parte sul principio la 
forza del veleno , e V avrebbero affatto émorzata , 
quando se ne fosse continuato V uso , come conve- 
niva; II. all'età avanzata, e al temperamento flem- 
matico del ^L'gioso. Noi non mederemo aflatto 
questa osservazione. Nasce solo qualche dubbio su i 
segni della idrofobia . L' orrore , che mostrò il ma- 
lato per qualunque cibo liquido , o solido , potè an- 
che essere un effetto o deUa immaginazione , o della 
tormentosa angina , onde era oppresso • 



Digitized by LjOOQ IC 



Caso straniisimo di una Donna y in cui 
cominciarono ad apparire i sintomi 
dell' Idrofobìa solamente allora , che 
ella seppe di essere stata morsicata da 
un Cane rabbioso . 



.^LsPETXANBO , che per vantaggio dell' umaniU 
Tenga autenticata da replicate , ed irrefragabili espe- 
rienze r efficacia del rimedio contro la rabbia com- 
prato, e £itto pubblicare recentenotente dal sovrano 
di PruMia» non dobbiamo rallentarci dal £are tutti i 
nostri possibili sfor» per procurare disconoscere in 
gualche modo la tuttora ignota natura del veleno 
idrofobico , non meno funesto , ed orribile ne' tuoi 
effetti , che inesplicabile nel suo meccanismo • , ^oa 
potremo accostarci a questo punto , se non che ac- 
cumulando i fatti y e le osserrasioni . Ne riferiremo, 
ora brevemente una , la quale #embn provare , che 
i' efficacia del veleno idrofobico d^>ende in gran par- 
te 4all' imma^nazione • 

Nel febbrajo adunque d^ 1772 mi cane ambia- 
to y che scorreva i contorni di Beeanfon nella Franca** 
Contea y mone cinque pessoitty fra le quali tm* 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^72 ){ 
vos»i una Donna, la quale è il soggètto deli' osser- 
vazione , che vogliam riferire . Neil' atto , che usciva 
di letto y fu essa morsicata in varie parti del braccio , 
e del cubilo , e T ultimo addentamento je avea strap* 
pato un pezzo del bicipite della larghezza di uno 
scudo . Il sig. Oudot , Medico di Besangon , che fu 
chiamato per curarla , comprese subito dalla relazio- 
ne , eh' egli avea a combattere una gran dose di ve- 
leno , e non contentandosi perciò del solito tratta- 
mento mercuriale , vi uni ancora il metodo del sig. 
Gonus , cioè T acqua salata , e V uso di quella pian- 
ta da molli Medici preconizzata, e nota sotto il no- 
me di anagallis flore phceniceo . Durante la cura , 
seppe il sig. Oudot, che le altre persone morsicate 
dal medesimo cane , ^ano moite nel parossismo di 
una ràbbia ben caratterizzata. Egli non volle però 
mai accordare alla' sua ammalata , clie fosse stata 
morsa da un cane, arrabbiato , e continuando cosi la. 
cura per tre settimane , ed avendo T avvertenza di 
mantenere per più di i^o giorni aperto lo spurgo 
deUa piaga , tenne lontano ogni segno d' idrofobia . 
Quattro mesi dopo l' apparente guarigione fu la 
donna visitata da una sua amica , la quale , rallegran- 
dosi con lei del suo stato, le fece insieme conosce- 
re il grave rischio, che avea corso, dicendole che 
le altre quattro persoìme erano tutte morte otto o 
dieci giorni dopo la morsicatura . La donna , che 
sino a quel punto avea sempre dubitato se il cane 

fosse 



Digitized by LjOOQ IC 



)( ^73 )( 
fosse stato rabbioso, cadde subito in una specie di 
abbattimento, e si mise a Ietto lo slesso giorno. 
Air indomani , quando il sig. Oudot andò a veder- 
la , gli disse , che il braccio piagalo le dolea forte-- 
mente ; il giorno appresso diede varie provo d' idro- 
fobìa, e mori finalmente due giorni dopo in un accesso 
di rabbia dichiaratissima . Questo fatto sembra provare 
non solo P influenza dell' immaginazione sul veleno 
idrofobico , ma ancora 1' inefficacia di tutti i rimedj 
sinora usati contro di esso . Potranno questi rìguar-* 
darsi al pi& come palliativi capaci di sopire il veleno 
della rabbia , ma non già come rimedj atti a distrug- 
gerlo , o ad assimilarlo agli altri umori . 



FINE DEL SECONDO VOLUME . 



l8 



Digitized by LjOOQ IC 



Digitized by LjOOQ IC 



INDICE 

DI CIO', CHE SI CONTIENE 
NEL VOLUME SECONDO • 



J .JET TEBE al Marchese 


Filippo 


Hereolani 


sopra alcune particolarità 


della Baviera, ed 


altri paesi della Germania* 




LeUera L 




pag. I 


JLettera IL 




V i3 


Triterà IIL 




>» 25 


jMtera IV. 




M 34 


Lettera V. 




w 49 


Lettera VI. 




H 63 


Lettera VII. 




w 76 


Lettera VIU. 




M 88 


Lettera IX. 




ìì lOI 


Lettera X. 




f» ii3 



Elogio Storico del cavaliere Giambattista Pira^^ 
nesi celebre Antiquario ed Incisore di Roma » 127 

Elogio Storico del cavaliere Anton Raffaele 
Mengs " y» 143 

Catalogo delle Opere da essa fatte t» 227 



Digitized by LjOOQ IC 



Itècishnt di Opere sue a noi note ?» 2^9 

Elogio del Medico Vemanzio Lupacchini >» ^x 
Storia Medica suir Idrofobìa per cui è morto 
il ^Dottor Venanzio Lupacchini , con rifles- 
sioni intomo a questo male n zàJfi 
'Dubbi e riflessioni suW Idrofobìa >t aSi 
Osservazione Ì una Idr^oUa manifestatasi 

dopo due anni ^^^ » 267 

'^aso stranissimo di una Doma , yi evi co- 
minciarono ad apparire i siniomi delt Idro- 
fobìa f solamente allora , che ella seppe di es- 
sere stata morsicata da un Cane rabbioso, v 271 



Digitized by LjOOQIC 



^gitized 



by Google 



,*i, e. BERKELEY LIBRARIES 



li 





i 





-- 


COSlBME'ìBD 


RETURN CtRCULATION DEPARTMENT ^ 

TO-—^ 202 Ma in Library 


LOAN PERIOD 1 
HOME USE 


2 3 


4 


5 6 


ALL BOOKS MAY BE RECALLED AFTER 7 DAYS 

1-month lonns moy be renewed by calling 6'(3-340S l 

6-month loons moy be rechofged by bringing books fo Circulotion 

Desk 

RenewQls and recharges may be mode A days prior ro due dote 


PiJIf AS STAMPED BELOW 


DEC ''i '<^ 






«lEC CIR. JAN 1 S )97J 






FEB 1 1996 












f ' 






! 


\ 














* 



























i 



UNIVERSITY OF CALIFORNIA, BERKELEY 
FORM NO. DD6. 40ni. 3/78 BERKELEY. CA %t^MCjOOgle 



«